{"id":18309,"date":"2014-03-26T19:21:29","date_gmt":"2014-03-26T18:21:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18309"},"modified":"2014-03-26T19:21:29","modified_gmt":"2014-03-26T18:21:29","slug":"premio-racconti-per-corti-2014-nicknomen-di-sergio-sessini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18309","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2014 &#8220;Nicknomen&#8221; di  Sergio Sessini"},"content":{"rendered":"<p>In cabina, seduta accanto al finestrino mentre i vicini sistemano valigette e controllano le ultime email. Bea non ha fatto in tempo a bere un caff\u00e8, comprare un libro. La coda ai controlli \u00e8 stata lunghissima: colpa dei nuovi scanner, delle lunghe conversazioni con il personale chiamato a spiegare come usarli, degli inceppamenti e casi imprevisti che hanno costretto pi\u00f9 volte a tornare al vecchio sistema. La sua valigetta \u00e8 passata tre volte all\u2019interno del lettore, per poi essere aperta ed esaminata manualmente da una donna austera che soppesava nella mano coperta da un guanto di lattice, uno alla volta, tutti gli obiettivi, squadrandoli ad occhi serrati come se fossero insetti disgustosi.<br \/>\n\u201cFotografa, eh?\u201d<br \/>\nNon restava che annuire stringendosi nelle spalle.<\/p>\n<p>La donna che sta per sedersi accanto a lei ha zigomi turgidi e labbra puntute che possono trovare esistenza soltanto nella sfera della chirurgia estetica estrema e un\u2019espressione unica, di rotonda sospensione e attesa, che rende difficile guardarla e impossibile non guardarla. Non sembra pentita, disturbata dalla propria trasformazione. Pare contenta di se stessa, non accorgersi dell\u2019irreparabile errore commesso. Sembra sentirsi compiuta, esattamente come si immaginava e desiderava.<br \/>\nI tacchi altissimi le procurano un incedere morbido lateralmente e rigido frontalmente, piccoli scatti sulle ginocchia appena piegate fanno sobbalzare le ciocche chiare di capelli sulla fronte ma non il seno granitico. Appoggia le buste di acquisti col logo del <em>duty free<\/em> sul sedile e sembra infastidita e perduta al pensiero di doverli sistemare.<br \/>\n\u00c8 sufficiente un sospiro e tre secondi di sguardo impotente, pur entro i limiti delle sue possibilit\u00e0 espressive. Un uomo costringe in un angolo il proprio trolley con un colpo energico, le fa segno di allungargli i pacchetti, li prende con un sorriso e li sistema sulla cappelliera. Mentre i due continuano a sorridersi, Bea toglie in fretta il telefono che aveva appoggiato sul sedile accanto e lo spegne. Dalla borsetta aperta al braccio della donna cade la carta di imbarco. Bea la raccoglie e gliela porge.<\/p>\n<p>\u201cGrazie, tesoro\u201d, fa la donna sedendosi con un sorriso. Forse sulla cinquantina. Forse di pi\u00f9. Niente rughe per poterlo stabilire con pi\u00f9 certezza. Americana. Cosa non sorprendente, in un volo Miami \u2013 Los Angeles.<br \/>\n\u201cCome ti chiami?\u201d Aggiunge.<br \/>\n\u201cBeatrice. Bea\u201d.<br \/>\n\u201c<em>B\u00edatris<\/em>. Bel nome! Da dove vieni, cara?\u201d<br \/>\n\u201cItalia\u201d.<br \/>\n\u201cOh, <em>italiana!<\/em> Parli un fantastico inglese!\u201d<br \/>\n\u201cGrazie\u201d.<br \/>\n\u201cE questi capelli corti da maschietto non sono deliziosi? Posso toccarli?\u201d<br \/>\nLe passa la mano sulla testa prima che possa protestare. Bea chiude gli occhi e si stringe nelle spalle come chi aspetti di essere colpito; alla fine accenna un sorriso rassegnato mentre la signora le assesta una carezza materna scompigliandole il ciuffo.