{"id":18896,"date":"2014-05-15T15:59:34","date_gmt":"2014-05-15T14:59:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18896"},"modified":"2014-05-16T17:47:27","modified_gmt":"2014-05-16T16:47:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-insolite-storielle-di-lanfranco-mancini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18896","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Insolite storielle&#8221; di Lanfranco Mancini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Conobbi Neri tanti anni fa, in una mattina di primavera, il sole bucava l&#8217;aria dolcemente, una sottile, lucente energia riempiva la campagna. E l&#8217;attesa era penetrante. Ero stato invitato dal dottor L. L. a conoscere <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>&#8220;un tipo particolare<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;, mi aveva detto al telefono la sera prima. Ma non mi aveva anticipato nulla &#8220;<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>per non togliermi il piacere della sorpresa<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;, aveva aggiunto sornione. Il dottor L. era un medico olistico, uno di quei pochi, illuminati dottori che vedono l&#8217;essere umano come un insieme, da curare quindi come tale, e non da spezzettare, con tanti specialisti che si perdono nel nulla del loro piccolo particolare. Il dottor L. studiava anche i fenomeni paranormali, convinto com&#8217;era che corpo ed anima si completino a vicenda. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Quella mattina, nel Valdarno conoscemmo Neri, accompagnato dalla moglie Maria, che non lo lasciava mai solo, non tanto perch\u00e8 la forza dell&#8217;uomo sta nell&#8217;appoggio della donna, quanto perch\u00e8 Neri, davvero, non era persona che potesse essere lasciata in balia delle insidie del mondo. Un <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>sensitivo, di questi tempi, fatica a vivere una vita normale, non ci riesce un granch\u00e8 bene, dilaniato com&#8217;\u00e8 tra le urgenze materiali e i richiami delle sue sensazioni, con i piedi per terra, ma la testa lass\u00f9, a parlare con chi sa chi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><i><b>Gropina<\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Neri quel giorno ci port\u00f2 a Gropina<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i><b>. <\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>La Pieve di S.Pietro, a Gropina, \u00e8 una strana cattedrale. Prima di arrivare a Loro Ciuffenna, in collina, sulla destra, si trova la Pieve, lungo quella che era la vecchia strada <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>romana<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> che correva lungo l&#8217;Arno e collegava l&#8217;antica rete delle pievi valdarnesi, utilizzate dai pellegrini diretti a Roma. E&#8217; una pieve strana, in primo luogo, perch\u00e8 \u00e8 piena di simboli pagani mescolati con i primi segni del cristianesimo. Basta guardare il suo pulpito.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Neri ci disse che in quel luogo, che era sempre stato al centro di una zona piena di energia come poche altre, era ancora viva una storia, che ci raccont\u00f2.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Molti secoli fa qualcuno seppell\u00ec in quella cattedrale, da qualche parte, un tesoro di monete d&#8217;oro e di oggetti preziosi, provenienti di sicuro da scorribande e ruberie. Quel qualcuno, raccont\u00f2, era ancora l\u00ec, a guardia del &#8220;<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>suo<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8221; tesoro, segno di un attaccamento feroce alle cose terrene. Feroce e pesante. Tanto pesante da avere impedito a quella povera anima di staccarsi dalla terra e di andarsene via.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Neri ci spieg\u00f2 che ci sono esseri umani talmente attaccati ai sentimenti terreni ed alle ricchezze, che, quando il loro corpo muore, l&#8217;anima resta intrappolata nel luogo in cui \u00e8 vissuta. Quell&#8217;anima di Gropina in vita era stato forse un uomo terribile, cos\u00ec tanto che ancora oggi un sensitivo come Neri ne avvertiva la forte energia negativa. Cos\u00ec, appena il tempo di farci vedere l&#8217;interno della cattedrale, che eravamo gi\u00e0 usciti, Neri avvertiva dentro di s\u00e8 un gran freddo e la voglia irrefrenabile di allontanarsi da quell&#8217;energia oscura.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Noi, naturalmente, non avvertimmo nulla di tutto ci\u00f2, ma lui s\u00ec. Per questo era voluto uscire. &#8220;<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>Preferisco <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> -disse- <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>fare due parole col sagrestano, che conosco, e che a quest&#8217;ora \u00e8 dietro la chiesa, nel piccolo cimitero<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;, e spar\u00ec alla sua ricerca. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Noi sbirciammo dal cancellino, ma non vedemmo nessuno. Ci rest\u00f2 sempre il dubbio che anche il sagrestano fosse un fantasma. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Lui, d<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>i certo<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>,<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> buono!