{"id":18167,"date":"2014-03-10T19:59:59","date_gmt":"2014-03-10T18:59:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18167"},"modified":"2014-03-10T19:59:59","modified_gmt":"2014-03-10T18:59:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-ballata-di-agostino-di-alice-cappagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18167","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Ballata di Agostino&#8221; di Alice Cappagli"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019incrocio di quattro strade c\u2019era una piazza, e nella piazza c\u2019era un giardino.<\/p>\n<p>Il giardino non aveva ringhiere, ma ad ogni angolo c\u2019era un cancello, e tutti passavano sempre dai cancelli perch\u00e9 a nessuno era mai venuto in mente di fare un\u2019altra strada per attraversare la piazza. Per\u00f2 ad Agostino si, era venuto in mente, e cos\u00ec scegliendo la via non battuta si era accorto che vicino a uno dei cancelli c\u2019era un\u2019edicola. Chiusa. Tanto nessuno leggeva pi\u00f9 niente da molto tempo.<\/p>\n<p>Agostino aveva valutato bene l\u2019edicola, gli era piaciuta assai, la trovava accogliente nonostante le serrande fossero abbassate fino in fondo, il tetto sporgesse ben poco e le macchine rombassero l\u00ec intorno. Cos\u00ec trascin\u00f2 con molta fatica tutti i suoi bagagli vicino all\u2019edicola e ce li sistem\u00f2 con grande cura: erano valigie, sacchi, zaini, anche ben tenuti nonostante se li tirasse dietro da diversi anni. Ossia da quando aveva deciso di raccogliere tutte le cose che la gente perdeva per strada.<\/p>\n<p>Poi valut\u00f2 bene anche la posizione del sole, e pens\u00f2 che fosse meglio che i suoi bagagli prendessero il calore della mattina ma non quello del pomeriggio, che fossero riparati dalla tramontana, che si facessero compagnia se lui si assentava per andare dieci metri pi\u00f9 in l\u00e0. Ma che cosa ci fosse alla fine in quei bagagli nessuno lo sapeva esattamente, perch\u00e9 lui li chiudeva ben bene. Roba importante, era evidente, proprio perch\u00e9 persa e mai ritrovata.<\/p>\n<p>Agostino era infagottato parecchio, portava il cappello di lana e il cappotto lungo in tutte le stagioni, aveva una bella barba scenica che lo rendeva piuttosto autoritario, e dal suo angolo di giardino sorvegliava la situazione che per l\u2019appunto gli pareva estremamente interessante.<\/p>\n<p>Amava osservare i passanti, ma, una volta acquattato tra i bagagli, stava in ascolto di ogni rumore e di ogni parola che sentiva. Cos\u00ec finiva che per gran parte del giorno immagazzinava frasi giunte fino a lui, poi di sera le ripeteva. Se poi gli mancava il tempo di ripeterle tutte di sera, finiva che le ripeteva la mattina dopo, a squarciagola. Si piantava dunque fra un paio di siepi che gli facessero da quinte, e urlava spesso una incredibile quantit\u00e0 di affermazioni del tipo:<\/p>\n<p>\u201c Te l\u2019ho detto io che il titolo scendeva!!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cOra devi sparire!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cLavora lavora che tanto crepi lo stesso!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa diglielo che \u00e8 bastardo, sono tutti uguali!!\u201d<\/p>\n<p>\u201c Meglio morire sani!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuello \u00e8 un ladro!!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201c Te la facevi con quello l\u00e0, lo immaginavo, ti ammazzo!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cHanno rubato tutti!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cOra basta!!