{"id":18700,"date":"2014-05-01T18:35:39","date_gmt":"2014-05-01T17:35:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18700"},"modified":"2014-05-01T18:35:39","modified_gmt":"2014-05-01T17:35:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-indovina-dove-ti-porto-a-cena-di-marco-milan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18700","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Indovina dove ti porto a cena?&#8221; di Marco Milan"},"content":{"rendered":"<p>No.<\/p>\n<p>Avevano in pratica sentenziato cos\u00ec i genitori di Samuele al suo annuncio. Una riedizione dell\u2019incontro fra i Bravi e don Abbondio, e il famoso ritornello sul matrimonio che non s\u2019aveva da fare ma che poi si fece ugualmente.<\/p>\n<p>Samuele aveva 30 anni, una laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Logopedia ed un lavoro stabile appena trovato presso un centro di riabilitazione per bambini dislessici. Era andato ad abitare da solo in una bellissima mansarda nel pieno\u00a0 centro di Chieti, la citt\u00e0 dove era nato e cresciuto. Un ragazzo con la testa sulle spalle, buono e generoso. Fermandosi a riflettere con un bicchiere di vino rosso in mano, riavvolse il nastro degli ultimi mesi della sua vita, come in un film le immagini da sfocate divennero nitide e Samuele, occhi socchiusi, si abbandon\u00f2 ai flashback della pellicola di cui egli stesso era regista, produttore ed attore principale: in una fresca mattinata di settembre, per caso, in piazza Trento, una delle pi\u00f9 famose della citt\u00e0, Samuele aveva conosciuto Hanna, una bellissima ragazza etiope di 31 anni. Lui le era andato addosso senza volerlo, mentre armeggiava immerso nel suo zaino, alla frenetica ricerca del cellulare che intanto vibrava impazzito. Il ragazzo aveva urtato la bella mulatta dai capelli ricci e voluminosi, il corpo dalle forme sinuose, il sorriso leggero e sincero. \u201cOddio scusami, guarda che disastro che ho fatto\u201d, si era subito scusato Samuele quando si era reso conto di averle fatto cadere la cartellina che teneva\u00a0 in mano, rovesciandone a terra l\u2019intero contenuto; il poveretto aveva cercato di raccogliere tutti i fogli che svolazzavano qua e l\u00e0, tentando di non stropicciarli troppo. Hanna nel frattempo lo aveva guardato con curiosit\u00e0 ed un pizzico di ironia, notando la goffaggine con la quale si dava da fare per porre rimedio al danno. La ragazza aveva pensato anche che quel tipetto minuto non era affatto male: bassetto, d\u2019accordo, ma con quei lineamenti del viso ben marcati, la pelle scura mediterranea, gli occhi neri profondissimi, i capelli castani lisci e fini, il fisico atletico e ben curato. \u201cEcco, li ho raccolti tutti! E scusami ancora!\u201d, le aveva detto dopo essersi rialzato ed aver spolverato i suoi jeans. Lei aveva risposto in un italiano perfetto: \u201cNon ti preoccupare, non \u00e8 successo niente\u201d. Poi aveva sorriso e lui di sasso, si era sentito avvampare e in un secondo aveva deciso che quella ragazza voleva frequentarla, conoscerla.. Avevano iniziato a parlare, prima che lui la invitasse per un caffe\u2019\u2026lungo..per un tempo sembrato brevissimo,durante il quale le raccont\u00f2 brevemente la sua storia, l\u2019universit\u00e0, il lavoro, la casa, la sua passione per la chitarra. Arriv\u00f2 la volta di Hanna: \u201cVengo da Bahir Dar, una citt\u00e0 dell\u2019Etiopia. Mi sono trasferita in\u00a0 Italia quando avevo 10 anni, ho vissuto a\u00a0 Napoli e poi mi sono stabilita qui a Chieti. Due mesi fa ho innaugurato assieme ad una mia amica un ristorante etiope qui in citt\u00e0; sai, la mia amica \u00e8 cuoca, come mia mamma del resto, ed io ho imparato da entrambe ricette e segreti dell\u2019arte culinaria della nostra Terra\u201d. Dopo quell\u2019incontro ne seguirono altri,timidi,emozionanti,nei quali osservarsi,scrutarsi.. fino a quando\u00a0 Samuele le propose una\u00a0 cenetta ed un film al cinema..di cui entrambi serbarono un ricordo\u00a0 frammentario e vago poiche\u2019 nella mente e nel corpo erano impresse le emozioni e sensazioni di quel bacio ..preludio della\u00a0 notte d\u2019amore\u00a0 che trascorsero insieme,alba del loro crescente legame.