{"id":18248,"date":"2014-03-21T18:48:01","date_gmt":"2014-03-21T17:48:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18248"},"modified":"2014-03-21T18:48:01","modified_gmt":"2014-03-21T17:48:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-con-il-cuore-altrove-di-francesca-berti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18248","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Con il cuore altrove&#8221; di Francesca Berti"},"content":{"rendered":"<p>La mia bellezza non \u00e8 opinabile. E\u2019 un dato di fatto. Come il sole che sorge e le castagne in ottobre. Ma a differenza del sole e delle castagne, che si propongono da soli al momento giusto, la mia bellezza deve essere offerta a ragion veduta. E\u2019 il pensiero generale.<\/p>\n<p>Che ci siano in me talenti apprezzabili o addirittura superiori in misura alla perfezione del mio aspetto, \u00e8 una possibilit\u00e0 fastidiosa e come tale la si scaccia, al pari di una mosca dalla frutta. Che poi io cerchi di far emergere questi talenti, \u00e8 visto con sospetto, come una forma di empia ingratitudine verso la natura e il dono visibile che con tanta abbondanza ha voluto prodigarmi.<\/p>\n<p>I primi che avrebbero dovuto accorgersi del pericolo incombente e adoperarsi per farmi da riparo, gli spalancarono invece le braccia, felici delle possibilit\u00e0 tangibili e sonanti che esso lasciava intravedere. E chi ha detto che ci\u00f2 che ci genera debba anche amarci? Un albero si preoccupa forse della sorte dei suoi frutti? Se marciranno o saranno mangiati, crudi, cotti, o spiaccicati e ridotti in marmellata? E le foglie, allora? Cadono ad un certo punto, e un rastrello diligente se le porta via. Che fine fanno? L\u2019albero forse se lo chiede?<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 cos\u00ec la mia stagione itinerante, dove mi abbronzai a dovere sotto luci innaturali con scenari fantastici alle spalle, mi buscai bronchiti passeggiando mezza nuda su improbabili spiagge invernali alle sette di mattina e mi candidai al mal di schiena restando in piedi per ore, mentre mani alacri mi trafiggevano di spilli prima di spingermi su un palcoscenico lungiforme che tagliava lo spazio, dividendo in due una moltitudine di teste.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se Mos\u00e8 attraversando il Mar Rosso pens\u00f2 di essere divorato da una voragine di buio.<\/p>\n<p>Con un coraggio impensabile mi rivoltai e confessai la mia ripugnanza per tutto ci\u00f2, ricevendone in cambio uno stupore deluso e, da quel momento in poi, una totale indifferenza, che mi regal\u00f2 per\u00f2 la libert\u00e0 di provare per me un destino diverso e di percorrere strade pi\u00f9 congeniali.<\/p>\n<p>Mi iscrissi all\u2019universit\u00e0. Lingue e letterature straniere.<\/p>\n<p>Rivedo il sorrisetto obliquo dell\u2019impiegata che raccolse i miei documenti e mi consegn\u00f2 il libretto, con la foto tessera fatta alla macchinetta all\u2019angolo della strada, che non era riuscita a compromettere ci\u00f2 che i miei geni avevano assemblato sul mio viso. Non me lo spiegai sul momento quel sorriso. Me lo spiegai pi\u00f9 tardi, quando partecipai alla mia prima lezione. Letteratura tedesca della seconda met\u00e0 dell\u2019800.<\/p>\n<p>Entrai nell\u2019aula gi\u00e0 gremita di studenti, e il Mar Rosso si divise di nuovo davanti a me, come sulle passerelle.<\/p>\n<p>Cercavo di incrociare uno sguardo, un cenno amichevole, un gesto di complicit\u00e0, \u201cSalve, sei nuova? Anch\u2019io, ti va di sedersi accanto?\u201d. Macch\u00e8. La componente femminile distoglieva lo sguardo arricciando il naso, come in presenza di qualcosa di maleodorante. La componente maschile era, come al solito, spaccata per psicologia fra insicuri complessati fingenti indifferenza, e ussari arditi rimasti a bocca aperta, ma con il cervello subito in azione a progettare futuri attacchi a spada sguainata. Anche Mos\u00e8 si sent\u00ec cos\u00ec solo?<\/p>\n<p>Dopo qualche sporadico contatto sociale, maschile s\u2019intende, mi arresi all\u2019evidenza del pregiudizio che secoli di umanit\u00e0 pensante ha decretato, e cio\u00e8 che l\u2019aspetto dell\u2019involucro sia inversamente proporzionale alla qualit\u00e0 del contenuto. In parole povere significa che la letteratura \u00e8 fatta per le altre, per quelle che capiscono. Per me apprezzamenti pesanti e pizzicotti sul sedere.<\/p>\n<p>E\u2019 una legge universale scritta sulla pietra, come le tavole di Mos\u00e8. Ancora Mos\u00e8, sempre lui.<\/p>\n<p>E come chiedere alle donne di perdonare un\u2019ingiustizia cos\u00ec infame come quella di girare il coltello nella piaga delle loro insicurezze? E una me me di coltelli ne deve aver girati parecchi.