{"id":18818,"date":"2014-05-03T12:25:28","date_gmt":"2014-05-03T11:25:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18818"},"modified":"2014-05-07T18:35:49","modified_gmt":"2014-05-07T17:35:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-segreto-di-francesca-berti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18818","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il segreto&#8221; di Francesca Berti"},"content":{"rendered":"<p><i>\u201cL\u2019amicizia \u00e8 un bastone da passeggio. Se inciampi, ti sostiene.\u201d <\/i><\/p>\n<p>Ada e Nina vennero a lavorare alla taverna ad un mese di distanza l\u2019una dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Per l\u2019esattezza, Ada arriv\u00f2 prima delle feste di Natale e Nina subito dopo.<\/p>\n<p>Venivano di l\u00e0 dalla montagna, da due paesini diversi, ma con mentalit\u00e0 e bigotterie cos\u00ec simili, che fu facile per loro sentirsi subito sorelle.<\/p>\n<p>Io lavoravo gi\u00e0 l\u00ec, ci lavoravo fin da bambina, essendo i proprietari i miei zii, e anche perch\u00e9, data la mia disgrazia (sono zoppa da quando ho avuto la poliomielite), non avrei potuto fare nient\u2019altro.<\/p>\n<p>Ada era alta, bruna e zingaresca, con occhi neri che pungevano, un corpo da pantera dalle forme generose, fasciate in abiti aderenti e camicette scollate, che lei regalava allo sguardo altrui con una sorta di spavalderia altera, come una regina che si lascia ammirare dai sudditi in tutto il suo splendore, ma pronta a rimettere a posto chiunque osi attentare alla sua algida maest\u00e0.<\/p>\n<p>Era orfana di entrambi i genitori, ed era cresciuta in convento dalle suore, cos\u00ec disse, e a diciott\u2019anni compiuti, dovendo scegliere tra farsi venire la gobba facendo orli e sopraggitti tutto il giorno da una sartina, o fare la cameriera in una taverna in citt\u00e0, non aveva avuto dubbi.<\/p>\n<p>Anche Nina ci raccont\u00f2 la sua storia. Figlia unica di un contadino che era riuscito ad acquistare un po\u2019 di terra, aveva preferito andarsene altrove a lavorare quando, morta sua madre, il padre si era risposato con una ricca vedova, che aveva preso subito a trattarla come uno degli stracci con cui pretendeva che lavasse i pavimenti varie volte al giorno. Serva per serva, almeno adesso aveva uno stipendio e la sua indipendenza.<\/p>\n<p>Nina aveva un anno pi\u00f9 di Ada, ma sembrava pi\u00f9 giovane con le sue forme da adolescente, la vita sottile da stringerla fra due mani, le spalle fragili con gli omeri sporgenti. Aveva i capelli ricci, rossi come i pampini della vite il giorno della vendemmia, e la pelle bianca, da rossa, che lei metteva in risalto incipriandosi fin sulle mani, ben sapendo che era il suo punto di forza. Teneva per lo pi\u00f9 gli occhi bassi, come per timidezza, ma era invece per la civetteria felina di quando, rialzandoli d\u2019improvviso, sorprendeva su di s\u00e9 uno sguardo di ammirazione.<\/p>\n<p>Dal momento che niente avvicina pi\u00f9 di una sorte simile e di una stanza da dividere, le due ragazze divennero subito amiche, anzi compagne d\u2019avventura, come si definivano ridendo e intendendo come avventura la vita, quella presente e secondo loro transitoria di cameriere in una taverna, e quella futura, che progettavano con dovizia di particolari, la sera tardi, quando chiuso il locale, tutte insieme facevamo le pulizie ricostruendo un ordine che sarebbe andato di nuovo distrutto il giorno dopo.