{"id":18772,"date":"2014-05-03T18:34:17","date_gmt":"2014-05-03T17:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18772"},"modified":"2014-05-03T18:34:17","modified_gmt":"2014-05-03T17:34:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-ronin-di-nagasaki-di-oriana-ramunno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18772","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il Ronin di Nagasaki&#8221; di Oriana Ramunno"},"content":{"rendered":"<p>La sagoma nera della nave apparve come un mostro uscito dalla nebbia e vir\u00f2 nella nostra direzione. Mi misi a nuotare pi\u00f9 veloce, quando la sentii dietro di noi. Fendeva le acque avanzando minacciosa, col rumore assordante delle eliche che ci inseguivano. Mia madre mi spinse in avanti.<\/p>\n<p>&#8211; Non voltarti &#8211; mi url\u00f2.<\/p>\n<p>Io e la mia famiglia vivevamo in Siberia, ma in inverno andavamo in Giappone. Durante le lunghe traversate, noi piccoli passavamo il tempo ascoltando i racconti dei nonni. Gli anziani erano quelli che avevano pi\u00f9 cose da raccontare. Creature di mare, avevano solcato l\u2019oceano fin da quando erano nati. Avevano visto esseri marini sconosciuti e leggendari, erano capitati in mezzo a tempeste e <i>tsunami<\/i>. Alcuni avevano visto anche i pirati.<\/p>\n<p>Ascoltando le loro storie, battevamo le acque dell\u2019oceano. Quell\u2019anno, per\u00f2, era successo qualcosa. Io e mia madre eravamo rimaste da sole, tra le acque di Nagasaki, e all\u2019improvviso la sagoma nera della nave era apparsa davanti a noi.<\/p>\n<p>&#8211; Non fermarti \u2013 url\u00f2 ancora mia madre.<\/p>\n<p>La nave stava aumentando la sua corsa. Guardai in alto. Un uomo sul parapetto reggeva una fune, un altro imbracciava un fucile. Un sibilo tagli\u00f2 l\u2019aria. Mia madre mi copr\u00ec e la lancia le colp\u00ec il fianco. L\u2019onda della nave mi sbalz\u00f2 a qualche metro da lei. Un\u2019altra lancia vibr\u00f2 nell\u2019aria e la colp\u00ec al centro della schiena, spargendo nell\u2019acqua il rosso del sangue. Gli uomini calarono le reti per tirarla a bordo. La vidi allontanarsi, lentamente. Persi l\u2019orientamento e sbattei contro l\u2019elica. Fu allora che le acque del mare mi avvolsero, trascinandomi gi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando riaprii gli occhi, ero sulla spiaggia di Nagasaki. Sentivo l\u2019acqua arrivare alle mie estremit\u00e0, bagnarmi e poi ritirarsi. La risacca era lenta e cadenzata. L\u2019odore forte del salmastro, portato dal vento, mi rassicur\u00f2.<\/p>\n<p>Quando capii dov\u2019ero, cercai di muovere la coda. Sentii la pelle tirare. Dovevo essere fuori dall\u2019acqua da ore, ormai. Tentai di muovere anche le pinne anteriori, ma nulla. Ero bloccata. Arenata su quella spiaggia.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso, il panorama della litorale venne sostituito da due piedi nudi e raggrinziti. Sollevai lo sguardo. Un vecchio era chino su di me e mi sorrideva. Prese con le mani dell\u2019acqua e me la vers\u00f2 sul capo, facendo scivolare la mano sulla pelle tesa. Una sensazione di freschezza mi fece stare meglio, ma fu solo un attimo. L\u2019uomo mi guard\u00f2 negli occhi, stringendo i suoi in due mezzelune nere, e and\u00f2 via.<\/p>\n<p>Torn\u00f2 dopo poco. Trascinava dietro di s\u00e9 un carretto pieno di oggetti. Pos\u00f2 a terra un secchio, una cassetta di legno intarsiato, una spada e una coperta di tela. Prese il secchio e lo riemp\u00ec d\u2019acqua. Me la vers\u00f2 lungo tutto il corpo. Mi copr\u00ec con la coperta di tela e la bagn\u00f2 completamente. Poi si sedette di fianco a me.