{"id":18735,"date":"2014-05-02T18:30:28","date_gmt":"2014-05-02T17:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18735"},"modified":"2014-05-02T18:30:28","modified_gmt":"2014-05-02T17:30:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-lalba-di-mezzanotte-di-stefano-barbero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18735","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;L&#8217;alba di mezzanotte&#8221; di Stefano Barbero"},"content":{"rendered":"<p>A quel tempo, per guadagnar qualcosa, venni assunto in uno studio tecnico. Cos\u00ec, finiti gli studi, cominciai a dimenarmi tra l\u2019infinit\u00e0 di burocrazia necessaria ai cittadini, per poter essere ancor pi\u00f9 agevolati e controllati dalle autorit\u00e0 competenti.<\/p>\n<p>Il nostro era un piccolo ufficio, posto su di una piazza di un piccolo paese pedemontano. Il mio capo, Valerio, era rispettato da tutti i cittadini, poich\u00e9 per loro rappresentava il punto di riferimento a cui rivolgersi per qualsiasi evenienza. E non c\u2019era da meravigliarsi! In quella stanzetta poco illuminata, ci occupavamo d\u2019ogni genere di cosa che in parte potesse riguardare il nostro mestiere. Possedevamo soltanto due computer, ormai obsoleti, ed una fotocopiatrice; tutto intorno plichi enormi di cartacce compilate. Ce n\u2019erano ovunque sulle scrivanie, negli scaffali, sopra i mobili. Ne eravamo sommersi. Ma infondo, non era nient\u2019altro che il risultato del nostro operare. Gi\u00e0, un continuo esaurimento nervoso. Contemporaneamente seguivi tre o quattro pratiche, una pi\u00f9 insensata dell\u2019altra, e toccava darsi una mossa per non finirne oppresso. Persino l\u2019orario era assurdo. Si cominciava ogni mattina verso le nove e mezza, per poi finire la sera chiss\u00e0 quando.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ogni dannato giorno partivo, cosciente del fatto che avrei terminato soltanto al calar del sole, mi chiudevo tra quelle quattro mura e speravo che il tempo trascorresse il pi\u00f9 velocemente possibile. Cercavo persino di inventarmi ogni genere di passatempo, come la musica o l\u2019immaginazione, e di tanto in tanto fungeva pure il mio piano, ma restava sempre una tortura.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2, vi erano giorni in cui nulla mi salvava, ritrovandomi a far cose delle quali non mi importava nulla ed il tempo trascorreva lento e inesorabile, come lo sgretolarsi di una montagna. Un supplizio per mente e corpo, credendo di impazzire se non avessi mantenuto la calma.<\/p>\n<p>Intanto era un\u2019occupazione come le altre e, visti i miei guadagni, qualcosa dovevo pur fare in vista dei miei progetti futuri.<\/p>\n<p>Nonostante il lavoro fosse pressoch\u00e9 devastante, con Valerio mi trovavo bene. Era nato e cresciuto in quel piccolo paese, ma rispetto agli atri, durante il corso della sua vita, comprese qualcosa in pi\u00f9. Il che lo rendeva un personaggio di spicco e afferrato sulla maggior parte degli avvenimenti che accadevano ogni giorno. Fondamentalmente era una persona tranquilla, che passava parte delle giornate ad allenarsi con la sua bicicletta e non mancava mai alle opportunit\u00e0 di far festa con gli amici. L\u2019unico suo problema era appunto il lavoro. Non staccava mai, manco per andare a cagare, pareva ossessionato, quando in realt\u00e0 non gli importasse pi\u00f9 di quanto importava a me, ma era la via pi\u00f9 facile per lui di farsi una buona paga. In effetti andavamo d\u2019accordo, ed alcune volte parlavamo seriamente di faccende personali. Comprendeva molto di ci\u00f2 che dicevo, ma non fui mai convinto di spingermi oltre una certa linea immaginaria. Non so perch\u00e9, ma sapevo che non avrebbe colto del tutto ci\u00f2 che gli avrei detto. Altrettanto lui, non si sbilanci\u00f2 mai troppo e non seppi mai il vero sogno della sua vita. Era come se nascondesse sempre qualcosa.