<\/p>\n<p>Parlavano liberamente davanti a me, tirandomi anzi nella discussione, chiedendo pareri e conferme, nella certezza di non recare alcuna offesa a chi non pu\u00f2, o comunque non pu\u00f2 pi\u00f9, nutrire interesse in tali argomenti, proprio come fanno i bambini quando parlano del presente davanti ai vecchi. Io non mi offendevo, e interpretavo di buon grado il mio ruolo di spettatrice attiva, avendo da tempo accettato di essere, sia per l\u2019et\u00e0 (potevo ormai considerarmi una zitella), che per la mia disgrazia, dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Il nocciolo dei progetti di Ada e Nina, sfrondato da preziosimi romantici e ghirigori della fantasia, una volta ridotto in mutande, era semplice e pragmatico, nonch\u00e9 comune a molte ragazze: trovare un marito, e uscire cos\u00ec dalla situazione di servette di osteria, ritrovarsi padrone e signore di una casa, forse di un po\u2019 di terra, o magari, perch\u00e9 mettere limiti, di un negozio o diventare loro stesse taverniere.<\/p>\n<p>Si accaloravano in questi discorsi Ada e Nina, facendo volteggiare l\u2019una la scopa e l\u2019altra lo straccio, sostenendosi a vicenda, entrando l\u2019una nel sogno dell\u2019altra e spingendolo ancora pi\u00f9 su, arrivando a dichiarare che, la prima che fosse riuscita nell\u2019intento, avrebbe scovato nella parentela o nelle amicizie della nuova famiglia, il marito per l\u2019altra, spianandole la strada, proposito che per analogia, faceva pensare proprio alla scopa che toglie la polvere preludendo allo straccio che lava il pavimento.<\/p>\n<p>Durante una di queste serate, in mia presenza, ognuna delle due confess\u00f2 all\u2019altra un proprio personale e scomodo segreto. Questo mettersi l\u2019una nelle mani dell\u2019altra ne suggell\u00f2 l\u2019alleanza, facendo di me la testimone di un patto sacro. Dalla mia posizione e data la giovane et\u00e0 delle due amiche, riuscii a intravederne tutta la pericolosit\u00e0, perch\u00e9 la natura di entrambi i segreti era tale da escludere non solo il matrimonio con un buon partito, ma con qualsiasi partito, almeno nella nostra epoca e almeno dalle nostre parti.<\/p>\n<p>Correvano cos\u00ec le giornate di Ada e Nina, fra sogni ad occhi aperti e duro lavoro, perch\u00e9 alla taverna non c\u2019era tempo per oziare e loro due dovevano farsi in quattro per servire gli avventori, pulire e riordinare i tavoli, mentre io dietro il bancone lavavo le stoviglie e preparavo le bevande. Bisogna dire che erano brave nel lavoro, veloci, precise, attente, e si aiutavano prestando l\u2019una l\u2019eccesso dove l\u2019altra difettava e viceversa. Cos\u00ec se qualcuno, per esempio, importunava la dolce Nina, interveniva la fiera Ada a rimetterlo in riga, mentre Nina si occupava volentieri dei clienti anziani o delle famiglie con bambini, che l\u2019impazienza di Ada mal sopportava.<\/p>\n<p>Passarono cos\u00ec sei mesi, e quando arriv\u00f2 Bruno si era ormai in estate.<\/p>\n<p>Bruno era il nuovo garzone e veniva dalla citt\u00e0. Suo padre, un facoltoso commerciante amico di mio zio, era intenzionato ad aprire un locale simile e voleva che il figlio facesse pratica nella gestione.<\/p>\n<p>Era un ragazzone robusto e piacente, di buon carattere e volenteroso, e si adatt\u00f2 subito a fare i lavori, anche i pi\u00f9 pesanti, come trasportare le casse del vino. Era taciturno e non sorrideva spesso, aveva un\u2019espressione un po\u2019 bovina, ma impar\u00f2 subito a gestire la cassa e i prezzi di questo e di quello. Sarebbe diventato un bravo oste.<\/p>\n<p>Dal mio punto di osservazione disinteressata, potevo vedere un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0. Lo immaginai di l\u00ec a dieci anni, con la pancia strizzata fuori dalla cintura, le guance rubizze, il grembiule macchiato, tutto preso a contare i soldi alla fine della giornata e ad annacquare il vino in cantina. Sua moglie avrebbe occupato nella sua mente meno spazio di una partita di fagioli scadenti, comprati per due soldi per fare il minestrone.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che per una trentenne storpia, con il futuro che strizza l\u2019occhio al presente, \u00e8 ben ovvio, altrettanto non \u00e8 per due ragazze giovani, belle e determinate a cambiar vita.<\/p>\n<p>Bruno era il diamante che da sei mesi stavano cercando in mezzo ai sassi.<\/p>\n<p>La partita era aperta.