{"id":18277,"date":"2014-03-26T17:59:17","date_gmt":"2014-03-26T16:59:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18277"},"modified":"2014-03-26T17:59:17","modified_gmt":"2014-03-26T16:59:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-lora-e-fuggita-di-marco-di-paolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18277","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;&#8230;l&#8217;ora \u00e8 fuggita&#8230;&#8221; di Marco Di Paolo"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">A mio nonno<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"right\">In fila con indosso solo le mutande, ci fanno stare immobili con le mani dietro alla testa; il tedesco sta uccidendo una alla volta tutti i miei compagni. Frasi ingiuriose, poi un colpo alla nuca e cadono gi\u00f9 afflosciati come sacchi vuoti. Quei corpi inermi vengono ingoiati dalla terra che si spacca per poi richiudersi, come la bocca di uno squalo. Il compagno al mio fianco piange disperato, mi volto sono lacrime di sangue quelle che segnano il suo viso. Voglio fuggire via. D\u2019istinto mi metto a correre, o cerco di farlo, ma non riesco a muovere le gambe come vorrei, sembrano incollate al terreno, non sostengono il peso del mio corpo. Allora piango ed urlo dalla disperazione, ma \u00e8 un urlo strozzato in gola. Nessuno mi sente. Non voglio fare quella fine, no! Perch\u00e9 Dio permette questo ?\u00a0Se esiste un vero Dio perch\u00e9 non fulmina tutti quei tedeschi. Perch\u00e9 devo morire cos\u00ec. Poi un angelo nero dalle sembianze di un\u2019idra scende dal cielo mi afferra le spalle ed il suo urlo mi entra nelle ossa:<br \/>\n\u201cItalienisch Bastard, Ich werde dich t\u00f6ten wie einen Hund!\u201c (bastardo traditore italiano ti uccido come un cane).<br \/>\nIl rumore della scarica di proiettili del mitra del tedesco mi fa svegliare. Ho il respiro affannoso ed un tremore alle gambe, sono sudato ed \u00a0ho la bocca secca. Il cuore batte forte, sembra voler esplodere dal mio petto. Respiro a fatica. Muovo lentamente il braccio destro in cerca della luce. L\u2019angina pectoris ora mi da un dolore fisso che non riesco a sopportare; maledetta vecchiaia. A fatica mi siedo sul letto ed infilo sotto la lingua la pillola, ed aspetto che il dolore mi passi o che la morte mi sorprenda all\u2019istante senza farmi soffrire.<br \/>\nHo paura e piango: \u00e8 cos\u00ec ogni notte da tre anni oramai. Da quando \u00e8 morta mia moglie sono ricominciati gli incubi.<br \/>\nQuando fui arruolato nel ventitreesimo reggimento di fanti non sapevo cosa mi aspettasse. Tornai a casa dopo cinque anni con trenta chili in meno nel corpo e tanta pazzia nella testa. Mi salv\u00f2 l\u2019amore. Sposai mia moglie appena un anno dopo il mio ritorno dal fronte. L\u2019angina ora sembra attenuare la sua morsa. Ho sete. Provo ad alzarmi, nonostante la mia et\u00e0 riesco ancora ad essere autosufficiente. Cammino lentamente, entro in cucina, bevo, mi avvicino alla finestra, guardo fuori che sta piovendo. La luce dei lampioni nella strada, \u00a0riflette il mio viso sul vetro, la vecchiaia mi ha segnato la pelle, ha imbiancato tutti i capelli, ha modificato i miei lineamenti che quasi non riconosco, ma la guerra, quel mostro, ha marchiato indelebilmente la mia anima.\u00a0Fisso i miei piccoli occhi scuri nella trasparenza della notte, sembrano due biglie riflesse sul vetro. I ricordi appaiono nitidi ed i pensieri scorrono come la pioggia che cade.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Non ero pronto a vent\u2019anni alle urla strazianti di quella povera donna, che stava imprecando contro quei maledetti che la stavano violentando, mentre con una pistola puntata in gola i tedeschi mi costringevano a guardarla. Non ero pronto a vent\u2019anni a fare il bagno con il sangue dei miei compagni, mentre li trasportavo in spalla senza pi\u00f9 una gamba, senza pi\u00f9 un braccio, senza pi\u00f9 un occhio, e gridavano disperati di non voler morire, ed io a mentire che c\u2019\u00e8 l\u2019avrebbero fatta.\u00a0 Non ero pronto a vent\u2019anni per la guerra, e non lo sar\u00f2 mai, nemmeno oggi a novanta. Oggi che ho paura pi\u00f9 di allora di morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Le mie dita indebolite dal tempo, ossa e carne di una mano grinzosa e tremante, allentano per un istante la presa, ed il bicchiere cade in terra. Vedo l\u2019esplosione di mille schegge di vetro disseminate sul pavimento bianco. Il suono \u00e8 solo un fugace e trasparente ricordo giovanile, chiuso a chiave nella mia testa. Il ricordo mi appare nitido ed in esso rientro in un istante.