{"id":18186,"date":"2014-03-12T19:01:39","date_gmt":"2014-03-12T18:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18186"},"modified":"2014-03-12T19:01:39","modified_gmt":"2014-03-12T18:01:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-altri-anni-di-enrico-valdes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18186","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Altri anni&#8221; di Enrico Valdes"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDal buio un chiarore. Un quarto di luna, nuda.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCapivi dove eri?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo. Non sapevo n\u00e9 di esser vivo n\u00e9 chi io fossi.<\/p>\n<p>Ricordo solo quella luminosit\u00e0, che mi pareva abbracciare tutto il mondo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNient&#8217;altro?&#8217;\u201d<\/p>\n<p>\u201cNiente. Solo la luce, unica presenza.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE dopo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDopo, il nulla senza pensieri, e poi, distinto, il suono di una campana.<\/p>\n<p>La luce cambi\u00f2. Era rosata e calda, e capii in quell&#8217;attimo di esistere, ma ero immobile, in un guscio che mi tratteneva.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuanto rimanesti sveglio?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon so: dopo un tempo indefinito arriv\u00f2 qualcuno.\u201d<\/p>\n<p>\u201cIngegnere, mi sente?\u201d chiese.<\/p>\n<p>\u201cEro io. &#8211; pensai &#8211; Mossi le labbra, senza articolare parola e, come se avessi invece rivelato qualcosa di importante, venni circondato da molte persone.<\/p>\n<p>Discutevano tra loro e gesticolavano.<\/p>\n<p>Un medico verific\u00f2 i miei riflessi puntando sulle mie pupille un fascio abbagliante.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ero seduto nello studio dello psicanalista. Pochi mesi erano trascorsi da quel giorno e dagli avvenimenti che, con lui, cercavo di capire.<\/p>\n<p>Avevo appena compiuto cinquant&#8217;anni.<\/p>\n<p>\u201cUna bella et\u00e0\u201d disse mio padre, il giorno del mio compleanno.<\/p>\n<p>Era vero.<\/p>\n<p>Se fortuna e salute mi avessero accompagnato, potevo dirmi soddisfatto: moglie, due figli, un&#8217;azienda efficiente, danaro da spendere.<\/p>\n<p>Eppure dentro di me qualcosa lavorava per farmi perdere tutto ci\u00f2 che avevo guadagnato e raggiunto con fatica.<\/p>\n<p>Per noia o vanit\u00e0, non lo so, mi ero infilato in una storia con una ragazza, pi\u00f9 giovane di me di vent&#8217;anni.<\/p>\n<p>Era la prima volta, non avevo mai tradito mia moglie. Eppure non riuscivo e non volevo interrompere quella relazione, che mi emozionava fino a stordirmi.<\/p>\n<p>Inventavo impegni imprevisti e riunioni che si protraevano fino a tardi, pur di incontrare Diana, cos\u00ec si chiamava la mia amante.<\/p>\n<p>Con lei mi sentivo colpevole per non poterle promettere nulla di certo, ma pi\u00f9 il senso di colpa mi angustiava, pi\u00f9 mi legavo a lei, e il mio desiderio non trovava sosta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la volevo? Perch\u00e9 mi voleva? Ero lusingato, attratto dalla sua giovinezza, ma impaurito, pieno di ansie e dubbi.<\/p>\n<p>Carla, mia moglie non meritava questo, e io, come un disco interrotto, ripetevo a me stesso di amarla, e di non volerla perdere.<\/p>\n<p>C&#8217;era anche un problema non da poco: come mantenere il segreto? Non so se Carla avesse dei sospetti, non era mai stata gelosa, e si fidava di me. Ma sino a quando?<\/p>\n<p>I rapporti con mio figlio, poi, non erano granch\u00e9. Sandro lavorava in azienda, ma non gli lasciavo lo spazio che lui voleva. Non delegavo. Mi sentivo insostituibile e unico.<\/p>\n<p>Lui era andato a vivere per conto suo e, al di fuori dell&#8217;ufficio, lo vedevo pochissimo.<\/p>\n<p>Avevamo perso da tempo la nostra confidenza.<\/p>\n<p>Fortunatamente in casa c&#8217;era mia figlia Sara di diciotto anni. Con lei tutto filava liscio, ma mi sentivo falso, e non riuscivo ad essere spontaneo e affettuoso come prima.<\/p>\n<p>Cinquant&#8217;anni.<\/p>\n<p>Una bella et\u00e0, dicono.<\/p>\n<p>Io ero per\u00f2 scontento e sapevo di essere sull&#8217;orlo di un baratro.<\/p>\n<p>Rischiavo di causare l&#8217;infelicit\u00e0 mia e di chi mi era attorno.<\/p>\n<p>Il lavoro era un turbinio di impegni. Non bastavano fiumi di soldi per fornitori, dipendenti, tasse, e a fatica cercavo un equilibrio tra le fatture puntualmente pagate e quelle da esigere con insistenza.