<\/p>\n<p>Come ogni giorno, la sveglia suonava, aprivo gli occhi ed immediatamente mi accorgevo del mal di testa dovuto alle poche ore dormite. In quel periodo bevevo molto e la sera prima tornai verso le quattro, dopo esser stato con un\u2019amica, una buona compagna di bevute. Per cui sceso dal letto presi subito un antidolorifico e mi cambiai. Quel paesino distanziava da casa una quindicina di chilometri, ma non era male, poich\u00e9 in tal modo avevo il tempo di ascoltare un po\u2019 di musica e di riprendermi durante il tragitto.<\/p>\n<p>Era un marted\u00ec, e in giro non vi era nessuno, se non quei soliti pensionati che gironzolano qua e l\u00e0 con le loro utilitarie che non raggiungevano mai pi\u00f9 dei sessanta. Superati i primi inceppi giornalieri, giunsi in ufficio. Aprii ed accesi le luci ed i computer.<\/p>\n<p>Come mio solito, prendevo un caff\u00e8 e fumavo una sigaretta, ormai era divenuto un rito mattiniero.<\/p>\n<p>Valerio sopraggiunse poco dopo con tutta la sua furia lavorativa, che dopo avermi salutato inizi\u00f2 ad impartir ordini per la giornata.<\/p>\n<p>-Oggi dobbiamo andare da Mauro e subito dopo da suo padre, hai gi\u00e0 preparato le scartoffie?-<\/p>\n<p>Tiravo sempre un lungo sospiro, dopodich\u00e9, accumulata tutta l\u2019energia necessaria, mi buttavo a capofitto dietro di lui in tutto quel affanno.<\/p>\n<p>-S\u00ec, \u00e8 tutto sulla scrivania.-<\/p>\n<p>Non era poi cos\u00ec difficile a volte, basta mettere in standby il cervello ed iniziare a produrre, ed era anche l\u2019unico modo per non chiedersi quale senso avesse farlo.<\/p>\n<p>-Bene, allora ti faccio vedere il prossimo passo.-<\/p>\n<p>Sospiro.<\/p>\n<p>-Bene!-<\/p>\n<p>E cominciavano in tal modo la maggior parte delle giornate, sedendomi al mio posto, innanzi al terminale.<\/p>\n<p>Battevo i tasti in continuazione, stampando e consegnando documenti vari; il tutto con l\u2019aggiunta delle innumerevoli interruzioni da parte sua, che con un \u201cper favore\u201d od un \u201cper piacere\u201d, mi portava a compiere centinaia di altre attivit\u00e0 contemporaneamente. Cos\u00ec, tornando poi sui miei passi, perdevo il punto in cui ero rimasto.<\/p>\n<p>La mattina per\u00f2, nonostante tutto, trascorreva sempre piuttosto velocemente, un paio d\u2019ore di pausa, dopodich\u00e9 si riprendeva il turno.<\/p>\n<p>Valerio inoltre, era un tipo piuttosto suscettibile, per cui saltava su sovente, non facilitando il mio gi\u00e0 esasperante compito, ma nonostante gli insulti e gli esaurimenti, la giornata si concludeva sempre.<\/p>\n<p>Dovevi starci attento a tutto quel \u201cora et labora\u201d, altrimenti, come capitava spesso, ti ritrovavi in uno stato di falsa-depressione causata dallo stress accumulato. Perso e svogliato pi\u00f9 che mai di proseguire. Veniva quasi da lasciar tutto e andarsene.<\/p>\n<p>Ma come ho detto, Valerio non era male come persona e, finito il lavoro, si andava sempre a bere qualcosa al bar, ed ormai eravamo clienti abituali. Come tutti, del resto, in quel paese.<\/p>\n<p>In effetti, molti dicono che la gente di montagna \u00e8 gente strana, ma non l\u2019ho mai pensato. Erano semplicemente una versione pi\u00f9 cocciuta di quella di pianura e la maggior parte beveva come se non ci fosse un domani, ogni giorno. Per cui, entrando in una qualsiasi bettola od osteria, trovavi sempre qualcuno ormai ubriaco, disposto ad esporti ogni sua pi\u00f9 recondita filosofia sulla vita.