{"id":18433,"date":"2014-04-07T18:52:50","date_gmt":"2014-04-07T17:52:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18433"},"modified":"2014-04-07T18:52:50","modified_gmt":"2014-04-07T17:52:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-vasetti-di-pomodoro-di-chiarastella-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18433","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Vasetti di pomodoro&#8221; di Chiarastella Grande"},"content":{"rendered":"<p>I fiori, via Alice, le ruote della bicicletta&#8230;si svegli\u00f2 sudata ed ansimante. L&#8217;incubo era ritornato, quello che aveva infestato per molti anni le notti di Noemi, da quando aveva fatto quell&#8217;incidente con la bici nell&#8217;estate dell&#8217;86.<br \/>\nSfrecciava con la bicicletta sulla via verso casa. Non ricordava perch\u00e9 andasse cos\u00ec veloce, ma ricordava benissimo che era cos\u00ec concentrata nella sua corsa da non accorgersi del palo della luce, verso il quale si stava schiantando.<br \/>\nSBAM.<br \/>\nL&#8217;urto pieg\u00f2 la ruota anteriore della bicicletta, mentre lei cadde sullo sterrato, facendosi solo qualche graffio. Forse la salv\u00f2 la frenata provvidenziale alcuni secondi prima dell&#8217; impatto o forse un intervento divino. Fatto sta che a subire i danni peggiori fu la bicicletta nuova, ormai inutilizzabile.<br \/>\nNoemi per\u00f2 non pianse, tenne tutto dentro ed entr\u00f2 in casa senza la bici.<br \/>\nRubata.<br \/>\nQuesta fu la bugia con cui Noemi liquid\u00f2 il ricordo di quella brutta giornata d&#8217;agosto.<\/p>\n<p>Era periodo di salsa al sud.<br \/>\nNonna Emma ad agosto coinvolgeva tutta la famiglia nel rito della salsa. Tutto iniziava gi\u00e0 alla fine di luglio, quando faceva pi\u00f9 caldo e i pomodori erano belli pieni di sole. Noemi e sua sorella Carla seguivano la nonna per il paese, che di casa in casa, andava alla ricerca dell&#8217;offerta migliore per l&#8217;acquisto dei pomodori. A Lido Specchiato, infatti, non esistevano dei veri e propri negozi di verdure, ma semplicemente le famiglie mettevano fuori dalle loro case delle casse piene di verdura di stagione, <em>cicorie, cicorielle, pomodori, pircochi, fichi, muluni bianchi e muluni rossi, pipi e marangiane<\/em>, che raccoglievano direttamente dalle loro terre. A Lido Specchiato il km zero era una realt\u00e0 gi\u00e0 dagli anni 80.<br \/>\nNonna Emma, dunque, faceva finta di fare delle ricerche di mercato, ma le nipotine sapevano in anticipo che la sua scelta sarebbe caduta sul fruttivendolo di fiducia della nonna, il signor Maggiosabato. Noemi e Carla non avevano mai capito quale fosse il nome e il cognome, come non lo aveva capito forse neanche la nonna che lo chiamava sempre Signor Maggiosabato, pronunciato tutto d&#8217;un fiato.<br \/>\nIl Signor Maggiosabato e la nonna, ogni anno, quando era il momento della contrattazione, seguivano sempre lo stesso canovaccio: la nonna iniziava col chiedere al signor Maggiosabato se avesse qualche quintale di pomodori, lui le mostrava la merce, che puntualmente Emma disprezzava con un \u201cio questi pomodori non li compro nemmeno a 100 L al chilo\u201d. MaggioSabato, punto sull&#8217;onore, strabuzzava gli occhi e scandalizzato difendeva i suoi pomodori come se fossero i suoi figli, che pomodori cos\u00ec non ce ne erano con questo sapore e con questo profumo e che a meno di 500 L non si potevano vendere! Al che la nonna faceva la solita battuta \u201c500 L? Ma son di oro forse?\u201d e poi,come una diva provetta, si girava stizzita, facendo finta di andare via. Al che, Maggiosabato la fermava dicendo: &#8220;Come? <em>Signuria<\/em> se ne va di gi\u00e0? Che ne dice di fare 400?&#8221; La nonna allora si fermava e con studiata maestria si voltava, mostrando il segno della vittoria, muovendo alternativamente avanti e indietro il medio e l&#8217;indice. Maggiosabato scuoteva la testa e poi scendeva a 350, la nonna lanciava a 250 fino a che Maggiosabato concludeva con un &#8220;facciamo 300 e amici come prima&#8221;. E il siparietto si concludeva felicemente, con buona pace per tutti.