{"id":18806,"date":"2014-05-07T18:26:36","date_gmt":"2014-05-07T17:26:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18806"},"modified":"2014-05-07T18:26:36","modified_gmt":"2014-05-07T17:26:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-una-amicizia-imprevista-di-mita-feri-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18806","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Una amicizia imprevista&#8221; di Mita Feri (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un nano, che lavorava in una compagnia di artisti girovaghi.<\/p>\n<p>Il suo ruolo era intrattenere il pubblico come giullare, ma siccome era molto volonteroso e desiderava mettersi alla prova con gli strumenti musicali, osava sempre qualcosa in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Era diventato con il tempo un abile cantastorie e un eccellente suonatore di strumenti a fiato: ci metteva tutto il suo impegno, nel dimostrare la sua bravura.<\/p>\n<p>Ma molto spesso alcuni spettatori si soffermavano sul suo aspetto fisico e ridevano per la sua bassa statura. Lui se ne rattristava: aveva come l\u2019impressione che i suoi sacrifici e la sua ricerca di perfezione nello stile artistico, non fossero ricompensati.<\/p>\n<p>Un giorno non ce la fece pi\u00f9 e, stanco di essere preso in giro, moll\u00f2 lo spettacolo in un batter di ciglia e decise di andare via per cercare fortuna, altrove.<\/p>\n<p>Cammina, cammina, arriv\u00f2 nei pressi di un grande castello e si chiese di chi fosse. Mentre si avvicinava, nei campi trov\u00f2 dei contadini che lavoravano faticosamente per raccogliere il grano che era giunto a maturazione e indorava tutte quelle distese, lasciando negli occhi di chi lo guardava un senso di splendore mai provato.<\/p>\n<p>Chiese loro a chi appartenesse il castello che si intravedeva laggi\u00f9 al limitare del campo.<\/p>\n<p>Gli spiegarono che era di un gigante e che anche quei terreni appartenevano a lui.<\/p>\n<p>Gli dissero che era un uomo molto burbero e scortese e che avrebbe fatto meglio a non presentarsi se non invitato, poich\u00e9 il gigante mal sopportava le visite inattese.<\/p>\n<p>Il nano, che era invece molto determinato e anche un po\u2019 testardo, nel vedere quelle facce tristi e un po\u2019 timorose, pens\u00f2 che capitava giusto a proposito: c\u2019era bisogno di portare un po\u2019 di buonumore in quel regno ed in questo mestiere, lui era davvero un maestro!<\/p>\n<p>Non sapeva per\u00f2 cosa inventarsi per chiedere il permesso di oltrepassare il ponte levatoio per poi entrare, ma aveva fatto cos\u00ec tanta strada, che era stanco e non se la sentiva proprio di tornare indietro al paese pi\u00f9 vicino per cercarsi un giaciglio e riposare, cos\u00ec riprese il cammino e giunse in prossimit\u00e0 del castello.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 a come poter entrare e siccome era piuttosto astuto, decise che avrebbe potuto approfittare di un passaggio, nascondendosi in un carro dei mercanti, nel momento in cui questo si trovasse in procinto di oltrepassare il ponte levatoio del castello. Era certo, in considerazione della sua bassa statura e del suo minuto carico di oggetti e abiti, stipati dentro una piccola valigia colorata, che sarebbe riuscito ad eludere le guardie e intrufolarsi agilmente sul carro, senza destare troppi sospetti.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 si appost\u00f2 dietro a un canneto, ben mimetizzato fra il fitto fogliame, in modo da osservare i movimenti all\u2019ingresso del castello, per individuare il momento pi\u00f9 opportuno per dare corso ai suoi piani.<\/p>\n<p>Trascorse tutto il pomeriggio ad osservare quanto accadeva intorno all\u2019ingresso del castello: non giunse anima viva.