{"id":18296,"date":"2014-03-26T18:56:47","date_gmt":"2014-03-26T17:56:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18296"},"modified":"2014-03-26T18:56:47","modified_gmt":"2014-03-26T17:56:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-la-posta-al-tempo-delle-e-mail-di-sabrina-sezzani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18296","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;La posta al tempo delle E-mail&#8221; di Sabrina Sezzani"},"content":{"rendered":"<p>\u201cComunichiamo tutti continuamente con E-mail, mms sms, siamo sempre a schiacciare \u201cclic\u201d di invio con tutti gli strumenti che la nostra era elettronica ci mette a disposizione, eppure non c\u2019\u00e8 mai stata un\u2019epoca in cui ci si sia sentiti cos\u00ec soli\u201d. Questo pensava Sara mentre stava entrando in ufficio quella mattina: da quando aveva trovato lavoro le sue riflessioni avevano preso questa piega\u2026si, finalmente aveva trovato lavoro: era una postina. Quando le avevano comunicato che era stata assunta, le era sembrato di toccare il cielo con un dito: aveva finito con il precariato, con gli annunci sui giornali, con i periodi di prova, aveva un lavoro vero ora, cominciava un\u2019altra vita.<br \/>\nSara imparava in fretta; la mattina, dopo le poche cose che aveva da fare in ufficio, usciva e andava per strada, ed era l\u00ec che si svolgeva il suo lavoro. Non era ancora esperta e tutto le scorreva veloce, anzi era il tempo che non bastava mai; cercava di imparare dai suoi colleghi e intuiva che l\u2019esperienza era fondamentale, ma sapeva che erano anche molto importanti la conoscenza del territorio e delle persone. Ed era questo che pi\u00f9 la affascinava del nuovo impiego: osservare le periferie, nei momenti in cui il lavoro porta in altri luoghi le persone attive, e a casa rimangono anziani, casalinghe, bambini e disoccupati. Ogni volta che suonava ad un portone a risponderle erano sempre queste persone ed era interessante intuire le abitudini di ognuno, capire chi aspettava con ansia un documento o chi, viceversa, cercava in ogni modo di rimandare l\u2019arrivo dei pagamenti; si potevano capire molte cose anche solo da come una persona rispendeva all\u2019annuncio: \u201cposta in cassetta!\u201d.<br \/>\nEra curiosa, tutto ci\u00f2 che girava intorno a questo suo nuovo mondo le interessava, ma una mattina rimase veramente sorpresa quando, attaccata ad un portone con dello scotch, trov\u00f2 una busta con su scritto: \u201cPer la nuova postina\u201d. La busta era di colore azzurro scritta in bella calligrafia, e quando la afferr\u00f2 si accorse che era sigillata e senza mittente.<br \/>\nLa borsa le pesava, minacciava di piovere, e voleva finire il suo giro prima di rientrare per il pranzo, a malincuore Sara mise la busta nella tasca della giacca e riprese il suo lavoro. Non riusciva a concentrarsi per\u00f2, pensava a che cosa contenesse la lettera e a chi l\u2019avesse scritta, era eccitata come una bambina: una lettera per la postina, praticamente un ossimoro..<br \/>\nPoco prima che cominciasse a piovere rientr\u00f2 in ufficio, e dopo aver mangiato in fretta il suo panino si concesse finalmente il tempo per leggere:<br \/>\n\u201cCara postina,<br \/>\nsono giorni che ti osservo mentre fai il tuo lavoro, e oggi vorrei rubarti un po\u2019 di tempo per raccontarti una storia.