<br \/>\n\u201cSono tutti tuoi? \u00c8 naturale questo rosso?\u201d Bea annuisce. Il sonnellino che aveva programmato sembra improbabile.<br \/>\n\u201c<em>Molto<\/em> bello. Profondo, cupo, insolito. Qui da noi le rosse sono diverse, hanno un\u2019aria da maschietti selvatici. <em>Eh, Italiani.<\/em> Speciali in tutto\u201d. Poi si porta la mano al cuore.\u201dScusami, non ti ho nemmeno detto il mio nome. Io sono Nick\u201d.<br \/>\n\u201cNicky?\u201d<br \/>\n\u201cNick. Anche mia mamma era mezza italiana. Mio padre, Irlandese. Lei: mezza italiana, mezza russa, mezza greca\u201d, elenca incurante del totale. \u201cIl mio nome intero \u00e8 N\u00edcola. In inglese Nick \u00e8 un nome da uomo\u201d.<br \/>\n\u201c\u00c8 un nome da uomo anche in Italia. Con l\u2019accento sulla <em>o,<\/em> Nic\u00f2la\u201d.<br \/>\n\u201cDavvero?\u201d Per un attimo sembra rifletterci seriamente, come se il dettaglio potesse aprire squarci freudiani sulla sua infanzia. \u201cBe\u2019, come ho detto, lei era <em>mezza<\/em> italiana. Sei in vacanza?\u201d<br \/>\n\u201cNo\u201d.<br \/>\n\u201cAh, lavoro?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec. Quasi. Mi hanno chiamata per un colloquio\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Dall\u2019Italia?<\/em>\u201d Bea annuisce; anche Nick annuisce imbronciando le labbra in un\u2019espressione di apprezzamento. \u201cDevi essere proprio brava\u201d.<br \/>\nBea scuote la testa mentre guarda fuori dal finestrino. Lo spaventoso temporale tropicale sembra finito. Oltre l\u2019hangar, dalle cime delle palme ancora gronda acqua.<br \/>\n\u201cNon sono niente di speciale\u201d, dice col tono di chi vuole chiudere l\u2019argomento.<br \/>\n\u201cE il volo, l\u2019albergo? Li paghi tu?\u201d<br \/>\n\u201cLoro, loro. Io non ho un soldo\u201d.<br \/>\nNick scuote la testa con gli occhi socchiusi, abbassa leggermente la voce. \u201cNon per farmi gli affari tuoi, cara, ma <em>quella<\/em>\u201d, e indica la valigetta di Bea incastrata sotto al sedile di fronte \u201cCosta esattamente 4699 dollari. Ce l\u2019ho uguale. E quelle scarpe basse, cos\u00ec discrete\u2026\u201d<br \/>\n\u201cRegalo. La valigetta, le scarpe. Sono regali\u201d. Stavolta afferra il piccolo cuscino, si gira dall\u2019altra parte, si appoggia alla parete, chiude gli occhi.<\/p>\n<p>Nick emette un piccolo sospiro e si guarda intorno. L\u2019uomo che l\u2019ha aiutata, ora legge il giornale. Avverte che lei la sta guardando, si volta, le sorride, ma torna immediatamente alla lettura, marcando la misura esatta del suo interesse. <em>Carino. Pi\u00f9 adatto a B\u00edatris che a me,<\/em> pensa Nick. Si volta a osservare la sua compagna di viaggio, raggomitolata ad occhi chiusi. <em>Questa ragazza, persino travestita da uomo \u00e8 uno schianto,<\/em> pensa poi, con un nuovo sospiro. L\u2019aereo ha preso a muoversi a marcia indietro, le assistenti di volo incominciano senza entusiasmo la pantomima di sicurezza.<\/p>\n<p>Bea si toglie le scarpe, appoggia i piedi alla morbida pelle della valigetta che contiene un <em>MacBook,<\/em> una videocamera <em>Sony Red Epic<\/em> e quattro obiettivi di alta qualit\u00e0. Un regalo. Un regalo di Xavi, per toglierla dallo stato di depressione in cui stava ricadendo. Ricorda quando Xavi l\u2019aveva sfilata senza cerimonie dalla grande busta di plastica bianca che si era portato dall\u2019albergo e l\u2019aveva appoggiata al tavolino nella terrazza di quel caff\u00e8 a Nizza. \u201cQuesto \u00e8 per la piccola Bea. Buon compleanno\u201d.