{"id":18709,"date":"2014-05-02T18:15:17","date_gmt":"2014-05-02T17:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18709"},"modified":"2014-06-03T18:42:45","modified_gmt":"2014-06-03T17:42:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-misantropo-di-massimiliano-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18709","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il misantropo&#8221; di Massimiliano Bruni"},"content":{"rendered":"<p>Ormai ci siamo. Mi sto preparando da una settimana. Ho ripassato mentalmente ogni metro del tragitto, studiato il momento giusto per aprire la porta e schizzare via, senza incontrare anima viva. Ho trascorso gli ultimi due giorni davanti alla finestra. Semi nascosto dalla tenda blu elettrico di raso, perfetta per schermare i raggi solari e rimbalzare gli sguardi indiscreti. Non \u00e8 stato facile spiare l\u2019esterno del mio condominio: infilare l\u2019occhio in uno dei fori di cui \u00e8 composto il disegno a forma di giglio che adorna il centro della tenda e stare l\u00ec, per ore, memorizzando movimenti, aperture di negozi, passeggiate di sconosciuti con cane al seguito.<\/p>\n<p>Faticoso s\u00ec, ma necessario. D&#8217;altronde, per riuscire bene, tutto deve essere organizzato fin nei minimi dettagli, non posso permettermi errori. Il sacco comincia davvero a emanare un cattivo odore. Non ce la faccio pi\u00f9. Non pensavo che i resti potessero puzzare cos\u00ec tanto. Me ne devo disfare alla svelta. Il fetore, tra l\u2019altro, potrebbe arrivare al naso di quel rompiscatole del vicino. La porta del suo appartamento dista solo pochi centimetri dalla mia, e figurati se quel vecchio incartapecorito, sempre pronto alla zuffa verbale, si lascerebbe scappare una cos\u00ec ghiotta occasione. Cercherebbe subito delle spiegazioni, venendomi a disturbare. E in seguito, ne approfitterebbe per fare domande su domande. No, lo devo evitare. Mi conviene fare mente locale, ripercorrere ogni singolo particolare.<\/p>\n<p>Allora, Clara aprir\u00e0 il negozio di scarpe solo fra venti minuti. \u00c8 puntuale, quindi, non un minuto in pi\u00f9. Vincenzo, invece, si prende pi\u00f9 tempo, forse perch\u00e9 vende orologi; perci\u00f2, lui, non \u00e8 un problema. Ecco che arriva Giulio, con quel cane pulcioso. Inizia il solito giro del cortile, ci impiega tredici minuti esatti, a volte meno, se quella specie di ratto a pelo lungo non ha da fare roba grossa. Tra due minuti scender\u00e0 quella svampita di Sara che va dal suo nuovo moroso, l\u2019albanese. Ma anche se ritardasse, lei non mi preoccupa. \u00c8 talmente presa dai suoi recenti incontri sessuali, che non si metterebbe certo a far domande, e filerebbe via. Eccola, infatti. Tutta in tiro per quell\u2019immigrato, chiss\u00e0 se lui ce l\u2019ha un lavoro. Bene, \u00e8 l\u2019ora.<\/p>\n<p>Prendo il sacco sulle spalle; non pensavo fosse cos\u00ec pesante e quanto puzza! Per fortuna abito al piano terra. Esco a fatica di casa, tre passi e apro il portone d\u2019ingresso del palazzo. Do uno sguardo rapido. Non c\u2019\u00e8 nessuno. Tutto fila come previsto. Comincio a camminare, curvo sotto il carico dell\u2019involucro nero che reggo per met\u00e0 sulle spalle e l\u2019altra sulla schiena. Sono un genio, ho immaginato tutto, alla perfezione, un film gi\u00e0 visto. Pregusto l\u2019attimo in cui potr\u00f2 liberarmi di questa zavorra, e tornarmene beato nel mio dolce rifugio. Un momento. Cazzo, e quello che ci fa a quest\u2019ora, qui. Non doveva essere in vacanza, quell\u2019idiota. No, no, no. Non posso crederci; il peggiore di tutti, non lui, non ora. Forse non si \u00e8 accorto di me. Provo a fare il distratto; guardo l\u2019orologio, con la mano sinistra prendo il cellulare dalla tasca, gli do un\u2019occhiata; come se mi servisse a qualcosa, il cellulare, potrei anche buttarlo. Un tempo s\u00ec, squillava sempre. Ma un tempo avevo anche una ragazza, amici, hobby. Ora no, non pi\u00f9.<\/p>\n<p>Macch\u00e9, \u00e8 tutto inutile. Sento i suoi occhi puntati su di me, mi esamina. Sembra uno squalo che, una volta avvistata la preda tanto agognata, come un treno ci si dirige contro, aprendo le fauci, gi\u00e0 pregustando l\u2019eccitazione che seguir\u00e0 il primo morso. \u2013 Pedroni \u2013 mi dice \u2013 Ciao Damiani \u2013 rispondo. \u2013 Da quant\u2019\u00e8 che non ti vedo\u2026 \u2013 continua lui, con quel sorriso finto da ebete. Forse riesco a evitare il discorso, simulo cordialit\u00e0. \u2013 Sapevo che eri in vacanza, ma a quanto pare sei gi\u00e0 tornato \u2013 gli butto l\u00ec, con atteggiamento falsamente interessato. \u2013 S\u00ec, ero al mare, mi annoiavo a morte. Mia moglie \u00e8 sempre l\u00e0. E tu che\u2026 \u2013 Ecco. Ci siamo. Il bastardo si annoiava. Certo, non aveva nessuno da tormentare. Sento che lo sta per dire. Sono nudo, indifeso, ormai. Completamente alla sua merc\u00e9. Sono condannato. Finito. \u2013 E tu che fai?&#8230; Hai trovato lavoro? \u2013 mi chiede Damiani.<\/p>\n<p>Vigliacco, infimo della pi\u00f9 bassa specie degli umani. Ho preparato tutto per una settimana. Ho studiato, analizzato le abitudini di quelli che vivono o lavorano in questo ammorbante complesso immobiliare. Gente che conosco da una vita. Gente che mi ha visto crescere. E che da due anni a questa parte, ogni volta che mi incontra, ogni giorno, prima che mi rinchiudessi in casa dalla vergogna, ha solo una domanda per me: \u2013 Pedroni hai trovato lavoro? \u2013 E la mia risposta, da due anni a questa parte, \u00e8 sempre la stessa: \u2013 No, ancora niente\u2026 Damiani \u2013 E ora che sei contento, ora che hai soddisfatto la tua morbosa curiosit\u00e0, ora che hai posato su di me il tuo sguardo pieno di compassione, disprezzo, godimento, lasciami andare a buttare via i resti, ormai in putrefazione, di una settimana di pranzi e cene solitarie. Il piano \u00e8 fallito, ma tu, caro Damiani, puoi star tranquillo, e tornare a casa felice, pensando a quanto sia inutile quel misero disoccupato del Pedroni!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18709\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18709\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai ci siamo. 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