<\/p>\n<p>Le amicizie superficiali erano tante, gli amici veri pochi.<\/p>\n<p>Le vacanze e i viaggi venivano subito dimenticati.<\/p>\n<p>Restavano sensazioni fugaci e una ricerca di felicit\u00e0 sfuggente, forse inesistente, ma inseguita senza sosta.<\/p>\n<p>La mia salute era buona, non fumavo, pochissimi gli alcolici, e l&#8217;attivit\u00e0 in palestra era regolare.<\/p>\n<p>Soffrivo per\u00f2, da qualche mese, di forti mal di testa. Non mi era mai capitato prima, e l&#8217;attribuivo allo stress della mia complicata situazione sentimentale. Mi riempivo di analgesici e rimandavo di settimana in settimana un controllo. Avrei superato il problema, pensavo, senza bisogno di medici.<\/p>\n<p>\u201cTi vedo strano, sei pallido.\u201d mi diceva mia moglie, e io, sempre sul chi vive, minimizzavo:<\/p>\n<p>\u201cHo qualche preoccupazione sul lavoro, sai quell&#8217;appalto che non si conclude.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAnche oggi hai mal di testa?\u201d mi domandava Diana.<\/p>\n<p>\u201cLuned\u00ec prossimo ho un appuntamento col medico, ma credo stia diminuendo.\u201d<\/p>\n<p>E quel giorno, invece, gli analgesici, a cui oramai ero refrattario, non avevano ottenuto alcun effetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caddi \u201csul campo\u201d, nel mio ufficio, senza neppure rendermene conto.<\/p>\n<p>La segretaria mi trov\u00f2 piegato sulla scrivania, rantolante, con la bava alla bocca.<\/p>\n<p>Fui trasportato d&#8217;urgenza in ospedale, dove mi venne diagnosticata una grave emorragia cerebrale per rottura di aneurisma.<\/p>\n<p>Ero in pericolo di vita.<\/p>\n<p>Fui operato immediatamente.<\/p>\n<p>Ci furono complicazioni e dovettero tenermi in coma farmacologico per un mese.<\/p>\n<p>Non si sapeva se mi sarei risvegliato e quali sarebbero stati i danni neurologici residui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo psicanalista ricominci\u00f2 con le sue domande: \u201cIl tuo risveglio avvenne spontaneamente?\u201d<\/p>\n<p>\u201cI medici mi spiegarono di aver ridotto progressivamente e poi sospeso i farmaci che mi tenevano addormentato.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che ripresi conoscenza.\u201d<\/p>\n<p>\u201cHai ricordi di quel mese trascorso in coma?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDopo la dimissione dall&#8217;ospedale, talvolta mi arrivavano improvvise e indefinite sensazioni di luoghi lontani, che mi rendevano inspiegabilmente felice. Credo fossero percezioni collegate a quel particolare momento da me vissuto.\u201d<\/p>\n<p>&#8220;Come definiresti quella felicit\u00e0?\u201d<\/p>\n<p>\u201cArmonia: nessun bisogno, nessuna paura.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sedute si succedevano regolari, e arriv\u00f2 il momento in cui il terapeuta volle che gli spiegassi nei dettagli ci\u00f2 che segu\u00ec il mio risveglio.<\/p>\n<p>\u201cEro irrequieto gli dissi &#8211; tra flebo, drenaggi, dolori.<\/p>\n<p>Per fortuna tutto and\u00f2 per il meglio. Il corpo funzionava, ma la mente, soprattutto la memoria, tardava a recuperare.<\/p>\n<p>Il primo spavento fu quando, per la prima volta, mi rividi allo specchio. Non mi riconoscevo. Chi era quell&#8217;uomo che mi fissava, con le occhiaie, i capelli grigi e le guance magre e pallide? Ero io: possibile? La sensazione era strana e mi ci abituai pian piano.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuali erano i tuoi pensieri e le tue sensazioni in quel momento?\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl fatto pi\u00f9 singolare \u00e8 che, con l&#8217;olfatto, riconoscevo l&#8217;arrivo di chi stava venendo a farmi visita, infermieri e medici compresi. Riuscivo persino a prevedere, a distanza, il loro umore.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuesta tua sensibilit\u00e0 \u00e8 poi scomparsa?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo! Anzi, superati quei giorni, riuscivo a collegarla ad altre sensazioni.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCio\u00e8.\u201d<\/p>\n<p>\u201dGli sguardi. Capivo gli sguardi e, osservando le mani, captavo cosa esse trasmettevano con i loro movimenti. Ancora oggi \u00e8 cos\u00ec.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVuoi dire che conosci il pensiero di chi ti \u00e8 vicino?\u201d disse lui, incredulo.