<\/p>\n<p>Erano passati ormai cinque mesi da quella sera e Samuele aveva deciso di presentare Hanna ai suoi genitori. Lui li conosceva, persone vecchio stampo, dalla mentalit\u00e0 un po\u2019 chiusa a dispetto del cuore:grande ed accogliente; ed era quest\u2019ultimo\u00a0 aspetto che aveva convinto Samuele a fare quel passo senza particolari timori. Aveva cenato da\u00a0 loro e anziche\u2019 il dolce, present\u00f2 loro l\u2019annuncio: \u201cDa qualche mese frequento una ragazza,ha la mia et\u00e0,con lei sto bene e ci terrei che voi la conosceste\u201d. I genitori erano stati felici della dichiarazione ed entusiamo del figlio, poi pap\u00e0 Gino aveva detto: \u201cSono contento, Samuele. Come si chiama questa ragazza?\u201d. \u201cHanna\u201d, aveva risposto il ragazzo.<\/p>\n<p>\u201cAh bene!\u201d, aveva esclamato sorridente suo padre. Poi aveva parlato mamma Elvira: \u201cE\u2019 brava a cucinare? Mica posso lasciarti nelle mani di una che ti prepara solo robaccia in scatola!\u201d. Samuele aveva riso forte, per poi rispondere: \u201cMamma, su questo puoi stare tranquilla, Hanna gestisce un ristorante. E\u2019 un locale tipico del suo paese\u201d. Al che il padre aveva chiesto incuriosito: \u201cAh si, e di dov\u2019\u00e8?\u201d. Samuele si era schiarito la voce e poi aveva risposto: \u201cBahir Dar\u201d. Il padre dopo aver aggrottato\u00a0 le sopracciglia aveva ribattuto: \u201cPrego? Come hai detto?\u201d. Samuele aveva spiegato: \u201cE\u2019 una citt\u00e0 dell\u2019Etiopia. Hanna \u00e8 etiope\u201d. A quella rivelazione, il padre si era rizzato in piedi e tra il disorientato e l\u2019infastidito,sperando di aver capito male aveva chiesto: \u201cEtiope? Vuoi dire che \u00e8 africana?\u201d. \u201cSi. Perch\u00e9? C\u2019\u00e8 qualcosa che non va?\u201d, aveva chiesto Samuele inquieto. La mamma aveva risposto: \u201cMa, sai, \u00e8 un\u2019altra cultura, un\u2019altra razza, che ne sappiamo noi di loro, e che ne sai tu di loro?\u201d. Samuele aveva risposto fermamente: \u201cMamma, l\u2019unica razza che conosco \u00e8 quella umana\u201d. Ma non era bastato a vincere la resistenza dei suoi, anzi, suo padre aveva detto: \u201cFiglio mio, qua nessuno \u00e8 razzista, ma un conto \u00e8 considerare tutti allo stesso modo, un altro \u00e8 fondersi completamente con un\u2019altra popolazione, con gente agli antipodi da noi, totalmente differente. Dai, ma cosa c\u2019entriamo noi?!\u201d. Samuele ci era rimasto male, deluso sia per la ristrettezza mentale dei suoi genitori, sia perch\u00e9 non avevano minimamente preso in considerazione i sentimenti del figlio, che erano invece profondissimi. Ora, col bicchiere di vino in mano e gli occhi sempre socchiusi, Samuele rifletteva sul da farsi; sulla sua situazione si stagliavano pesanti le ombre dei suoi genitori che alzavano pesantemente le loro asce borghesi da quattro soldi e le abbattevano sul suo sogno d\u2019amore; in nome di che cosa poi? Del timore di accettare diverse culture e diversi mondi? Come si fa ad accartocciare un foglio senza prima averne letto il contenuto? E come si fa ad accartocciarlo solo perch\u00e9 l\u2019inchiostro usato per scrivere non \u00e8 lo stesso di sempre? Inoltre il ragazzo aveva paura e vergogna della reazione di Hanna a quel responso: paura che lei ne soffrisse e magari si arrabbiasse, vergogna perch\u00e9 mostrava di provenire da una famiglia\u00a0 gretta e dalla mentalit\u00e0 arretrata di un migliaio