<br \/>\nLe donne del sud che erano abituate a fare tutto in casa avevano il terrore degli agi e delle comodit\u00e0 dell&#8217;era del consumismo: alle domanda del perch\u00e9 bisognasse fare la salsa se la vendevano gi\u00e0 pronta al supermercato, la risposta era sempre <em>perch\u00e9 non sai mai cosa ci mettono dentro<\/em>. Di fronte a questa inappellabile constatazione, tutta la famiglia, chi pi\u00f9 chi meno, dava una mano ad Emma col rito della salsa : d&#8217;altronde tutti i palati della famiglia avrebbero poi goduto del risultato.<br \/>\nQuando quel pomeriggio d&#8217;agosto Noemi varc\u00f2 il cancello di casa, pens\u00f2 che forse il lavoro l&#8217;avrebbe aiutata a riprendersi dall&#8217;incidente e che cos\u00ec non avrebbe attirato l&#8217;attenzione della famiglia sull&#8217;improvvisa scomparsa della bicicletta. Entr\u00f2 in cucina, si mise il grembiule, riemp\u00ec una bacinella di pomodori e inizi\u00f2 a spezzettarli a mani nude, come le aveva insegnato la nonna,conficcando i pollici nella pancia del pomodoro e svuotarlo della sua semenza,come se si stesse sventrando un pesce.<br \/>\nNonna Emma si chiese come mai Noemi la aiutasse senza dover ricorrere all&#8217;uso delle minacce: non le piaceva quella ruga in mezzo agli occhi della nipote&#8230;presagiva soltanto guai. &#8220;Che hai?&#8221; le chiese, ma Noemi rispose con un alzata di spalle e continu\u00f2 a sventrare i pomodori, gettandoli nella bacinella, come se volesse fare loro del male. La nonna non approfond\u00ec la faccenda, sapendo che dalla nipote non avrebbe ottenuto nient&#8217;altro che grugniti.<br \/>\nNoemi continuava in silenzio, come un automa, nella sua opera pomorocida, poi, quando si accorse, quasi con delusione, di aver finito, prese i vasetti e inizi\u00f2 a riempirli con i pomodori spezzetati, schiacciandoli con una tale veemenza che la nonna, per scherzare, le disse che se avesse continuato cos\u00ec in quei vasetti ci avrebbe <em>cacciato<\/em> anche cos\u00ec tanta rabbia che li avrebbe fatti poi scoppiare. Ma Noemi non rise, perch\u00e8 nonna Emma, come al solito, ci aveva preso: lei non stava riempiendo i vasetti con i pomodori, ma con la sua vergogna, la sua rabbia, e il suo senso di colpa. Riemp\u00ec ben 50 vasetti, poi si tolse il grembiule e se ne and\u00f2 a letto per cancellare quella giornata d&#8217;agosto nel rosso della salsa di pomodoro. Di quel 5 d&#8217;agosto rimase solo il ricordo di quell&#8217;urto e di come se la fosse cavata. Solo che Noemi non si era salvata da un palo, ma da un mostro che le notti ritornava nelle vesti di un incubo angosciante.<\/p>\n<p>Via Alice D. faceva angolo con via dello Storione dove si trovava la vecchia casa al mare della famiglia Grasco. La marina di Lido Specchiato era uno di quei piccoli paeselli affacciati sul mare, dove la gente dei paesi vicini di solito costruiva una piccola casa, in cui i bravi uomini del sud, il sud quello vero, quello con due d, alloggiavano moglie, figli e, soprattutto, suocera per gli afosi mesi estivi, mentre loro rimanevano in \u201cpaese\u201d a lavorare per la famiglia.<br \/>\nI Grasco per\u00f2 non avevano una piccola casa, un semplice pied-a-terre per sfuggire la calura estiva, ma avevano una vera e propria villa, con giardino, ampia cucina e sala da pranzo, cinque camere da letto, spaziosa veranda e discreto giardino in cui troneggiava un albero di fico, in tutta la sua prepotente bellezza. L\u00ec si erano arrampicati generazioni di Grasco, sotto le sue fronde avevano campeggiato ospiti inattesi quando la casa era piena. Gi\u00e0, perch\u00e9, a volte, 5 stanze non riuscivano a contenere la numerosa famiglia Grasco.