<br \/>\nUn giorno un gufo brontolone, mentre se ne stava appollaiato sopra il suo ramo preferito, vide da basso, nel bosco, due giovani scoiattoli rincorrersi e mordersi la coda; la cosa lo indispett\u00ec non poco perch\u00e9 con i loro squittii amorosi i due scoiattoli disturbavano il suo riposo e incupito il vecchio gufo apr\u00ec il becco per sgridarli severamente, quando, alzato lo sguardo al cielo, vide l\u2019aquila maestosa che si stava avvicinando; un po\u2019 corrucciato e un po\u2019 contento il gufo pens\u00f2: \u201cvedi adesso che fine fanno i due scoiattoli\u201d, e si prepar\u00f2 ad assistere ad uno spettacolo esaltante: l\u2019aquila avrebbe lanciato il suo grido di caccia e come un missile si sarebbe gettata sui due scoiattoli e, c\u2019era da scommetterci, almeno uno dei due, ci avrebbe rimesso la pelle. Il gufo curioso si sistem\u00f2 meglio sul ramo per assistere comodamente alla scena, quando, meraviglia delle meraviglie, l\u2019aquila si abbass\u00f2 fino a sfiorare le cime degli alberi, comp\u00ec un lungo giro e poi, con una impennata improvvisa, si rialz\u00f2 in volo e si allontan\u00f2. I due scoiattoli non si erano accorti di niente tanto erano intenti a rincorrersi e a farsi i complimenti: erano rimasti assolutamente ignari del pericolo che avevano corso. Il vecchio gufo corrucciato pens\u00f2 che non era giusto che una simile fortuna fosse toccata a due scoiattoli tanto sprovveduti, mentre da qualche altra parte altri animali pi\u00f9 avveduti e accorti sarebbero stati sacrificati per il pranzo dell\u2019aquila e dei suoi aquilotti.<br \/>\nMorale: se vivi con intensit\u00e0, gioia e spensieratezza, il cielo ti sar\u00e0 amico; se hai paura e non ti concedi alle avventure della vita, a volte ti salvi ma corri comunque molti rischi; se invece stai a guardare la vita degli altri, rimani sempre deluso.\u201d<br \/>\nLa lettera si chiudeva cos\u00ec senza firma, senza mittente e senza alcun riferimento.<br \/>\nSara era sconvolta, rilesse pi\u00f9 volte la lettera chiedendosi chi poteva averla scritta, e perche lo aveva fatto; era inquieta e le occorse un po\u2019 di tempo per tranquillizzarsi. Ogni volta che ripensava a ci\u00f2 che aveva letto le sembrava che il suo sconosciuto interlocutore avesse voluto indicarle una strada, perch\u00e9 poi fosse lei a proseguire il cammino. Era incerta, non sapeva cosa fare, ma una volta a casa, prese una decisione: avrebbe risposto alla lettera e senza indugio si mise al lavoro con carta e penna e le parole le vennero subito, senza fatica:<br \/>\n\u201cGentile interlocutore sconosciuto,<br \/>\nla ringrazio per la cortesia di avermi resa la destinataria della sua missiva, ne sono lusingata.<br \/>\nHo letto volentieri la sua storia e ne ho apprezzato la stesura e il contenuto; personalmente, non mi riconosco in nessuno dei protagonisti citati, anche se fino ad adesso il cielo mi ha spesso aiutato, sono per natura una persona attenta e guardinga, e talvolta mi \u00e8 capitato di non aver troppa voglia di buttarmi nella mischia.<br \/>\nMa si pu\u00f2 essere qualcosa di diverso da ci\u00f2 che lei ha voluto indicare?<br \/>\nLe rinnovo la mia stima i miei ringraziamenti e attendo sue.<br \/>\nLa postina\u201d<br \/>\nEsamin\u00f2 ci\u00f2 che aveva scritto e si accorse che la calligrafia non era bella come quella dello sconosciuto, ma poteva andare; sigill\u00f2 la busta e si mise in tasca un rotolo di scotch, la mattina seguente ne avrebbe avuto bisogno.<br \/>\nTrascorsero tre giorni prima che un&#8217;altra lettera apparisse allo stesso portone, e Sara, come la volta precedente aspett\u00f2 la fine del lavoro per leggerne il contenuto:<br \/>\n\u201cCara postina, mi fa piacere che tu abbia risposto alla mia lettera, anzi alla nostra lettera, visto che non sono solo a scriverti; certo che si pu\u00f2 essere qualcosa di diverso da ci\u00f2 che abbiamo descritto ed \u00e8 proprio per questo che ti abbiamo interpellato: Ma, chi sei tu? Sei carina, e lo sappiamo, sei curiosa e lo hai dimostrato, sei intelligente e lo abbiamo appena appurato, ma non hai ancora risposto alla domanda fondamentale: \u00e8 preferibile buttarsi nella mischia anche a costo di correre qualche rischio, o viceversa \u00e8 meglio stare nascosti e sperare che l\u2019aquila non arrivi? \u201d<br \/>\nSe era possibile, dopo la lettura di questa seconda lettera, Sara era ancora pi\u00f9 disorientata: Chi erano queste persone? E perch\u00e9 la osservavano con tanta attenzione?