{"id":18311,"date":"2014-03-26T19:23:50","date_gmt":"2014-03-26T18:23:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18311"},"modified":"2014-03-26T19:23:50","modified_gmt":"2014-03-26T18:23:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-eterea-di-laura-fortugno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18311","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Eterea&#8221; di Laura Fortugno"},"content":{"rendered":"<p>Sullo schermo due coppie si stavano sfidando in una gara di ballo. Una replica del suo programma preferito.<\/p>\n<p>La televisione era ancora accesa sebbene lei dormisse e la luce della radiosveglia proiettasse sul soffitto, a caratteri grandi come il suo zaino per la scuola, le cifre zero-uno-punto-zero-ventisette.<\/p>\n<p>La tv per lei era un\u2019amica; una compagna insostituibile; una voce sempre presente che non la faceva sentire sola e seppur la tenesse a basso volume \u2013 in modo che sua madre non sbraitasse \u2013 non la spegneva mai, per nessun motivo al mondo, neppure di notte.<\/p>\n<p>Le serviva soprattutto certe sere quando quella \u201ccosa\u201d, a cui non aveva ancora trovato un nome, tornava a farle visita.<\/p>\n<p>La \u201ccosa\u201d non aveva mai appuntamento e nonostante non fosse affatto gradita, come un ladro si calava all\u2019interno della sua stanza, invadendo con sprezzo e prepotenza il suo rifugio e tutto ci\u00f2 che doveva semplicemente essere uno spazio personale, dopodich\u00e9 &#8211; senza che le venisse chiesto, come fa qualsiasi ospite non desiderato &#8211; iniziava a ricordarle, con crudelt\u00e0 e minuzia, cose che lei non voleva sapere; che avrebbe desiderato dimenticare o meglio ancora, rimuovere completamente dalla sua testa.<\/p>\n<p>Quella \u201ccosa\u201d poi, oltre a non piacerle, era anche brutta. Non di una bruttezza convenzionale o in qualche modo descrivibile: brutta da percepire.<\/p>\n<p>Non possedeva infatti i tratti di nessuno; nessuna espressione e tantomeno aveva una forma o un colore. La \u201ccosa\u201d era soltanto un\u2019ospite inafferrabile che si prendeva gioco di lei.<\/p>\n<p>Essenzialmente \u2013 Martina adesso ne era certa &#8211; lo faceva perch\u00e9 ormai sapeva troppo, tant\u2019\u00e8 che conosceva dettagli della sua vita che non aveva mai confidato a nessun\u2019altro. E Martina sentiva che la beffa stava soprattutto in questo \u2013 gi\u00e0 &#8211; perch\u00e9 dovendolo ammettere, tutto quel potere in realt\u00e0, glielo aveva conferito proprio lei.<\/p>\n<p>Forse per semplice ingenuit\u00e0 oppure ignorando quelle che sarebbero state le reali conseguenze, ma pur sempre colpevole di averglielo attribuito.<\/p>\n<p>Fu quello il suo errore &#8211; ormai si sentiva sicura &#8211; perch\u00e9 oltre a \u201cLei\u201d, Martina di certe cose; \u201cquelle cose\u201d nello specifico, davvero non aveva mai parlato a nessun\u2019altro. Nemmeno ai dottori in seguito a quel giorno.<\/p>\n<p>Ma lo aveva fatto soltanto perch\u00e9, nei momenti in cui le lacrime non riuscivano a stare al loro posto, sentiva che con qualcuno doveva pur sfogarsi; con qualcuno doveva parlare.<\/p>\n<p>E doveva farlo prima di tornare a sorridere al tavolo con gli altri. Con sua madre che non tollerava vederla piangere; con suo fratello Mattia, che era ancora piccolo e non poteva crescere accanto a una sorella maggiore debole e piagnona; con Pietro, che nonostante tutta la buona volont\u00e0 che forse ci metteva, non ne sapeva proprio nulla di com\u2019era lei e di cosa provava, e in fondo \u2013 si diceva &#8211; perch\u00e9 mai avrebbe dovuto?; non era mica davvero figlia sua come lo era invece Mattia.<\/p>\n<p>E quale amico migliore aveva pensato, di una \u201ccosa\u201d che sembrava non esserci?. Di una cosa dentro di te?<\/p>\n<p>Con \u201cLei\u201d perci\u00f2 Martina si era ingenuamente confidata pi\u00f9 volte, dialogando in solitudine fra le mura della propria cameretta, ma le aveva raccontato dettagli e sentimenti talmente profondi e intimi, che tutte le confessioni fatte, adesso le si stavano addirittura ritorcendo contro.