<\/p>\n<p>Not\u00f2 solamente che ogni tanto le guardie smontavano dal loro servizio e venivano nuovamente sostituite.<\/p>\n<p>Intanto il sole era basso all\u2019orizzonte, colorava il\u00a0 paesaggio intorno di un intenso rosso rubino e si preparava a scendere la sera. Il nano avrebbe trascorso un\u2019altra notte senza un riparo, sotto il cielo stellato e la magia di tanti insetti luminosi che apparivano e scomparivano: le lucciole.<\/p>\n<p>Per fortuna che era estate: non avrebbe sofferto di freddo e il canto dei grilli poi, gli avrebbe tenuto compagnia fino a quando non si fosse abbandonato al sonno e ai suoi sogni.<\/p>\n<p>E quella notte sogn\u00f2 una tavola riccamente imbandita con ogni sorta di prelibatezza e di piatti sopraffini: doveva tenere a bada la sua fame, per il digiuno prolungato, ma nei sogni, il suo desiderio di rifocillarsi si esprimeva con una tale prepotenza, tanto da sembrare una sensazione reale.<\/p>\n<p>Ad un tratto si svegli\u00f2 di soprassalto e si accorse di essere diventato preda delle zanzare che, numerose, sostavano in quell\u2019area umida a ridosso del fossato, dove scorreva placido il canale che circondava il castello.<\/p>\n<p>Ogni puntura era diventata un palloncino rosso che gli procurava prurito e pi\u00f9 si grattava, pi\u00f9 il fastidio aumentava.<\/p>\n<p>Il nano si rese conto che doveva andarsene di l\u00ec, non sopportava pi\u00f9 quella tortura improvvisa.<\/p>\n<p>Intanto il leggero chiarore dell\u2019alba si iniziava a scorgere ad est, per poi lasciare il posto ad una meravigliosa aurora, che incendi\u00f2 il cielo: ne rimase stupefatto, non aveva mai assistito al sorgere del sole e non aveva mai visto niente di pi\u00f9 bello.<\/p>\n<p>In tutta la sua vita, non si era mai soffermato a guardarsi attorno: si era dedicato unicamente al lavoro e a lagnarsi per i suoi crucci.<\/p>\n<p>Questa nuova esperienza gli permetteva di conoscere degli aspetti diversi del mondo e lui era desideroso di avventurarsi verso l\u2019ignoto e, strano per lui, non si sentiva affatto a disagio, anzi, gli sembrava di avere maggiore energia e di covare una forza nuova.<\/p>\n<p>Dal nascondiglio, vide arrivare il primo carico di merci su di un asino e poi un altro e poi un altro ancora. La vita nel castello si ridestava!<\/p>\n<p>Che fosse proprio quello il giorno del mercato? L\u2019occasione sarebbe stata propizia per presentarsi alla gente del luogo, nel suo costume di pagliaccio e giocoliere.<\/p>\n<p>Doveva stare all\u2019erta e prepararsi all\u2019incursione. Approfitt\u00f2 di un momento di distrazione delle guardie e, svelto come un fulmine, penetr\u00f2 all\u2019interno di un barroccio, coperto di un grosso telo, dal retro.<\/p>\n<p>Che profumino! Che meraviglia!<\/p>\n<p>Era pieno di contenitori di latte fresco e di piccole forme di formaggio, dall\u2019odore prelibato e stuzzicante.<\/p>\n<p>Non resistette e ne assaggi\u00f2 una e poi due e infine una terza e non disdegn\u00f2 neanche di annaffiarlo con quella candida bevanda che sembrava appena munta.<\/p>\n<p>Che delizia per il suo palato! Anche lo stomaco lo ringrazi\u00f2, per questo inatteso e gradito spuntino. Il nano si sentiva un poco in obbligo verso il suo ignaro trasportatore, ma adesso non c\u2019era tempo per pensare a come sdebitarsi: il carro si era fermato e lui doveva uscire, senza essere visto.<\/p>\n<p>Raccolse il suo piccolo bagaglio di sogni e salt\u00f2 gi\u00f9 rapidamente, senza essere scoperto.<\/p>\n<p>La piazza iniziava a pullulare di gente, dapprima solo i venditori ambulanti, che esponevano le loro mercanzie e chiamavano a gran voce gli abitanti, poi molti visitatori si unirono a quel gremito gruppo di persone, ai colpi di martello del fabbro, agli squilli di tromba delle sentinelle.