{"id":18948,"date":"2014-05-14T18:49:01","date_gmt":"2014-05-14T17:49:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18948"},"modified":"2014-05-19T12:09:06","modified_gmt":"2014-05-19T11:09:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-guardami-di-laura-fortugno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18948","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Guardami&#8221; di Laura Fortugno"},"content":{"rendered":"<p>Ero diventata tua moglie da pochi giorni con un rito civile celebrato all\u2019aperto, tra i fiori di maggio, quando iniziarono i primi sospetti. Fra i due ero io ad attirare l\u2019attenzione con i miei occhi smeraldo e i capelli color miele, tu eri quello ricco, ma io non ti sposai per questo.<\/p>\n<p>Nel mese di giugno ci concedemmo soltanto qualche fuga romantica nel fine settimana, posticipando il viaggio di nozze ad agosto, cos\u00ec che il tuo prestigioso studio di consulenze non subisse rallentamenti. Negli altri giorni tornavi a casa sempre tardi per smaltire delle pratiche in sospeso. Io ti dicevo che lavoravi troppo, tu mi portavi ogni sera gladioli freschi e profumati.<\/p>\n<p>Luglio fu molto caldo e il caldo ti rendeva nervoso. Lo mal tolleravi, dicevi, preferivi l\u2019inverno. Questa era una cosa che non mi avevi mai nascosto. Io credevo che fosse l\u2019unica.<\/p>\n<p>Ad agosto partimmo per la Sicilia spostandoci nella seconda met\u00e0 del viaggio in Tunisia. In spiaggia, con la pelle dorata, i bikini colorati e le lunghe gambe selvatiche, sentivo addosso gli sguardi dei maschi di ogni et\u00e0, ma tu, non te ne accorgevi nemmeno. Io avevo occhi solo per te. Tu eri sensibile alle curve: da quelle sulle quattro ruote ai topless pi\u00f9 generosi fino ai perizomi pi\u00f9 sfrontati.<\/p>\n<p>Settembre fu il mese del tuo compleanno, ingaggiai un servizio catering e ti preparai una festa a sorpresa con gli amici tuoi pi\u00f9 cari, non molti, in verit\u00e0. La torta la feci io: una base di pan di spagna imbevuto nell\u2019alchermes, uno strato di crema e una copertura di panna montata rivestita da enormi e succose fragole. Una vera delizia sia per la vista che per il palato. Tu <i>flirtasti<\/i> tutta sera con la cameriera, mora e burrosa, addetta alla preparazione dei cocktail.<\/p>\n<p>A ottobre ti chiesi se non fosse giunto il momento di interrompere certe precauzioni e pensare a un piccolo \u201cte\u201d, magari un po\u2019 meno canaglia, ma con gli stessi tuoi occhi minuscoli e scuri e la fossetta in mezzo al mento paffuto. Mi dicesti che ti sembrava un\u2019ottima idea, con lo stesso entusiasmo che mostrasti, quando ti chiesi un parere per un nuovo taglio di capelli.<\/p>\n<p>Novembre fu il mese del mio caschetto, i lunghi capelli biondi mi avevano abbandonata e insieme a loro anche la mia aria da bambina, il collo lungo risaltava sul taglio cortissimo e anche gli occhi verdi spiccavano sul nuovo colore ramato della mia chioma. Anche a te piacquero, ma iniziarono i tuoi viaggi di lavoro e io dovetti prendere confidenza, da sola, con quella nuova me riflessa nello specchio.<\/p>\n<p>Dicembre ci regal\u00f2 giornate bellissime, nevic\u00f2 parecchio e tu eri sempre allegro e pieno di attenzioni. Mi portasti con te a Parigi, sommergendomi di regali il giorno di Natale, ma non era quello a rendermi felice, bens\u00ec il fatto che in quel mese sembrava avessi ricominciato a vedermi; ad accorgerti di me. Il nostro bimbo tardava ad arrivare, ma facevamo l\u2019amore molto pi\u00f9 spesso e ogni volta, io, speravo sarebbe stata quella buona. Valentina ci regal\u00f2 un corso di tango che sarebbe iniziato a gennaio: non stavo pi\u00f9 nella pelle. La vita mi sembrava brillare nuovamente e tutti i miei dubbi si erano dissolti come la neve alla fine di quel mese.<\/p>\n<p>L\u2019anno nuovo inizi\u00f2 senza di te: le trasferte di qualche giorno si trasformarono in una permanenza di tre settimane nelle quali ci sentivamo solo al telefono, nei rari momenti in cui non eri troppo indaffarato. Poco convinta cominciai il corso di tango da sola, come mi suggeristi tu, ma lo feci controvoglia. Ero sprovvista di un partner cos\u00ec il mio abbraccio dovette fondersi con quello del maestro argentino che conduceva le lezioni di ballo. Fu molto pi\u00f9 facile imparare insieme a lui ma io mi sentivo sempre a disagio, impacciata e fuori tempo. Mi mancavi moltissimo, ma questo succedeva, anche quando eri presente.