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cUna situazione sociale indecente..\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuanta disoccupazione..\u201d<\/p>\n<p>\u201cSono in ritardo!!!!\u201d<\/p>\n<p>La gente che passava si stupiva perch\u00e9 aveva la netta impressione di aver gi\u00e0 sentito quelle frasi, per non parlare dei vituperi che aveva immagazzinato con dovizia di particolari; ma in genere chi si stupiva non capiva che in pratica lui ripeteva quello che aveva sentito, pari pari. E senza aggiungere una virgola.<\/p>\n<p>Poi assumeva quell\u2019espressione tipica di chi la sa lunga ma la tiene per s\u00e9, e cos\u00ec le mamme con la carrozzina che andavano di corsa perch\u00e9 l\u2019asilo chiude, quelli con gli auricolari, quelli con il telefonino, quelli con la valigetta, quelli con il tempo alle calcagna che morde, gli lanciavano un\u2019occhiata torva e tiravano di lungo. L\u2019avevano tutti un tantino antipatico. E poi ingombrava con tutta quella roba ammucchiata. Magari bisognava avvisare i vigili di quartiere.<\/p>\n<p>Solo la cornacchia del primo pomeriggio si fermava a parlare con Agostino, inclinava la testa per guardarlo con l\u2019occhio sinistro e diceva:<\/p>\n<p>\u201cHai finito di urlare? Tanto io urlo di pi\u00f9,ahahah. Perderai la voce e nessuno ti ascolta, sei matto sei matto sei matto..Chi prende il fresco tutto il giorno ha la tosse di contorno ahahaha. E io no ahahah.\u201d<\/p>\n<p>Ma Agostino si stringeva nelle spalle e correva subito dai suoi bagagli nel timore che la cornacchia combinasse anche dei guai peggiori con quel becco, o facesse gli scherzi di cattivo gusto che vedeva fare in giro ai piccioni. Vatti a fidare di una cornacchia. Ma peggio ancora furono i vigili che difatti arrivarono puntuali come la cornacchia a dire che avrebbe dovuto pagare una tassa per l\u2019 immobile (edicola) e per i mobili (bagagli). La legge \u00e8 legge. Agostino rifer\u00ec quello che aveva sentito \u201cho venduto la barca per pagare le tasse \/ ora vendo la collana di perle di mia moglie\/ Tanto ho i soldi in Svizzera,\u201d E quelli se ne andarono.<\/p>\n<p>Visto che a parte la cornacchia non aveva interlocutori, si avvicin\u00f2 alla fontana per parlare<\/p>\n<p>con lei. Vicino alla fontana faceva anche pi\u00f9 fresco, a volte i bambini giocavano l\u00ec intorno, qualche coppia con l\u2019ora d\u2019aria si baciava, le badanti piantavano la loro vecchietta malatina davanti agli zampilli per telefonare nella loro lingua, e Agostino anche se ascoltava poi non riusciva a\u00a0 ripetere. Vedeva le vecchiette ipnotizzate dai giochi d\u2019acqua e quando se ne andavano\u00a0 dimenticavano in terra la memoria. Agostino la raccoglieva e se la metteva in tasca.<\/p>\n<p>Solo la fontana aveva il dono della clemenza e della lungimiranza, diceva sempre poche parole e quelle poche poi si diluivano in un sacco di gorgheggi che erano gradevoli da ascoltare ed evocavano sempre tante cose romantiche .<\/p>\n<p>Vicino alla fontana c\u2019era anche una ragazza cinese che vendeva un mucchio di stupidaggini tanto inutili quanto luminose, via via provava a far danzare le sue odalische di plastica sull\u2019orlo della vasca principale. A quanto pare anche lei non aveva una gran fortuna n\u00e9 con gli avventori n\u00e9 con le cornacchie. In mezzo alle cianfrusaglie teneva anche una specie di boa di penne rosa shocking e un piccolo sassofono.