<\/p>\n<p>-\u201cE\u2019 venuto il momento di farsi vedere e sentire!\u201d \u2013<\/p>\n<p>Pens\u00f2 il nano, che nel frattempo aveva indossato il suo costume da giullare e si apprestava a intonare le melodie delle sue storie popolari, aiutandosi con il suo flauto che nelle sue mani sembrava diventare magico.<\/p>\n<p>Non vi nascondo che non fatic\u00f2 affatto a radunare gente attorno a s\u00e9, tanto era bravo.<\/p>\n<p>Soprattutto i bambini si divertivano a osservarlo per la sua abilit\u00e0 come giocoliere e si stupivano dei suoi trucchi e giochi da prestigiatore.<\/p>\n<p>Fu davvero un successo di pubblico, tanto che in poco tempo il suo cappello, posato a terra per raccogliere qualche omaggio, si riemp\u00ec di ogni sorta di leccornie: piccoli frutti, qualche biscotto e persino qualche monetina.<\/p>\n<p>La residenza del gigante non era molto distante da quella piazza e tutto quel movimento e quelle note armoniose, giunsero fino al suo palazzo.<\/p>\n<p>Da dietro le tende di una finestra, per non farsi scorgere, il gigante, che passava per essere un uomo estremamente austero e taciturno, aveva teso le sue potenti orecchie, per capire da dove provenisse quella musica: non riusciva per\u00f2 a vedere chi la suonasse, tanta era la folla attorno.<\/p>\n<p>Chiam\u00f2 allora il suo fidato servitore e gli ordin\u00f2 di andare a vedere cosa portasse tanto scompiglio nella sua piazza, intimandogli di condurre davanti a lui l\u2019autore, di siffatta confusione!<\/p>\n<p>Il nano da parte sia fu lieto di essere invitato al palazzo del gigante e pens\u00f2 che per lui sarebbe stato un grande giorno,\u00a0 anche se i modi bruschi del servitore, non gli facevano presagire le migliori intenzioni.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cEccovi servito, mio sire!\u201d \u2013 Disse il servitore, strattonando il nano che indugiava all\u2019ingresso del castello, un po\u2019 intimorito dalle dimensioni di quell\u2019uomo che gli si era parato di fronte: non aveva mai visto davvero nessuno cos\u00ec alto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cChiss\u00e0 quale aria si respirer\u00e0 da una simile altitudine.\u201d Pens\u00f2 perplesso ed esterrefatto, tra s\u00e9 e s\u00e9.<\/p>\n<p>E lasciatolo in mezzo alla sala, il servitore ricompose il suo mantello, che lasciava trasparire una grossa gobba. Poi si volt\u00f2 e spar\u00ec dalla loro vista, richiudendo il portone dietro di s\u00e9, con un grosso boato.<\/p>\n<p>Ci fu un attimo di esitazione e di silenzio.<\/p>\n<p>Mentre il gigante scrutava il piccolo essere che aveva davanti, cercando di capire se fosse una formica o cos\u2019altro, il nano colse l\u2019occasione per guardarsi attorno e scorgere una possibile via di fuga, se le cose si fossero messe male.<\/p>\n<p>Non manc\u00f2 di ammirare la magnificenza del palazzo, riccamente adornato e con delle maestose tende a drappeggio, che per\u00f2, con quella tonalit\u00e0 cupa , oscuravano la luce.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cChi siete voi e come avete osato portare scompiglio nella mia piazza?\u201d \u2013<\/p>\n<p>Disse con voce grossa e tagliente il gigante, cercando di incutere timore nel piccoletto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cSono un giullare e sono al vostro servizio mio sire!\u201d\u2013<\/p>\n<p>Lo sorprese lui, ostentando un coraggio insperato, quasi come in segno di sfida.<\/p>\n<p>E, approfittando della titubanza del gigante, che lo osservava con sconcerto, aggiunse, per nulla intimorito da quel suo vocione:<\/p>\n<p>&#8211; \u201cHo fatto tanta strada perch\u00e9 ho saputo che desiderava allietare le sue giornate. Sono pronto a dimostrarle ci\u00f2 che so fare e se questo non fosse di suo gradimento, mi meriter\u00f2 di tornare da dove sono venuto \u2026.. ma la prego, sia gentile e mi metta alla prova!