{"id":18749,"date":"2014-04-30T18:53:36","date_gmt":"2014-04-30T17:53:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18749"},"modified":"2014-05-02T18:12:10","modified_gmt":"2014-05-02T17:12:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-maschile-singolare-concreto-di-ivan-brentani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18749","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Maschile singolare concreto&#8221; di Ivan Brentari"},"content":{"rendered":"<p>Le palme sudate cigolarono sulla sbarra.<\/p>\n<p>Alessio sent\u00ec i grandi dorsali spingere verso l\u2019alto. Il mento sfior\u00f2 l\u2019asta della spalliera messa di traverso, parallela al pavimento. La barba volutamente, scientificamente trasandata crepit\u00f2. Si accompagn\u00f2 ancora una volta verso terra. I deltoidi vibrarono. All\u2019ultima serie, la discesa si faceva quasi pi\u00f9 faticosa della salita.<\/p>\n<p><i>Francesca copre i seni col lenzuolo, come se d\u2019improvviso si vergognasse. Ci sono delle volte che non riesco a capirti, mi dice. In che senso? Nel senso che c\u2019\u00e8 qualcosa di te che mi sfugge. Mi guarda attraverso la gabbia di ciglia. Il sesso ha ammorbidito il rimmel.<\/i><\/p>\n<p>Ancora due.<\/p>\n<p>Fase di rilassamento, appeso come una scimmia, due secondi, poi lo strappo. Di nuovo i grandi dorsali a innalzarlo. I trapezi tiravano, deformati dalla loro stessa forza. I tendini, lame d\u2019acciaio, gli tagliavano la pelle. Espir\u00f2 solo quando la testa era oltre la sbarra, nell\u2019iperuranio, al di sopra del comune senso delle cose. Inspirazione a scendere.<\/p>\n<p>L\u2019ultima. L\u2019ultima la faceva sempre a occhi chiusi. Come un orgasmo.<\/p>\n<p>Riprese contatto col suolo gradatamente. Dalle punte ai tacchi. I grandi rotondi pulsavano come cuori. Sciolse i muscoli delle braccia e fece roteare il capo alcune volte, prima in senso orario, poi antiorario. La sabbia nelle prime vertebre scricchiol\u00f2 sonoramente. Alessio inghiott\u00ec la sensazione densa dell\u2019albume delle sette uova che aveva ingurgitato un\u2019ora prima, la respinse in fondo all\u2019esofago. Estrasse dalle tasche dei calzoncini un paio di mandorle. Le mastic\u00f2 piano.<\/p>\n<p>Il frastuono del corso di cardio-fitness aerobica invadeva anche la sala attrezzi. Alessio gett\u00f2 un occhio oltre il plexiglass che vibrava per i bassi. Vecchie, principalmente vecchie, o di mezza et\u00e0, cio\u00e8 vecchie. Anche qualche ragazza giovane. Dalla larghezza dei fianchi non dovevano aver cominciato il corso da molto. Forse addirittura erano alla prima lezione, quella gratis di prova, prima di firmare il contratto.<\/p>\n<p><i>Francesca si accarezza il collo. Io guardo sua madre che cucina per noi. Ma tu ci vuoi andare a casa di Mattia stasera? \u00c8 la voce di Francesca. Il tono dice che lei da Mattia non ci vorrebbe andare, lo so. So che sa che io invece da Mattia ci andrei, con Mattia siamo amici. Le devo rispondere attentamente. No, non andiamoci. Stasera sono stanco. Francesca mi guarda, dovrebbe essere contenta, e invece aggronda la fronte.<\/i><\/p>\n<p>La sala attrezzi brulicava di sospiri. Corpi scintillanti di sudore danzavano una coreografia occulta. I profumi femminili venivano dal reparto dei tapis roulant.