<\/p>\n<p>Ricorda di aver pensato che la valigetta fosse il dono. Uno degli strani regali di Xavi. Di aver passato le dita su quella curiosa, morbidissima pelle, cercando le parole per ringraziare. Di aver sentito la voce impaziente di Xavi: \u201cAvanti, aprila, che aspetti?\u201d<br \/>\nIl regalo era dentro. Apparecchiature nere che le risultarono estranee. Computer a parte, subito non cap\u00ec cosa fossero. Pezzi componibili di quella che sembrava una macchina fotografica assurdamente complicata. Alz\u00f2 gli occhi verso Xavi, che stava ordinando brioches e caff\u00e8 per entrambi.<br \/>\n\u201c\u00c8 il mio regalo. Per te, ma ancora di pi\u00f9 per me\u201d, prese a spiegare con aria soddisfatta e sorniona. \u201cLa migliore videocamera portatile sul mercato, mi dicono\u201d, fece, alzando le spalle a significare che anche lui, di queste cose, non ne sapeva nulla.<br \/>\nBrioches e caff\u00e8 furono appoggiati sul tavolo.<br \/>\n\u201cHo bisogno che tu registri i nostri weekend\u201d, spieg\u00f2, addentando un <em>pain au chocolat,<\/em> e procurandosi, come al solito, una macchia scura sull\u2019angolo del labbro. Bea non si cur\u00f2 di toglierla come faceva di solito. Ascoltava.<br \/>\n\u201cVoglio che tu crei un piccolo film per ogni nostro viaggio. Che ne faccia una storia. E che le pubblichi su Internet. Fa una ricerca, trova tu il modo migliore, mi fido\u201d.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9?\u201d<br \/>\n\u201cPer due ragioni\u201d, rispose lui facendole nel frattempo segno di bere, di mangiare, di non stare immobile a bocca aperta a rimirare le sue labbra macchiate di cioccolato.<br \/>\n\u201cPrimo: pubbliche relazioni. Penso che far vedere in giro Xavi Echeverr\u00eda mentre acquista oggetti antichi e opere d\u2019arte in giro per il mondo con la sua ragazza possa creare un <em>buzz<\/em> positivo, far bene alla mia immagine\u201d.<br \/>\n\u201cVuoi che tutti vedano i pezzi costosissimi che ti concedi. Le cifre che spendi. La ragazza con la met\u00e0 dei tuoi anni. Sei sicuro che questo piacer\u00e0? E le tasse?\u201d<br \/>\n\u201cAl diavolo le tasse. Non \u00e8 affar tuo, non te ne preoccupare\u201d, fece lui appoggiando la tazza sul piattino, un po\u2019 troppo forte.<br \/>\n\u201cLa seconda ragione?\u201d<br \/>\nXavi le prese una mano e ci tenne sopra le sue per un po\u2019. Beatrice credette che la risposta fosse tutta l\u00ec, quando infine lui disse semplicemente: \u201cLa seconda ragione: <em>\u00e8 per te<\/em>\u201d.<br \/>\nNon era necessario elaborare ulteriormente. Un giocattolo. Per distrarsi, uscire dalla depressione in cui stava per ripiombare. Un modo costoso, alla maniera di Xavi, per allontanare il peggio. Per aiutarla a guarire, forse.<br \/>\nLa valigetta era ancora aperta davanti a loro. Bea ne accarezz\u00f2 ancora una volta il contenuto.<br \/>\n\u201cNon ho mai preso in mano una videocamera. Questa, sembra troppo\u2026\u201d<br \/>\n\u201cUna ragazza intelligente come te\u201d. Fece lui con un sorriso senza allegria. \u201cPrima di sera ne dominerai tutti i segreti\u201d.<\/p>\n<p>Quel giorno Xavi doveva andare da solo da qualche parte e lei rientr\u00f2 subito in albergo. Una volta nella suite apr\u00ec la valigia, appoggi\u00f2 tutti i pezzi sul tavolo e cominci\u00f2 a leggere le istruzioni.<br \/>\nIl segreto di quella macchina: una densit\u00e0 di fotogrammi senza precedenti. 