<\/p>\n<p>Un giorno la ragazza cinese riusc\u00ec a vendere le odalische a una bambina araba, invece il boa e il piccolo sassofono lo vollero due bambine in lacrime. Riuscirono a farseli comprare dalla baby sitter perch\u00e9 volevano imitare la mamma che era andata in America \u201c in una citt\u00e0 dove vive il jazz\u201d, e cos\u00ec si sbizzarrirono\u00a0 in scene americane per un\u2019ora smettendo di piagnucolare.<\/p>\n<p>Quando se ne andarono lasciarono sul bordo della fontana un mucchietto di scaglie di allegria. Agostino si mise in tasca pure quelle.<\/p>\n<p>Un altro giorno invece arrivarono tre zingari con tanto di fisarmonica e sacchetti pieni di strumenti vari, fra cui un clarinetto, un\u2019ocarina, un\u2019armonica, un flauto dolce: si accaparrarono lo spazio della cinese dopo una lunga discussione\u00a0 e si misero a suonare. Agostino a dire il vero dormicchiava, e tutta quella confusione lo infastid\u00ec parecchio. Quindi usc\u00ec dalla sua barricata di valigie, e and\u00f2 a fare la\u00a0 valutazione dei fatti a posteriori: constat\u00f2 che i tre avevano avuto la meglio, e la ragazza cinese se ne stava dall\u2019altra parte della fontana senza riuscire a vendere niente. Difatti dalla cesta perdeva una roba farinosa difficile da raccogliere. Allora facendo l\u2019indifferente si avvicin\u00f2 per osservare meglio, e si accorse che si trattava di speranza. Roba difficile da mettere in tasca specie se si fosse levato il vento dell\u2019autunno, e poi quello dell\u2019inverno. Appena se ne fosse andata lui avrebbe racimolato qualche avanzo con un po\u2019 di pazienza (anche di quella ne aveva poca).<\/p>\n<p>Intanto la banda dei tre zingari imperversava e qualcuno lanciava delle monetine. Ad Agostino le monetine non interessavano affatto, e sper\u00f2 che le raccattassero tutte per non sporcare il giardino.<\/p>\n<p>Sopra i tre per\u00f2 si vedevano delle bolle scure residuo della discussione, e quelle salivano insieme alla musica ad alimentare una nube compatta che si addensava sopra il giardino.<\/p>\n<p>\u201cAgooostiiino, Aaagooostiiiino&#8230;.\u201d si mise a gorgheggiare la fontana.<\/p>\n<p>Lui non era sicuro di aver sentito bene in tutto quel caos, ma si avvicin\u00f2. Faceva gi\u00e0 pi\u00f9 fresco dei giorni precedenti e vicino alla fontana ci andava malvolentieri. Nonostante cappotto e cappello gi\u00e0 sentiva i prodromi dell\u2019autunno.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 la nuuuuuuube\u201d, mormor\u00f2 la fontana.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 in alto e constat\u00f2 le dimensioni preoccupanti della nuvola grigia, pareva greve di robaccia tanto volatile quanto minacciosa. Riusciva a distinguere qua e l\u00e0 delle tracce di ira, di vanit\u00e0, di banalit\u00e0, di brutalit\u00e0, tutta roba evaporata da terra. Tutta roba inutile.<\/p>\n<p>\u201cVeerraaaaa\u00e0&#8230;&#8230;..l\u2019 iiiiiiinveeernooooooo\u201d concluse la fontana e pianse come faceva spesso, inutile negarlo.<\/p>\n<p>Lui rimase perplesso dall\u2019insolita chiarezza con cui si era espressa la fontana, ma nel dubbio and\u00f2 a sistemare un po\u2019 meglio i suoi bagagli perch\u00e9 qualora fosse venuto il freddo quello vero, l\u2019inverno gelido, tutte le sue cose forse si sarebbero congelate. E sarebbe stata una vera tragedia.<\/p>\n<p>Siccome i tre suonavano anche di notte, arrivarono pure i carabinieri perch\u00e9 nei palazzi vicini avevano protestato assai. La cosa era evidente perch\u00e9 anche stizza e insofferenza mischiata ai fumi di arroganza e noia avevano fatto un\u2019ulteriore cappa di gelo.