<\/p>\n<p>La \u201ccosa\u201d sapeva tutto di lei e conosceva ogni sua fragilit\u00e0.<\/p>\n<p>Dai pensieri pi\u00f9 intimi alle vicende pi\u00f9 pratiche.<\/p>\n<p>Sapeva ad esempio che non le piaceva studiare e che voleva fare la modella per poter far soldi senza continuare la scuola. Sapeva che la mamma invece l\u2019avrebbe voluta medico esattamente come lo era stata lei.<\/p>\n<p>Ma lei non ci pensava proprio. A che serviva \u2013 si diceva sempre &#8211; diventare un dottore &#8211; di quelli che indossano il camice bianco &#8211; oltre a vedere ancora pi\u00f9 sofferenze di quelle che la vita gi\u00e0 ti riserva?. Non serviva a niente, non era servito persino a sua madre che non era stata neppure\u00a0 in grado di capire fino a che punto pap\u00e0 fosse malato.<\/p>\n<p>E, comunque, non era stata in grado di curarlo. Nessuno lo era stato.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 aveva un male di cui \u201cnon bisognava parlare\u201d; di quelli che non si vedono &#8211; le aveva poi spiegato sua madre &#8211; di quelli che non danno un dolore al corpo ma soltanto all\u2019anima. E l\u2019anima, le diceva, difficilmente si pu\u00f2 guarire.<\/p>\n<p>Ma se davvero di una malattia si trattava e se il dolore da qualche parte c\u2019era, pap\u00e0 andava curato \u2013 aveva sempre pensato Martina e la \u201ccosa\u201d; quella \u201ccosa\u201d che non si vedeva ma che praticamente ogni sera andava a trovarla, non faceva altro che ricordarglielo.<\/p>\n<p>E andava fatto \u2013 pensava tormentandosi di nuovo l\u2019anima &#8211; prima che potesse compiere quel gesto cos\u00ec assurdo e cattivo.<\/p>\n<p>Martina infatti, la ricordava bene quella mattina cos\u00ec silenziosa di fine agosto che ancora non si era cancellata dalla sua mente, e anzi, ogni giorno\u00a0 sembrava imprimersi ancor di pi\u00f9 dentro la testa.<\/p>\n<p>Quella calda e muta mattina in cui mamma era di servizio in ospedale e pap\u00e0 se ne stava seduto sulla poltrona davanti al televisore a pensare chiss\u00e0 quali cose; chiss\u00e0 per quale motivo, convinto che lei dormisse serena nella sua stanzetta, quella colorata di lilla, della loro cascina in campagna.<\/p>\n<p>Lei per\u00f2, rannicchiata come un feto nel suo lettino, non dormiva.<\/p>\n<p>Non dormiva perch\u00e9 pochi minuti prima, proprio lui l\u2019aveva svegliata dandole un bacio sulla guancia, un bacio morbido e pieno di calore che lei aveva finto di non sentire per riceverne altri, per continuare a cullarsi in quello che credeva un bellissimo e interminabile sogno.<\/p>\n<p>Uscendo poi, suo padre aveva accostato piano la porta, ma lei aveva gi\u00e0 deciso di raggiungerlo silenziosa, per ricambiare quel bacio e fargli una sorpresa.<\/p>\n<p>Aveva cos\u00ec camminato a piedi nudi leggera come una piuma; come una farfalla, lungo il corridoio e oltre il salone con il camino, quello che utilizzavano soltanto in inverno, specialmente a Natale, quando insieme a lei pap\u00e0 e mamma \u201cfacevano l\u2019albero\u201d.<\/p>\n<p>Lo aveva attraversato riuscendo a non far scricchiolare il parquet e si sentiva felice perch\u00e9, soltanto cos\u00ec, poteva essere una vera sorpresa.<\/p>\n<p>Trattenendo il fiato era giunta fino alla porta della grande cucina, quella dove tutti e tre, insieme, mangiavano, ridevano, si raccontavano le loro giornate e guardavano la tv accoccolati sul divano<i>.<\/i><\/p>\n<p>Martina arriv\u00f2. Tardi.<\/p>\n<p>Ma perfettamente in tempo per vedere quel colpo attraversare prima il cuscino e poi dall\u2019altro lato, i capelli nero corvino di suo padre seguiti da un bagliore rosso accesso che come vernice di un quadro dipinto sul muro and\u00f2 a imprimersi sulla parete di fianco a lui.<\/p>\n<p>Martina aveva soltanto otto anni e il televisore di fronte a suo padre, quella mattina, non era acceso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18311\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18311\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sullo schermo due coppie si stavano sfidando in una gara di ballo. 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