320 al secondo. Consentono una definizione superba, e un rallentatore estremo, con immagini straordinariamente vivide. In grado di trasformare in una storia ricca di dettagli il percorso di un proiettile che procede avvitandosi fino a conficcarsi in un muro. Una vita, in un attimo.<br \/>\nProv\u00f2 a tenerla in mano davanti allo specchio. Si guard\u00f2. Non era poi cos\u00ec ingombrante. La sent\u00ec leggera e facile a tenersi. Infine l\u2019accese. Riprese il cesto pieno di frutta. Riprese il rettangolo di sole sul pavimento. Riprese se stessa; dapprima immobile, poi ricord\u00f2 che poteva muoversi. Le venne in mente che avrebbe potuto riguardarsi al rallentatore, leggere pi\u00f9 tardi nelle infinite pieghe temporali della propria mimica. Usc\u00ec in balcone e prov\u00f2 i diversi obiettivi. Una coccinella danzava tra i fiori sulla ringhiera. Bea si avvicin\u00f2 e la mise a fuoco. Le sembr\u00f2 di guardarla negli occhi, di coglierne l\u2019espressione, i semplici pensieri. La coccinella prese a volare e fin\u00ec ad appoggiarsi proprio sul centro della lente, una immensa macchia che copriva quasi tutto l\u2019obiettivo e sembrava un grigio cuore palpitante.<\/p>\n<p>Prima di cena, Bea, china al computer, aveva quasi terminato il montaggio del suo primo video: <em>In viaggio con Xavi: Nizza,<\/em> che cominciava con una coccinella che atterra sulla lente e terminava con la lentissima caduta di una lacrima sul marmo del bordo della vasca da bagno. Una lacrima di felicit\u00e0, che rimbalzava generando sei piccole goccioline che risalivano lente in una simmetria arcuata.<br \/>\nMancava proprio Xavi, che non era ancora arrivato. Era pronta. Lo avrebbe ripreso mentre entrava, appena due secondi di sorriso immancabile, la mano ancora attaccata alla maniglia della porta.<\/p>\n<p>L\u2019aereo \u00e8 decollato, attraversa le nubi nere sobbalzando.<br \/>\nIl temporale non \u00e8 finito, si \u00e8 solo spostato un poco verso ovest, da lass\u00f9 si possono sentire due tuoni in lontananza.<br \/>\nPoi un terzo, vicino, fortissimo, accompagnato da un lampo, che imbianca tutto il cielo visibile.<br \/>\nBea si butta in avanti con un urlo, gli occhi spalancati, frenata solo dalla cintura.<br \/>\n\u201cTranquilla tesoro, \u00e8 solo un temporale. Ti ha svegliato. Ecco, ti \u00e8 caduto il cuscino, prendi\u201d.<br \/>\nBea la guarda con un\u2019espressione fissa. Trema. Le sue mani non si muovono. La fronte \u00e8 coperta di gocce di sudore.<br \/>\n\u201cMa tu stai male! Aspetta, chiamo l\u2019hostess\u2026\u201d Bea la blocca scuotendo la testa. Non parla, dice solo <em>Mmmm.<\/em> Nick le d\u00e0 la mano, lei la stringe con forza disperata.<br \/>\n\u201cHai paura dei temporali, tesoro. Ecco, ho dell\u2019acqua, bevi questa. Sicura che non vuoi che chiami\u2026 No, ho capito, va bene, non chiamo nessuno. Tranquilla. Bevi. Bevi ancora un po\u2019. Vieni qui, appoggiati\u201d.<br \/>\nRimangono ferme e in silenzio per un po\u2019, finche Bea, la guancia contro la spalla di Nick, non smette di tremare. Sembra accorgersi solo ora di stringerle la mano. La lascia andare, si raddrizza un poco contro lo schienale, si passa le dita tra i capelli.<br \/>\n\u201cMi dispiace\u2026\u201d Dice infine. \u201cI tuoni\u2026 Non riesco a controllarmi\u201d.<br \/>\n\u201cCapisco, cara. Una fobia. Per me i ragni\u2026\u201d<br \/>\n\u201c\u00c8 qualcosa di pi\u00f9 di una fobia\u201d.