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><i><b>Monterosso.<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Neri era molto devoto di S.Francesco.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Ed era anche molto innamorato del mare. Neri trov\u00f2 coniugati insieme il Santo e il mare a Monterosso, dove si trova una cappella dedicata a S.Francesco. E da quella cappella si domina il mare delle Cinque Terre. Neri, in vacanza, vi andava spesso, si raccoglieva in preghiera, meditava. Quel posto lo invitava al contatto con il cielo. Cos\u00ec ritrovava le forze per sostenere il peso della sua missione. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Davanti alla cappella, nella piccola radura da cui lo sguardo scompariva nel mare e il mare scompariva nell&#8217;infinito, lui si sedeva in posizione yoga, gli occhi chiusi, <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>cos\u00ec come<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> fac<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>eva sempre quando era sul mare, seduto su uno scoglio dalla curiosa forma di delfino. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Cosa si dicessero, il cielo e lui, non \u00e8 dato sapere. Ma una cosa \u00e8 certa: ogni volta tornava da quegli incontri con la beatitudine negli occhi. E quando ci raccontava di quella beatitudine, ci insegnava in effetti come distaccarci dal proprio io e riprendere con lena un cammino di ricerca.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Un giorno volli andare a trovarlo in quel suo rifugio spirituale. In quel periodo andavo con la mia famiglia in vacanza d&#8217;agosto a Bonassola, che dista un niente da Monterosso, ed avevamo un piccolo gommone col quale distaccarsi dalla riva affollata e per nasconderci tra i flutti. Un giorno, dicevo, lo chiamai per dirgli che andavamo a trovarlo, sarei arrivato via mare col gommone. Lui mi disse che aveva un ombrellone e due sdraie proprio davanti a quel grande scoglio a due passi dalla battigia che tutti conoscono e incontrano appena usciti dalla stazione di Monterosso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Fissato il luogo, decidemmo l&#8217;ora. Il tragitto da Bonassola a Monterosso fu fatto d&#8217;un fiato, appena il tempo di riempirci gli occhi del golfo di Levanto e del promontorio di Punta Mesco, ed eravamo gi\u00e0 arrivati. A circa trecento metri dalla spiaggia spengemmo il motore, essendo proibito avvicinarsi alla riva, e facemmo grandi gesti con le braccia per farci riconoscere: Maria e Neri erano gi\u00e0 sulla spiaggia, vicini al grande scoglio. Cos\u00ec gli detti voce per avvertirlo che ancoravo il gommone e andavo da lui sulla spiaggia, ma lui subito <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>grid\u00f2<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> con voce decisa: &#8220;<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>No, no, vengo io da voi! Cosa credi, so nuotare, sai?&#8230;<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;, e non fece in tempo ad infilarsi in mare che gi\u00e0 era accanto al nostro gommoncino! Come avesse fatto a fare quel tragitto in un istante lo sa solo lui.. Forse, temendo che si pensasse che un campagnolo come lui non avesse dimestichezza con l&#8217; acqua di mare, aveva chiesto aiuto ad un delfino!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><i><b>Il vestito di lino bianco<\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Una sera d&#8217;estate, il cielo limpido e l&#8217;aria tersa spinsero Neri a fare un giro in auto, cosa che non gli piaceva molto, perch\u00e8 alla guida era distratto. Gli succedeva cos\u00ec spesso, ormai, di stare a parlottare con chi sa chi, che perdeva un p\u00f2 di vista il controllo della situazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Quel giorno Neri arriv\u00f2 da noi, invitato a cena. Era la prima volta che entrava in casa nostra e ovviamente noi eravamo anche incuriositi, perch\u00e8 in cuor nostro ci aspettavamo di sapere cosa lui avrebbe visto o sentito, l\u00ec da noi. Ma non glielo chiedemmo, per non infastidirlo. Entr\u00f2, fece pochi passi, un&#8217;occhiata in giro, qualche passo in salotto. Eravamo tutti in silenzio. Fu lui a romperlo, esclamando: <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> &#8220;<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>Vedo una figura, un bell&#8217;uomo, alto, con un vestito di lino bianco di quelli che usavano a fine ottocento, un cappello tipo Borsalino bianco, grandi baffi, e il sigaro in bocca. Sta girando per casa, ma non \u00e8 sempre qui, viene qualche volta, come a rivedere i luoghi della sua vita. E&#8217; buono, ed emana una dolce energia positiva. Deve essere il nonno o lo zio di qualcuno di voi, uno che \u00e8 vissuto qui<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Fu un attimo individuare in quella figura il nonno di mia moglie, che era vissuto in quella casa per primo dopo la sua costruzione, alla fine dell&#8217;ottocento, e l\u00ec aveva dipinto i quadri per cui era rimasto famoso. Ma Neri non<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> poteva certo sapere del nonno!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Come non poteva sapere che a Genova, una cugina di mia moglie ha un grande autoritratto, in cui il nonno indossa un abito di lino bianco, con un cappello Borsalino bianco, dei grandi baffi, e il sigaro in bocca!