{"id":1856,"date":"2009-05-31T20:03:04","date_gmt":"2009-05-31T19:03:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1856"},"modified":"2009-06-02T12:06:15","modified_gmt":"2009-06-02T11:06:15","slug":"domani-esco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1856","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Domani esco&#8221; di Valentina Capecci"},"content":{"rendered":"<p>Mi sveglio con le ossa rotte. Dovrei cambiare materasso. Una volta se non ti compravi l\u2019ortopedico ti candidavi alla gobba e alle sciatalgie. Adesso si sono accorti che le fa venire. Fanculo ai medici. Con quello che mi \u00e8 costato, l\u2019effetto rimbalzo inferiore a una lastra d\u2019acciaio. Ora dicono che il corpo va assecondato e pu\u00f2 sprofondare fino al pavimento. Anche se non si \u00e8 ancora capito bene su cosa. Visto che il lattice si deforma, la gommapiuma non traspira, lana e crine procurano allergie, ad acqua fa rumore, la schiuma fa la muffa, le molle fanno campo magnetico e quelle insacchettate sanno di bufala. Baster\u00e0 aspettare. Quando saranno certi che gli ortopedici sono stati tutti rottamati li faranno tornare alla grande e io sar\u00f2 in linea con le tendenze. Insieme ai miliardi di acari che qui proliferano da generazioni. Tant\u2019\u00e8 che avranno raggiunto un buon grado di civilt\u00e0. Magari non ancora acarisapiens, ma se squarto il cuscino dovrei trovare i primi graffiti scolpiti sulle piume. Sono stesa sull\u2019evoluzione acara e chiss\u00e0 come mi chiamano. La montagna del pane. La morbida cordigliera che si muove. Col cratere che emana zaffate e la desertificazione della caverna. E\u2019 il dormiveglia che mi fa quest\u2019effetto.<\/p>\n<p>Mi giro su un fianco per guardare l\u2019ora. La dieci. E come ogni mattina non so che fare. La vita non ha senso, eccetto quello che gli dai tu. Concetto che mi ha tormentato l\u2019esistenza. Per anni ho cercato di dare un senso alla mia vita. Poi ci ho rinunciato e mi sono liberata di un peso. Per\u00f2 mi piacerebbe dare un senso alla giornata. Per esempio oggi potrei alzarmi, lavarmi, vestirmi e uscire. Oddio, quattro cose difficilissime. Faticose, complicate e soprattutto inutili. L\u2019ultima volta che sono uscita di casa sar\u00e0 stato un mese fa. Anzi due. Un incubo. Ore a scegliere un abbigliamento che non fosse da lavare o da stirare. O troppo stretto, corto, lungo, largo, anonimo, sgargiante, poco elegante, troppo elegante o fuori moda. Poi ho il problema delle scarpe. Sono sfortunata con le scarpe. Mi stanno bene solo mentre le provo. Appena esco dal negozio iniziano una mutazione genetica dentro la scatola che le trasforma in strumenti di tortura banditi dalle convenzioni internazionali. Molte mi stanno non strette, di pi\u00f9. Da unghie schiacciate, alluci spappolati, fitte alla pianta del piede, crampi al tallone, blocco della circolazione alla caviglia, gonfiori, lividi e cancrena. Quelle estive mi tagliuzzano ovunque. Applico cerotti che col sudore scivolano via e allora devo fermarli con altri cerotti ma farei prima a fasciarmi i piedi come le cinesi dei villaggi e saltellare su due monconi avvolti in metri di garza. Altre mi stanno larghe. E le solette sono un rimedio del cavolo. Le solette si accartocciano sotto l\u2019arcata. Se le incollo il mastice si scioglie e si appiccica alle calze e alla pelle da strappare come la ceretta. Alcune scarpe puzzano. Ma fetori assurdi, impossibili da sintetizzare perfino nel laboratorio di uno scienziato pazzo. C\u2019\u00e8 scritto vero cuoio ma forse \u00e8 bisonte in calore, liquame rigenerato, trancio di cadavere. Ne ho che stingono, che a fine giornata per