<\/p>\n<p>\u201cQualcosa di simile. Il trauma cerebrale ha connesso aree del mio cervello che, fino a quel momento, erano rimaste indipendenti.<\/p>\n<p>Il raziocinio da una parte e la percezione dall&#8217;altra, ora non sono pi\u00f9 divisi.<\/p>\n<p>Questa almeno \u00e8 la spiegazione che mi ha dato il neurochirurgo.\u201d<\/p>\n<p>Lo psicanalista sembrava scettico, e mi disse: \u201cHo avuto in terapia casi simili al tuo, e concordo, in parte, con il parere del professore che ti ha operato.\u201d<\/p>\n<p>Continu\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cTi ricordi di qualcosa di particolare, avvenuto in quel periodo?\u201d .<\/p>\n<p>S\u00ec, avevo qualcosa da raccontare:<\/p>\n<p>\u201cUn giorno, mi ritrovai ad osservare, dalla finestra della mia camera, il parco circostante l&#8217;ospedale.<\/p>\n<p>Ai primi di maggio le magnolie erano in fiore.<\/p>\n<p>Ne ammiravo ogni sfumatura e variazione di colore.<\/p>\n<p>Il cielo era grigio, attraversato da nubi dense, e tutto si tingeva di una cupa luminosit\u00e0 verdastra, mentre il vento piegava i rami facendo vibrare le foglie.<\/p>\n<p>La natura era in attesa.<\/p>\n<p>Una folgore squarci\u00f2 le nuvole.<\/p>\n<p>Aria di sogno, paura, ma anche dolcezza.<\/p>\n<p>Provai istintivamente un moto di tenerezza per me stesso, e per la mia esistenza, che ancora stentavo a riprendere.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La settimana successiva, seduto nella stessa poltrona dello studio del mio terapista, mi spiegavo meglio:<\/p>\n<p>\u201cErano passati pochi giorni dal mio risveglio, quando i medici decisero che era giunto il momento di farmi incontrare i miei familiari.<\/p>\n<p>Sapevo di avere una moglie e due figli, ma non li ricordavo, ed ero agitato per questo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon ti avevano preparato in ospedale?\u201d mi chiese lo psicanalista.<\/p>\n<p>\u201cMi avevano tranquillizzato, dicendomi che era normale essere in ansia, ma ritrovare la famiglia e riprendere i contatti era importante, perch\u00e9 avrebbe accelerato il recupero della memoria. Mi raccomandarono di non sforzarmi. Il vissuto sarebbe ritornato spontaneamente.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome avvenne l&#8217;incontro?\u201d<\/p>\n<p>\u201cApparentemente fu un incontro banale: una moglie che si avvicina al marito in ospedale. La realt\u00e0 era che entrambi, Carla e io, eravamo tesi, in ansia.<\/p>\n<p>Appena la vidi la riconobbi.<\/p>\n<p>Le venne consigliato di mostrarsi calma e di usare modi pacati.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fece. Aveva paura di rompere qualcosa che sapeva essere fragile e in pericolo.<\/p>\n<p>Le sorrisi, allungai una mano verso la sua, e notai che tratteneva a stento l&#8217;emozione: dunque mi amava, e anch&#8217;io sentivo di amarla.<\/p>\n<p>Il problema era dentro di me. L\u00ec covava un presentimento che non mi lasciava pace.\u201d<\/p>\n<p>Lei pronunci\u00f2 il mio nome e disse:<\/p>\n<p>\u201cTra poco tornerai a casa. Non temere.\u201d<\/p>\n<p>Era ci\u00f2 che pi\u00f9 volevo. Desideravo la mia casa e la donna che fino a poco prima non ricordavo, e che ora era la mia salvezza.<\/p>\n<p>Avrei voluto che mi abbracciasse e anche lei lo voleva.<\/p>\n<p>Me ne accorsi quando avvicin\u00f2 la sua alla mia guancia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cTorner\u00f2 domani \u2013 mi disse \u2013 non devi preoccuparti pi\u00f9 di nulla.\u201d<\/p>\n<p>\u201cFui felice. Era come ritrovare la vita, ma non ero tranquillo. Quel presentimento era incessante come il battito del mio cuore, e come un&#8217;ombra, inseparabile, non mi lasciava mai.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome and\u00f2 con i tuoi figli?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDopo aver incontrato Carla, nella mia mente si ricomposero rapidamente i tasselli del <i>puzzle<\/i>, e quando li vidi ero pronto.<\/p>\n<p>Sara non pot\u00e9 resistere e mi abbracci\u00f2 subito come una bambina, e ne fui felice. Sandro, pi\u00f9 freddo e quasi imbarazzato, mi disse qualcosa dell&#8217;azienda, che io non ricordavo. \u201cNon preoccuparti. \u2013 afferm\u00f2 per\u00f2 sicuro \u2013 Penso io a tutto.\u201d<\/p>\n<p>Non capivo a che cosa lui dovesse pensare, ma mi piacque l&#8217;idea che mio figlio fosse in grado di provvedere da solo a qualcosa di importante.