{"id":18681,"date":"2014-04-29T17:51:35","date_gmt":"2014-04-29T16:51:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18681"},"modified":"2014-04-29T17:51:35","modified_gmt":"2014-04-29T16:51:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-lagnarsi-al-cafe-jolies-memes-di-francesco-sacca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18681","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Lagnarsi al Caf\u00e9 Jolies M\u00e9m\u00e9s&#8221; di Francesco Sacc\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Da un paio di anni a questa parte ho accolto nella mia vita un nuovo oggetto, o forse \u00e8 solo una scusa, che rende le mie giornate sempre un po&#8217; pi\u00f9 piacevoli: il mio bastone. E da ieri sera, per colpa del mio bravo medico che ha curato la mia ulcera al piede destro dovr\u00f2 tornare a farne a meno, come ho fatto per gran parte della mia esistenza.<br \/>\nIl mio bastone&#8230;<br \/>\nNe ho scoperto i pregi la prima volta che l&#8217;ho usato per andare a ritirare la pensione. In quel momento ho finalmente provato la soddisfazione che si pu\u00f2 avere nel poter essere trattato per quello che sono, un vecchio P\u00e9p\u00e9.\u00a0Ha un che di masochistico forse, ma alla mia et\u00e0 tutto diventa cos\u00ec monotono che, per avere un po&#8217; di pepe nelle 16 ore che passo lontano dal mio letto, sarei disposto persino ad indossare un paio di scarpe pi\u00f9 piccole di una misura se questo significherebbe tornare a casa con un nuovo<br \/>\ncallo. Un nuovo dispiacere. Che diviene un piacere. Se mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di lamentarmene.<br \/>\nChino sulla mia terza gamba, quella di legno, cammino a testa bassa. Gobbo per scelta. Da questa prospettiva la vita appare lo stesso come una rottura, ma perlomeno \u00e8 una rottura un po&#8217; diversa.<\/p>\n<p>E&#8217; iniziato tutto quando un giovane impiegato dell&#8217;ufficio postale, vedendomi tanto incurvato da non poter osservare altro che il pavimento, mi ha consegnato il regalo che ogni mese ricevo da Babbo Statale, ma con una banconota da 50 in meno, convinto che io non mi fossi accorto di nulla. Gliel&#8217;ho lasciato fare, come fosse un regalo al mio nipotino, il nipotino che non ho. Se la memoria non mi inganna, e in questo caso sarebbe l&#8217;unica cosa da cui non mi faccio ingannare da un bel po&#8217; di\u00a0tempo, fu in quel giorno che decisi di tramandare le mie sventure e i relativi piagnistei alle mie\u00a0generazioni future, generazioni future che, come \u00e8 facile immaginare, non ho.<\/p>\n<p>Il pubblico preferito delle mie lagne sono sempre state le persone che sono solite aiutarmi, ad\u00a0attraversare la strada, a portare le buste della spesa, a lavarmi il culo&#8230; insomma quelle persone\u00a0che mi chiederebbero volentieri la mancia che, purtroppo per loro, ormai do regolarmente al mio\u00a0nipotino ogni primo gioved\u00ec del mese, senza nemmeno il bisogno che passi un soldo dalle mie tasche.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi per\u00f2, in citt\u00e0 deve essere girata la voce, fra le persone pi\u00f9 buone e sensibili di\u00a0Lille, che <em>&#8220;quel vecchio pazzo di P\u00e9p\u00e9 Fran\u00e7ois si fa abbordare volontariamente solo per rompere\u00a0un po&#8217; i coglioni&#8221;<\/em>.<br \/>\nGi\u00e0, beccato. Prima mi cerco le grane e poi cerco le persone a cui raccontarle, per aver grane\u00a0anche con loro. Non mi basta mica camminare guardando terra e prendermela con un muro se\u00a0decido di sbatterci contro, o con un cane se decido di restare fermo impalato a fargli da\u00a0orinatoio.<br \/>\nHo bisogno di orecchie che mi ascoltino io! Ed \u00e8 sempre grazie al mio bastone che un\u00a0mese fa fortunatamente ne ho trovato un paio nuove. Al Caf\u00e9 Jolies M\u00e9m\u00e9s.