smacchiarmi i piedi non basta l\u2019acido muriatico, devo strofinarli con la carta vetrata. Ho quelle che assorbono acqua provocando un\u2019umidit\u00e0 di risalita fino alle cosce, che non traspirano o che si slacciano anche da ferme. Infine, ho un paio di scarpe comode ma pi\u00f9 brutte dei blocchi di cemento della mafia. E non parliamo delle borse da abbinare. Stendiamo un velo pietoso. La verit\u00e0 \u00e8 che sono una pessima acquirente. Certo, non come quell\u2019autrice americana che davanti a San Pietro ha comperato una scheggia della croce di Cristo da un tizio con otto orologi al braccio. Assomiglio a mia madre, che pure non scherzava. Spese un botto per una scatola d\u2019argenteria smerciata per strada da un hippy che si guardava continuamente alle spalle. La volta che usammo quelle posate fu anche l\u2019ultima. Col vapore dei cibi la patina si liquefece argentando pietanze, mani, tinello e diventarono verdi.<\/p>\n<p>Mi squilla il telefonino. So gi\u00e0 chi \u00e8. Il supermercato che mi consegna la spesa, per sapere se mi serve qualcosa. Rispondo che non mi serve niente. Grazie, arrivederci. Fortuna il loro garzone o morirei di stenti. Fortuna la lituana che pulisce le scale e una volta al mese anche qua dentro. Fortuna i telecomandi, i cellulari e internet. Puoi sistemare il mondo sopra al comodino. Riguardo l\u2019ora, quasi la mezza. Mi aggiusto le coperte. Comunque l\u2019ultima volta che sono uscita, due mesi fa ma forse ne sono passati tre, appena fuori ho sentito freddo e sono rientrata a cambiarmi. <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>Uscita di nuovo, ho visto in lontananza una signora in tuta e giubbotto e ho deciso di mettermi pi\u00f9 casual. Quando finalmente mi sono chiusa il portone alle spalle ho fatto cinque passi, mi \u00e8 venuto un capogiro, era tardi e non sapevo dove andare. Mancanza di obiettivi. Da bambina chiesi a mio padre: se l\u2019universo \u00e8 infinito pi\u00f9 ti allontani pi\u00f9 la Terra si fa piccola fino a sparire, giusto? Allora alla fine non esistiamo. E lui rispose infatti siamo tendenti al nulla. All\u2019epoca mi sembr\u00f2 una nefandezza, oggi \u00e8 la mia consolazione e il mio alibi. La gente crede che i depressi siano infelici. Non \u00e8 cos\u00ec. L\u2019infelicit\u00e0 \u00e8 un sentimento forte, come la passione, l\u2019odio, l\u2019invidia, la disperazione. Il depresso tende al nulla. E quindi \u00e8 in sintonia con l\u2019universo.<\/p>\n<p>In genere compio lo sforzo di sollevarmi dal letto solo quando la vescica sta per esplodere. Dal bagno mi trascino fino al divano dove resto a fissare il muro di fronte. Contemporaneamente penso a tutte le cose che dovrei fare, tipo riordinare i cassetti o tingermi i capelli, e le rimando. Penso anche a tutte le cose che potrei fare, tipo avere amicizie, frequentare una palestra, andare al mare, se solo ne avessi voglia. Ma, ovviamente, non mi va. Se ho fame mangio. Col tempo sono passata dalla posizione di seduta a tavola a quella in piedi sul lavandino, poi col busto nel frigorifero e ora con la testa che grufola direttamente tra le buste come un cane antidroga. E\u2019 l\u2019una. E non ho neppure sete. Riprendo il libro che ho iniziato ieri. Leggo qualche pagina e le palpebre si abbassano a saracinesca.