<\/p>\n<p>Un momento di silenzio tra le due donne. Ora Bea legge un\u2019espressione che prima sembrava non esistere. Coglie l\u2019esperienza negli occhi di Nick: occhi equilibrati, pratici, sotto un trucco destinato a nasconderne il potere penetrante; che devono aver visto molto ed essere scesi a patti definitivi con l\u2019esperienza. Occhi a cui pu\u00f2 parlare.<br \/>\nNick torna a cercare la sua mano. \u201cVedi qualcuno? Un dottore\u2026\u201d<br \/>\n\u201cSono stata un anno in ospedale. Pensavo non ne sarei uscita mai\u201d.<br \/>\nBeve un altro sorso. Poi un terzo, finisce tutta l\u2019acqua.<br \/>\n\u201cAvevo appena finito l\u2019universit\u00e0. Informatica. Ero riuscita a laurearmi prima del tempo, lavoravo sodo. Ero stremata. Avevo avuto alcune crisi, ogni tanto non sapevo dov\u2019ero; mi perdevo. Ma incolpavo lo stress da esami finali. I miei amici volevano organizzare una vacanza. Io dicevo <em>va bene,<\/em> ma non riuscivo a pensare ad alcun evento futuro. Non riuscivo a pensare a niente. Sempre stanca\u201d.<br \/>\nArriva l\u2019hostess con le bevande. Acqua per Bea, vino bianco per Nick.<br \/>\n\u201cAllora sono venuti gli attacchi di panico. Prima uno al mese. Poi uno al giorno. Alla fine, uno stato permanente. Non mi era possibile nessuna attivit\u00e0. Non riuscivo a stare con gli altri. Non riuscivo a immaginare\u2026 Nessuna azione, nessuno scenario, nulla. Stavo a letto per giorni. Mi sono ritrovata in ospedale\u201d.<br \/>\nUn altro tuono, pi\u00f9 lontano. Bea sussulta, ma continua.<br \/>\n\u201cSono stata fortunata. Ho trovato una dottoressa\u2026 mi parlava ogni giorno. \u00c8 riuscita a sintonizzarsi su di me\u201d.<br \/>\nSi umetta il labbro con la lingua, si passa una mano sulla fronte. \u00c8 spaventata del fatto che ci\u00f2 di cui non ha parlato ad amici vicini possa saltar fuori come un tappo, senza controllo, al primo accidente, con la prima che capita. \u00c8 anche grata che Nick la guardi senza sorridere e semplicemente ascolti.<br \/>\n\u201cDopo un anno ne ero fuori. Non me la sentivo di tornare dai miei. \u00c8 una storia complicata. Mi ha ospitato un\u2019amica. Ho cominciato a guardarmi intorno, a cercare un lavoro\u201d.<br \/>\n\u201cE hai incontrato un uomo\u201d interrompe Nick.<br \/>\n\u201cS\u00ec\u201d, dice Bea stupita. \u201cCome\u2026\u201d<br \/>\n\u201cNulla. Hai fatto la faccia di quella che ha incontrato un uomo\u201d.<br \/>\nNick sorseggia pensosa il suo vino bianco.<br \/>\n\u201cUn uomo ricco. Uno che ti regala scarpe e valigette\u201d.<br \/>\n\u201cS\u00ec\u201d.<br \/>\n\u201cE adesso \u00e8 finita\u201d.<br \/>\n\u201cS\u00ec\u201d.<br \/>\n\u201cE non ne vuoi pi\u00f9 sapere\u201d.<br \/>\n\u201cHo fatto la faccia, eh?\u201d Sorride, abbassa gli occhi. \u201cNo, non ne voglio pi\u00f9 sapere\u201d.<br \/>\n\u201cAdesso niente pi\u00f9 scarpe e valige. Adesso bisogna che un lavoro lo trovi. Non hai un soldo, l\u2019hai detto tu\u201d.<br \/>\n\u201cProprio cos\u00ec\u201d.<br \/>\n\u201cE te l\u2019hanno offerto, un lavoro. In un\u2019altra citt\u00e0. Lontano dall\u2019ospedale, dalla famiglia, dal tuo ex\u2026 un\u2019opportunit\u00e0 perfetta\u201d.<br \/>\n\u201cCos\u00ec pare\u201d.<br \/>\n\u201cE allora perch\u00e9 non mi sembri per niente entusiasta?\u201d<br \/>\nBea sbuffa, scuotendo lentamente la testa. \u201cNon so se mi prenderanno. Non so se sono in grado. Non so se \u00e8 quello che voglio fare\u201d.<br \/>\n\u201cPosso chiederti di che si tratta? Il lavoro\u201d.<br \/>\n\u201cEditing. Fare il montaggio per una serie televisiva\u201d.