{"id":18284,"date":"2014-03-26T18:42:20","date_gmt":"2014-03-26T17:42:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18284"},"modified":"2014-03-26T18:42:20","modified_gmt":"2014-03-26T17:42:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-la-vita-e-bella-se-la-ami-di-antonino-lentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18284","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;La vita \u00e8 bella se la ami&#8221; di Antonino Lentini"},"content":{"rendered":"<p>Nella notte, lunga e silenziosa, si svegli\u00f2 sobbalzando e con la mano accarezz\u00f2 il viso del ragazzo che le dormiva accanto. Ascolt\u00f2 il suo flebile respiro. Ispezion\u00f2 il suo corpo, fragile e sudato.<\/p>\n<p>La notte tra poco sarebbe svanita per lasciare il posto ad un nuovo giorno. Forse migliore di ieri.<\/p>\n<p>Si alz\u00f2 delicatamente dal letto, s\u2019infil\u00f2 le ciabatte e and\u00f2 in bagno per lavarsi il volto e scrollarsi di dosso\u00a0 il sudore che impregnava le sue ascelle. Le bastarono pochi minuti per indossare un abito scuro e mesto. Come un soldato con l\u2019elmetto in testa fu pronta per affrontare un altro giorno. Altre ventiquattrore aride e interminabili. Si vest\u00ec, ancora una volta, con le armi della speranza e del coraggio. Ritorn\u00f2 nella camera da letto e prese il suo rosario. Lasci\u00f2 la finestra chiusa e si limit\u00f2 a far scorrere, lungo lasse di legno, la tenda trasparente che\u00a0 la copriva. Con impeto afferr\u00f2 la torcia sul com\u00f2 e illumin\u00f2 con il fascio di luce la foto del suo Tom \u00a0sorridente sopra la sua bici nuova. L\u2019impianto elettrico della casa era funzionante, a norma di legge, ma la donna da tempo non lo utilizzava. Con gli occhi offuscati dalla tristezza fiss\u00f2 a lungo quella foto\u00a0 e si nutr\u00ec con le sensazioni che essa le regal\u00f2. Tir\u00f2 un lungo sospiro e con il polso si asciug\u00f2 una lacrima che imperiosa scese gi\u00f9. Controll\u00f2, con cura, il macchinario che teneva in vita, da parecchie stagioni, il suo Tom. Si rimbocc\u00f2 le maniche e con un panno spazz\u00f2 il sottile strato di polvere che su di esso si era depositato durante la notte. Poi, accuratamente lo copri con un lenzuolo bianco di lino. Tom dormiva. Dormiva profondamente. Da tanto tempo. Troppo tempo. \u00a0La sua bici era l\u00ec, vicino al letto. Fiammante e con la catena ben oleata. Mamma Gina l\u2019aveva riparata dopo quel terribile impatto che l\u2019aveva piegata in due.<\/p>\n<p>Prima di uscire di casa pos\u00f2 il suo sguardo su Tom. Con lui rimase Mirko, il figlio minore. Era lui l\u2019uomo di casa. Super\u00f2 tutti gli edifici della strada che conduceva alla parrocchia del suo quartiere e solo allora si accorse che fuori splendeva il sole e che un bellissimo arcobaleno bucava il cielo. Il suo volto si illumin\u00f2.<\/p>\n<p>Con gli occhi pieni di luce e l\u2019animo in pace usc\u00ec dalla Chiesa e lesta ritorn\u00f2 a casa. Alz\u00f2 lo sguardo in cielo e not\u00f2 che l\u2019arcobaleno era ancora l\u00ec che incorniciava la\u00a0 sua piccola casa.