\u201d-<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cOh, Oh, Oh!\u201d- Fece il gigante, incredulo, per la sfrontatezza del piccoletto, poi prosegu\u00ec:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cVedo che non ti manca una buona dose di spiritosaggine! Pensi forse che io mi possa far mancare qualcosa di divertente? Ho avuto alla mia corte i pi\u00f9 rinomati artisti, gli spettacoli pi\u00f9 strabilianti!\u201d. \u2013<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cNon ne dubito sire, lei merita senz\u2019altro il meglio, ma io sono qui per onorarla e renderle omaggio con tutta la mia umilt\u00e0!\u201d E si inchin\u00f2 davanti a lui.<\/p>\n<p>Il gigante lo osservava incuriosito, nessuno si era mai rivolto a lui con tanta spontanea devozione, anzi, sentiva\u00a0 che sia i suoi sudditi, che tutti gli altri, avevano per lui, solo un freddo rispetto.<\/p>\n<p>Era forse il timore che nutrivano nei suoi confronti, per i suoi modi bruschi le sue dimensioni fuori dalla norma? Spesso se lo domandava e se ne rattristava, perch\u00e9 in fondo, questo era il motivo per cui si era isolato a vivere in solitudine: lo infastidiva, anzi, non lo sopportava proprio di riconoscere negli occhi degli altri, il senso del disagio per lo stare in sua compagnia.<\/p>\n<p>Del resto, lui era anche rinomato per essere una buona forchetta, ma non aveva mai fatto alcun male, a nessun essere vivente!<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, nessuno aveva mai osato proporsi per entrare nelle sue grazie, per una semplice amicizia per esempio. Tutti coloro che talvolta gli facevano visita, si comportavano come se si sentissero in obbligo verso di lui, per una tale ragione o per un\u2019altra, ma mai per ricambiare l\u2019amicizia in modo disinteressato e spontaneo, quella stessa che comunque il gigante talvolta provava a concedere. Non si poteva negare che fosse generoso di cuore, solo che con tutto quel tempo trascorso a discorrere fra s\u00e9 e s\u00e9, il suo carattere si era fatto un po\u2019 pi\u00f9 scontroso, tutto qua. Guidato pi\u00f9 dall\u2019istinto che dalla ragione, il gigante si rivolse al nano:<\/p>\n<p>-\u201cEbbene, esegui per me il tuo repertorio migliore e se mi piacer\u00e0, ti permetter\u00f2 di restare alla mia corte, altrimenti ti spedir\u00f2 indietro, al tuo indirizzo!\u201d-<\/p>\n<p>Il piccolo uomo non perse tempo, era ansioso di riprendere a lavorare, per potersi permettere qualche boccone pi\u00f9 sostanzioso e prese a suonare con tutta la grazia di cui era capace, intervallando la musica con qualche gioco da prestigiatore e qualche altra abilit\u00e0 da giocoliere. E mentre lo spettacolo si animava sempre pi\u00f9, il gigante sciolse tutte le sue riserve e cominci\u00f2 a battere le mani, divertito, chiedendogli di continuare ancora.<\/p>\n<p>Il nano fu contento e fece quello che il gigante gli aveva chiesto, fino a quando non fu stanchissimo e si ferm\u00f2, sempre, con il permesso del gigante. E lui non si era mai divertito tanto, cos\u00ec lo invit\u00f2 a cenare con lui, al suo tavolo riccamente imbandito.<\/p>\n<p>Il\u00a0 nano ebbe come l\u2019impressione che il suo sogno si avverasse, ma non fin\u00ec qui, perch\u00e9 il gigante fu talmente entusiasta di averlo con s\u00e9, che lo fece soggiornare al palazzo reale, per tutto il tempo che il nano desider\u00f2. Divennero cos\u00ec ottimi amici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18806\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18806\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un nano, che lavorava in una compagnia di artisti girovaghi. 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