<\/p>\n<p>Una domenica pomeriggio, dopo aver frignato contro le oche del laghetto nel Jardin Vauban, per\u00a0niente disposte a mangiare le mie briciole di pane integrale, ho vagato per almeno un kilometro su\u00a0strati di cemento fino ad allora sconosciuti ai miei occhi innamorati dell&#8217;asfalto, con l&#8217;intento di dar\u00a0fastidio ai locali che superavano i 40 decibel di rumore. Per l&#8217;occasione avevo anche aumentato la\u00a0potenza del mio apparecchio acustico, in modo da sviluppare un&#8217;ipersensibilit\u00e0 da Uomo Ragno tale\u00a0da sentire una mamma bisbigliare al suo bambino a 10 metri da me per poterla rimproverare con\u00a0un sonorosissimo colpo di tosse. E magari rubare il biberon dal passeggino,<br \/>\nNo. Niente mamma, n\u00e9 bambino nel passeggino. Cos\u00ec decido di inciampare su un marciapiede, e lo\u00a0faccio cos\u00ec bene che quasi perdo i sensi. Disteso sulle piastrelle osservo l&#8217;insegna sopra di me per\u00a0scoprire che i falsi schiamazzi che mi hanno portato l\u00ec sono opera di due nonnine sorridenti dalla\u00a0faccia tonda e dai capelli bianchi pieni di bigodini. Neanche il tempo di mettere a fuoco il nome del\u00a0bar che una giovane donna con la parrucca (lei la metto subito a fuoco) mi tira su lentamente e mi\u00a0chiede: &#8220;Tutto bene?&#8221;<\/p>\n<p>Annuisco distrattamente. Sono gi\u00e0 pronto a recitare il mio pezzo <em>&#8220;Quando mi lamento il mondo \u00e8 ai\u00a0miei piedi&#8221;<\/em> quando la ragazza ottantenne, dopo avermi fatto accomodare dentro, ad un tavolo in\u00a0ombra, si siede di fronte a me e mi osserva al di l\u00e0 di un paio di occhiali spessi quanto fondi di\u00a0bottiglia che mi impediscono di vedere che colori nasconde al di l\u00e0 delle lenti.<br \/>\nTanto meglio. E&#8217; l&#8217;ideale per un attore come me non sentirsi addosso gli occhi della platea. Di\u00a0solito sono costretto guardare un punto indefinito all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>Le ordino subito un caf\u00e8 noisette da poter sorseggiare nelle pause fra un brontolio e l&#8217;altro e,\u00a0inspiegabilmente, dopo averle raccontato tre storie su come l&#8217;umanit\u00e0 intera mi remi contro (e io\u00a0gli dia una mano a farlo), lei \u00e8 ancora l\u00ec ad ascoltarmi. Le ho detto di quella volta che mi sono\u00a0travestito da vecchia e mi sono fatto scippare la borsetta. E lei si \u00e8 messa a ridere ed \u00e8 rimasta\u00a0l\u00ec. Le ho raccontato del mio mese da finto paralitico in cui ho voluto lasciare a casa il mio bastone,\u00a0girare in sedia a rotelle e dare qualche bella lezione in quei luoghi dove non ci sono rampe per\u00a0disabili. E lei si \u00e8 messa a ridere ed \u00e8 rimasta l\u00ec. Le ho detto persino di quella volta che\u00a0nell&#8217;intervallo di &#8220;Blue Jasmine&#8221; al cinema Lumi\u00e8re ho fatto abbassare il volume degli altoparlanti,\u00a0sebbene in realt\u00e0 il mio apparecchio fosse spento e mi stavo godendo solo le immagini.\u00a0Quest&#8217;ultimo particolare non gliel&#8217;ho detto ma lei si \u00e8 messa a ridere ed \u00e8 rimasta l\u00ec.<\/p>\n<p>Ora, io non sono mai stato bravo a capire le persone che non fossero me, ma mi sembrava proprio\u00a0di non poterla prendere in giro quella l\u00ec. Anzi pi\u00f9 di una volta ho pensato fosse lei a prendere in\u00a0giro me.<br \/>\nQuale sia la verit\u00e0 non lo so. Sta di fatto che ormai da un mese sono cliente fisso al Jolies M\u00e9m\u00e9s\u00a0ed \u00e8 sempre la stessa giovane M\u00e9m\u00e9 ad accogliermi ogni giorno con un &#8220;tutto bene?&#8221;, a tenere\u00a0occupato il mio solito tavolo e a dedicarmi almeno mezz&#8217;ora del suo tempo sulla sedia perennemente\u00a0libera davanti a me, in un religioso silenzio rotto solo dal peccato delle sue fragorose risate o dal\u00a0picchiettare del mio bastone per terra che richiama la sua attenzione.<br \/>\nIl mio bastone&#8230;<\/p>\n<p>Niente mi impedir\u00e0 di lagnarmi nel mio Caf\u00e9 anche oggi, nonostante il mio bastone non ci sia pi\u00f9.\u00a0Sono le otto e mezza di sabato mattina, l&#8217;ora e il giorno di punta di P\u00e9p\u00e9 Fran\u00e7ois e di nessun\u00a0altro. Met\u00e0 Lille rimane chiusa in casa per non incontrarmi. L&#8217;altra met\u00e0 evita semplicemente il\u00a0numero 69 di Boulevard de la Libert\u00e9.