<\/p>\n<p>Una fredda notte di febbraio squill\u00f2 il telefono mentre io e te dormivamo abbracciati gi\u00e0 da qualche ora. Tu corresti a rispondere, io tentai di domare il batticuore. Tornasti dopo essere passato dalla cucina a prendere un bicchiere d\u2019acqua che offristi anche a me, comunicandomi che avevano semplicemente sbagliato numero. Eppure ti avevo sentito parlare, sottovoce, per diversi minuti.<\/p>\n<p>Marzo ci regal\u00f2 una primavera anticipata e un altro compleanno da festeggiare. Per strada i complimenti invece di diminuire, aumentarono, nonostante quell\u2019anno in pi\u00f9 sul volto, a mio avviso, si vedesse. Anche le <i>avances<\/i> di certi maschi, alle quali non avevo mai dato eccessivo peso, sembravano diventare sempre meno velate e molto pi\u00f9 insistenti. Ma io volevo soltanto te e non ci badavo.<\/p>\n<p>La Pasqua in quell\u2019anno cadde ad aprile, cos\u00ec come la tua giacca preferita cadde dall\u2019appendiabiti mentre cercavo di far ordine nel caos del tuo studio. Fece un rumore insolito e troppo chiassoso per un pezzo di stoffa. La sollevai da terra e scoprii il motivo di quel tonfo. Non mi risultava avessi un cellulare privato e un altro dedicato agli affari, ma di fatto nelle tasche ne trovai uno mai visto. Pieno di messaggi molto dettagliati e, no, non trattavano affatto questioni lavorative. Ora era palese: io ti amavo e tu mi tradivi. Ai tuoi occhi ero invisibile.<\/p>\n<p>Il dodici maggio festeggiammo il nostro primo, felicissimo, anniversario. Di quegli sms non ti chiesi mai nessuna spiegazione: io ti amavo e il mio era un sentimento puro, che volevo proteggere. Ti amavo per ci\u00f2 che eri anche se, in sostanza, un uomo piccolo, e non certo per la statura che invece non ti mancava. Ti amavo per la pena che mi facevi, quella sincera; compassionevole, che provavo ogni volta che le tue insicurezze e il tuo vivere costantemente all\u2019ombra di qualcun altro, rivelavano ci\u00f2 che eri. Ti amavo per lo smisurato quanto illogico potenziale che vedevo in te, nel quale credevo soltanto io perch\u00e9 tu invece, rifuggivi dalle cose difficili o troppo impegnative. \u00a0Io ti amavo profondamente e, con tutta la purezza dei miei anni, ti amavo povero com\u2019eri e non \u00a0per quei quattro soldi in pi\u00f9 rispetto alla media che, per fortuna e non certo per virt\u00f9, ti ritrovavi. Io ti amavo cos\u00ec: misero, inconsistente e bugiardo com\u2019eri.<\/p>\n<p>Quella mattina tu mi svegliasti con un mazzo enorme di rose rosse e alle nove mi portasti a cena in un ristorante da fiaba situato all\u2019interno di un castello. Per l\u2019occasione indossai un abito nero, lungo e molto aderente \u00a0e un rossetto rosso acceso che non avevo mai osato. Non mi staccasti gli occhi di dosso per tutta la sera e mi dicesti che ero una dea, la donna pi\u00f9 bella di tutto l\u2019universo. Questa volta per\u00f2, sentivo che era vero; che non si trattava di un\u2019altra bugia. Stavolta s\u00ec!, ero certa della mia bellezza e libera da insicurezze come poche volte mi era accaduto nella vita. Ero incantevole e lo sapevo, ma il merito non era tuo, piccolo uomo.<\/p>\n<p>Poche ore prima, nella stanza di un minuscolo appartamento all\u2019ultimo piano di via Watt, con il resto del mondo fuori e i rumori del traffico mitigati dalla musica malinconica di un tango lento e struggente, che ero una dea, me lo aveva detto anche Carlos, con quel suo accento <i>porteno<\/i> caldo e sensuale, mentre nuda, mi teneva fra le sue braccia possenti. Lui per\u00f2 lo aveva fatto, guardandomi negli occhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18948\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18948\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero diventata tua moglie da pochi giorni con un rito civile celebrato all\u2019aperto, tra i fiori di maggio, quando iniziarono i primi sospetti. 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