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quando la bomba esplose, mi ritrovai ficcato a testa in gi\u00f9 nella terra sollevata dall\u2019esplosione senza nessuna possibilit\u00e0 di movimento: ingessato dalla testa ai piedi. Tutto accadde improvvisamente ed in un istante mi ritrovai dalla luce del giorno al buio assoluto. Silenzio. Non sentivo pi\u00f9 il mio corpo. La testa che mi scoppiava dentro quella tomba di terra e fango. Le immagini della mia vita che scorrevano nel mio cervello come il riavvolgere di una vecchia pellicola di un film. Mia madre, mio padre i miei fratelli, i lunghi momenti vissuti insieme passavano in un batter di ciglia impressi su quella pellicola. Avrei voluto rivederli. Il freddo improvviso mi avvinghi\u00f2 il corpo, e iniziai a tremare. Non riuscivo pi\u00f9 a respirare ed il fango stava entrandomi in gola. Stavo morendo, era giunta la mia ora. Implorai Dio di farlo il pi\u00f9 velocemente possibile. Quando mi sentii tirare per i piedi credetti che l\u2019angelo della morte stesse portandomi gi\u00f9 nell\u2019inferno, poi vidi la faccia del tenente De Amicis che urlava per farmi capire che gli alleati stavano bombardando il campo, ma purtroppo per me quell\u2019esplosione, che mi avrebbe liberato dalla lunga prigionia, aveva dato \u00a0inizio alla mia sorda agonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Vivo con la mancanza di udito da quel maledetto giorno, quando i rumori si sono trasformati in fantasmi. Molti anni sono passati ed i suoni si sono fatti sempre pi\u00f9 sfocati finch\u00e9 li ho dimenticati. Ho dimenticato il rumore delle onde del mare, dell\u2019abbaiare di un cane, ho dimenticato il tono della mia voce. Quello scoppio ha sigillato nella mia testa, come un nastro, solo gli atroci rumori della guerra, che si sono cicatrizzati sul mio corpo nel momento stesso della deflagrazione, e mi sono rimasti dentro vivi e lancinanti. Avevo ventisei anni e molti sogni frantumati.<br \/>\nGuardo l\u2019ora, le quattro. Osservo la foto di mia moglie sul camino. Era proprio bella. Il suo sguardo catturato da quella foto \u00e8 quello del nostro primo incontro. La stessa intensit\u00e0, la stessa emozione. La fisso negli occhi cos\u00ec come mi accade durante il giorno seduto davanti al camino, quando cerco il ricordo della sua voce che mi chiama: \u201cMario\u201d. Il ricordo arriva come un pugno nello stomaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Erano quindici giorni che ci tenevano chiusi dentro ad un vagone, fermo su un binario morto della stazione di Belgrado, ci avevano catturato in Macedonia e ci stavano deportando in Germania, dove avrei dovuto vivere, come un animale, per tre anni in un campo di concentramento. La puzza di escrementi e corpi in decomposizione dentro quel vagone era oltre immaginabile. Il minimo che ci potesse capitare era di prendere il colera. Il lamento\u00a0 della disperazione delle persone era la colonna sonora di ogni secondo, minuto, ora del giorno e della notte. I topi grandi come gatti si cibavano dei nostri rifiuti corporei, le pulci e i pidocchi erano colonie giganti. Ma la cosa che non riuscivo proprio ad accettare erano quei poveri bambini, i loro sguardi terrorizzati e disperati con un corpo oramai ridotto ad un mucchietto d\u2019ossa. Dove era Dio in quegli anni ? Mi chiedevo puntualmente ogni giorno. Dove si era nascosto ? Perch\u00e9 permetteva che dei poveri bambini subissero tali mostruosit\u00e0?<br \/>\nLa vidi la prima volta in quel vagone, uno scheletro con due occhi color azzurro. Mi guard\u00f2 e, nonostante la nostra dignit\u00e0 calpestata dagli eventi, ebbe il coraggio di sorridere. Quel sorriso mi ha accompagnato per la tutta la vita, ed ogni volta che me lo ha regalato sembrava che mi dicesse: \u201cnonostante tutto siamo stati fortunati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0I ricordi si muovono nella mia testa come nuvole spostate dal vento. Lentamente raggiungo lo studio. Entro. La cartella verde \u00e8 sulla scrivania, l\u2019apro. Pi\u00f9 di mille fogli ingialliti dal trascorrere del tempo, l\u2019inchiostro nero