{"id":18497,"date":"2014-04-08T16:09:31","date_gmt":"2014-04-08T15:09:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18497"},"modified":"2014-04-08T16:09:31","modified_gmt":"2014-04-08T15:09:31","slug":"premio-racconti-per-corti-2014-bambole-di-pezza-di-silvia-tufano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18497","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2014 &#8220;Bambole di pezza&#8221; di Silvia Tufano"},"content":{"rendered":"<p>Sono giorni e giorni che cammino, forse settimane, forse mesi. Sono stremato, distrutto, non so dove sto andando ma soprattutto non so da dove vengo. Non ricordo quasi nulla di ci\u00f2 che \u00e8 stato; ogni tanto nella mente si affacciano visioni deliranti di una vita forse immaginata che faccio fatica a ricomporre e questo mi lascia addosso una profonda inquietudine. Le persone che incontro per strada sono tutte uguali, sembrano delle pecore, perfettamente incolonnate, anch\u2019esse con il loro pastore che le guida e dice loro come comportarsi. Questi individui mi sfiorano soltanto, sembrano non vedermi, non desto in loro nessun interesse, nessun compatimento. Eppure non devo avere un aspetto gradevole, sono sporco, dimagrito, sconvolto e stralunato. Come fanno a non accorgersi di me! Vorrei tanto vedermi, almeno io, vedere come sono diventato, se mi riconosco e se ancora mi piaccio. Ma non ci sono specchi in questa enorme citt\u00e0, non ci sono vetrine o altri occhi da incrociare e nei quali specchiarmi. Intorno a me \u00e8 tutto asettico, privo di colore, spento. Non odo rumori assordanti ne sento profumi particolari che mi ridestino un po\u2019 i sensi. Questa fitta pioggerellina che non mi lascia tregua \u00e8 l\u2019unica cosa che rompe la monotonia di questo lungo cammino verso il nulla alla ricerca di ricordi che non mi appartengono pi\u00f9. Da lontano vedo una panchina, non c\u2019\u00e8 nessuno. Finalmente posso sedermi, far riposare il mio corpo stanco e pensare. Il contatto con questa gelida panchina mi d\u00e0, non so dire perch\u00e9, una sensazione piacevole, sento di riuscire a provare qualcosa , ad avere ancora delle sensazioni anche se l\u2019unica cosa che sento adesso, \u00e8 un gran freddo dentro l\u2019anima. Il mio primo ricordo sbiadito mi viene a far visita proprio mentre sono sdraiato qui. Sono sulla spiaggia. Tra le mani cerco di trattenere la sabbia , stringendola in un pugno. Ma lei sfugge via, proprio come tutte le cose effimere ed impalpabili. Di fronte a me, un\u2019immensa e sterminata distesa verde e cristallina. Il rumore delle onde che lambiscono gli scogli, lo sento ancora adesso, cos\u00ec vivo, cos\u00ec presente. Adesso come allora provo pace, serenit\u00e0. Vengo cullato dal suono di quei flutti come se ascoltassi una dolcissima cantilena e mi sento perfino felice. Mi sono rimesso in piedi. Non posso fermarmi, devo continuare a camminare. Prima o poi arriver\u00f2 l\u00ec dove il destino ha deciso di condurmi, prendendomi per mano, proprio come fidanzatini fedeli. Mentre riprendo a passeggiare, lasciando che la pioggia mi attraversi, ritrovo tra i ricordi un altro momento, quasi cancellato ma adesso cos\u00ec vivido e chiaro dinanzi a me. C\u2019\u00e8 mia madre, le sue carezze sul viso e i suoi rimproveri bonari. Poi c\u2019\u00e8 anche lui, mio padre, con il suo desiderio di una vita decente, i suoi mille sacrifici. Sta l\u00ec ,attanagliato dai suoi innumerevoli fallimenti, oramai arresosi sotto il peso dell\u2019esistenza, con le spalle curve di chi non ha pi\u00f9 voglia di provarci . Poi lo rivedo, sempre lui, l\u00ec in quel palazzo bianco, sdraiato,, con il corpo avvolto da tanti fili, \u00e8 diventato come un robot. Mi sta guardando, si commuove; vorrei abbracciarlo ma tutti quei fili non mi consentono di avere un contatto forte con il suo corpo. Poi improvvisamente rivedo me stesso che, con impeto e rabbia, gli strappo tutti quei fili, lo libero, lo restituisco alla vita. Gli rid\u00f2 quella dignit\u00e0 tanto cercata e gli consento di scegliere per s\u00e9. Cos\u00ec lui va via, non mi abbraccia per