<\/p>\n<p>Le riapro a met\u00e0 pomeriggio. Potrei almeno lavarmi. Ma non viene pi\u00f9 l\u2019acqua calda. Il calcare ha ostruito i tubi ed \u00e8 diminuita la pressione. Servirebbe un idraulico. Ma non lo chiamer\u00f2 mai. Mai. Piuttosto cado in putrefazione. I tecnici non hanno alcun riguardo per le donne anziane e sole. Entrano con i loro scarponi lordi di fogna, ti chiedono una bacinella solo dopo aver allagato l\u2019appartamento, non spiegano cosa \u00e8 successo n\u00e9 cosa stanno facendo, grugniscono solo che c\u2019\u00e8 da cambiare un pezzo, sbattono i ferri del mestiere dove capita, sarebbero capaci di appoggiare la cassetta degli attrezzi sopra un neonato, incassano al nero e pare che ti fanno un favore. L\u2019acqua fredda va benissimo.<\/p>\n<p>Lentamente allungo un braccio, prendo il telecomando e accendo la TV. La quarta dimensione. Nel suo linguaggio che ha soppresso i congiuntivi e si compone di termini come <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">morbidit\u00e0<\/em> e <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">scioglievolezza<\/em>. Rispondo alle domande dei quiz. Il concorrente non sa neppure dove ha il cuore il gamberetto. La successiva ignora chi sia Aldo Moro perch\u00e8 all\u2019epoca non era nata. Fatte le dovute proporzioni, per lo stesso motivo io dovrei ignorare il delitto Matteotti. Il presentatore evita di sottolinearle che \u00e8 storia, non attualit\u00e0, e la giustifica. Su un altro canale c\u2019\u00e8 uno scolaro delle elementari che canta un pezzo scritto per un adulto abbandonato e gorgheggia invocazioni del tipo <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">voglio fare l\u2019amore con te, voglio<\/em> <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">il tuo corpo caldo su di me<\/em>. Spero inconsapevolmente, o i genitori dovrebbero essere in galera. Al termine dell\u2019esibizione la giuria, vagamente delusa, lo incita a non perdere di vista i valori che contano: agire d\u2019istinto, essere autentici, trasmettere emozioni, inseguire un sogno e non mollare mai. Principi incarnati egregiamente dagli illusi irriducibili, gli incivili, i mitomani e i criminali. Nessuno meglio di un serial killer, o uno stupratore, agisce d\u2019istinto, \u00e8 autentico, d\u00e0 forti emozioni, e raramente molla la presa. Nel frattempo calano le tenebre. La stanza assume la giusta intimit\u00e0. Continuo con lo zapping. Mi muovo tra dibattiti, dossier, informazione e mi appisolo.<\/p>\n<p>Mi risveglia il chiasso di un programma sportivo notturno. Stordita spengo e osservo le tenebre. Inizia la malinconica insonnia della terza et\u00e0. Affollata di ricordi, rimpianti e rimorsi. Ho fatto male a bruciare un\u2019altra giornata, delle poche che mi restano. Vegetare mi ha tolto l\u2019appetito ma che non provi la sete \u00e8 sospetto. Non sono cos\u00ec<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>rimbambita da non percepire che mi sto lasciando morire. Penso positivo, potrebbe essere l\u2019occasione per la ricongiunzione familiare. Oppure no. Non c\u2019\u00e8 niente. Ma venire assorbita dal nulla assoluto, al termine di una vita tendente al nulla, non mi pare faccia sta gran differenza. Se si sopravvive nella memoria di chi resta sfiorer\u00f2 per un secondo qualche lontano cugino. Se chiudo gli occhi per non riaprirli pi\u00f9 se ne accorgeranno fra settimane. Sfonderanno la porta con i fazzoletti alla bocca e il disgusto per lo stato di decomposizione avanzata. C\u2019\u00e8 solo una cosa che mi scoccia. Il trafiletto in cronaca locale che mi boller\u00e0 come l\u2019ennesimo <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">dramma della solitudine<\/em>. Voglio uscire di scena in dignitoso silenzio, non umiliata dalla retorica. Domani esco.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1856\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1856\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sveglio con le ossa rotte. 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