{"id":18945,"date":"2014-05-14T18:46:33","date_gmt":"2014-05-14T17:46:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18945"},"modified":"2014-05-14T18:46:33","modified_gmt":"2014-05-14T17:46:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-coraggio-di-maria-di-luca-dandria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18945","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il coraggio di Maria&#8221; di Luca D&#8217;Andria"},"content":{"rendered":"<p>Maria stava seduta in un angolo della sala d\u2019aspetto, le gambette penzolanti che non arrivavano a toccare terra. Aspettava che sua mamma si svegliasse. Aveva avuto un incidente, la mamma, e ora stava male. Aveva potuto vederla solo un attimo, piena di tubi e attaccata a molte macchine strane. Doveva svegliarsi presto, perch\u00e9 il giorno dopo era sabato, il loro giorno speciale. Il sabato mattina andavano al parco, dove si poteva dar da mangiare alle capre e alle oche, e se il tempo era bello si potevano vedere i pavoni fare la ruota. Maria andava sull\u2019altalena e sullo scivolo, e mentre scendeva sentiva una gran paura. Alla fine per\u00f2 era bellissimo correre a rifugiarsi tra le braccia della mamma, mettendole il naso tra i capelli. Quello era il posto pi\u00f9 sicuro del mondo. Poi sarebbero tornate a casa e avrebbero cucinato le polpette prima fritte e poi nel sugo. Erano belle grosse, con il sopra piatto e pieno di sugo, e quando le mangiavi sentivi la crosticina fritta e spessa e il dentro morbido morbido. Era una ricetta segreta che sapevano solo loro due, ed erano le pi\u00f9 buone del mondo.<\/p>\n<p>Stava l\u00ec sola sulla sedia azzurrina da tanto tempo ormai, le venne sonno e si appisol\u00f2, la testa appoggiata al muro. Si svegli\u00f2 pi\u00f9 tardi, a notte fonda. La sala d\u2019aspetto non era pi\u00f9 vuota, c\u2019era qualcuno con uno strano vestito nero, che lo copriva dalla testa ai piedi. Dalla statura, Maria pens\u00f2 che fosse una signora anziana, una vecchina. Stava ingobbita in avanti, con la testa appoggiata su uno strano bastone, con alla fine come un lungo coltello sottile dalla lama rotonda.<\/p>\n<p>Maria si sedette composta e aspett\u00f2. Non parlava mai per prima alle signore anziane, cos\u00ec le avevano insegnato. Dopo un po\u2019 per\u00f2 la signora le sembr\u00f2 triste, e allora disse:<\/p>\n<p>\u201cCiao. Come mai sei triste? Aspetti che si risvegli qualcuno anche tu?\u201d<\/p>\n<p>La signora non si mosse. Maria scese allora dalla sua sedia e and\u00f2 a mettersi a quella a fianco a lei.<\/p>\n<p>\u201cCiao, ehi signora anziana, dico a te. Non mi senti?\u201d chiese, toccandole il vestito nero sulla manica. La signora allora si volt\u00f2 piano verso la bambina: Maria non riusciva a vederle il viso, perch\u00e9 il cappuccio era troppo largo. Vedeva solo due puntini rossastri dove sembrava che ci dovessero essere gli occhi. Ebbe un po\u2019 paura, ma non tanto.<\/p>\n<p>\u201cNon dovresti vedermi\u201d disse con una voce di donna, profonda e insieme stridula.<\/p>\n<p>\u201cCome no? Ti vedo benissimo. Cosa sono quei due puntini rossi?\u201d<\/p>\n<p>La signora si alz\u00f2 lentamente e and\u00f2 a sedersi pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>\u201cStammi lontano, bambina. Non darmi noia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome mai sei qui? Stai aspettando qualcuno?\u201d<\/p>\n<p>La signora non rispose. La sala era diventata pi\u00f9 oscura: le luci erano accese ma sembravano illuminare di meno. Fuori era diventato buio pesto, Maria non riusciva pi\u00f9 a vedere i lampioni della strada e non si sentiva alcun suono.<\/p>\n<p>\u201cVoglio parlare con qualcuno, qui fa freddo e mi sento sola e voglio la mia mamma. Non vuoi parlare con me? Anche tu ti sentirai sola, no?\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo mi sento sola da sempre. Bambina, te lo dico un\u2019altra volta, lasciami stare.