<br \/>\nErano passati vent&#8217;anni dall&#8217;ultima volta in cui Noemi era stata in quella casa. Aveva sedici anni quando vi trascorse l&#8217;ultima estate, l&#8217;ultima con la nonna, che insieme al marito aveva voluto quella villa, in cui tutti i membri della famiglia avevano lasciato un pezzo di cuore. E come si fa a buttare gi\u00f9 un pezzo di cuore? Noemi e sua sorella avevano deciso per questo di ristrutturarla, per ridare alla famiglia un porto accogliente per tutti, quando fossero tornati al sud dal dovunque essi fossero.<br \/>\n\u201cTi ricordi Noemi quando scoppiarono tutti i barattoli della salsa che avevi riempito?\u201d<br \/>\nNoemi si diresse in cucina dove si trovava la sorella e vide dietro il tavolo col piano di marmo una macchia di un rosa sbiadito sulla parete. \u201cOh si che mi ricordo! Mi ricordo soprattutto le <em>maleparole<\/em> della nonna che echeggiavano per tutto il paese : \u201c50 varattuli scoppiarono! Tutti quelli che ha riempito figghiuta, scoppiarono! Gliel&#8217;avia dittu ieu! Non riempirli con troppa forza che poi scoppiano!\u201d<br \/>\nCarla rideva con le lacrime agli occhi per l&#8217;imitazione perfetta di Emma, ridevano come due bambine, da sole in quella cucina, sporca e abbandonata ma viva dei ricordi della loro infanzia.<br \/>\nPer questi motivi nessuno aveva il coraggio di vendere quella casa, nessuno se la sentiva a dire addio a quell&#8217;albero di fico o a quella macchia sul muro: un rudere e un albero erano il collante che ancora teneva salda quella famiglia.<\/p>\n<p>Carla e Noemi, cos\u00ec, dopo vent&#8217;anni, si trovarono di nuovo a Lido Specchiato per fare una ricognizione dei lavori di ristrutturazione per la casa. Decisero di fare una passeggiata e incrociarono via Alice, una strada sterrata secondaria che immetteva in una delle arterie principali del paesello: vent&#8217;anni prima i terreni che oggi erano occupati da nuove case erano coperti da canneti e sterpaglia che davano al paesaggio un che di selvaggio.<br \/>\nTutte le vie di Lido Specchiato erano intitolate ad un un pesce: ma via Alice, ex via dell&#8217;Aragosta, anche se il nome poteva trarre in inganno, era in realt\u00e0 intitolata ad una persona .<br \/>\n\u201cTi ricordi quando accadde?\u201d chiese Carla alla sorella.<br \/>\n\u201cSi, lo avevo quasi rimosso. Via Alice D. &#8230;che tragedia fu. Sai che la conoscevo Alice? Ogni tanto giocavamo insieme sulla spiaggia. Era una bambina cos\u00ec allegra, con quella treccia bionda lungo la schiena..\u201d<br \/>\n\u201cBeh magari lo \u00e8 ancora. In fondo il corpo non \u00e8 stato mai trovato.\u201d<br \/>\n\u201cLo spero per lei.\u201drispose Noemi, con poca convinzione.<br \/>\nAlice aveva riempito le cronache di Lido Specchiato per tutta l&#8217;estate, da quando in quell&#8217;afoso agosto dell&#8217;86 all&#8217;improvviso scomparve. La sua bici fu ritrovata dietro i canneti che davano sulla strada, che ora porta il suo nome. Era andata a fare un giro in bicicletta e non era pi\u00f9 tornata.<br \/>\nSulla via del ritorno passarono vicino al palo contro cui Noemi si era scontrata pi\u00f9 di 20 anni addietro. Noemi lo fiss\u00f2 a lungo e sent\u00ec dietro la nuca un brivido leggero. Le ritorn\u00f2 in mente l&#8217; incubo ricorrente di lei che pedalava su una strada sterrata, a perdifiato, come se stesse scappando da chiss\u00e0 quale pericolo. Pedalava con tutte le sue forze, ma rimaneva sempre nello stesso punto. Voleva urlare per chiedere aiuto, ma la voce rimaneva bloccata nella gola fino a che le sue stesse urla la facevano svegliare sudata, ansimante, e in preda alla confusione.<br \/>\nProprio come accadde quella stessa notte.<\/p>\n<p>L&#8217;incubo la risvegli\u00f2.