di anni. Ma la ragazza si dimostr\u00f2 ancora pi\u00f9 comprensiva di quanto lui immaginasse, ed addirittura gli disse: \u201cI tuoi genitori pensano che io sia una delle schiave negre del film <i>Via Col Vento<\/i>, pensano che io dica <i>zi badrone<\/i> e che non capisca niente della vita normale, della quotidianit\u00e0. Pensano questo semplicemente perch\u00e9 nessuno ha mai dimostrato loro il contrario, nessuno li ha mai presi per mano e condotti in una realt\u00e0 diversa dalla loro. Ora ci penserai tu a farlo\u201d. Lui la guard\u00f2, sbigottito ma anche ammirato, alla fine riusc\u00ec solamente a dire: \u201cIo? In che modo?Non credo possano capire!\u201d. Lei lo guard\u00f2 come si guarda un bambino spaventato, poi gli prese la mano e sussurr\u00f2: \u201cInvitali al mio ristorante, quando staremo tutti insieme sar\u00e0 diverso e conosceranno un ambiente nuovo. Capiranno, vedrai\u201d. Samuele era dubbioso, quasi sconsolato: \u201cE se invece non capissero?\u201d. Ma Hanna non si lasci\u00f2 turbare e rispose rassicurante: \u201cCi penseremo se e quando ci\u00f2 accadr\u00e0\u201d. Cos\u00ec Samuele torn\u00f2 dai suoi, camminando lentamente lungo le strade ghiacciate della citt\u00e0, lo sguardo basso e le mani affondate nelle capienti tasche della giacca a vento blu indossata. Arrivato davanti alla casa dei genitori, si ferm\u00f2, ripensando al colloquio avuto precedentemente con loro e cercando il modo migliore per comunicare. Si tolse il cappello di lana, poi lanci\u00f2 uno sguardo a quello stesso giardino che lo aveva visto protagonista da bambino, spensierato e felice mentre calciava il pallone contro il cancello arancione, sognando di essere una volta Maradona, una volta Van Basten e una volta Roberto Baggio; uno sguardo che gli restitu\u00ec serenit\u00e0 ed un po\u2019 di coraggio. Suon\u00f2 il citofono ed attese l\u2019inevitabile risposta gracchiante, quindi varc\u00f2 la soglia del giardino e si diresse verso l\u2019ingresso dove mamma Elvira lo attendeva avvolta nella sua inseparabile vestaglia, coperta per tre quarti da un vecchio e logoro scialle grigio, appartenuto alla nonna di Samuele almeno mezzo secolo prima. Il ragazzo entr\u00f2 ed attese che arrivasse anche suo padre, sepolto dietro il fedele Corriere della Sera e con gli occhiali appoggiati sul naso. Samuele non perse tempo\u00a0 e disse senza tanti giri di parole: \u201cSabato vi porto a cena da Hanna. Andiamo con due macchine, la mia e la vostra, se il posto, l\u2019ambiente e le persone non vi piacciono, siete liberi di alzarvi e andarvene. Vi chiedo solo di provare, di fare un passo verso di me e verso Hanna. Provate ad entrare, anche solo per un momento, nel nostro mondo\u201d. I genitori si guardarono, sorpresi da tanta determinazione, poi annuirono quasi all\u2019unisono.<\/p>\n<p>Il sabato arriv\u00f2, Samuele raggiunse casa dei suoi genitori e, come concordato, si avviarono verso il ristorante con macchine diverse: la piccola utilitaria celeste di Samuele, la familiare verde dei suoi. Giunsero davanti al locale alle 19:50, pap\u00e0 Gino lesse fra i denti il nome del ristorante: <i>La perla di Amhara<\/i>. Samuele si avvicin\u00f2 al genitore e gli spieg\u00f2: \u201cAmhara \u00e8 la regione di cui fa parte la citt\u00e0 di Hanna. E\u2019 come se tu aprissi un ristorante in Africa e lo chiamassi <i>La perla d\u2019Abruzzo<\/i>. Il padre lo guard\u00f2 e disse seccamente: \u201cSe io aprissi un ristorante non lo chiamerei mai cos\u00ec, ma piuttosto utilizzerei un nome pi\u00f9 rustico, non so, <i>Da Gino il panzone\u201d. <\/i>Samuele scosse la testa, poi invit\u00f2 il padre ad entrare: \u201cForza panzone, entra\u201d. All\u2019interno, il ristorante era interamente caratterizzato da piccoli archetti dipinti di azzurro: un archetto all\u2019ingresso, un altro lungo