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i><b>I funghi e la pizza<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>A Neri ed a Maria \u00e8 sempre piaciuto molto camminare nella natura, dicevano che \u00e8 il modo pi\u00f9 semplice per stare con gli esseri del cielo. Ovunque si trovassero, facevano lunghe passeggiate: in mezzo ai boschi, in collina, al mare. In quelle passeggiate Maria mostrava una delle sue qualit\u00e0, quella di sapere annusare l&#8217;aria e trovare i funghi, specialmente i porcini. E sempre nuovo era lo stupore, un p\u00f2 stizzito e un p\u00f2 geloso, di Neri a quei ritrovamenti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Noi, che abbiamo fatto loro compagnia in diverse occasioni durante quelle gite nella natura, restavamo stupiti per quei porcini che spuntavano nelle mani di Maria come dal nulla. E il bello era che Neri andava di solito avanti, a far la strada, poi noi subito dietro, e Maria a chiudere, per cui passavamo tutti per gli stessi punti, ma solo Maria vedeva i porcini! O forse loro, i porcini, apparivano per incanto per compiacerla! Fatto sta che Neri ci restava un p\u00f2 male. &#8220;<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i>Ma come &#8211;<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>diceva-<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><i> di l\u00ec ci sono appena passato, e non li ho visti!<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Ma la verit\u00e0 era che Neri quella sua testa l&#8217;aveva sempre rivolta in alto; per quello i funghi non li vedeva! Perch\u00e8, \u00e8 vero, i funghi non li trovava, ma in compenso li mangiava. E non solo in casa, cucinati da Maria, ma anche fuori. Gli piacevano molto le trattorie di campagna, quelle modeste che sanno di viandanti che si danno del tu e ti trattano con amicizia, tutta gente semplice<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>,<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> che ti sorride quando arrivi. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> E gli piacevano le pizzerie, una in particolare, al&#8217;ingresso del paese di Loro Ciuffenna, perch\u00e8 facevano una pizza ai funghi strepitosa. Anche noi ci siamo andati spesso con lui, e ogni volta quegli incontri erano una festa: affettati misti, tortelloni fatti in casa con vari sughi, specie il rag\u00f9, lombatine&#8230; Oppure una pizza ai funghi, appunto, che non stava dentro al piatto, bollente e profumata. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> In quella trattoria Neri ci andava volentieri perch\u00e8 in quel periodo ormai il paese lo aveva accettato, non lo considerava pi\u00f9 una specie di stregone, additandolo al vicino, anzi lo ammiravano e lo rispettavano perch\u00e8 aiutava tanta gente a ritrovare la salute e la serenit\u00e0. E cos\u00ec, in quel ristorante, dove tutto il paese prima o poi passava, notabili in testa, Neri era ormai conosciuto e salutato con molto calore.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Ma lui certo non ci andava per questo. Non gli importava la notoriet\u00e0, anche se gli faceva piacere. Lui ci andava per stare un p\u00f2 con noi. E per mangiare la pizza ai funghi!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span><b>Il gatto nero<\/b><\/span><\/span><\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i><\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>I gatti neri hanno sempre avuto una brutta fama. Ma, come tante altre credenze, forse questa \u00e8 sbagliata, e comunque del tutto immeritata. Pare che la brutta nomea derivi da una vecchia storia, risalente al medioevo, quando i pirati arrivavano sulle coste del Tirreno di notte, per predare e saccheggiare. A quell&#8217;epoca usavano tenere sulle navi molti gatti, perch\u00e8 erano utili per mangiare i topi e salvare cos\u00ec le provviste.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Succedeva, poi, che, quando le navi accostavano e gettavano i ponti per scendere a terra, i gatti scendessero con loro. Di notte i gatti sembrano tutti neri, e cos\u00ec li vedeva la gente del posto: tutti neri. E se, di notte, vedeva quei gatti, la gente capiva che erano arrivati i pirati! , e con essi la sventura!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Non si sa, ovviamente, se questa credenza abbia un senso, oppure no. Pare alquanto inverosimile, ma tutto pu\u00f2 essere. Fatto sta che il gatto nero non solo non c&#8217;entra nulla con la sfortuna, ma addirittura \u00e8 un animale che gli antichi adoravano come una divinit\u00e0. E il gatto, specie quello nero, piaceva tanto a Neri.