<\/p>\n<p>Il mio tentativo di volo ebbe termine quando all\u2019ennesimo colloquio con l\u2019ennesimo insegnante, mi sentii proporre di discutere con pi\u00f9 agio la mia carriera accademica e un futuro luminoso in una sede pi\u00f9 tranquilla e in ottima compagnia.<\/p>\n<p>Sugli uomini ho imparato presto. Ho imparato cio\u00e8 che ogni categoria di donna pu\u00f2 avere aspettative su determinate categorie di uomini.<\/p>\n<p>Scartiamo gli uomini cosiddetti comuni o medi, che con una come me si comportano come nella favola de \u201cLa volpe e l\u2019uva\u201d: \u201cSi, \u00e8 bella, ma \u00e8 senz\u2019altro scema, frivola\u201d. Oppure: \u201cCos\u00ec bella non pu\u00f2 certo essere una donna seria, chiss\u00e0 quanti ne avr\u00e0 avuti, sai com\u2019\u00e8\u201d. Come se loro lo sapessero esattamente, com\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Scartiamo i timidi che mai avrebbero l\u2019ardire di tentare e che si limitano a scoccare occhiate malinconiche e senza futuro.<\/p>\n<p>Scartiamo gli intellettuali, che davanti a me inalberano il crocifisso: \u201cVade retro, creatura di Satana!\u201d. Sempre per la legge dell\u2019involucro e del contenuto.<\/p>\n<p>Le categorie a me riservate sono due: bastardi sfrontati, pieni di lussuria e di saliva, tormentati da passioni disturbate e turbe emotive risalenti all\u2019infanzia e al rapporto con la madre, oppure yuppies cinici, emotivamente piatti, plurilaureati ma semianalfabeti, agguerriti e determinati ad entrare in possesso di qualsiasi cosa assomigli anche vagamente ad uno status.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che essendo la prima categoria improponibile, mi rivolsi alla seconda. Scelsi il meno peggio che mi si offriva e lo sposai.<\/p>\n<p>Mio marito. Non \u00e8 una cattiva persona, anzi, con me \u00e8 sempre galante e delicato e cos\u00ec inesistente che non so mai dove si trovi e questo fatto che pur dovrebbe dispiacermi, non mi reca invece alcun dilemma, trattandosi di un\u2019assenza cos\u00ec utile da farmi riflettere sull\u2019inutilit\u00e0 di presenziare nel mio cuore, nei miei pensieri e in una qualsiasi altra parte di me. La nostra unione \u00e8 stata benedetta dalla nascita di due figlie, gemelle, due minuscole riproduzioni di me, con tanto di valore aggiunto. Avendo ormai gli strumenti per indovinare il loro destino, non mi sono permessa la distrazione di amarle, ma mi occupo di loro in maniera esemplare, perch\u00e9 questo ci si aspetta da una madre.<\/p>\n<p>L\u2019aggettivo pi\u00f9 usato dal mondo per descriverle \u00e8: \u201cincantevoli\u201d. Che incantevoli visini, che incantevoli occhi, che incantevoli manine, ecc., ecc.. Cos\u00ec nel mio lessico sono rimaste \u201cle due incantevoli\u201d e in questo modo le chiamo dentro di me.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio la mia vita di moglie e madre posso riportarne un esempio, un piccolo fotogramma.<\/p>\n<p>E\u2019 mattina presto. Sono seduta al tavolo di cucina e sto facendo colazione con le due incantevoli, prima di uscire per accompagnarle all\u2019esclusiva scuola privata dove frequentano senza futuro la seconda elementare.<\/p>\n<p>Mio marito entra nella stanza, allacciando al polso l\u2019orologio che costa quanto l\u2019affitto annuale di un attico in pieno centro storico. Mi si avvicina e deposita un tenero bacio sui miei capelli.<\/p>\n<p>\u201cCara, stasera vengono a cena i clienti americani, te l\u2019avevo detto, ricordi? E\u2019 gente rozza, del midwest, poco pi\u00f9 che bovari, ma valgono un pacco di soldi. Non sforzarti di conversare in inglese, non c\u2019\u00e8 bisogno, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 Corradini che lo parla cos\u00ec bene, ci penser\u00e0 lui a intrattenerli. Vorrei che ti mettessi l\u2019abito nero, quello da sirena, cos\u00ec li stendiamo per bene, che ne dici?\u201d. Mi fa un cenno di intesa.<\/p>\n<p>Lo guardo, al di sopra di due incantevoli teste, e gli sorrido. \u201cCerto, mi sembra una buona idea\u201d. Complicit\u00e0, ecco cosa ci si aspetta da una moglie.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dritta e lesta, io procedo nella vita, giro intorno agli angoli, salgo scale, salto fossi, ma con il rossetto giusto, anche se fradicia di pioggia, leggera e insoddisfatta, danneggiata ma perfetta, e sempre con il cuore altrove, ma con la mente salda sul collo e i piedi ben calzati nei miei stiletti tacco dodici, perch\u00e9 questo ci si aspetta da una come me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18248\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18248\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mia bellezza non \u00e8 opinabile. 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