\u201d<\/p>\n<p>Maria fece dondolare le gambe incrociate sotto la sedia per un po\u2019, poi disse:<\/p>\n<p>\u201cTi piacciono i gelati? A me piace tanto il cremino.\u201d<\/p>\n<p>La figura sospir\u00f2, poi tir\u00f2 fuori da una tasca una specie di blocco degli appunti, con in mezzo alcune foto, e si depose tutto sulle gambe, iniziando a consultare i vari fogli.<\/p>\n<p>\u201cCosa stai facendo? Posso vedere?\u201d, disse Maria, e senza aspettare risposta le si mise davanti prendendo in mano alcune foto.<\/p>\n<p>\u201cStai ferma, non sono cose che puoi vedere. Ridammi subito la foto\u201d, disse la donna con tono risoluto.<\/p>\n<p>Maria la ignor\u00f2 del tutto, e chiese invece: \u201cCome mai qua c\u2019\u00e8 la foto di mamma? La conosci?\u201d<\/p>\n<p>La donna, fissandola negli occhi, disse: \u201cS\u00ec, la conosco. Tra poco andr\u00f2 a prenderla e la porter\u00f2 via. Non torner\u00e0 pi\u00f9 da te, \u00e8 meglio che ti abitui da subito.\u201d Maria si agit\u00f2 e prese a strillare: \u201cNo! Dove la porti? Non portarla via! Cattiva, sei cattiva\u2026\u201d, e cominci\u00f2 a darle schiaffi sulle gambe con le piccole manine. La donna le blocc\u00f2 i polsi con le dita, Maria le vide bianche e sottili e sent\u00ec il contatto gelido delle ossa. Cominci\u00f2 a piangere e a menare calci con le gambette verso gli stinchi sotto il mantello nero, mentre urlava e si dibatteva sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>La donna allora le lasci\u00f2 i polsi e si alz\u00f2 piano, mentre anche le ultime luci della stanza sparivano e calava un silenzio assoluto. Maria cominci\u00f2 ad avere davvero paura quando la signora si abbass\u00f2 il cappuccio, scoprendo un teschio bianchissimo e perfetto. Dal fondo delle orbite emanava un bagliore rossastro, che illuminava dall\u2019interno il resto della testa ed era l\u2019unica luce rimasta. Quando alz\u00f2 alta la roncola, Maria inizi\u00f2 a sentire freddo da dentro, come se avesse del ghiaccio sotto la pelle, e intanto indietreggiava boccheggiando.<\/p>\n<p>\u201cIo sono la Morte, lo capisci, bambina? Tutti vogliono starmi lontano, perch\u00e9 chi viene toccato dalla mia lama parte per un viaggio senza ritorno. Oggi devo prendere tua madre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 deciso. Vattene, bambina, fuggi lontano e odiami, una volta per tutte.\u201d<\/p>\n<p>Maria scapp\u00f2 in un angolo della stanza coprendosi il viso con le mani, terrorizzata. La Morte si avvi\u00f2 piano verso la porta della stanza della madre. Camminava lentissima, pi\u00f9 ingobbita del solito, fermandosi quasi ad ogni passo come per una grande stanchezza e appoggiandosi alla roncola come ad un bastone.<\/p>\n<p>Quando stava gi\u00e0 attraversando la porta per met\u00e0, sent\u00ec tirarsi con decisione lo strascico del mantello. Maria le teneva il vestito con entrambe le mani, con gli occhi rossi e gonfi di pianto, ma non la mollava. \u201cSe devi portare via la mamma, io vengo con voi. Non mi importa dove, se c\u2019\u00e8 pure lei non potr\u00e0 essere brutto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cLasciami, stupida bambinetta, o te ne pentirai! Non te lo ripeter\u00f2 una seconda volta.\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo invece lo dico e lo ridico quante volte mi pare. Io vengo con voi, non mi importa dove andate!\u201d<\/p>\n<p>La Morte afferr\u00f2 il mantello e inizi\u00f2 a strattonarlo a sua volta, in una sorta di tiro alla fune.<\/p>\n<p>\u201cNon puoi combattere con me, te ne rendi conto? Nessuno pu\u00f2, dall\u2019inizio dei tempi, e cos\u00ec sar\u00e0 sempre! Lasciami fare il mio dovere!\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon me ne importa, mi porterai con voi nel posto dove andate!\u201d, urlava Maria, puntellandosi con i piedi e tirando il mantello all\u2019indietro con tutto il suo peso mentre grossi lacrimoni le sprizzavano dagli occhi a getto continuo, bagnandole il viso paonazzo.