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> In un rovente giorno d&#8217;estate, mia figlia ebbe uno scontro frontale in auto all&#8217;Elba. Aveva la patente da poche settimane. Correva un p\u00f2 allegra come solo a quell&#8217;et\u00e0 si fa, per andare in un campeggio. Trov\u00f2 sulla sua strada, una strada stretta alle Calanchiole, verso il golfo di Lacona, un&#8217;altra ragazza giovane come lei, anche lei fresca di patente e anche lei che correva un p\u00f2 allegra&#8230;! <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Un incidente frontale a sessanta chilometri l&#8217;ora non \u00e8 uno scherzo, tanto che l&#8217;altra ragazza ne ebbe per mesi. Mia figlia invece non si fece neanche un graffio. Oltre allo spavento (e, spero, alla lezione ricevuta), ne ricav\u00f2 solo un collare cervicale per una settimana, ma senza altre conseguenze. Appena arrivati all&#8217;ospedale di Portoferraio, dove era stata portata, la trovammo che era sul portone del Pronto Soccorso, ad aspettarci, con questo collare e lo zainetto in mano, minimizzando per non farci spaventare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> La mattina dopo andammo dal carrozziere a vedere la sua auto, una vecchia Peugeot di piccola cilindrata: aveva il muso completamente schiacciato, fino al parabrezza, ridotto a circa mezzo metro di lamiere contorte. Ma una cosa notammo immediatamente: su quel mezzo metro di lamiere c&#8217;era, sdraiato a sfinge, un bel gatto nero, dal pelo lucido, che ci guardava sornione. Tutti e tre pensammo immediatamente a Neri. Quello era un messaggio! Era Neri che ci stava dicendo che lui si era messo in mezzo: tra quel frontale e Laura, a sua protezione!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Da quella volta, numerosi sono stati gli episodi simili. Ogni volta che abbiamo avuto una situazione critica, un problema che riguardava nostra figlia, quando era lontana da noi, ogni volta abbiamo sempre incrociato un gatto nero! Come a dire: &#8220;<\/span><\/span><\/span><i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>State tranquilli, ci sono io, non succeder\u00e0 nulla&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>. E questo ci \u00e8 capitato, ripeto, tantissime volte.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Anche perch\u00e8, anni prima, alla morte di un nostro gatto, Maria e Neri ce ne avevano regalati ben tre, di cui uno nero. Ed \u00e8 da quella volta, da quel gatto nero, che abbiamo avvertito la sua protezione, come se Neri, nei momenti di bisogno, si manifestasse cos\u00ec per noi. Pu\u00f2 darsi che le nostre siano fantasticherie, ma forse non tanto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Ma c&#8217;\u00e8 una storia, che riguarda un gatto nero, ancora pi\u00f9 intrigante. A Loro Ciuffenna il primo gatto di Neri e Maria era nero. Quando lo<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>r<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>o andavano via, stavano attenti a lasciarlo dentro casa, perch\u00e8, abitando vicino alla campagna, non volevano che il gatto scappasse o si perdesse. Succedeva, per\u00f2, che, tornando, lo trovassero fuori della porta di casa! E allora l&#8217;uno diceva &#8220;<\/span><\/span><\/span><i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Hai lasciato una finestra aperta?<\/span><\/span><\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;, e l&#8217;altro rispondeva &#8220;<\/span><\/span><\/span><i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>No, forse tu l&#8217;hai chiuso fuori!<\/span><\/span><\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>&#8220;. E cos\u00ec ogni volta: perch\u00e8 la cosa si ripet\u00e8 molte volte. Lo lasciavano dentro e lo ritrovavano fuori. O viceversa. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span> Finch\u00e8 un giorno, a Neri in trance comparve un suo fraterno amico che svel\u00f2 l&#8217;arcano: quel gatto era suo, era il suo gatto che si era materializzato e che ora viveva in casa di Neri! Ed era per questo che riusciva anche a passare attraverso i muri!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Non avevo mai avuto l&#8217;ardire, prima d&#8217;ora di scrivere di Neri e su Neri. Poi, d&#8217;improvviso, in una notte d&#8217;estate, di plenilunio, ho sentito come una urgenza, quella di mettere sulla carta i ricordi di lui, per me solo, per non dimenticarli. Poi ho aggiunto alcuni suoi pensieri, qualche foto, qualche brano della sua saggezza. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>Da l\u00ec i ricordi, nati in disordine, sono via via venuti crescendo, si sono dilatati, hanno parlottato tra loro, si sono organizzati, si sono dati dei titoli, e sono diventati -anche con un p\u00f2 di presunzione- un racconto compiuto. Di cui queste storielle sono solo una minima parte.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span>* * * * * *<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18896\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18896\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conobbi Neri tanti anni fa, in una mattina di primavera, il sole bucava l&#8217;aria dolcemente, una sottile, lucente energia riempiva la campagna. E l&#8217;attesa era penetrante. Ero stato invitato dal dottor L. L. a conoscere &#8220;un tipo particolare&#8220;, mi aveva detto al telefono la sera prima. Ma non mi aveva anticipato nulla &#8220;per non togliermi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18896\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18896\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4423,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-18896","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18896"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4423"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18896"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18896\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19235,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18896\/revisions\/19235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}