<br \/>\nNick scoppia a ridere, il vino quasi le va di traverso.<br \/>\n\u201cE ad Hollywood non hanno abbastanza tecnici di montaggio? Chiamano <em>te<\/em>, dall\u2019Italia? Devi davvero essere speciale, bambina mia! E che hai fatto mai, in Italia? Sei la nipote di Fellini?\u201d<br \/>\n\u201cNulla. Mai lavorato nel cinema. Mai lavorato in televisione. Ho creato soltanto un canale Youtube. Dentro la valigetta c\u2019\u00e8 una videocamera. La pi\u00f9 costosa che c\u2019\u00e8. S\u00ec, anche quella me l\u2019ha regalata il mio uomo. Ho filmato tutti i miei weekend con lui\u201d.<br \/>\nNick sbarra gli occhi. \u201cVideo erotici\u2026?\u201d<br \/>\n\u201cNo! Neanche un fotogramma. Storielle fatte di dettagli innocenti. La nostra bella vita. Spiagge, citt\u00e0, passeggiate. Cene insieme. Soprattutto lui che compra oggetti e statue antiche\u201d.<br \/>\n\u201cE con questa roba hai interessato\u2026\u201d<br \/>\n\u201cNon \u00e8 l\u2019argomento. Pare che io possieda una rara capacit\u00e0 di sintesi. Cos\u00ec mi hanno detto. Mi hanno chiamato. Due settimane fa, a un\u2019ora impossibile. Dice che vogliono cominciare una serie televisiva. Qualcosa di storico, non mi hanno voluto dire di che si tratta. Gran segreto. Avevano analizzato i miei piccoli film. Mi hanno detto che non hanno trovato nessuno che riesce cos\u00ec bene a suggerire lunghi eventi in pochi fotogrammi. Diceva che hanno cercato molto. Nel mondo del cinema, dei videoclip musicali. Volevano me. Vogliono me. Linguaggio epico, hanno detto. Dei miei filmetti su un uomo che compra vasi greci e icone russe, che ordina da bere al ristorante soffocando uno sbadiglio. Mi hanno offerto uno stipendio\u2026 Strabiliante\u201d.<br \/>\n\u201cSicch\u00e9 avresti accettato per meno\u201d.<br \/>\n\u201cS\u00ec. Avrei. <em>Non ho<\/em> accettato. Sto semplicemente andando a un colloquio. In termini di soldi, avrei accettato la met\u00e0 della met\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201cCapisco. Non sono i soldi. \u00c8 l\u2019opportunit\u00e0. \u00c8 la tua passione\u2026\u201d<br \/>\n\u201c<em>Non \u00e8<\/em> la mia passione\u201d.<br \/>\nNick fa un veloce cenno alla hostess che \u00e8 capitata vicino di riempirle nuovamente il bicchiere.<br \/>\n\u201cTi ho perso, tesoro. Il montaggio non \u00e8 la tua passione?\u201d<br \/>\n\u201cNo. Sembra che mi venga bene, tutto qui. Cos\u00ec dicono loro. Io, non lo so\u201d.<br \/>\n\u201cAh, gi\u00e0. La tua passione non \u00e8 il montaggio. Dev\u2019essere la parte creativa, la regia\u2026\u201d<br \/>\n\u201cNo\u201d.<br \/>\nBea la guarda, indecisa se parlare o meno. Poi fa un\u2019espressione che sembra voler dire:<em> al diavolo; le ho detto dell\u2019ospedale\u2026<\/em><br \/>\n\u201cLa mia passione \u00e8 la simbologia medioevale\u201d.<br \/>\n\u201cLa cosa?\u201d<br \/>\n\u201cSimbologia. Medioevale. Dettagli nascosti. Messaggi simbolici nei testi e nelle immagini del Medioevo\u201d.<br \/>\nNick la guarda. Sembra stia per dire qualcosa. Esita, poi ci ripensa e finisce il suo vino.<br \/>\n\u201cCi ho preso gusto girando col mio uomo\u201d, dichiara semplicemente. \u201cEx\u201d.<br \/>\n\u201cE\u2026 Dopo studi di informatica, ospedale, un uomo ricco che ti porta in giro, sei finita ad interessarti\u2026 <em>dell\u2019et\u00e0 oscura?<\/em>\u201d<br \/>\nBea china la testa, espira un lungo soffio. Attende parecchi secondi prima di rispondere.