{"id":18866,"date":"2014-05-09T18:10:04","date_gmt":"2014-05-09T17:10:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18866"},"modified":"2014-05-09T18:10:04","modified_gmt":"2014-05-09T17:10:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-freccia-di-valentina-carradossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18866","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Freccia&#8221; di Valentina Carradossi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cTender is the touch<\/em><br \/>\n<em>Of someone that you love to much\u201d<\/em><br \/>\n<em>Tender, Blur<\/em><\/p>\n<p>Si apriva tutto con una nota musicale. Un Sol, poi seguitava con un Si, un Re, di nuovo un Sol, Si, Re, cambiava poi con Sol, Do, Mi, Sol, Do, Mi, Mi, Re, Sol, Si, Re, Sol, Si, Re, Sol, Si, Re.<br \/>\nCominciava tutto da qui, da una melodia allegra, vivace e giocosa. Vibrante e dalle radici lontane. In una fila di note semicrome che si rincorrevano saltellando proprio come una rana: la protagonista della nostra storia.<br \/>\nLa Rana freccia, un anfibio che viveva nella foresta pluviale delle Ande occidentali colombiane, era identica alle altre della sua specie: un esempio perfetto di aposematismo e per chi non conoscesse il significato, sar\u00f2 felice di spiegarlo.<br \/>\nGli animali Aposematici hanno come caratteristica la colorazione vivida e di tinte accese di una parte o dell\u2019intero corpo ai fini di avvertimento contro possibili predatori.<br \/>\nAlcuni di tali animali sono tossici, velenosi e mortali in molti casi, oppure hanno solamente uno sgradevole sapore.<br \/>\nNaturalmente l\u2019animale di cui trattiamo in questa storia apparteneva alla prima categoria.<br \/>\nLa nostra rana era probabilmente l\u2019animale pi\u00f9 velenoso di cui io abbia notizia e non necessitava di nessun stratagemma o rito per ammazzare, ricoperta com&#8217;era di questa potente neurotossina che produceva per tutto il corpo, bastava soltanto un lieve tocco della sua pelle, per morire in pochi secondi.<br \/>\nAveva un manto di un giallo lucido e vivo, macchie nere disordinate dalla testa alla schiena e delle zampette, sia posteriori che anteriori, di un acceso azzurro mattino. Gli occhi erano neri e piuttosto grandi.<br \/>\nEra, perci\u00f2, una tipica rana freccia ma qualcosa in lei era diverso: amava la musica e soprattutto odiava il suo veleno.<br \/>\nNon voleva essere l\u2019animale pi\u00f9 letale della foresta, detestava i suoi quarantacinque millimetri di veleno che la costringevano a non toccare nessun altro animale che non fosse della sua specie.<br \/>\nSi sentiva sola la piccola rana freccia, incompresa dal resto del branco che non perdeva il suo tempo a porsi domande sull&#8217;esistenza.<br \/>\nTutto questo ci riporta a parlare delle nostra melodia che cominciava con un Sol semicroma.<br \/>\nLa nostra Rana Freccia, che chiameremo Freccia, amava le scampagnate e amava l\u2019intrattenimento musicale degli umani che vivevano vicino al suo nascondiglio: Gli Indios Chocho.<br \/>\nQuesta trib\u00f9 era odiata dalla sua specie, perch\u00e9 spesso usava il veleno delle rane per rendere letali le loro armi appuntite.<br \/>\nFreccia al contrario delle sue compagne adorava intrattenersi vicino al villaggio e ascoltare la loro musica, alle volte triste e alle volte allegra.<br \/>\nUn giorno nel finire del pomeriggio, quando il sole stava calando lentamente tra gli alberi, la piccola Freccia sent\u00ec per la prima volta una melodia diversa dalle solite musiche che ormai conosceva a memoria.<br \/>\nIl motivo per giunta era creato da uno strumento mai sentito prima.<br \/>\nProveniva dalla capanna che delimitava il suo territorio da quello dell\u2019uomo.<br \/>\nFreccia si interrog\u00f2 a lungo, scartando tutte le varie sonorit\u00e0 sentite e rievocando gli strumenti conosciuti, la musica continuava interrottamente, si fermava in una breve pausa e poi ripartiva dall&#8217;inizio.<br \/>\nIl coraggio non le mancava, si gonfi\u00f2 un attimo respirando un po\u2019 di umidit\u00e0 portata dal vento e tent\u00f2 quello che nessuna sua simile aveva mai fatto: dal ramo dell\u2019albero pi\u00f9 vicino alla capanna salt\u00f2 cos\u00ec in alto da atterrare sul tetto.<br \/>\nScivol\u00f2 dentro tramite una piccola fessura dei rametti che la costituivano e cadde su una pila polverosa di dischi musicali.