<\/p>\n<p>Era un uomo esile come un giunco, coperto di rughe. I capelli bianchi, sottili come lanugine, gli ricadevano sulla schiena e sul petto, confondendosi con i lunghi baffi. Se ne stava seduto con la spada sulle gambe incrociate, aspettando in silenzio. Sapeva bene che qualcuno sarebbe arrivato. Dopo poco, infatti, sentimmo dei passi.<\/p>\n<p>&#8211; <i>Ronin<\/i>, via da qui &#8211; gli disse un uomo, avvicinandosi.<\/p>\n<p>Il vecchio si sollev\u00f2, sfil\u00f2 la spada e gliela punt\u00f2 contro.<\/p>\n<p>&#8211; Vecchio pazzo &#8211; borbott\u00f2 il giovane. Fece un passo in avanti, fino a che la punta della lama gli premette sul petto.<\/p>\n<p>&#8211; Lascia stare la balena &#8211; minacci\u00f2 il vecchio.<\/p>\n<p>&#8211; Andiamo, <i>ronin<\/i>\u2026 La gente ha fame e questo \u00e8 un dono dal cielo. Siamo in guerra, quel cibo serve.<\/p>\n<p>Il vecchio non si mosse dalla sua posizione.<\/p>\n<p>&#8211; Domani torner\u00f2 con gli altri e sar\u00e0 bene per te essere gi\u00e0 a casa.<\/p>\n<p>L\u2019uomo and\u00f2 via e il vecchio torn\u00f2 a sedere. Scav\u00f2 una piccola fossa nella sabbia e la riemp\u00ec di pezzi di legna. Li accese e soffi\u00f2 sul fuoco, facendo scintillare il carbone. Dalla scatola di legno tir\u00f2 fuori un bollitore pieno d\u2019acqua e lo mise sulla brace. Prese una ciotola, vi vers\u00f2 il t\u00e8 in polvere e lo un\u00ec all\u2019acqua bollente, mescolandola con un frustino di bamb\u00f9. Poi bevve a piccoli sorsi, senza staccare mai gli occhi dall\u2019orizzonte, e inizi\u00f2 a parlare.<\/p>\n<p>Nel paese era conosciuto come il <i>ronin<\/i> di Nagasaki. Dicevano che fosse pazzo, perch\u00e9 andava in giro vestito come un antico samurai. Portava un\u2019armatura rossa e una spada. Diceva di essere un samurai che non aveva pi\u00f9 un padrone, un guerriero errante. Ronin significava <i>uomo onda<\/i>, mi disse, e forse era per questo che il mare ci aveva fatti incontrare.<\/p>\n<p>Il <i>ronin <\/i>parl\u00f2 per tutta la notte. Mentre raccontava, si alzava e mi bagnava con l\u2019acqua. Mi rivel\u00f2 che l&#8217;anima di un samurai risiedeva nella spada. Quella del <i>ronin <\/i>aveva l&#8217;impugnatura in legno di magnolia, era ricoperta di pelle di razza ed era rivestita con una fettuccia di seta rossa intrecciata. La lama era affilata e tagliente.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso, mentre il ronin parlava, udii un rombo in lontananza. Il vecchio alz\u00f2 lo sguardo al cielo. Gli aerei da guerra stavano rientrando. Ci passarono sulle teste, in formazione.<\/p>\n<p>&#8211; La guerra non \u00e8 pi\u00f9 come un tempo &#8211; sospir\u00f2 il vecchio.<\/p>\n<p>Strinse la spada tra le mani e la accarezz\u00f2. Quella era un\u2019arma che non si usava pi\u00f9. Gli uomini ora combattevano con le bombe, con le armi da fuoco e<i> <\/i>con gli aerei.<\/p>\n<p>Il <i>ronin<\/i> indic\u00f2 con il dito la baia di Nagasaki e mi raccont\u00f2 che quella costa, tanti anni prima, era stata ricoperta dalle teste di undicimila samurai. Le avevano infilzate su dei pali e le avevano lasciate sulla riva, ad attendere l\u2019alba. Quei samurai erano stati battuti dalle armi da fuoco. I cittadini di Nagasaki si erano dichiarati cristiani e l\u2019Imperatore li aveva condannati a morte, ma il popolo decise di reagire. Duecento <i>ronin<\/i> impugnarono le armi per proteggere i cristiani ed elessero come loro capo Amakusa Shiro. Il giovane samurai chiese a tutti quelli che volevano combattere per la libert\u00e0 di seguirlo nel castello di Hara. Uomini, donne e bambini si barricarono con lui, ma dal mare spir\u00f2 vento di morte. Il castello fu colpito con i cannoni. Le mura crollarono e la spiaggia di Nagasaki si ricopr\u00ec dei pali su cui conficcarono le teste dei cristiani.