<br \/>\nNei giorni seguenti pens\u00f2 a cosa fare: non sapeva se era meglio rispondere, o ignorare la seconda missiva, stare al gioco o chiedere spiegazioni\u2026<br \/>\nInutile negare che buona parte dei suoi pensieri erano anche alla ricerca della giusta risposta al quesito che le era stato posto: meglio stare a guardare pensandosi al sicuro, o buttarsi nella mischia, anche rischiando di sporcarsi le mani? Non riusciva a trovare una risposta soddisfacente e i giorni trascorsero senza che le fosse possibile prendere alcuna decisione. Finch\u00e9 una mattina, appena sveglia, Sara realizz\u00f2 di aver trovato la risposta giusta; senza pensarci due volte, prese un foglio, scrisse alcune righe velocemente, lo pieg\u00f2 in quattro e lo mise in tasca: questa volta i destinatari misteriosi avrebbero perdonato la mancanza di forma.<br \/>\nMentre rientrava in ufficio, dopo aver attaccato il foglietto al portone, ripens\u00f2 a ci\u00f2 che aveva fatto e sempre pi\u00f9 si convinceva di aver scritto la cosa giusta: \u201cLe metamorfosi sono fasi interessanti da osservare, e talvolta da vivere\u201d. Questo aveva scritto e questo era il suo pensiero; adesso per\u00f2 voleva sapere chi erano e cosa volevano i suoi interlocutori.<br \/>\nNei giorni seguenti controll\u00f2 spesso il solito portone, ma sempre senza successo; trascorsero un paio di settimane senza che le fosse recapitata alcuna lettera e cos\u00ec Sara arriv\u00f2 alla conclusione che qualcuno si era preso gioco di lei. Ne fu delusa, ma ritenne chiusa la vicenda e non ci pens\u00f2 pi\u00f9.<br \/>\nLa vita torn\u00f2 a scorrere serena, il suo lavoro le era diventato pi\u00f9 \u201cfamiliare\u201d e si era sveltita al punto che la mattina aveva anche il tempo per una fermata al bar; fu durante una di queste colazioni che conobbe un signore anziano, molto distinto e con il passare dei giorni per Sara divent\u00f2 un abitudine fermarsi a fare due chiacchere con lui; seppe che era vedovo, pensionato, che abitava in zona, e che ogni mattina usciva di casa presto, in qualunque stagione e con qualunque tempo e rincasava solo la sera tardi. Sara non capiva perch\u00e9 un signore cos\u00ec anziano trascorresse tutte quelle ore fuori di casa, ma ebbe pudore a chiedergli una cosa simile vista la poca confidenza, e si tenne per s\u00e9 anche molte altre domande pi\u00f9 personali.<br \/>\nUna mattina Carlo, cos\u00ec si chiamava l\u2019anziano signore, apparve al solito bar accompagnato da un altro anziano; Sara pens\u00f2 che era bello che finalmente si fosse trovato un amico e lo salut\u00f2 con la solita allegria. I due anziani la invitarono a prendere un caff\u00e8 e Sara ne rimase stupita: in tutto quel tempo non aveva mai visto Carlo consumare qualcosa al bar e aveva intuito che i soldi per lui erano un problema; fu per togliere ogni imbarazzo che accett\u00f2 volentieri il caff\u00e8 proponendo per\u00f2 di pagare ognuno la propria consumazione. Quando sent\u00ec Sara parlare cos\u00ec l&#8217;amico di Carlo le sorrise le strizz\u00f2 l&#8217;occhio e le disse: \u201cdunque anche intraprendente e risoluta, abbiamo capito anche questo!\u201d Sar\u00e0 sgran\u00f2 gli occhi verso i due anziani: possibile che fossero loro i misteriosi autori delle lettere? Non ebbe per\u00f2 modo di formulare nessuna domanda, perch\u00e9 subito Carlo le disse: \u201dDevo scusarmi con te, Sara, ma avevamo bisogno di capire se potevamo fidarci, ti abbiamo tenuto d&#8217;occhio per un po&#8217;, e oggi abbiamo deciso di parlarti, perch\u00e9 pensiamo che tu sia la persona giusta per noi\u201d.<\/p>\n<p>Sara chiuse il suo diario e mise via la penna. Dal corridoio sentiva arrivare delle voci, e si accorse che era ora di pranzo, \u201cGioved\u00ec, riso in bianco\u201d disse tra s\u00e9, \u201csempre riso in bianco il gioved\u00ec\u201d.