<\/p>\n<p>Ci sedevamo al bancone ed ordinavamo birra fino a quando sua moglie non gli ordinava di tornarsene a casa.<\/p>\n<p>-Vedi, anche io come te non avevo al minima intenzione di far questo lavoro.-<\/p>\n<p>Mi disse, ed aggiunse.<\/p>\n<p>-Infatti ai primi tempi ne ho fatte di cazzate, rimettendoci quasi tutto a causa dei debiti.-<\/p>\n<p>-Ma allora perch\u00e9 lo hai fatto?-<\/p>\n<p>Non ebbi per\u00f2 la fortuna di sentire la risposta, in quanto alcune persone continuavano a disturbarlo, chiedendogli informazioni tecniche su questa o quell\u2019altra pratica.<\/p>\n<p>Rassegnato allora, me ne andavo fuori per respirare un po\u2019 d\u2019aria fresca ed accendermi una sigaretta.<\/p>\n<p>La socievolezza dei cittadini per\u00f2 era alta, per cui mi ritrovavo sempre a discutere dei soliti argomenti che la maggior parte dei paesani ritiene interessanti, ma perlomeno il tempo trascorreva veloce tra un bicchiere e l\u2019altro.<\/p>\n<p>Tornato poi da lui, come se niente fosse, cominciava a raccontar dei suoi viaggi intorno al mondo.<\/p>\n<p>-Mi ricordo quella volta in brasile, in cui nessuno perdeva l\u2019occasione di festeggiare abbandonando il proprio lavoro. &#8211;<\/p>\n<p>-Eh eh! Non credo accadrebbe qui dalle nostre parti.-<\/p>\n<p>-No di sicuro, ma il Brasile \u00e8 cos\u00ec.-<\/p>\n<p>Detto questo, pag\u00f2 l\u2019intero conto e salutando di fretta se ne and\u00f2, ed io feci lo stesso.<\/p>\n<p>Presi la macchina ed andai a trovare degli amici che non vedevo da qualche tempo. Ben poco avevo di cui parlare con loro, ma una visita ogni tanto mi toccava.<\/p>\n<p>In effetti non pareva manco gli interessasse la mia presenza. Continuavano semplicemente a sputar sentenze sul nuovo fidanzato di una certa ragazza e decretando quale programma televisivo fosse migliore.<\/p>\n<p>Purtroppo su quegli argomento non ero molto afferrato, cos\u00ec rimontai in auto alla svelta e filai via.<\/p>\n<p>-Buonanotte a tutti!-<\/p>\n<p>Gridai prima di partire con aria entusiasta. Rivoltai gli occhi verso l\u2019alto e me andai.<\/p>\n<p>Era una sera di novembre. Quell&#8217;anno le giornate che precedevano l&#8217;inverno non sapevano di freddo e umidit\u00e0, erano soleggiate, ed anche se le temperature stavano calando si stava bene.<\/p>\n<p>Non si era mai visto un autunno cos\u00ec, pensai fra me e me.<\/p>\n<p>Tirai l\u2019ultimo sospiro della giornata, infondo un&#8217;altra era finita, ed era stata forse pi\u00f9 vuota di molte altre.<\/p>\n<p>Accesi la radio e misi uno po&#8217; di buona Classica. &#8220;Adagio for Strings&#8221;. La notte era limpida e la luna piena. Infinit\u00e0 di stelle riempivano l&#8217;oscurit\u00e0 sopra di me e si potevano addirittura distinguere chiaramente i monti. La neve era appena caduta su di essi, e tutta quella luce stellare si rifletteva, illuminando il cielo al di sopra di loro. Per un attimo credetti che l&#8217;alba stesse sorgendo a mezzanotte.<\/p>\n<p>In quel preciso istante, compresi che tutto quell\u2019 inutile muoversi e dannarsi senza motivo, non poteva causarmi dello stress o del male, poich\u00e9 non valeva nulla; ma ci\u00f2 che al mio interno era assopito e celato valeva davvero qualcosa di pi\u00f9. Non era una speranza, era un idea, un pensiero.<\/p>\n<p>E guardando per l\u2019ultima volta quel panorama pensai:<\/p>\n<p>&#8211; La bellezza esister\u00e0 sempre. &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18735\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18735\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quel tempo, per guadagnar qualcosa, venni assunto in uno studio tecnico. 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