<\/p>\n<p>Cominciarono in sordina, per gentilezza credo, ma anche per l\u2019affetto che provavano davvero l\u2019una per l\u2019altra.<\/p>\n<p>Sorridevano in continuazione, e avendo i sorrisi l\u2019effetto di illuminarne la bellezza, la taverna non era mai stata tanto bella e luminosa, e l\u2019atmosfera primaverile che ne veniva si riversava sui clienti, che la percepivano seppur inconsapevoli, riversandosi a loro volta sempre pi\u00f9 numerosi nel locale, per cui gli affari non erano mai andati cos\u00ec bene.<\/p>\n<p>La brusca Ada da pantera si era trasformata in una gattona, e l\u2019unica traccia dell\u2019antica fierezza consisteva nel sollevare le sopracciglia quando qualcosa la faceva stizzire, come un gatto appunto drizzerebbe il pelo, ma si riprendeva subito, anche se doveva schiarirsi la voce prima di parlare, per non fare uscire il solito tono sgarbato.<\/p>\n<p>Nina, che gatta lo era gi\u00e0, era gatta pi\u00f9 che mai e pi\u00f9 che mai miagolava e faceva le fusa.<\/p>\n<p>Si sorridevano fra loro, come prima, e come prima si aiutavano, ma il tono era falso, come una nota intonata per sbaglio, e quando l\u2019una osservava l\u2019altra e questa se ne accorgeva, la prima distoglieva lo sguardo, fingendo di fare qualcosa.<\/p>\n<p>Quando parlava con Bruno, Ada lo guardava negli occhi con l\u2019intenzione di lasciare intendere la sua forza e il tipo di moglie pratica ed energica che sarebbe stata, proprio quella che ci vuole per gestire insieme una taverna. Quando gli serviva da bere, per aiutarlo nella scelta, teneva sganciato il primo bottone della camicetta, gi\u00e0 abbastanza scollata, perch\u00e9 non ci fossero dubbi che la dote da lei offerta non si limitava solo alla forza di carattere.<\/p>\n<p>Nina giocava tutto sulla fragilit\u00e0, e sul potere che questa aveva di suscitare negli uomini il desiderio di proteggerla. Quando parlava con Bruno, si tirava su i capelli con le due mani, come un gesto inconsapevole, affinch\u00e8 lui potesse ammirare il collo sottile e la pelle nivea delle spalle incipriate con cura. Se lui diceva qualcosa di buffo o divertente, scoppiava a ridere con affettazione, portando una mano alla bocca, scoccandogli sguardi di miele puro, una promessa di dolcezza per una futura vita insieme.<\/p>\n<p>Ma la tregua armata fra Ada e Nina non dur\u00f2 molto.<\/p>\n<p>Si d\u00e0 il caso che trovandosi l\u2019una nei paraggi, mentre l\u2019altra attuava le proprie strategie di seduzione, la prima desse segni di insofferenza e cominciasse con qualche stratagemma a cercare di distogliere l\u2019attenzione di lui dall\u2019amica, e poi con aperta ostilit\u00e0 a fare battutine beffarde.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 cominciarono a scoppiare i litigi fra le due, mai per il motivo principale, sempre per stupidaggini, cose di nessun conto, come una pietanza al tavolo sbagliato, o il bancone non ripulito a dovere. Litigi iniziati nella giornata, apparentemente per motivi di lavoro, e continuati la sera nella stanza in comune, per il motivo giusto.<\/p>\n<p>Ognuna delle due rivendicava il proprio diritto su Bruno, rinfacciando all\u2019altra di essere smorfiosa, sleale, di giocare sporco, che era talmente evidente quale delle due fosse la moglie giusta per lui.<\/p>\n<p>Che cosa pensasse Bruno di tutto ci\u00f2 non l\u2019ho mai capito.<\/p>\n<p>E\u2019 piuttosto difficile capire i pensieri di uno che ha l\u2019espressione di un bove.<\/p>\n<p>Di certo doveva essersi accorto della corte delle due ragazze, e della guerra che si stavano facendo per lui. Ma come non mostrava i suoi pensieri, non mostrava neanche inclinazione verso l\u2019una o verso l\u2019altra. Credo che nella sua flemma caratteriale avesse deciso che se la sbrogliassero da sole, che una moglie \u00e8 vero, poteva fargli comodo, che gli piacevano entrambe e che in fondo, dal momento che per lui una valeva l\u2019altra, la decisione la prendessero loro, che lui doveva scaricare le casse del vino.