<br \/>\nAnd\u00f2 in bagno si lav\u00f2 e si asciug\u00f2 le mani e ripens\u00f2 a ci\u00f2 che le aveva detto il dottore: \u201cscrivi della tua vita Sara, scrivi, vedrai che starai meglio\u201d. Era cos\u00ec che aveva cominciato, prima controvoglia e poi sempre pi\u00f9 volentieri, anche se, pensandoci bene, non era affatto sicura di riuscire a spiegare come erano andate le cose. Era difficile descrivere il clima che si era trovata a vivere in quegli anni, cosa aveva significato per lei fare la postina, come era entrata in contatto con tante persone che avevano perso il lavoro e che non riuscivano davvero ad arrivare alla fine del mese, persone che vivevano tristemente, anziani stanchi, giovani senza speranza; gi\u00e0 non era affatto sicura di essere capace di descrivere tutto questo.<br \/>\nLa chiamarono per il pranzo, si sbrig\u00f2, doveva rispettare gli orari, avrebbe ripreso a scrivere pi\u00f9 tardi. Durante il pasto si lasci\u00f2 distrarre dalle chiacchere delle sue compagne di tavolo, e fu solo dopo alcune ore che riprese a scrivere.<br \/>\nCome sempre, ripercorrendo la sua vita sul filo delle pagine, il tempo trascorse veloce e giunto il momento della cena, si accorse che anche quel giorno non era uscita per la consueta \u201cora d&#8217;aria\u201d.<br \/>\nNon fece in tempo a riflettere su questo suo nuovo stato di pigrizia che, mentre riponeva le sue cose, sent\u00ec chiamare: \u201cSara Ruspetti, a telefono\u201d. Non fu sorpresa, sapeva chi era: una volta al mese il nipote di Carlo la chiamava, avevano la stessa et\u00e0 e dopo tutto ci\u00f2 che era accaduto, erano diventati amici e forse, se ce ne fosse stato il tempo avrebbero potuto anche\u2026..<br \/>\nMentre la accompagnavano al telefono Sara ripercorse i giorni successivi a quelli di cui aveva appena narrato nel suo diario; ripens\u00f2 a come Carlo e i suoi amici l\u2019avessero coinvolta nella loro vita di pensionati \u201cminimi\u201d, di pensionati che, unendo le forze riuscivano appena a sopravvivere dividendo le spese e cercando di fare economia su tutto; di pensionati che, non sarebbero stati mai pi\u00f9 in grado di pagare i debiti accumulati nel tempo. Le avevano raccontato che avevano escogitato l&#8217;espediente di stare fuori casa tutto il giorno perch\u00e9 in questo modo nemmeno il postino poteva trovarli e quindi non poteva notificargli gli atti di pagamento: si erano resi irreperibili, sembrava strano, ma anche ai tempi della E- mail certa posta andava consegnata a mano e con tanto di firma per ricevuta.<br \/>\nQuella mattina, in quel bar, davanti a una tazza di caff\u00e8, Carlo e il suo amico le confidarono la loro vita, i loro problemi, e le chiesero aiuto: le chiesero di diventare loro complice e di aiutarli a non ricevere la posta indesiderata.<br \/>\nEra stato cos\u00ec che Sara negli anni successivi aveva aiutato Carlo, e tutti gli altri anziani bisognosi, a risultare irreperibili per quella posta che, anche solo dalla busta, lasciava trapelare il suo contenuto.<br \/>\nLa voce del suo accompagnatore la riport\u00f2 alla realt\u00e0:\u201cNon pi\u00f9 di 5 minuti mi raccomando \u201d le disse in modo severo \u201cle telefonate non possono essere pi\u00f9 lunghe di 5 minuti\u201d l\u2019avvert\u00ec indicandole il telefono, \u201clo so\u201d rispose Sara tornando bruscamente alla realt\u00e0 \u201clo so, non si preoccupi, conosco le regole, mi lasci il tempo di salutare un amico,\u2026 e torno subito nella mia cella, agente\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18296\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18296\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cComunichiamo tutti continuamente con E-mail, mms sms, siamo sempre a schiacciare \u201cclic\u201d di invio con tutti gli strumenti che la nostra era elettronica ci mette a disposizione, eppure non c\u2019\u00e8 mai stata un\u2019epoca in cui ci si sia sentiti cos\u00ec soli\u201d. 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