il corridoio, un altro ancora per accedere ai bagni e alla cucina, perfino i tovaglioli erano ripiegati ad arco. Appesa al muro del bancone troneggiava invece un\u2019enorme bandiera dell\u2019Etiopia, i cui colori giallo rosso e verde sembravano far riecheggiare in lontananza suoni di bonghi e danze tribali davanti ad infuocati tramonti africani. Dopo pochi secondi\u00a0 Hanna si materializz\u00f2, avvolta da un vestito giallo oro, stretto ai fianchi e che metteva in risalto il suo\u00a0 corpo flessuoso e sensuale. \u201cPiacere, sono Hanna\u201d, disse la ragazza sorridendo e facendo cenno ai genitori di Samuele di accomodarsi. I due balbettarono un fugace saluto, porsero i cappotti alla cameriera, quindi si misero a sedere. Hanna li guardava e sorrideva sempre, attese che i due si sistemassero, attese che anche Samuele si fosse accomodato, poi disse: \u201cAllora, cosa vogliamo mangiare?\u201d. Gino ed Elvira si scambiarono uno sguardo terrorizzato, allora intervenne Samuele: \u201cHanna, fai tu, cos\u00ec sperimentano questa nuova cucina. Anche perch\u00e9 altrimenti loro sarebbero capaci di ordinare cannelloni ed abbacchio\u201d. Mentre Hanna si allontanava sorridendo, Gino prosegu\u00ec sarcasticamente la frase del figlio: \u201cChe probabilmente qui non sanno neanche cosa siano\u201d, disse riferendosi ai piatti tipicamente italiani elencati da Samuele. Poi prese il tovagliolo e se lo sistem\u00f2 sulle gambe, quindi inizi\u00f2 a spostare tutto alla ricerca di qualcosa. Samuele lo fissava armeggiare, senza dire nulla, ma sapeva gi\u00e0 cosa stava cercando il padre. Anche sua madre sembrava un po\u2019 a disagio, teneva le mani giunte sulle gambe e non apriva bocca; dopo qualche istante Gino brontol\u00f2: \u201cAh cominciamo bene, si sono perfino dimenticati di mettere a tavola le posate\u201d. Samuele sospir\u00f2 guardando in alto, al pensiero che doveva ancora spiegare a suo padre che in Etiopia non si usano posate, ma si mangia con le mani. Intanto Hanna era tornata con acqua ed antipasti che comprendevano polpette di verdure ed altre di farina di ceci e una serie di piccole ciotole contenenti\u00a0 salse a base di zenzero, aglio e berber\u00e8, tipico miscuglio etiope di chili e spezie, molto piccante. Hanna spieg\u00f2 per filo e per segno come erano state preparate le pietanze, i tempi e le modalit\u00e0 di cottura. Poi arriv\u00f2 il piatto forte, il famoso <i>Zighin\u00ec<\/i>, ovvero carne di manzo stufata con aggiunta di legumi, spezie e verdure, il tutto adagiato su un letto di injera, una sorta di focaccia sottile\u00a0 e dalla consistenza morbida ed\u00a0\u00a0 elastica . I genitori di Samuele guardavano il piatto, poi si guardavano fra di loro, infine guardavano il figlio come per invocare\u00a0 aiuto. Samuele non sapeva se ridere o piangere, ma alla fine ci pens\u00f2 Hanna a rompere la tensione: si avvicin\u00f2 a Gino ed Elvira e disse: \u201cE\u2019 la prima volta che mangiate queste cose, eh? Non vi preoccupate, \u00e8 normale sentirsi estranei a questo cibo e a questo modo di mangiare, ma ora vi spiego io come fare, \u00e8 molto facile. Rompete l\u2019injera con le dita e raccogliete un po\u2019 di carne, poi mangiatela come fate di solito con gli spicchi di pizza\u201d. Gino inizi\u00f2 a seguire i consigli della ragazza, ma il primo tentativo fall\u00ec e la bocca spalancata dell\u2019uomo si richiuse senza cibo che and\u00f2 invece a finire di nuovo nel piatto. Hanna non si scompose, anzi, offr\u00ec a Gino il suo aiuto: \u201cMi permette, signor Gino? Le faccio vedere\u201d. Con movimenti svelti ed esperti strapp\u00f2 un lembo di injera, raccolse carne e legumi, poi imbocc\u00f2 Samuele, infine si rivolse all\u2019uomo: \u201cVede? E\u2019 facile, basta un po\u2019 di pratica\u201d. Il viso di Gino si distese ed anche Elvira