<\/p>\n<p>Le cose si mettevano piuttosto male e Agostino, nonostante cercasse di scaldarsi con i suoi bagagli, non sapeva come fare. Aveva anche un po\u2019 di fame per\u00f2 l\u2019indifferenza creava della nebbia intorno a lui e ora i passanti neanche lo vedevano pi\u00f9. Neanche lo sentivano, a dire il vero, perch\u00e9 prestavano pi\u00f9 orecchio ai motori che alle parole.<\/p>\n<p>Quei pochi che gli lasciavano una focaccia con un briciolo di solidariet\u00e0, credevano che lui se ne fosse andato. La solidariet\u00e0 stava in valigia quella grande insieme all\u2019amicizia, ma si stava alleggerendo perch\u00e9 il calore non si trovava.<\/p>\n<p>In compenso per\u00f2 i passanti almeno parlavano come sempre, cos\u00ec lui la mattina presto urlava:<\/p>\n<p>\u201cDi questo passo si va all\u2019inferno tutti!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cPensano solo ai soldi!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cPassano sui cadaveri dei poveracci!!!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cBanda di cretini!!!\u201d<\/p>\n<p>E il sole era sparito. Come da manuale di un inverno burrascoso.<\/p>\n<p>La cornacchia del primo pomeriggio era piuttosto depressa e gracchiava cose incomprensibili, infatti probabilmente beccava solo spazzatura, ma non perdeva il vizio di guardare Agostino in tralice. Appena raccolse le energie fece una spiata:<\/p>\n<p>\u201cEheheh gli zingari hanno perso l\u2019ocarina&#8230;.l\u2019inverno si avvicina&#8230;..ahahahaha\u201d<\/p>\n<p>E siccome lui non rispondeva, aggiunse:<\/p>\n<p>\u201cSe non suoni uno strumento poi l\u2019inferno lo fa il vento ahahahahahah\u201d. E vol\u00f2 via.<\/p>\n<p>Allora Agostino si alz\u00f2 pigramente e and\u00f2 a cercare questa famosa ocarina di cui parlava la cornacchia, e la trov\u00f2 sotto i ligustri. And\u00f2 a lavarla alla fontana che piangeva ormai disperatamente da diversi giorni e osserv\u00f2 che nell\u2019acqua galleggiava gi\u00e0 qualche cubetto di ghiaccio<\/p>\n<p>\u201cAAAgoooostiiino&#8230;&#8230;..maaaandaaaaa viaaa l\u2019inveeernoooooo\u201d, mormor\u00f2 la fontana.<\/p>\n<p>E siccome lui non rispondeva, piomb\u00f2 di volata un passerotto che beccava insolitamente dello zucchero caduto da una frittella. Si sentiva un po\u2019 bassa la pressione.<\/p>\n<p>\u201cSe suoni l\u2019ocarina e scaldi l\u2019aria mandi l\u2019inverno a gambe all\u2019aria\u201d, lo disse talmente in fretta che l\u00ec per l\u00ec Agostino non non aveva capito. D\u2019altra parte \u00e8 tipico dei passeri essere veloci e volare via subito.<\/p>\n<p>\u201cOooooooooooooo siiiiiiiiiiiii\u201d, si entusiasm\u00f2 la fontana, sempre nei suoi limiti, ovviamente.<\/p>\n<p>Allora Agostino asciug\u00f2 ben bene l\u2019ocarina con uno straccio in cui aveva racchiuso l\u2019amore per l\u2019arte, (una cosa cresciuta per conto suo nello zaino dell\u2019amore perso), e cominci\u00f2 ad esercitarsi. Era veramente penoso a dire il vero, ma con la costanza e la speranza di cui aveva una piccola scorta, magari avrebbe potuto combinare qualcosa di meglio.<\/p>\n<p>Era solo un giorno che si esercitava quando la mattina dopo, molto presto, lo svegli\u00f2 un raggio di sole.<\/p>\n<p>Era solo un giorno ma forse sarebbe bastato&#8230;&#8230;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18167\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18167\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019incrocio di quattro strade c\u2019era una piazza, e nella piazza c\u2019era un giardino. 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