<br \/>\n\u201cIl Medioevo \u00e8 un periodo straordinario. Nick, <em>\u00e8 questa<\/em> l\u2019et\u00e0 oscura, non te ne accorgi?\u201d<br \/>\n\u201cRagazza, devo andare in bagno. Tieni il resto per dopo. Sono tutta orecchi\u201d.<\/p>\n<p>Nick riappare con un nuovo sorriso per l\u2019uomo che l\u2019ha aiutata \u2013 rapido e immediatamente ritratto \u2013 e una domanda.<br \/>\n\u201cTesoro, il medio evo sar\u00e0 un\u2019epoca meravigliosa come dici tu. <em>Ma non interessa a nessuno.<\/em> Questo non pu\u00f2 che voler dire: niente amici. Niente ragazzo. Niente vita sociale. \u00c8 questa la terapia che ti ha suggerito la tua dottoressa?\u201d<br \/>\n\u201cHai ragione. Ad oggi \u00e8 proprio cos\u00ec: niente amici, niente ragazzo. Forse Los Angeles \u00e8 davvero la mia opportunit\u00e0. Ricominciare da zero. Ma \u00e8 sempre stato cos\u00ec, sin da bambina: le cose che mi appassionano, non posso condividerle. Ci sono abituata, ho gusti strambi\u201d.<br \/>\nBea fissa la compagna con un\u2019intensit\u00e0 quasi ostile. \u201cNon posso certo rinunciare a quello che amo davvero solo per stare con gli altri\u201d.<br \/>\n\u201cNo?\u201d domanda Nick con un curioso sorriso. \u201cNe sei sicura?\u201d Sembra riflettere su qualcosa, poi le domanda:<br \/>\n\u201cQuanti anni hai, tesoro?\u201d<br \/>\n\u201cVentisette\u201d.<br \/>\n\u201cForse hai ragione. Mi sa che tirerai dritto per la tua strada. Di solito, alla tua et\u00e0 si \u00e8 gi\u00e0 deciso di rinunciare a quello che si ama per stare con qualcuno. \u00c8 la prima e fondamentale caratteristica femminile\u201d.<\/p>\n<p>Rimangono entrambe per qualche minuto in silenzio. Bea guarda fuori dal finestrino. Si sono assestati a un\u2019altitudine ben sopra le nuvole, dove ancora qua e l\u00e0 brillano scariche di lampi lontani.<br \/>\nNick tira fuori dalla borsetta una scatola di cioccolatini e ne offre a Bea.<br \/>\n\u201cMi faresti vedere la lettera di questi signori di Hollywood? Magari li conosco. Lavoro nell\u2019intrattenimento anch\u2019io\u2026\u201d<br \/>\n\u201cCome fai a sapere che c\u2019\u00e8 una lettera? Ti ho detto che mi hanno chiamato\u2026\u201d<br \/>\n\u201cC\u2019\u00e8 sempre una lettera\u201d.<br \/>\nBea prende il telefono. \u201cEcco qui l\u2019Email\u201d. Lo scorrono Insieme.<br \/>\n\u201cQuesta \u00e8 una casa di produzione importante\u201d fa Nick, impressionata. Bea scorre rapidamente il testo.<br \/>\n\u201cCome ti ho detto. Capacit\u00e0 di sintesi\u2026 linguaggio epico\u2026 abbiamo la necessit\u00e0 di sintetizzare in pochi secondi grandi eventi\u2026 contratto per una stagione\u2026 opzione per quattro anni\u2026 incontro mercoled\u00ec alle 11\u2026 siamo elettrizzati all\u2019idea di incontrarti\u2026\u201d<br \/>\n\u201cOh, guarda!\u201d Dice Nick deliziata, indicando la firma nella lettera. Nick Assante O\u2019Reilly. \u201cNick, come me\u201d.<\/p>\n<p>Bea si blocca, non ride pi\u00f9, arrossisce violentemente.<br \/>\n\u201cAspetta un momento\u201d. Mormora Beatrice. \u201c<em>Nick Assante O\u2019Reilly.<\/em> Questo nome io l\u2019ho visto\u201d.<br \/>\nLa fissa negli occhi, espirando incredula, finch\u00e9 Nick non abbassa lo sguardo.<br \/>\n\u201c<em>\u00c8 il nome sulla tua carta d\u2019imbarco\u201d.<\/em><br \/>\nFuriosa. Esterrefatta. Sembra voglia schizzar fuori dal sedile in cui \u00e8 confinata. Incrocia le braccia, si passa le mani sul volto, incrocia le braccia di nuovo.