<\/p>\n<p>Acceler\u00f2 il passo. Neppure il tacco della sua scarpa che si spezz\u00f2, sotto il suo corpo pesante, ne fren\u00f2 l\u2019avanzata. Spalanc\u00f2 la porta di casa, con la forza di un tsunami. Un fascio di luce penetr\u00f2 dalla finestra spalancata della camera da letto e inaspettatamente l\u2019invest\u00ec. Lasci\u00f2 la porta aperta. Avanz\u00f2 e vide Mirko, con gli occhi sbarrati, che fissava Tom e gli teneva delicatamente la mano.<\/p>\n<p>Temette il peggio.<\/p>\n<p>Si tolse il foulard che le attanagliava la gola e a testa bassa, come un prigioniero quando va al patibolo, si avvicin\u00f2 al letto di Tom. Non ricordava pi\u00f9 il colore dei suoi occhi. Quando li spalanc\u00f2 si ricord\u00f2 di quanto fossero belli quegli occhioni azzurri, limpidi come gocce di rugiada.<\/p>\n<p>L\u2019inverno, buio e rigido, scandito dal susseguirsi di giorni vuoti, finalmente pass\u00f2. Arriv\u00f2 la primavera e con essa una ventata d\u2019aria fresca e profumata che prepotentemente invase la casa della donna. La sua immagine curva riflessa nello specchio le sugger\u00ec di riaprire l\u2019armadio e rispolverare la gonna e la camicia di seta che indossava nei giorni di festa. Si fece bella, come la ricordava il suo Tom.<\/p>\n<p>Tom torn\u00f2. Si aggrapp\u00f2 alla vita e, giorno dopo giorno, lott\u00f2 per ritornare quello di prima. A causa di quel tragico incidente aveva perso tutto, tranne il coraggio. Grazie ad esso ritrov\u00f2 la chiave della porta della vita.<\/p>\n<p>Giulio, suo padre, se l\u2019avesse visto, sarebbe stato fiero di lui.<\/p>\n<p>La sua storia lentamente ritorn\u00f2 a scorrere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella mattina Tom si svegli\u00f2 quando le stelle ancora erano accese. Dietro i vetri della finestra di casa attese l\u2019alba per rendere omaggio al nuovo giorno, impaziente di spendere la sua vita. Gli bast\u00f2 respirare l\u2019aria che si faceva strada nelle sue narici per essere felice. \u00a0Con il cuore in festa si infil\u00f2 i pantaloni corti e pass\u00f2 in rassegna tutti i suoi giochi.<\/p>\n<p>Mirko, invece, russ\u00f2 fino a tarda mattinata. Appena sveglio si stropicci\u00f2 gli occhi e come un automa allung\u00f2 la mano sotto il cuscino e tir\u00f2 fuori uno strano aggeggio.<\/p>\n<p>&lt; Cos\u2019\u00e8 ? &gt; gli chiese Tom, con aria insospettita.<\/p>\n<p>&lt; Grrr\u2026grrr\u2026&gt; gli rispose Mirko senza degnarlo di uno sguardo.<\/p>\n<p>&lt; Mamma\u2026mamma perch\u00e9 Mirko non mi risponde? &gt; grid\u00f2 Tom stringendo i pugni.<\/p>\n<p>&lt; Chiedilo a lui &gt; gli rispose mamma Gina con un impercettibile sorriso sulle labbra.<\/p>\n<p>&lt; L\u2019ho gi\u00e0 fatto, ma Mirko ha reagito come un cane randagio quando gli tirano l\u2019osso che tiene stretto tra i denti &gt;.<\/p>\n<p>Mamma Gina sollev\u00f2 le spalle, si asciug\u00f2 le mani sul grembiule da cucina \u00a0e con un filo di voce gli replic\u00f2: &lt; scommettiamo che\u00a0 ha tra le mani il suo smartphone &gt;.<\/p>\n<p>Tom esterrefatto esclam\u00f2 &lt; Cos\u2019\u00e8 lo smartphone?. E\u2019 forse quella piccola scatola nera che \u00a0attrae, come una potente calamita, gli occhi di Mirko? &gt;. Scroll\u00f2 la testa e con le mani congiunte aggiunse: &lt; Povero Mirko, il suo sguardo sembra rapito da questo strano arnese. Forse, un giorno, lo\u00a0 risucchier\u00e0 dentro &gt;.