<\/p>\n<p>Raccolse un bilanciere da terra. Due pesi di ghisa da venti chili per parte. Stese l\u2019asciugamano sulla panca. Si sdrai\u00f2 e strinse la sbarra in corrispondenza delle impugnature zigrinate. Alla sua destra un immenso bodybuilder stava lavorando con una <i>kettlebell<\/i> ciclopica, girava voce che se la fosse fatta costruire su misura. Alessio ne studi\u00f2 il corpo mentre le sue braccia avevano gi\u00e0 cominciato a stantuffare silenziosamente l\u2019aria. Gli arti deformi dell\u2019uomo, i suoi ridicoli baffi alla <i>Hulkmania<\/i>, i suoi sbuffi gutturali, lo fecero sorridere.<\/p>\n<p>\u00abAlessio, hai sistemato i dorsali?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo appena finito,\u00bb sibil\u00f2 a labbra strette Alessio, compresso dallo sforzo.<\/p>\n<p>Il personal trainer generico addetto alla sala lo osservava a braccia conserte. Era massiccio, anche lui troppo grosso. Faccia da topo.<\/p>\n<p>\u00abQuando hai finito vai al ring, Coach ti sta aspettando. Tu e Christian siete gli ultimi oggi. Tre riprese d\u2019allenamento e te ne vai a casa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo so.\u00bb<\/p>\n<p>Dopo la quarta serie ripose il bilanciere sui sostegni, raccolse l\u2019asciugamano, e si diresse verso il ring, in fondo al salone. Coach se ne stava seduto su una sedia pieghevole d\u2019acciaio. Quell\u2019idiota di Christian invece era gi\u00e0 al centro del ring vestito di tutto punto. Si era infilato il paradenti e saltellava, come se la piattaforma scottasse. Gettava un\u2019ombra enorme fino a fuori il perimetro del ring.<\/p>\n<p><i>La luce che filtra dalla finestra disegna il corpo di Francesca. Mi acceca la sua pelle bianca. Rivoli di capelli le scorrono sulle spalle. La bocca rossa brucia in mezzo al viso. Perch\u00e9 mi guardi cos\u00ec, Francesca?<\/i><\/p>\n<p>Alessio infil\u00f2 la canottiera e i pantaloncini della Everlast. Coach gli fasci\u00f2 mani e polsi e lo aiut\u00f2 a infilare i guantoni. Poi gli schiacci\u00f2 sulla testa il casco imbottito che sapeva di cuoio finto. Lo spinse lievemente sul ring.<\/p>\n<p>\u00abTre riprese, ragazzi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE il gong?\u00bb fece Christian in un crocid\u00eco stupido.<\/p>\n<p>Coach lo guard\u00f2 come si guarda un tetraplegico scivolato dalla carrozzina. \u00abGong,\u00bb mormor\u00f2, fingendo di suonare un campanaccio in aria.<\/p>\n<p>Alessio seguiva sempre la stessa tattica.<\/p>\n<p>All\u2019avversario ci si deve adattare. Lavorare di testa, risparmiare energie.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni aveva individuato varie categorie di pugili.<\/p>\n<p>Il <i>pavido<\/i>. Tira su la guardia, ma indietreggia. Fa mulinare le gambe, per\u00f2 lo fa in maniera insicura, a volte perde anche l\u2019equilibrio perch\u00e9 gli gira la testa. Non libera mai completamente il braccio, sembra lo voglia trattenere. Si batte velocemente riducendo le distanze appena l\u2019incontro inizia, in modo da impedirgli di mettersi a girare. Una decina di colpi giusti ed \u00e8 finita.