{"id":19013,"date":"2014-05-13T23:07:31","date_gmt":"2014-05-13T22:07:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19013"},"modified":"2014-05-13T23:07:31","modified_gmt":"2014-05-13T22:07:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-la-professoressa-di-federica-politi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19013","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;La professoressa&#8221; di Federica Politi"},"content":{"rendered":"<p>Dentro, silenzio. Fuori, silenzio. La luce filtra dalle persiane socchiuse. Resto sdraiata, avvolta nella coperta di pile. Aspetto. Di sentire la sua voce. Di vederla entrare dalla porta per chiamarmi a mangiare. Mi riappisolo.<\/p>\n<p>Quando riapro gli occhi, la casa \u00e8 ancora avvolta nel silenzio mentre la luce penetra con maggiore intensit\u00e0. I vicini chiacchierano sul pianerottolo. Un bambino sta piangendo e qualcuno cerca, invano, di farlo calmare. Il camion della spazzatura si ferma a raccogliere il sacchetto del multimateriale: plastica e cocci di vetro. Un cane sta abbaiando. Una macchina frena bruscamente ed un uomo\u00a0urla arrabbiato.<\/p>\n<p>Mi tiro su e mi dirigo verso la sua camera. Solo il rumore dei miei passi riecheggia tra le pareti della casa. Mi fermo sulla porta. Riconosco la sagoma del suo corpo sotto le coperte. E\u2019 insolito che non sia gi\u00e0 sveglia: \u00e8 cos\u00ec mattutina.<\/p>\n<p>Mi avvicino al letto. La sua mano spunta da sotto le lenzuola. La sua mano secca, grinzosa, \u00a0ricoperta di macchie \u00e8 immobile proprio sopra la mia testa. M\u2019allungo \u00a0e mi struscio contro le dita. Non si muove. Non parla. Non chiama il mio nome.<\/p>\n<p>Mi alzo sulle zampe posteriori. M\u2019appoggio al materasso. Ha gli occhi chiusi. I capelli\u00a0 sparsi sul cuscino. Abbaio. Continua a non muoversi. Abbaio pi\u00f9 forte. Niente. Provo a leccarle la mano. E\u2019 fredda. Rigida. Abbaio di nuovo, quasi ringhio. Lei non sente, non si muove. Salto sul letto, anche se so che non vuole, che cos\u00ec facendo la far\u00f2 arrabbiare.<\/p>\n<p>Ma lei continua a non muoversi e non mi urla di scendere. Il mio ringhio si fa debole e diventa quasi un lamento, una preghiera. Avvicino il muso al suo viso. Non sento il suo respiro pesante. Non sento il suo alito forte. Le lecco una guancia ma continua a non muoversi. Non capisco. Non \u00e8 mai rimasta cos\u00ec tanto a letto, a parte quella volta che prese una brutta influenza e non and\u00f2 a scuola per una settimana ma mi parlava, lasciava che le facessi compagnia ai piedi del letto.<\/p>\n<p>Mi sistemo nella curva del suo braccio e aspetto. Aspetto che si svegli. Aspetto e ricordo.<\/p>\n<p>Il primo giorno in cui \u00e8 venuta a prendermi al canile. La sua mano che infilandosi tra le sbarre cercava di carezzarmi mentre io l\u2019osservavo con sospetto. Era buffa con quegli occhiali colorati, i capelli raccolti in una grande crocchia sopra la testa. Le prime settimane in cui abbiamo imparato a conoscerci. Le innumerevoli volte che mi sgridava perch\u00e9 \u00a0mi addormentavo sul divano lasciandolo ricoperto di peli e sabbia. Le lunghe passeggiate in spiaggia a rincorrere le onde del mare. Le \u00a0interminabili pedalate in bicicletta. Mi sistemava nel cestino e via nella luce del sole, nel profumo di salsedine: una carezza, una parola affettuosa e quello sguardo dolce. E quel sorriso amaro.<\/p>\n<p>Poi ha smesso di insegnare, \u00a0ha smesso d\u2019andare a scuola. I suoi capelli erano ormai bianchi. E\u2019 diventata triste. Malinconica. Ha pianto tanto. Lacrime e lacrime a riempire i solchi segnati dalle rughe sul suo viso. Mi sdraiavo sul divano vicino a lei nella speranza di confortarla. Lei m\u2019accarezzava e mi parlava dei suoi alunni, di quanto erano bravi. Diceva di sentirsi sola, inutile. Io mi facevo pi\u00f9 vicina, le salivo in grembo e la guardavo di sotto in su. La fissavo. Volevo che capisse che c\u2019ero io con lei, che non sarebbe mai stata sola. Lei continuava a carezzarmi e continuava a piangere.<\/p>\n<p>I mesi sono trascorsi cos\u00ec, sospesi nel vuoto. Poi si \u00e8 abituata a questa nuova realt\u00e0. Credo. Ha cominciato a leggere. Stava ore ed ore sulla poltrona vicino alla finestra, con un libro sulle ginocchia e lo sguardo perso nella ricerca di qualcosa. Qualcosa che probabilmente non \u00e8 mai arrivato.<\/p>\n<p>Non ha mai smesso di avere cura di me. Ogni giorno prendeva il guinzaglio dal mobile nell\u2019ingresso, me lo metteva con delicatezza e uscivamo. Ci fermavamo a fare colazione, a prendere il giornale e il pane, a fare un po\u2019 di spesa, sempre nella solita bottega.<\/p>\n<p>Ora sono qui, sdraiata al suo fianco. Non sento pi\u00f9 il calore del suo corpo, non sento pi\u00f9 il suo cuore battere vicino al mio. Ho paura. Ho paura che non si risvegli pi\u00f9. Ho paura di restare qui senza di lei. Non ci siamo mai separate.<\/p>\n<p>Mi stringo sempre pi\u00f9 al suo corpo rigido e freddo. Chiudo gli occhi e cerco di evocare la sensazione di calore del mio muso tra le pieghe del suo collo mentre mi gratta dietro le orecchie. Cerco di evocare la sensazione di protezione, di sicurezza e d\u2019affetto di cui mi ha sempre circondata, anche nei momenti pi\u00f9 bui. Cerco di evocare tutta la tenerezza, tutta la bellezza dei giorni trascorsi \u00a0insieme.<\/p>\n<p>Aspetto. E ricordo. Ma la mia cara professoressa \u00e8 sempre pi\u00f9 lontana e per la prima volta, non so come raggiungerla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19013\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19013\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dentro, silenzio. 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