{"id":18427,"date":"2014-04-07T18:47:24","date_gmt":"2014-04-07T17:47:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18427"},"modified":"2014-04-07T18:47:24","modified_gmt":"2014-04-07T17:47:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-destini-al-vento-di-elena-freschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18427","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Destini al vento&#8221; di Elena Freschi"},"content":{"rendered":"<p>La temperatura \u00e8 mite, in agosto, anche a Stoccolma. La fredda citt\u00e0 svedese del Nord Europa, in inverno ricoperta da un candido e persistente strato di neve, in estate \u00e8 in grado di riservare piacevoli sorprese meteorologiche. Era quello a cui stava pensando Rachele, in quel pomeriggio del 29 agosto 2013. Era seduta al sole di un tavolo del suo caff\u00e8 preferito, quello proprio al termine di Fj\u00e4llgatan, la pi\u00f9 bella strada della citt\u00e0, come amava definirla un famoso scrittore.<br \/>\nE infatti, era proprio cos\u00ec. Una strada magica, costeggiata da case colorate e vicoli i cui gradini portavano a giardini nascosti e verdeggianti. Percorrerla fino al suo termine era piacevole e rilassante: passo dopo passo, il percorso acciottolato preparava a una vista che, se la prima volta sorprendeva cos\u00ec tanto da rimanere a bocca aperta, le successive era sempre una piacevole riscoperta. Con un solo colpo d\u2019occhio si dominava Stoccolma: come un quadro, la citt\u00e0 si amalgamava con l\u2019azzurro del cielo e dell\u2019acqua, disperdendo i suoi confini.<br \/>\nEra il posto che Rachele preferiva per rilassarsi un po\u2019 e per stimolare la sua vena creativa. Amava sedersi a uno dei tavoli collocati nella veranda del caff\u00e8 e consumare un dolcetto insieme a un buon cappuccino, facendo onore alle sue origini italiane. Non le mancava l\u2019Italia, dopo tutti quegli anni vissuti all\u2019estero; Stoccolma era solo una delle citt\u00e0 in cui il suo lavoro l\u2019aveva portata: non era la prima, e certamente non sarebbe stata l\u2019ultima. E poi il caff\u00e8 era buono anche in Svezia.<br \/>\nI suoi occhi si persero per un attimo a fissare l\u2019acqua calma del canale che divide S\u00f6dermalm dalle altre belle isole di Stoccolma, rapita dal via vai delle barche che vanno e vengono dal porto della capitale svedese.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201cBeh, tutto avrei immaginato, ma non di bere un caff\u00e8 cos\u00ec buono in una citt\u00e0 estera\u201d. Lorenzo era seduto nel bar segnalato dalla sua guida. La sua vacanza nei paesi scandinavi procedeva serena e senza intoppi, fatta eccezione per quel turbolento trasferimento in barca durante un temporale di quelli che cos\u00ec in Italia non si erano mai visti. Adesso era la volta di Stoccolma: una citt\u00e0 che giorno dopo giorno lo affascinava sempre di pi\u00f9. C\u2019era acqua ovunque: lui amava l\u2019acqua. D\u2019altronde, era nato in una citt\u00e0 di mare, e attorno all\u2019acqua ci era cresciuto, era il suo elemento naturale. E poi a Stoccolma si mangiava bene, piatti ricchi e gustosi di quei sapori un po\u2019 forti che lui adorava. E ultimo, ma non ultimo\u2026 le donne svedesi! Bionde, alte, occhi azzurri, sempre sorridenti: e anche di questi sorrisi, in Italia, se ne vedevano pochi.<br \/>\nEppure i suoi occhi, quando temporaneamente smetteva di leggere e alzava lo sguardo dalla sua fedele guida di viaggio, erano rapiti da una ragazza mora, seduta di fronte a lui all\u2019angolo opposto del bar, intenta a fissare l\u2019acqua del canale che si apriva ai suoi occhi dalla veranda del bar di quella strada di Stoccolma.<br \/>\nSecondo la sua guida, di fronte aveva Kastellholmen. Poteva infatti distinguere a occhio nudo lo splendido castello posto sulla cima di un\u2019altura, proprio al centro dell\u2019isola. Chiss\u00e0 a cosa stava pensando quella ragazza: al Principe Azzurro? No, banale, le donne di oggi non cercano pi\u00f9 il Principe Azzurro. Era intenta a disegnare, e ogni tanto alzava lo sguardo e osservava qualcosa oltre la veranda. La stava guardando da circa mezz\u2019ora: un tempo in cui Lorenzo era diventato estremamente curioso dei suoi pensieri, del suo disegno, della sua storia.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Certo, anche lei l\u2019aveva notato. Una persona sola, in un bar, si nota sempre, specie se per tanti anni hai vissuto in Italia. \u201cChiss\u00e0 se \u00e8 svedese\u2026\u201d si domandava Rachele fissando i capelli rosso fuoco del ragazzo, che poco si muovevano, intento com\u2019era nella lettura di un libro. Mmm, era estremamente curiosa. Avrebbe voluto sapere cosa stesse leggendo con cos\u00ec tanto interesse. Eppure, da quella distanza, era praticamente impossibile dedurlo sbirciando la copertina del libro o buttando un occhio al contenuto delle pagine. \u201cVabb\u00e9, concentriamoci!