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si mostrava cortese, e dispensava sorrisi ad entrambe in egual misura, e loro, convinte ognuna di essere la prescelta, aumentavano in moine, e ad ogni cortesia di lui si apriva di pi\u00f9 la scollatura di Ada, e ad ogni sorriso si imbiancavano ancora di pi\u00f9 le belle braccia di Nina, finch\u00e8 la scollatura di Ada divenne indecente al punto da meritare le rimostranze della zia, e le braccia di Nina furono cos\u00ec infarinate da sembrare pesci pronti per friggere.<\/p>\n<p>Nessuna delle due pronunci\u00f2 mai la parola \u201cinnamoramento\u201d o \u201camore\u201d.<\/p>\n<p>Adesso era guerra aperta.<\/p>\n<p>Ada arriv\u00f2 a far cadere, rompendolo, il portacipria di Nina, cipria francese, che costava un occhio. Nina si vendic\u00f2 rovesciandole sulla camicia preferita un piatto di tortiglioni alla salsa di pomodoro, di quella che le macchie non le mandi via.<\/p>\n<p>Come erano lontani i giorni delle occhiate di intesa, dei sorrisi complici, del \u201cdai qua che lo faccio io, tu sei stanca\u201d. E la promessa che la prima sposa avrebbe provveduto ai fiori d\u2019arancio dell\u2019altra? Dimenticata, sepolta dall\u2019urgenza di arrivare al numero uno sul podio, di assicurarsi il trofeo desiderato, dopodich\u00e8 s\u00ec, vediamo, forse potr\u00f2 pensare anche a te, ma per prima devo arrivare io.<\/p>\n<p>E poi successe.<\/p>\n<p>Una mattina Nina non comparve al lavoro. Mia zia, la faccia scura, mi spieg\u00f2 che avevano dovuto mandarla via. Era venuto fuori che non era una ragazza perbene, che la lettera di raccomandazione del parroco era falsa. L\u2019aveva scritta lei. Nina non se n\u2019era andata di casa per la cattiveria della matrigna, era stata buttata fuori dal padre. Era una ragazza madre, aveva avuto un bambino da non si sa chi, il bambino era stato dato in adozione e lei era stata cacciata via.<\/p>\n<p>Non dissi a mia zia che la storia la conoscevo gi\u00e0. Era il segreto di Nina, quello che aveva confidato a Ada una sera, ai tempi della loro amicizia, con me testimone.<\/p>\n<p>Quando presi posto dietro al banco, Ada stava gi\u00e0 sistemando i tavoli per il pranzo e quando alz\u00f2 gli occhi verso di me il suo sguardo era di sfida, era di nuovo l\u2019antica pantera, e sembrava dire \u201cSi, l\u2019ho fatto, e allora? Non me ne pento neanche un po\u2019\u201d.<\/p>\n<p>Ma aveva le spalle curve e avrei giurato che le tremassero le mani.<\/p>\n<p>Per Bruno era facile decidersi adesso. Era rimasta una sola concorrente in gara.<\/p>\n<p>Trovai una scusa qualsiasi per non andare in citt\u00e0, al matrimonio.\u00a0Gli zii non insistettero pi\u00f9 di tanto. Sarebbe stato un matrimonio da ricchi e a nessuno fa piacere presentare la nipote storpia ai propri amici ricchi.<\/p>\n<p>Non rividi mai pi\u00f9 Nina, n\u00e9 seppi pi\u00f9 niente di lei.<\/p>\n<p>Ada la rividi dopo circa dieci anni, quando la zia mor\u00ec e lei venne al funerale con il marito. Era elegante, una signora, e ancora bella dopo tre figli, altera e sinuosa, una pantera.<\/p>\n<p>Ma gli occhi non pungevano pi\u00f9. Erano gli occhi di una pantera spelacchiata.<\/p>\n<p>Bruno venne a salutarmi, tirandosi la giacca sulla pancia strabordante, e per l\u2019intera giornata parl\u00f2 con lo zio del prezzo del vino e delle tasse sulle importazioni, sempre pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p>Ada ed io non scambiammo una parola per tutta la giornata.<\/p>\n<p>Solo al momento dei saluti i nostri occhi si incontrarono, e nel suo sguardo c\u2019era la stessa domanda che mi ero fatta anch\u2019io, e che mi facevo ancora, molto spesso.<\/p>\n<p>Poi se ne and\u00f2 con suo marito, e non ci vedemmo mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18818\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18818\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019amicizia \u00e8 un bastone da passeggio. 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