<br \/>\n\u201cNon posso crederci. Tutto pianificato. Hai preso questo volo, prenotato questo posto\u2026\u201d<br \/>\nNick deglutisce. Ora \u00e8 lei ad avere la bocca secca, ad umettarsi le labbra, mentre Bea continua a ripetere tra s\u00e9: \u201cIncredibile. Incredibile. Incontro sempre dei manipolatori\u2026\u201d<br \/>\n\u201cAssolutamente no. Tesoro. \u00c8 tutto nato per una coincidenza, che tu lo creda o no. \u00c8 stata Jo, la mia assistente, a chiamarti. Io ascoltavo la conversazione. Abbiamo subito pensato che il tuo stile \u00e8 speciale. Hai un talento unico, dolcezza. Il giorno dopo mi hanno fatto notare che avevi prenotato il Miami Los Angeles di oggi. Io dovevo venire <em>domani<\/em>. Ho soltanto anticipato di un giorno\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Soltanto anticipato di un giorno!<\/em> E questo ti sembra normale e innocente! Mi hai strappato delle confidenze che non avrei mai detto! Cose che non ho rivelato a mia sorella! Hai conosciuto le mie debolezze\u2026 Mi hai visto in ginocchio. \u00c8 disumano e sleale. Vigliacchi. Vigliacchi\u201d.<br \/>\nL\u2019uomo accanto a loro si volta a guardarle. Nick non sorride pi\u00f9.<br \/>\n\u201c<em>Ma non per negarti il lavoro.<\/em> \u00c8 normale che tu abbia le tue debolezze. Vedendo i tuoi video, \u00e8 chiaro che c\u2019\u00e8 una vita intensa dietro. Non mi aspettavo niente di diverso, ero certa che avrei trovato una storia come la tua. Abbiamo parlato, ti ho conosciuto, come non sarebbe stato possibile in un colloquio tradizionale. Tutto qui. E ne sono onorata. Non scavo nella vita privata dei miei futuri collaboratori per cercare motivi per scartarli. Dolcezza, <em>il colloquio \u00e8 finito.<\/em> Il posto \u00e8 tuo. Sei assunta\u201d.<br \/>\nBea la guarda a bocca aperta.<br \/>\n\u201cRicorda solo che dovrai avere a che fare con gente\u2026 Be\u2019, con gente <em>come me.<\/em> A questo, non so se sei preparata. L.A. \u00e8 come uno schiaffo. Ci vuole forza. A proposito, devi imparare a dominare meglio i tuoi giudizi. Sul botox, ad esempio. Non hai avuto modo di vedere come ero prima, giusto? E aspetta di vedere come sar\u00f2 tra qualche giorno, dopo che il mio medico di Los Angeles mi avr\u00e0 messo a punto\u201d. Bea finalmente risponde, a voce bassa, il volto nascosto tra le mani.<br \/>\n\u201cNon lo so. Non lo so se lo voglio, questo lavoro\u201d.<br \/>\nNick ordina altro vino. Per due, questa volta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18309\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18309\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In cabina, seduta accanto al finestrino mentre i vicini sistemano valigette e controllano le ultime email. Bea non ha fatto in tempo a bere un caff\u00e8, comprare un libro. La coda ai controlli \u00e8 stata lunghissima: colpa dei nuovi scanner, delle lunghe conversazioni con il personale chiamato a spiegare come usarli, degli inceppamenti e casi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18309\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18309\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4417,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[146],"tags":[],"class_list":["post-18309","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18309"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4417"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18309"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18340,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18309\/revisions\/18340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}