pece che riempie ogni angolo di quei fogli. Le mie poesie. Le osservo, ne prendo una, la leggo per assaporare una traccia del mio passato. Scrivere mi ha salvato la vita. Il silenzio se non provo a gestirlo mi porta alla follia, un labirinto dal quale non posso fuggire ma con cui cerco di convivere. Mi siedo sulla sedia davanti alla scrivania, prendo un foglio e la penna. Provo a scrivere quelle parole che stanno riaffiorando nella mente da molto, molto lontano, da un passato che pensavo avessi cancellato. E\u2019 solo un puzzle da ricostruire, tante tessere sparse qua e l\u00e0 buttate nella mia testa. Una scossa, il soffio delicato di un\u2019energia che sta cercando di riaffiorare come se fosse stata imprigionata dentro di me per tanti lunghi anni. Un\u2019energia scritta con inchiostro indelebile nella mia anima, e che questa notte ha deciso di liberarsi. Tremo perch\u00e9 scrivendo, mi accorgo di riuscire a percepire nella mia testa distintamente un accenno di melodia, che sembra essere tutt\u2019uno con queste parole. Sento una scossa profonda ed il mio cuore batte forte per un\u2019emozione che non provo pi\u00f9 dalla giovent\u00f9. Ecco che ora la melodia si sta facendo pi\u00f9 incisiva ed insistente, \u00e8 qui nella mia pancia e sta cercando di venire su, \u00e8 dirompente ha una forza indomabile, spinge con veemenza, mi attraversa lo stomaco, provo piacere e dolore nello stesso istante. Poi un lampo negli occhi, lo squarcio nel petto, l\u2019esplosione di un fuoco d\u2019artificio in uno scintillio di note dimenticate. La melodia che si rivela. Il canto della voce\u00a0 e le parole riempiono il vuoto nella mia testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Quando Filippo rientr\u00f2 in casa, dopo aver fatto il turno di notte, apr\u00ec la porta e cerc\u00f2 suo nonno Mario in camera, e poi in bagno, ma non lo trov\u00f2. Quando entr\u00f2 nello studio lo vide, aveva la testa appoggiata sulla scrivania, gli occhi velati e fissi nel vuoto, la bocca spalancata. Dopo lo sgomento, Filippo sprofond\u00f2 nel dolore: suo nonno Mario era morto. Vide la poesia accanto alla sua mano, la lesse e riconobbe le parole dell\u2019aria cantata dal pittore Cavaradossi nell\u2019atto finale della Tosca.<\/p>\n<p>E lucevan le stelle,<br \/>\ne olezzava la terra,<br \/>\nstridea l&#8217;uscio dell&#8217;orto<br \/>\ne un passo sfiorava la rena.<br \/>\nEntrava ella, fragrante,<br \/>\nmi cadea fra le braccia.<br \/>\nOh! dolci baci, o languide carezze,<br \/>\nmentr&#8217;io fremente le belle forme disciogliea dai veli!<br \/>\nSvan\u00ec per sempre il sogno mio d&#8217;amore&#8230;<br \/>\nl&#8217;ora \u00e8 fuggita,<br \/>\ne muoio disperato!<br \/>\nE non ho amato mai tanto la vita!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Filippo pianse e lasci\u00f2 che le sue lacrime cadessero sulla mano di suo nonno, come se quelle lacrime potessero in qualche modo fargli sentire il suo terribile dolore. Pens\u00f2 a suo nonno che per colpa della guerra aveva dovuto interrompere la sua fulgida carriera da cantante lirico, e rinunciare alla passione della sua vita per via di quella maledetta bomba. Filippo sapeva che suo nonno Mario nonostante la tragedia della guerra, l\u2019odio verso chi aveva ucciso i suoi compagni d\u2019armi e l\u2019amarezza per aver perso la possibilit\u00e0 di cantare nei pi\u00f9 grandi teatri del mondo, non aveva mai smesso di amare la vita.<br \/>\n\u201cLa vita \u00e8 una magia, e come per tutte le magie, nell\u2019oscurit\u00e0 si cela un segreto\u201d aveva scritto in una delle sue poesie. Filippo guard\u00f2 ancora una volta quel volto segnato dalla vecchiaia, lo accarezz\u00f2 e gli regal\u00f2 un sorriso. Ricord\u00f2 quella volta che suo nonno lo aveva accompagnato in teatro ad assistere alla prima della Tosca, ed eccitato come un bambino, gli aveva scritto su di un biglietto \u201cNon preoccuparti, la Tosca la conosco a memoria,\u00a0 me la canto dentro, mi basta questo.&#8221;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18277\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18277\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A mio nonno In fila con indosso solo le mutande, ci fanno stare immobili con le mani dietro alla testa; il tedesco sta uccidendo una alla volta tutti i miei compagni. 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