<\/p>\n<p>La donna sorrise. Regal\u00f2 a Tom una carezza e lo rassicur\u00f2: &lt; Non temere per tuo fratello. Quello che ha in mano \u00e8 un telefono &gt;.<\/p>\n<p>&lt; Aahh\u2026un telefono piccolo &gt; esclam\u00f2 Tom tirando un sospiro di sollievo.<\/p>\n<p>&lt; Esatto. Un telefonino che Mirko utilizza anche per giocare\u2026&gt;.<\/p>\n<p>&lt; Capisco\u2026Per\u00f2\u2026 che strazio giocare da solo, inchiodato su una poltrona &gt;.<\/p>\n<p>Con il cuore infranto, Tom si strinse la cinghia dei pantaloni e, come se avesse il fuoco in corpo, si catapult\u00f2 in giardino. Aveva voglia di finire la sua capanna di legno. In essa avrebbe ospitato gli amici che ancora non aveva. Con la precisione di un cecchino trafisse le tavole con chiodi grossi, adoperando la mazzuola che un tempo fu di suo padre.\u00a0 &lt; Beng\u2026beng\u2026&gt;. Per mamma Gina ogni martellata era un colpo al cuore. Temeva per l\u2019incolumit\u00e0 del suo Tom. Per farsi coraggio fischiett\u00f2 e lo lasci\u00f2 fare.<\/p>\n<p>Esausto Tom ritorn\u00f2 a casa. Si lav\u00f2 frettolosamente le mani e agguant\u00f2 il cornetto, farcito di marmellata, che mamma Gina gli aveva lasciato sul tavolo da cucina. Avidamente lo divor\u00f2. Si lecc\u00f2 le labbra e disse: &lt; Mamma\u2026andiamo al parco a vedere i pesci rossi nel laghetto &gt;.<\/p>\n<p>Mamma Gina con uno sguardo dolce si rivolse a Mirko e gli disse: &lt; Su\u2026vieni anche tu al parco\u2026ci divertiremo &gt;. Ma egli, con la faccia imbronciata e lo sguardo spento, le rispose: &lt; Non mi va\u2026sono stufo di fare sempre le stesse cose &gt;.<\/p>\n<p>Tom scroll\u00f2 la testa. Prese per mano la mamma e la trascin\u00f2 al parco.<\/p>\n<p>Impettito percorse la lunga strada che collegava la sua casa al parco, via Giulio Bevilacqua. Era la via che il sindaco del paese aveva battezzato con il nome di suo padre, come segno di gratitudine per il suo impegno a favore dei pi\u00f9 disagiati. La malattia che lo colp\u00ec cancell\u00f2 la sua vita ma non la sua storia.<\/p>\n<p>Quando giunse al parco Tom inizi\u00f2 a correre. A correre con la bocca aperta. Era affamato. Affamato dei profumi dei campi, dei colori dei fiori, del vento che gli accarezzava i capelli. Sfinito si abbandon\u00f2 sull\u2019erba soffice e profumata. Con le gambe divaricate e le braccia aperte ammir\u00f2 il cielo azzurro e limpido. Il sole brillava sul suo volto.<\/p>\n<p>Avvert\u00ec lo stomaco brontolare &lt; bluu\u2026bluu&#8230;.&gt;. Si alz\u00f2 in piedi e massaggiandosi la pancia sentenzi\u00f2: \u00a0&lt; Mamma andiamo a casa. Ho una fame che mi mangerei un lupo &gt;.<\/p>\n<p>Mamma Gina lo prese per mano e saltellando &lt; una, due, tre\u2026 stella\u2026&gt; ritornarono a casa.<\/p>\n<p>Senza togliersi neanche il soprabito mamma Gina and\u00f2 ai fornelli e prepar\u00f2 una bella frittata. Tom appena la vide liber\u00f2 un sorriso che vol\u00f2 dritto al cuore della donna. In un baleno ne divor\u00f2 una fetta che accompagn\u00f2 con un bicchiere di vino \u00a0buono.<\/p>\n<p>Mirko, nel frattempo, torn\u00f2 dalla palestra. Con la sua stazza da rugbista\u00a0 e con le labbra cucite spalanc\u00f2 la porta di casa. Lasci\u00f2 cadere a terra il suo borsone pesante. &lt;Boomm &gt;. A Miao, il gatto siamese di mamma Gina, si rizz\u00f2 il pelo e frastornato schizz\u00f2 nel giardino. Con tono minaccioso chiese alla donna: &lt; Cosa c\u2019\u00e8 da mangiare oggi ?