l\u2019ultima volta e non mi ringrazia. Non so perch\u00e9 , non so dove sia adesso, so solo di avergli fatto il regalo pi\u00f9 grande: la libert\u00e0. Una profonda angoscia viene a farmi visita adesso e sempre quando meno me l\u2019aspetto. A volte arriva al mattino, appena apro gli occhi. A volte durante le ore del pomeriggio mentro fingo di ascoltare persone che con me non hanno nulla in comune. Altre volte arriva di sera; la porto a dormire con me, sperando si stanchi e non si faccia pi\u00f9 vedere . Ma lei \u00e8 sempre l\u00ec, torna a trovarmi ogni giorno, non ne vuole proprio sapere e ho pensato che, forse, la terr\u00f2 con me, che non ho pi\u00f9 tutto questo desiderio di mandarla via. Di fronte a me vedo finalmente una persona che mi guarda. Non ci posso credere. \u00c8 un uomo alto e corpulento, con un cappotto grigio e sporco di terriccio. Ha un volto pallido ed emaciato. Sembra non sorridere da tempo. Mi accosto a lui. Non posso credere che qualcuno mi abbia finalmente notato. Gli chiedo che ore sono, ho perso la cognizione del tempo. Sembra notte fonda ma non ne sono del tutto certo. Lui mi guarda stupito, mi fissa e scappa via senza nemmeno dirmi in che ora del giorno ci troviamo. La gente \u00e8 proprio strana. Ha sempre paura delle cose che non conosce; non si fida. L\u2019essere umano \u00e8 pieno di pregiudizi, non riesce ad andare oltre. Non si interroga e troppo spesso si ferma all\u2019apparenza. Che tristezza il genere umano, mi ritrovo a riflettere. Mi verrebbe voglia di non farne parte pi\u00f9. Del resto io non ne ho mai fatto del tutto parte; sono sempre stato diverso io, ho vissuto in maniera differente, ho sofferto in maniera differente. Forse \u00e8 per questo che oggi sono tanto solo, per questo gli altri non mi vedono neppure. Non riconoscono in me un essere come loro. Non trovano in me nulla di cui possano interessarsi perch\u00e8 non parlo solo di calcio o di belle donne io ma perch\u00e8 amo la poesia, l\u2019arte, la filosofia. Sento di essere una creatura eletta, speciale, prescelta e ne sono felice anche se questo debba portarmi alla sofferenza pi\u00f9 atroce. Ma \u00e8 anche per questo che sono diverso io.<br \/>\nMentre penso a tutto questo, un volto di donna fa capolino tra i meandri del mio cervello. E\u2019 bella questa donna, caspita se lo \u00e8. Mi guarda con una tenerezza che farebbe sciogliere perfino un ghiacciaio millenario. Si vede che ha per me un sentimento profondo ma io non ricordo chi \u00e8. Ad un tratto mi sfugge, non la ritrovo pi\u00f9. Cerco di sforzarmi. E\u2019 l\u2019unico volto che pone tregua al mio tormento; forse per questo non viene a trovarmi mai e forse \u00e8 proprio per questo che lo desidero cos\u00ec tanto. C\u2019\u00e8 una donna anziana adesso dinanzi a me. Ha un passo lento e traballante ma , nonostante questo, cammina senza bastone. Ha lunghi capelli grigi, scompigliati e dei vestiti forse troppo leggeri per il periodo. Sono incerto se sorpassarla, se rivolgere anche a lei la parola come ho fatto poco fa. Ma non voglio avere la stessa delusione di prima; far\u00f2 finta di non averla vista. Cos\u00ec, con passo spedito e sicuro, la sorpasso senza nemmeno voltarmi a guardarle il volto ma, stranamente, lei mi chiama, si fa notare. Non riesco a trattenere la curiosit\u00e0, voglio guardarla, parlarle, ho un bisogno estremo di comunicare, del resto siamo venuti al mondo per questo. Mi volto e scorgo in questa donna attempata, gli stessi tratti delicati ma decisi tipici delle donne del sud, esattamente come quelli di mia madre. Mi avvicino a lei, le sfioro un braccio ma la donna si ritrae. Mi chiede se voglio accompagnarla, ha smarrito la strada anch\u2019ella e io non so proprio dove possano andare due anime cos\u00ec smarrite come noi. Ma le dico comunque di si, non mi sento di abbandonarla, mi incute tenerezza e decido di aiutarla. Non so come mai, ma ho una forte sensazione che io e questa povera donna, stiamo andando esattamente nello stesso posto ma non so ancora qual \u00e8, troppe cose non mi sono ancora chiare, brancolo nel buio; non