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 il <i>mariuolo<\/i>. Come il <i>pavido<\/i>, per\u00f2 bara, d\u00e0 le testate ed \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 pericoloso, nonch\u00e9 moralmente riprovevole. Si batte se non si attacca per primi, se lo si invita senza farglielo capire, se gli si fa balenare davanti la possibilit\u00e0 di una vittoria onesta ed epica, recitata da condottiero all\u2019attacco. Una vittoria che il <i>mariuolo<\/i> molto raramente ha ottenuto nella sua vita e che, in fondo, desidera pi\u00f9 di ogni altra cosa. A quel punto si scopre.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 il <i>par\u00e0<\/i>. Eccitato, pi\u00f9 che dalla violenza vera e propria, dall\u2019idea della violenza, che coltiva amorevolmente nel proprio cervello come il ricordo di una nonna morta. Parte all\u2019attacco immediatamente. \u00c8 potente e brutale, di solito muscolarmente dotato, di solito lento. Si batte facendolo sfogare per una ripresa. Alla seconda gli si danno un paio di colpi duri per farlo incazzare. Da l\u00ec \u00e8 una discesa. Il <i>par\u00e0<\/i> perde la testa, i suoi fendenti vanno tutti fuori bersaglio, controlla malamente il respiro che gli si spezza di continuo offuscandogli la vista. Va gi\u00f9 tra la met\u00e0 e la fine della terza.<\/p>\n<p>Quattro, lo <i>stilista<\/i>. Grande cura formale delle tecniche, poca velocit\u00e0, poca potenza. I suoi pugni sono lettere di posta ordinaria. Nel gesto cerca la poesia. Pratica il pugilato come il <i>tai chi chuan<\/i>; lo fa per pochi mesi, poi si iscrive al corso di <i>tai chi<\/i>. Si batte in svariati modi, ognuno ha il suo.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo \u00e8 il <i>democristiano<\/i>, combattente raro ma non rarissimo. Il <i>democristiano<\/i> osserva molto. \u00c8 uno specchio, ma deformante. Prende ci\u00f2 che gli serve dall\u2019avversario. Pu\u00f2 mandarlo gi\u00f9 per sfinimento, ma anche no, pu\u00f2 anche chiudere tutto alla prima ripresa. Due terzi dei colpi che porta sono i colpi che ci si aspettano da lui, colpi tranquillizzanti. L\u2019altro terzo sono i colpi che, a rigore di logica, il <i>democristiano<\/i> non dovrebbe avere, e che invece ha. Con quelli vince gli incontri. Si pu\u00f2 battere.<\/p>\n<p>In verit\u00e0 dal <i>democristiano<\/i> si apre un cassetto, una sottocategoria: l\u2019<i>\u00fcberdemocristiano<\/i> o <i>democristiano liquido<\/i>. \u00c8 il malleabile in senso assoluto. Se entra in acqua \u00e8 lui a cambiare forma. Per gli avversari \u00e8 dura. I fuochi fatui non si colpiscono. L\u2019<i>\u00fcberdemocristiano<\/i> governa il mimetismo. Questo gli consente una serie di vantaggi. L\u2019<i>\u00fcberdemocristiano<\/i> \u00e8 l\u2019unico che riesce a battere anche il <i>democristiano<\/i>. L\u2019<i>\u00fcberdemocristiano<\/i>, lui s\u00ec, \u00e8 molto raro.<\/p>\n<p><i>Ecco. L\u2019\u00fcberdemocristiano sono io.<\/i><\/p>\n<p>Christian era un <i>par\u00e0<\/i>. Si fece sotto con tutto il corpo. Alessio si lasci\u00f2 schiacciare all\u2019angolo. Il peso dei muscoli gonfi d\u2019acqua e steroidi \u00a0non gli dava possibilit\u00e0 di movimento. Poteva percepire l\u2019euforia di Christian e il suo ego montare come cavalli al galoppo. Ne sentiva il respiro affannoso sulle guance. Lo abbracci\u00f2 per avere un po\u2019 di tregua. Poi qualche flebile colpo, solo per dovere di firma.<\/p>\n<p>Seconda ripresa, un gancio duro, dritto al setto nasale. Il volto di Christian scatt\u00f2 di lato. Una frustata di sangue schiocc\u00f2 sul pavimento. Christian gli offr\u00ec due pupille dilatate. Occhi di un cavallo a cui hanno messo sotto le froge un secchio di creolina. Gli si gett\u00f2 addosso sbavando.