<br \/>\nIl campanello all&#8217;entrata annuncia il mio arrivo. Faccio uno sforzo incredibile a camminare a testa\u00a0alta soprattutto perch\u00e9 non voglio farmi scoprire, ma fortunatamente la giovane M\u00e9m\u00e9 non c&#8217;\u00e8.\u00a0Sar\u00e0 nel retro o forse in ritardo. Non \u00e8 mia intenzione farle sapere che non porto pi\u00f9 il mio\u00a0bastone, le persone non sono gentili e non fanno nemmeno finta di esserlo se sembra che tu riesca<br \/>\na camminare con le tue gambe.<\/p>\n<p>Siedo al solito posto e ordino il solito caf\u00e9 noisette, stavolta alla vecchia M\u00e9m\u00e9 dietro il bancone.\u00a0Ora che ci penso dev&#8217;essere lei la proprietaria. La tazzina calda sembra arrivare da sola, tanto\u00a0sono assorto nell&#8217;attesa della mia cameriera preferita. Sull&#8217;attenti, pronto a scolarmela tutta\u00a0d&#8217;un sorso e a berne un&#8217;altra insieme a lei. Ora che ci penso lei si \u00e8 sempre seduta con me ma<br \/>\nnon ha mai bevuto niente.<br \/>\nDopo una noiosissima mezz&#8217;ora il campanello risuona e dalla porta entra una giovane ragazza dai\u00a0capelli lunghi e biondi, un ciuffo immobile a coprirle met\u00e0 fronte, gli occhi azzurri che si\u00a0vedrebbero anche se soffrissi di cataratte. Si dirige velocemente nel retro e dopo pochi minuti\u00a0interminabili ne esce con la sua solita chioma grigia, la sua gonna a quadretti bianchi e blu, la\u00a0camicetta bianca e le maniche rivoltate fin sopra i gomiti.<\/p>\n<p>&#8220;Tutto bene, Fran\u00e7ois?&#8221; Ha gi\u00e0 in mano una tazza di caf\u00e9 noisette, la giovane M\u00e9m\u00e9 mi conosce. E\u00a0non si \u00e9 accorta che non ho pi\u00f9 il mio bastone.<br \/>\nSono contento. Cos\u00ec contento che le racconto di quando ieri nella sala d&#8217;attesa del medico sono\u00a0rimasto in piedi finch\u00e9 tutti i posti non si sono occupati e poi ho fatto alzare un bambino dandogli\u00a0del maleducato. Cos\u00ec contento che le dico che ieri sera tornando a casa ho sgridato il portiere che\u00a0aveva perso la mia posta, quando in realt\u00e0 l&#8217;avevo gi\u00e0 presa io. Cos\u00ec contento che le rivelo di aver<br \/>\nspento il mio apparecchio acustico quella sera al cinema Lumi\u00e8re, e tutto senza aver nemmeno\u00a0toccato la mia seconda dose di caf\u00e9 noisette.<\/p>\n<p>Niente. Neanche l&#8217;ombra di un sorriso. Le sue labbra sembrano provarci ma il suo viso le blocca in\u00a0una smorfia di dolore. Lo spettacolo \u00e8 andato male, il mio pubblico torna insoddisfatto dietro il\u00a0bancone. Eppure \u00e9 rimasto fino alla fine delle mie tre storie qui di fronte a me.<br \/>\nChe succede giovane M\u00e9m\u00e9? Perch\u00e9 tiri su col naso? Cosa scivola al di sotto dei tuoi occhiali a\u00a0fondo di bottiglia? Non possono essere lacrime. No, M\u00e9m\u00e9. Non stai piangendo. Non \u00e8 possibile.\u00a0Non ti ho mai vista piangere. Piangi forse perch\u00e9 non ho pi\u00f9 il mio bastone?<\/p>\n<p>Merda! Il mio bastone! Proprio quando serve non ce l&#8217;ho pi\u00f9. Dannato il mio bravo medico!<br \/>\nNon preoccuparti giovane M\u00e9m\u00e9. Torno a casa a prenderlo. La giovane M\u00e9m\u00e9 ha bisogno di\u00a0lamentarsi. La giovane M\u00e9m\u00e9 ha bisogno di piangere.<br \/>\nAspetta, non piangere! Aspetta che ti porti il mio bastone, in modo che tu possa piangere per\u00a0terra. Piangi per terra, giovane M\u00e9m\u00e9, confonditi con la pioggia. Non piangerti addosso. Rovinerai\u00a0il tuo bel nome dorato, scritto in corsivo sulla tua camicetta.<\/p>\n<p>Ora che ci penso, qual \u00e8 il tuo nome, giovane M\u00e9m\u00e9?<br \/>\nL&#8217;ho sempre avuto davanti agli occhi ma tu, tu non me lo hai mai detto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18681\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18681\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un paio di anni a questa parte ho accolto nella mia vita un nuovo oggetto, o forse \u00e8 solo una scusa, che rende le mie giornate sempre un po&#8217; pi\u00f9 piacevoli: il mio bastone. 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