avevo mai provato nulla di simile in vita mia, \u00e8 tutto cos\u00ec atipico, un\u2019esperienza unica, rara dalla quale, di certo, non ne uscir\u00f2 mai pi\u00f9 come vi sono entrato. La donna non ha tutta quella voglia di parlare che tanto speravo, sembra muta, chiusa nei suoi ricordi. Ha solo tanta voglia di arrivare, \u00e8 molto stanca anche lei e non so come faccia ancora a reggersi in piedi su due gambe sottili come quelle di un fenicottero. E\u2019 la volont\u00e0 che la guida, la stessa che rivoluziona il mondo e le persone, \u00e8 quella grazie alla quale riesci ad essere migliore di quello che gli altri vorrebbero che tu fossi. E\u2019 quella che io non ho pi\u00f9; mi limito a trascinarmi per inerzia e non so nemmeno se arriver\u00f2 mai alla fine di questo lungo viaggio. Di nuovo il volto di donna, lo stesso di prima, mi si riaffaccia alla mente. Stavolta \u00e8 pi\u00f9 nitido , ne colgo ogni tratto, ogni particolare, perfino le sfumature. Sono in una camera d\u2019albergo. Sto sistemando i miei vestiti e una risata, rumorosa ma elegante, mi fa voltare incuriosito. La vedo benissimo adesso. E\u2019 stesa sul letto, lunghissimi capelli color grano e occhi grandi dentro ai quali rischi di perdere la strada. Forse \u00e8 l\u00ec che mi sono perso adesso, negli occhi di questa donna incantevole? E\u2019 tra quella ciglia nere e folte che sto camminando da tanti giorni e dentro i quali rivivo tutta la mia esistenza? Mi siedo sul letto accanto a lei che mi avvolge in un abbraccio lungo e caloroso. Non riesco a staccarmene, \u00e8 meraviglioso ci\u00f2 che provo, non so come chiamarlo ma \u00e8 ci\u00f2 che di pi\u00f9 piacevolmente devastante mi sia mai capitato. Improvvisamente lei cambia volto, \u00e8 meno bella adesso, forse perch\u00e9 \u00e8 arrabbiata o triste, non riesco a comprenderlo. Si alza con uno scatto funesto, mi aggredisce violentemente. Cosa \u00e8 successo? Cosa le ho fatto? Perch\u00e9 ho permesso che quest\u2019incanto finisse? Vengo ridestato dalla voce dell\u2019anziana donna che mi dice che siamo arrivati o che, almeno lei, lo \u00e8. Mi guardo intorno e non riesco a capire dove siamo. E\u2019 tutto buio in questo posto, c\u2019\u00e8 nebbia e un odore acre e pungente che non mi lascia addosso una sensazione di piacere. Ad un certo punto la signora si allontana, non si volta e non mi dice nulla. La perdo nella nebbia, vorrei seguirla ma non riesco a riconoscere la strada, non ne odo i passi allontanarsi. Cerco di capire dove sono, in quale posto sono finito e alla fine capisco che in realt\u00e0 non sono stato io a condurre qui la donna anziana ma \u00e8 lei che ha portato me. Sono smarrito, perso, ho paura. Il tormento interiore che mi ha da sempre accompagnato, si fa pi\u00f9 intenso perch\u00e9 proprio non riesco a capire e piano piano non riesco nemmeno pi\u00f9 a ragionare.<br \/>\nSento un gracchiare insistente di corvi adesso; \u00e8 tutto cos\u00ec cupo e oscuro qui, mi rigiro su me stesso in una sorta di macabro girotondo cercando di scorgere questi uccelli magnifici, funerei e poi finalmente li vedo. Sono tutti li che mi osservano, compiaciuti del mio arrivo. Su di loro mi sembra di scorgere tutti i volti delle figure a me pi\u00f9 care, quelle che hanno accompagnato la mia vita e che adesso sono tutte li, in attesa di un qualcosa che ancora non mi \u00e8 dato di conoscere. Poi, come colto da una luce abbagliante, finalmente lo capisco. Sono in attesa che io guardi in faccia e accetti il mio destino che \u00e8 scritto qui dinanzi a me, su questa lapide che quasi fuoriesce dal terreno.<br \/>\n\u201cQui riposa Fabio Villa<br \/>\nNato il 31 Gennaio1973<br \/>\nMorto il 21 Marzo 2013\u201d<br \/>\nSono io Fabio Villa e sono morto un anno fa. Il mio viaggio finisce qui, finalmente sono arrivato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18497\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18497\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono giorni e giorni che cammino, forse settimane, forse mesi. 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