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 il giorno in cui la terapia richiedeva altri dettagli.<\/p>\n<p>\u201cAdesso parliamo del periodo finale.\u201d mi disse l&#8217;analista.<\/p>\n<p>\u201cFu allora, che accadde.\u201d risposi, guardandolo dritto negli occhi.<\/p>\n<p>\u201cSpiegati.\u201d<\/p>\n<p>\u201cOramai ero autonomo e trascorrevo la maggior parte del tempo nel soggiorno dell&#8217;ospedale. Leggevo e pensavo.<\/p>\n<p>Era l&#8217;ultimo giorno di ricovero, e aspettavo mia moglie.<\/p>\n<p>Dovevo andar via la mattina seguente.<\/p>\n<p>Avevo superato una situazione critica, &#8211; riflettevo fra me &#8211; sarei potuto rimanere menomato, e invece tornavo a casa, guarito.<\/p>\n<p>Ringraziai la sorte per avermi concesso un&#8217;altra possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>I miei cinquant&#8217;anni, con Carla al mio fianco e i figli, sarebbero stati magnifici.<\/p>\n<p>Solo una nota strideva, ma non la conoscevo. La intuivo, la sentivo, la portavo dentro, senza riuscire a scoprirla.<\/p>\n<p>Era opprimente e non mi dava tregua.<\/p>\n<p>Ma infine anche questa ultima tessera del mosaico and\u00f2 a posto.<\/p>\n<p>Fu una cosa improvvisa senza motivo apparente, e mi fu chiaro quale era il lato oscuro che mi perseguitava: si trattava della mia relazione con Diana.<\/p>\n<p>Mi fu addosso, con tutta la forza e l&#8217;incertezza che sempre si era portata appresso, e ne fui schiacciato.<\/p>\n<p>Forse io Diana non l&#8217;avevo mai amata, &#8211; pensai per sfuggire a me stesso &#8211; forse era solo un&#8217;infatuazione, forse mi ero fatto travolgere dalla sua giovinezza.<\/p>\n<p>Doveva necessariamente essere cos\u00ec.<\/p>\n<p>Avevo il cuore in allarme. Mi tormentavo. Pensieri diversi lottavano tra loro: aveva saputo? Cosa dovevo fare con lei? Chiarire? Dimenticare? Nascondermi? Cercarla? Quando, e come?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fu ancora il destino a venirmi incontro.<\/p>\n<p>Quella sera Diana venne a trovarmi.<\/p>\n<p>Non ricordavo quanto fosse bella.<\/p>\n<p>Mi manc\u00f2 il fiato.<\/p>\n<p>E nell&#8217;attimo in cui fu davanti a me, ogni proposito di mettere ordine nella mia vita svan\u00ec, e desiderai solo una cosa: andar via con lei.<\/p>\n<p>Nient&#8217;altro mi importava.<\/p>\n<p>Nulla di tutto quello che era successo mi aveva reso pi\u00f9 saggio.<\/p>\n<p>Una sensazione, dolce e dolorosa insieme, mi stringeva il petto, e<\/p>\n<p>volevo dirle tutto quello che sentivo agitarsi dentro di me.<\/p>\n<p>Fu lei a risolvere la situazione.<\/p>\n<p>Poggi\u00f2 una mano sulla mia spalla.<\/p>\n<p>Sentii intensissimo il suo profumo.<\/p>\n<p>Ero stordito.<\/p>\n<p>\u201cSo che stai bene \u2013 mi disse \u2013 ne sono felice, ma sono qua per dirti addio&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2 a lungo negli occhi, poggi\u00f2 le labbra sulla mia guancia, ed usc\u00ec.<\/p>\n<p>Dalla finestra la vidi camminare lungo un viale.<\/p>\n<p>Con Diana l&#8217;illusione di una nuova giovinezza vol\u00f2 via.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18186\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18186\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDal buio un chiarore. Un quarto di luna, nuda.\u201d \u201cCapivi dove eri?\u201d \u201cNo. Non sapevo n\u00e9 di esser vivo n\u00e9 chi io fossi. Ricordo solo quella luminosit\u00e0, che mi pareva abbracciare tutto il mondo.\u201d \u201cNient&#8217;altro?&#8217;\u201d \u201cNiente. Solo la luce, unica presenza.\u201d \u201cE dopo?\u201d \u201cDopo, il nulla senza pensieri, e poi, distinto, il suono di una [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18186\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18186\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1599,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-18186","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18186"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1599"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18186"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18186\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18190,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18186\/revisions\/18190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18186"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18186"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18186"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}