<br \/>\nLa capanna era illuminata da una piccola candela accesa che languiva e creava ombre sparse su tutte le superfici e Freccia per un attimo dovette abituarsi alla luce diversa.<br \/>\nDopo qualche minuto vide da dove proveniva il suono.<br \/>\nL\u2019umana vicino al cumulo di dischi se ne stava in piedi con uno strano strumento dorato e metallico stretto tra le mani.<br \/>\nLe sue dita premevano ogni tanto tre tasti, posti sopra vari tubi dorati che luccicavano alla luce della candela, soffiando attraverso un bocchino, emetteva il suono.<br \/>\nLa donna indossava una lunga tunica color crema e muoveva ritmicamente il piede destro dando il tempo alla melodia.<br \/>\nFreccia si incant\u00f2 per un attimo a guardare, riusciva a vedere il riflesso di se stessa tra i vari tubi che si intrecciavano per poi congiungersi alla fine dello strumento.<br \/>\nSpesso si era guardata nel riflesso della rugiada sulle foglie o nello specchio verde dei piccoli stagni creati dal terreno fangoso dopo la pioggia.<br \/>\nSpesso si era vista per quello che era: una piccola rana dai colori vivaci e mortali.<br \/>\nQuel giorno si vide diversa.<br \/>\nAttratta ancora dalla musica della donna chiuse gli occhi desiderando che le sue chiazze nere e rotonde si scomponessero e sparpagliassero su uno spartito, diventando note dolenti e canterine.<br \/>\nImmagin\u00f2 di poter toccare quello strumento senza uccidere il suo proprietario, di toccarla senza farle sospirare un\u2019ultima nota.<br \/>\nDivent\u00f2 innocua e fatta solo di musica che tingeva una tela fatta di colori vividi.<br \/>\nLa donna cess\u00f2 di suonare quando uno scroscio d\u2019acqua raggiunse il tetto della capanna.<br \/>\nSospir\u00f2 annoiata inarcando le labbra rosse di lavoro e amareggiata riprese a suonare un\u2019altra melodia.<br \/>\nPer chi fosse una rana freccia e quindi innocuamente incompetente sulla musica umana, la donna prosegui suonando un pezzo di Dizzy Gillespie, A Night in Tunisia.<br \/>\nFreccia non era a conoscenza di dove fosse la Tunisia e nemmeno conosceva il motivo per cui la donna si trovasse in una capanna, con una tromba in mano, in mezzo alla foresta pluviale, fra una trib\u00f9 di Indios Chocho.<br \/>\nQuesto poco importava, contava soltanto che l\u2019umana le stava regalando finalmente il tocco apparente di un abbraccio, cedendole la libert\u00e0 che solo la musica pu\u00f2 regalare.<br \/>\nCos\u00ec, la piccola Freccia chiuse gli occhi e palpando le copertine dei dischi, con i suoi polpastrelli collosi, fece un viaggio incantato, dove tante mani si stringevano, dove tante bocche si baciavano, dove tante spalle si sfioravano e dove tante gambe si attorcigliavano in una danza chiamata amore.<br \/>\nFreccia in quel sogno vide una gigantesca banana che da gialla si colorava ad intermittenza in viola; volti disegnati da una penna a china che intonavano &#8220;<em>Got to you into my life&#8221;<\/em> dei Beatles; un aeroplano che sorvolava un\u2019isola fatta da edifici a forma di tazze, piatti e saliere; un uomo con la chitarra che sorrideva felice in uno sfondo bianco; una candela accesa che corrodeva l\u2019ossigeno in una stanza; una donna con un copricapo, una sigaretta in mano e le lacrime agli occhi che cantava mollemente; un neonato gettato in una piscina che inseguiva un dollaro; uomini deformati che posavano davanti a un\u2019enorme congegno costituito da una scatola nera; un nano e un gigante che ballavano; un deserto con una roccia dove l\u2019ombra di un bastone terminava in farfalla e in lontananza un uomo che a fatica si allontana da un ukulele; una donna nuda stesa su un letto con i tacchi a spillo e infine un uomo di pelle nera che con una grande bocca carnosa gridava sudando e gorgogliando:<em> \u201c I hear babies cryin\u2019, I watch them grow, They\u2019ll learn much more than I\u2019ll ever know. And I think to myself, what a wonderful world, Yes, I think to myself, what a wonderful world\u201d<\/em><br \/>\nMentre, immagini, parole e note, si accumulavano nella sua testa, non si accorse che la donna aveva interrotto la sua melodia e gridando di paura le aveva scaraventato addosso lo strumento.<br \/>\nSchiacciandola d\u2019amore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18866\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18866\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTender is the touch Of someone that you love to much\u201d Tender, Blur Si apriva tutto con una nota musicale. 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