sembrava pi\u00f9 rinfrancata; provarono ad imitare Hanna, seppur con fare pi\u00f9 lento ed impacciato, alla fine riuscirono a mangiare e gradirono non poco la pietanza \u201cesotica\u201d, mai gustata finora. \u201cDevo dire &#8211; riconobbe Gino con la bocca ancora mezza piena &#8211; che questa roba non \u00e8 affatto male, anzi, Elvira prendi carta e penna che ci facciamo dare la ricetta\u201d. Hanna rise: \u201cSi, per\u00f2 tenga presente che ci vuole una preparazione particolare. Magari la prima volta, signora, le d\u00f2 io qualche suggerimento\u201d. Al termine della cena, con il locale ormai vuoto, Hanna prese posto al tavolo e la mamma di Samuele le chiese della sua famiglia e del suo paese; Hanna rispose candidamente, senza imbarazzo e con sincerit\u00e0: \u201cLa mia \u00e8 una terra molto bella ma anche molto povera. La mia citt\u00e0 si trova su un lago, io ho dei bei ricordi del mio paese dove torno una volta l\u2019anno\u201d. La conversazione si spost\u00f2 poi sull\u2019Italia, Hanna raccont\u00f2 le sue esperienze scolastiche, l\u2019apprendimento della lingua italiana e i lavoretti di cameriera e operatrice di call center, per mettere da parte i soldi\u00a0 necessari per aprire il ristorante. Alla fine della serata, Elvira disse: \u201cHanna, sei una ragazza con la testa sulle spalle, trasmetti un\u2019aria autentica e genuina, e se nostro figlio e\u2019 felice accanto a te,allora siamo felici anche noi!\u201d. Anche Gino parl\u00f2: \u201cGi\u00e0, \u00e8 vero, scusaci Samuele\u00a0 per la nostra reazione ostile! Questa serata ci ha aperto gli occhi su nuovi orizzonti e nuove culture, altro che mogli e buoi dei paesi tuoi, direi piuttosto mogli e buoi di dove vuoi!\u201d. Risero tutti e quattro, il modo pi\u00f9 bello per concludere una serata speciale. Davanti a casa dei genitori, Samuele si abbandon\u00f2 ad un lungo e coinvolgente abbraccio con loro, li segu\u00ec con lo sguardo mentre avanzavano sottobraccio e a passi lenti verso la porta, infine li salut\u00f2 con la mano quando si voltarono verso di lui per poi sparire in casa. L\u2019ultimo gesto prima di ripartire fu quello di guardare nuovamente il giardino dove aveva trascorso l\u2019infanzia e quel cancello martoriato da migliaia di pallonate. Stavolta fu uno sguardo sereno colmo di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Di quel giorno, Hanna e Samuele conservano ancor oggi un ricordo eccezionale, l\u2019inizio di un legame fra due famiglie di culture e paesi diversi, cos\u00ec lontani ma capaci di fondersi in un\u2019unica grande realt\u00e0, in una storia che Hanna e Samuele racconteranno, non appena sar\u00e0 in grado di capire, al piccolo Thomas, nato proprio oggi.<\/p>\n<p><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18700\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18700\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>No. Avevano in pratica sentenziato cos\u00ec i genitori di Samuele al suo annuncio. Una riedizione dell\u2019incontro fra i Bravi e don Abbondio, e il famoso ritornello sul matrimonio che non s\u2019aveva da fare ma che poi si fece ugualmente. Samuele aveva 30 anni, una laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Logopedia ed un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18700\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18700\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4503,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-18700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18700"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4503"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18700"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18763,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18700\/revisions\/18763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}