<br \/>\nNoemi ringrazi\u00f2 il cielo di trovarsi al sicuro a casa. Aveva un terribile mal di testa e decise di prendere un calmante per cercare di riaddormentarsi<br \/>\nIl sonno arriv\u00f2 insieme ad un altro incubo: questa volta Noemi pedalava felice su una strada sterrata. Sentiva il rumore dei sassolini che picchiavano contro i raggi delle ruote, sentiva il vento che le graffiava la faccia, mentre volava sulla sua bicicletta nuova fiammante. Poi arriva all&#8217;incrocio di due strade isolate poco lontane da casa, ma nascoste dai canneti, che invadono i campi ai lati della strada. Si ferma, perch\u00e9 pap\u00e0 le dice sempre che quando si arriva ad un incrocio bisogna prima guardare a destra e poi a sinistra : da destra arriva una macchina bianca, come quella di suo padre. Sta per girare e Noemi si prepara a passare, ma l&#8217;auto le blocca il passaggio.<br \/>\nE&#8217;<em> controra<\/em>, nessuno passa perch\u00e9 \u00e8 estate e la gente dopo il pranzo riposa per ripararsi dalla canicola del pomeriggio. Un uomo scende dall&#8217;auto, \u00e8 sui 50 o gi\u00f9 di l\u00ec, e dice qualcosa. Nel sogno apre la bocca ma non emette suono, forse chiede un&#8217;informazione, lei si gira indicando qualcosa in fondo alla strada, e all&#8217;improvviso se lo trova vicino a chiederle un bacio. Noemi \u00e8 piccola, ubbidisce, pensando che sia una richiesta d&#8217;affetto come quella che \u00e8 solita chiederle il nonno, ma poi lui la guarda strano, sorride e si porta le dita alle labbra. Sa che quello che chiede non \u00e8 giusto, ma prima che Noemi possa fare qualcosa si ritrova la sua bocca sulla sua, umida, sudata, metallica, viscida. Noemi vede rosso, \u00e8 la luce accecante del sole che ha di fronte: l&#8217;immagine \u00e8 cos\u00ec vivida che sente il calore sulle palpebre. Lui parla ma la sua bocca continua a non emettere suono, Noemi se ne vuole solo andare, lui la tira per il braccio ma lei imprime forza nel suo piede e riesce a liberarsi, se ne va con la bici tra le canne che stavano sul bordo della strada, quella maledetta strada sterrata e non fa niente se ci sono insetti bisce e serpenti l&#8217;importante \u00e8 andare, scappare, casa \u00e8 vicina&#8230;<br \/>\nRiprende la strada, passa una bicicletta, una lunga treccia bionda oscilla davanti ai suoi occhi e poi SBAM&#8230;<\/p>\n<p>\u201cNoemi, Noemi, sono qui&#8230;\u201d le urla di Noemi questa volta avevano svegliato anche Carla<br \/>\nNoemi era sconvolta perch\u00e8 ora ricordava tutto. La sua corsa infinita in bicicletta aveva raggiunto finalmente il traguardo.<br \/>\nNoemi era un fiume in piena e raccont\u00f2 tutto di quella maledetta giornata d&#8217;agosto.<br \/>\n\u201c&#8230;Io pedalavo pedalavo pedalavo pi\u00f9 forte che potevo, e l&#8217;ho vista,l&#8217;ho incrociata, era lei!!\u201d<br \/>\n\u201cChi hai incontrato?\u201d<br \/>\n\u201cLei ! Alice in bicicletta, ricordo che mi voltai a guardarla, la sua lunga treccia bionda, volevo chiamarla dirle di non girare all&#8217;incrocio, di scappare ma non mi usciva la voce pensavo solo a pedalare fino a che non mi sono fermata&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cDove ti sei fermata?\u201d<br \/>\n\u201cContro il palo della Luce.\u201d<br \/>\n\u201cCosa?\u201d<br \/>\n\u201cNon lo dissi a nessuno per paura delle domande&#8230; andai a sbattere contro il palo della luce, ruppi la bici e dissi che era stata rubata.\u201d<br \/>\nCarla abbracci\u00f2 istintivamente la sorella che continuava a parlare:<br \/>\n\u201cMi vergognavo, pensavo fosse colpa mia se quell&#8217;uomo&#8230;.e poi il giorno dopo quando si sparse la notizia della scomparsa di Alice, non so&#8230;ho rimosso mi sentivo responsabile per Alice e&#8230;.\u201d<br \/>\nLe parole morirono sulle sue labbra.<br \/>\nSi sciolsero nelle lacrime e nei singhiozzi di una bambina di 10 anni che in quel 5 agosto dell&#8217;86 aveva cercato di schiacciare la sua vergogna, la sua rabbia e il suo senso di colpa dentro a dei vasetti di pomodoro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18433\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18433\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fiori, via Alice, le ruote della bicicletta&#8230;si svegli\u00f2 sudata ed ansimante. 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