&gt;.<\/p>\n<p>&lt; Frittata &gt; gli rispose intimidita.<\/p>\n<p>&lt; Lo sapevo. In questa casa c\u2019\u00e8 sempre la solita minestra. Non lo sai che la frittata non mi piace?. Maledizione\u2026 anche oggi salter\u00f2 il pranzo &gt; sbuff\u00f2 Mirko. Poi sentenzi\u00f2: &lt; Questa giornata \u00e8 iniziata male e finir\u00e0 peggio &gt;.<\/p>\n<p>Mamma Gina abbass\u00f2 lo sguardo e afflitta and\u00f2 in camera da letto. Si strinse al petto la foto di suo marito. Gli mancava. Tom, come un angelo custode, la segu\u00ec.<\/p>\n<p>&lt; Gli volevi tanto bene a pap\u00e0 &gt; le disse con un filo di voce.<\/p>\n<p>&lt; Si. Un bene dell\u2019anima &gt;.<\/p>\n<p>&lt; Io non ricordo tanto di lui ma, per farti felice, posso inventarmi una storiella\u2026&gt;<\/p>\n<p>&lt; No. Non occorre. I tuoi occhi e la tua sensibilit\u00e0 ogni momento mi parlano di lui &gt;.<\/p>\n<p>&lt; Mamma ti voglio tanto bene\u2026 &gt; le replic\u00f2 Tom, accarezzandole i capelli. Poi si rivolse al fratello e gli disse: &lt; Questo pomeriggio vado in piazza per partecipare al torneo di scacchi. Sfider\u00f2 il campione in carica. Vuoi venire con me? &gt;.<\/p>\n<p>&lt; Cooosaa ? \u00a0&gt; gli grid\u00f2 Mirko, con un gli occhi fuori dalle orbite. &lt; Tu sei fuori di testa Tom. Ho tante cose da fare e non ho tempo da perdere &gt;. Si schiod\u00f2 dalla poltrona e si incoll\u00f2 al divano in compagnia di una bottiglia di vodka.<\/p>\n<p>Tom fece spallucce e consult\u00f2 l\u2019orologio al polso. Per lui ogni attimo era prezioso. Raggiante, con gli occhi che gli brillavano, propose alla mamma: &lt; Mamma se vuoi puoi venire tu con me &gt;.<\/p>\n<p>Mamma Gina indugi\u00f2 a rispondere. Scrut\u00f2 il suo Mirko irrequieto steso sul divano, come una bandiera senza vento, e disse: &lt; Vai pure Tom. Io rimango a casa. Tuo fratello ha bisogno di me &gt;.<\/p>\n<p>Tom annu\u00ec. Si strinse il nodo alla cravatta e a schiena dritta si avvi\u00f2 fischiettando.<\/p>\n<p>Si sentiva vivo. Felice di poter camminare, giocare, amare\u2026scrivere la sua storia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18284\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18284\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella notte, lunga e silenziosa, si svegli\u00f2 sobbalzando e con la mano accarezz\u00f2 il viso del ragazzo che le dormiva accanto. Ascolt\u00f2 il suo flebile respiro. Ispezion\u00f2 il suo corpo, fragile e sudato. La notte tra poco sarebbe svanita per lasciare il posto ad un nuovo giorno. Forse migliore di ieri. Si alz\u00f2 delicatamente dal [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18284\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18284\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4416,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-18284","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18284"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4416"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18284"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18325,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18284\/revisions\/18325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}