<\/p>\n<p>Il <i>ronin<\/i> fin\u00ec di raccontare. Mi chiesi perch\u00e9 mai gli uomini passassero il tempo a distruggersi a vicenda. Non aveva un senso, per\u00f2 quella era una bella storia e, se mai fossi tornata a casa, l\u2019avrei raccontata a qualcuno.<\/p>\n<p>Un lontano rumore di passi mi scosse da quei pensieri. Il <i>ronin<\/i> si alz\u00f2 di scatto, scrutando nel buio. Sfil\u00f2 la spada. L\u2019uomo che voleva uccidermi era tornato, accompagnato da un amico.<\/p>\n<p>&#8211; Il gioco \u00e8 durato abbastanza. Ora vattene &#8211; disse l\u2019uomo reggendo una lanterna. La fece oscillare, proiettando un\u2019ombra sanguigna sul volto del vecchio.<\/p>\n<p>Il <i>ronin i<\/i>mbracci\u00f2 la spada. La fece roteare e la cal\u00f2 con forza. Era stato cos\u00ec veloce che non avevo nemmeno visto i suoi movimenti. I due si guardarono, stupiti. Un secondo dopo i loro abiti caddero a terra, tagliati a met\u00e0, e i due presero a correre nudi come la natura li aveva fatti.<\/p>\n<p>Il <i>ronin<\/i> sorrise, si massaggi\u00f2 la barba bianca e si sedette. Se ne stette a pensare, in silenzio. Quando si decise sul da farsi, si alz\u00f2. Torn\u00f2 con delle funi in mano, mi fece passare la corda sotto la coda e la leg\u00f2 stretta. L\u2019altra estremit\u00e0 la allacci\u00f2 attorno alla mia testa. Poi prese a tirare, forte. Come facesse quel corpo cos\u00ec vecchio ed esile a trascinarmi, non lo so. Ma lo faceva, pochi centimetri alla volta.<\/p>\n<p>Quando il sole era ormai sorto, cominciai a muovere la coda e le pinne dentro l\u2019acqua. Un\u2019onda improvvisa mi trascin\u00f2 pi\u00f9 a largo, verso la libert\u00e0. Ormai in mare, vidi arrivare gli uomini con i fucili e i coltelli. Erano giunti troppo tardi.<\/p>\n<p>Cominciai a saltare fuori dall\u2019acqua, felice. Mi voltai per ringraziare il vecchio, ma non lo vidi pi\u00f9. Ruotai su di me, cercandolo ovunque. Mi immersi. Cominciai anche a cantare, per farmi sentire. Poi vidi il suo corpo. Era poco distante da me, adagiato sul fondo dell\u2019oceano senza coscienza, la barba bianca leggera come una nuvola. Mi avvicinai e col muso lo sollevai, portandolo verso l\u2019alto. Il vecchio <i>ronin<\/i> riaffior\u00f2 tossendo. Si aggrapp\u00f2 al mio dorso, stremato, e io nuotai verso un\u2019isola, lontano dalla baia. Lontano dagli uomini con i fucili. Lui mi aveva salvato la vita e io volevo salvarla a lui.<\/p>\n<p>Un aereo ci pass\u00f2 sopra le teste e vir\u00f2 con un rombo assordante, puntando in direzione di Nagasaki. Il rumore diminu\u00ec, svanendo poi del tutto. Dopo un istante, un boato squarci\u00f2 il silenzio. Un lampo di luce infiamm\u00f2 l\u2019orizzonte, sollevando una nuvola rossa come il sangue. Sembrava un fungo di polvere e fiamme. L\u2019onda d\u2019urto arriv\u00f2 fino a noi, scaraventandoci pi\u00f9 avanti. Il <i>ronin<\/i> si aggrapp\u00f2 a me, per tornare a galla. Rimase attaccato al mio corpo, mentre insieme guardavamo increduli Nagasaki in fiamme.<\/p>\n<p>Fu in quell\u2019istante che capii che quella che avevo da raccontare alle altre balene, nei lunghi viaggi dalla fredda Siberia al mite Giappone, sarebbe stata la pi\u00f9 interessante e incredibile storia mai raccontata da una balena.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18772\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18772\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sagoma nera della nave apparve come un mostro uscito dalla nebbia e vir\u00f2 nella nostra direzione. 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