<\/p>\n<p>\u201cRassegnati, stupida, non potrai pi\u00f9 stare con tua madre! E mollami il mantello, lascialo ho detto!\u201d, url\u00f2 la Morte, tirando uno strattone cos\u00ec forte che Maria cadde a terra, senza lasciare per\u00f2 la presa. La Morte continu\u00f2 a tirare la stoffa verso di s\u00e9 finch\u00e9 la bambina non si trov\u00f2 sollevata da terra: a quel punto il mantello si strapp\u00f2 e Maria ricadde gi\u00f9 con un tonfo. Ora la Morte, furiosa, poteva vedere le sue gambe e il bacino, bianchi e nudi, del tutto scoperti nel grosso strappo. Quando Maria torn\u00f2 di nuovo ad afferrarla spalanc\u00f2 la bocca in un ululato e sollevando la roncola gliela abbatt\u00e9 sul viso. La bambina sent\u00ec un dolore acuto in tutto il corpo seguito subito da uno strano solletico, e vide se stessa cadere a terra con gli occhi spalancati. Per\u00f2 poi si ritrov\u00f2 ancora l\u00ec, con il lembo nero strappato in mano, mentre la Morte si portava le mani scheletriche alla testa e sussurrava tra s\u00e9: \u201cHo sbagliato, come \u00e8 possibile\u2026 Sto diventando vecchia, ormai\u2026\u201d Maria la guardava disorientata, ma aveva smesso di piangere. \u201cVieni, vieni con me, bambina cocciuta. Adesso puoi.\u201d<\/p>\n<p>Maria le prese docile la mano di ossa e insieme attraversarono la porta della stanza. Stettero per un po\u2019 a fissare il letto dove giaceva la mamma, bianca come la cera. I parenti erano tutti seduti intorno, in silenzio e\u00a0 con gli occhi lucidi. Nessuno si era accorto di loro. La Morte alz\u00f2 piano la roncola e attravers\u00f2 il corpo della madre di Maria con delicatezza. In quell\u2019istante si ud\u00ec un suono acuto e prolungato dalle macchine e subito dopo la donna si alz\u00f2 dal letto. Maria le corse incontro saltandole in braccio: \u201cMamma, mamma! Evviva, ti sei svegliata!\u201d La Morte guardava madre e figlia che si abbracciavano e si scopr\u00ec a sentire dentro una strana emozione nuova, mai provata da un\u2019eternit\u00e0. Aveva combattuto con una bambina, l\u2019aveva uccisa per rabbia e l\u2019aveva resa felice. Era ora possibile che fosse felice anche lei, che non lo era mai stata? E poteva esserlo a causa di quella piccola testarda e coraggiosa? Non se la sentiva di amare qualcuno, non doveva: a lei non era concesso, sarebbe stata una pericolosa anomalia da pagare cara. Eppure lo voleva disperatamente, e\u00a0 lottava con se stessa.<\/p>\n<p>\u201cDobbiamo andare ora\u201d, disse dopo un po\u2019 in un sussurro. Un minuto dopo, erano tutte e tre nel corridoio verso l\u2019uscita dell\u2019ospedale. Maria, tenendo per mano sia sua madre che la Morte, disse allegra: \u201cHai visto la signora com\u2019\u00e8 stata buona? Io volevo tanto che tu ti svegliavi e lei ti ha fatto svegliare! Perch\u00e9 non passiamo da casa e cuciniamo le polpette prima fritte e poi nel sugo e le mangiamo tutti insieme? Possiamo, eh, possiamo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 tempo per queste cose\u2026\u201d, disse la Morte, cercando di non guardare la bambina.<\/p>\n<p>Maria insisteva caparbia: \u201cMamma, diglielo, diglielo anche tu\u2026\u201d poi di nuovo, rivolta alla Morte: \u201dTi prego, ti prego, ti prometto che ci mettiamo poco!\u201d<\/p>\n<p>La Morte si ferm\u00f2 a riflettere per un po\u2019, lo sguardo rivolto a terra. Poi all\u2019improvviso prese in braccio Maria, le guard\u00f2 per un attimo il visino radioso e disse: \u201cMa sono proprio cos\u00ec buone, queste polpette?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome le fa mamma, sono buonissime!\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene, allora le voglio assaggiare.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18945\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18945\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria stava seduta in un angolo della sala d\u2019aspetto, le gambette penzolanti che non arrivavano a toccare terra. 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