\u201d, si disse Rachele: quel giorno aveva disegnato pochissimo. Il suo era un lavoro non comune: andava in giro per il mondo alla ricerca di nuove tendenze nell\u2019ambito della moda; cercava di carpire cosa avrebbe fatto furore in fatto di colori, tessuti e accessori nelle vetrine dei pi\u00f9 importanti marchi di abbigliamento.<br \/>\nProsegu\u00ec quindi a disegnare, cercando di riportare su carta tutte le impressioni che aveva recuperato quel giorno girovagando per le strade e i centri commerciali di H\u00f6torget, una delle piazze pi\u00f9 alla moda della City, il quartiere business di Stoccolma. E quando per un attimo alz\u00f2 gli occhi dal suo disegno, ebbe come l\u2019impressione che il ragazzo dai capelli rossi la stesse guardando.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Lorenzo stava preparando l\u2019itinerario di viaggio per il giorno successivo. Avrebbe visitato Djurgarden, l\u2019isola posta al centro di Stoccolma, che ospitava ricchi musei e splendidi parchi. In verit\u00e0 i musei non lo attiravano molto: lui amava vivere le citt\u00e0 che frequentava, esplorare tutti gli angoli pi\u00f9 nascosti, percorrere e ripercorrere le strade fino a farle un po\u2019 sue, fino a sentirsi quasi a casa. Ma la ragazza seduta nell\u2019angolo di fronte al suo lo stava distraendo dal suo intento pianificatore.<br \/>\n\u201cPotrei andare a parlarci, a chiederle qualcosa, magari un\u2019informazione turistica!\u201d stava dicendo tra s\u00e9 e s\u00e9 Lorenzo. Ma subito si rese conto di quanto assurda fosse quell\u2019idea. Dare l\u2019impressione di essere il solito italiano rubacuori? No, non voleva darle quella visione di lui. E poi il suo inglese non era a un livello tale da permettere di sostenere una conversazione di quel tipo.<br \/>\nDunque, che fare? Lorenzo stava pensando che avrebbe potuto offrirle un secondo dolcetto, uno uguale a quello che lei aveva appena gustato con soddisfazione. Ma anche questa sarebbe stata una scusa banale per aprire le strade a un improbabile corteggiamento.<br \/>\nEppure Lorenzo sentiva che avrebbe dovuto fare qualcosa.<br \/>\nFu a quel punto che affid\u00f2 il suo destino al caso. Guard\u00f2 fuori dalla veranda del bar e not\u00f2 che due barche stavano costeggiando l\u2019isola di Kastellholmen in direzione del porto. Come spesso aveva fatto da piccolo, disse tra s\u00e9 e s\u00e9: \u201cSe la barca gialla entra nel porto per prima, mi alzo all\u2019istante e vado da lei; se invece arriva per prima l\u2019altra barca, rimango qui zitto e muto a leggere la mia guida\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Dopo aver completato il primo disegno di quella giornata, Rachele pens\u00f2 che avrebbe potuto trovare una scusa, anche banale, per avvicinare il ragazzo dai capelli rossi e fare la sua conoscenza. Parlava molto bene inglese e non avrebbe avuto sicuramente problemi a sostenere una conversazione con lui, dalle evidenti origini svedesi. Ma come avrebbe reagito lui a questa sua iniziativa?<br \/>\n\u201cOk\u201d penso Rachele guardando oltre la veranda del caff\u00e8. \u201cSe tra quelle due barche che stanno attraversando parallele il canale arriva prima al porto la barca gialla, vado l\u00ec e gli chiedo cosa sta leggendo. Se invece la barca gialla entra nel porto per seconda, me ne rimango seduta qui lasciando il ragazzo con i capelli rossi al suo destino\u201d.<\/p>\n<p>*****<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 indecisi tra due situazioni, a volte \u00e8 sufficiente tirare in aria una moneta, affidando all\u2019uno o all\u2019altro lato della stessa il compito di decidere per noi: nell\u2019esatto momento in cui la moneta fluttuer\u00e0 in aria, sapremo gi\u00e0 quale sia la decisione da prendere, e sar\u00e0 proprio quella che il nostro cuore in quel preciso momento sta sperando.<\/p>\n<p>Rachele e Lorenzo, presi dai loro pensieri e dalle loro scommesse, non si accorsero che nello stesso esatto momento stavano entrambi seguendo con lo sguardo le due barche: i loro occhi erano fissi sulla prua di entrambe, e non spiavano pi\u00f9 cosa facesse l\u2019altro.<\/p>\n<p>Quando l\u2019imbarcazione gialla stacc\u00f2 l\u2019altra arrivando per prima al porto, gli avventori di quel bar al termine di Fj\u00e4llgatan, se avessero fatto caso a ci\u00f2 che stava succedendo intorno a loro, si sarebbero accorti che per la prima volta i nostri due protagonisti si stavano guardando negli occhi, felici di aver affidato la loro decisione alla buona sorte del vento, e si sorrisero, provando la sensazione che qualcosa avesse unito per sempre i loro destini.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18427\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18427\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La temperatura \u00e8 mite, in agosto, anche a Stoccolma. 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