<\/p>\n<p><i>Li ho contati. Almeno cinque secondi. Aspetti sempre cinque secondi prima di rispondermi. Tu pensi troppo alle cose che mi dici. Guardo la forchetta uscire immacolata dalla bocca di Francesca. Cinque secondi. Cosa vuoi dire, amore? Francesca sbuffa. Perch\u00e9 non mi rispondi mai di getto? Non so. Non capisco, Francesca. Ho detto \u00abnon capisco\u00bb apposta. Il non capire salva le vite di molte persone.<\/i><\/p>\n<p>Ora Alessio doveva solo farlo stancare. Entrava e usciva dall\u2019area di attacco di Christian con dei rapidi movimenti di gambe. Invitava e schivava. In fatto di agilit\u00e0 tra di loro non c\u2019era paragone. Guardava l\u2019avversario muggire, nitrire, leccare il sangue che dalle narici colava sulle labbra.<\/p>\n<p>\u00abChristian! Ragiona, ragiona!\u00bb sbraitava inutilmente Coach da sotto il ring.<\/p>\n<p>Alla fine della seconda ripresa Christian sputava pezzi di polmone. Il suo corpo fremeva, gonfio, intarsiato di sudore.<\/p>\n<p>Cominciato il terzo round, Alessio lo colp\u00ec subito con un montante preciso. Il collo del toro si pieg\u00f2 all\u2019indietro. Ancora un diretto al volto, poi un gancio basso sulla milza. Scans\u00f2 una zampata imprecisa dell\u2019animale, poi gli somministr\u00f2 un gancio sinistro al fegato. L\u2019ultimo.<\/p>\n<p>La bestia si afferr\u00f2 il ventre come se gliel\u2019avessero squarciato. Croll\u00f2 ansante sulle ginocchia.<\/p>\n<p>\u00abBuona cos\u00ec,\u00bb disse Coach.<\/p>\n<p>Christian contraeva i muscoli addominali per fermare il dolore. Espirava rumorosamente dal naso sanguinolento. La canotta si copr\u00ec di minuscole efelidi di plasma.<\/p>\n<p>Coach mise una mano sulla spalla di Alessio che stava scendendo dal ring.<\/p>\n<p>\u00abGli incontri chiudili con l\u2019<i>uppercut<\/i>, \u00e8 inutile che porti questa tecnica a met\u00e0 incontro. Con l\u2019<i>uppercut<\/i> si chiude. Le cose che vanno in alto sono sempre le ultime, ricordatelo.\u00bb<\/p>\n<p>Alessio guard\u00f2 il mucchio di carne al centro del ring. Christian gli sorrise allegro.<\/p>\n<p>Appena uscito dalla palestra una brezza tiepida lo abbracci\u00f2. I muscoli fremevano come un campo scosso dal vento, attraversati da una calda onda metacronale.<\/p>\n<p>La bocca si torse in un ovale di stupore. Francesca lo aspettava seduta sul motorino. Le sorrise. Baci\u00f2 la sua bocca immobile.<\/p>\n<p>\u00abAlessio. Ci ho pensato\u2026 Non\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCosa?\u00bb<\/p>\n<p>Francesca gli infisse lo sguardo negli iridi.<\/p>\n<p>\u00abAlessio, tu vuoi sempre vincere. Per vincere calcoli tutto, ti adatti a tutto. Non riesco mai a capire cosa pensi davvero. Quando finisci tu e quando inizia la tua voglia di affermarti contro tutti. Contro di me. Cos\u00ec non condivideremo mai niente. Non si amano gli avversari.\u00bb<\/p>\n<p>Cinque secondi.<\/p>\n<p>\u00abFrancesca\u2026\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18749\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18749\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le palme sudate cigolarono sulla sbarra. 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