{"id":1811,"date":"2009-05-31T18:05:57","date_gmt":"2009-05-31T17:05:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1811"},"modified":"2009-05-31T18:05:57","modified_gmt":"2009-05-31T17:05:57","slug":"guizzi-metallici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1811","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Guizzi metallici&#8221; di Sara Spinardi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"medium;\"><span style=\"medium;\">Il telefono si era messo a squillare, suo padre aveva sollevato la cornetta e detto con voce roca \u201cTi ho gi\u00e0 detto che arrivo tra poco, tu intanto preparati\u201d. Poi aveva p<\/span>reso a percorrere il negozio a grandi passi nervosi, sempre pi\u00f9 rapidi; di colpo si era bloccato, aveva deglutito, composto un numero sulla tastiera, atteso qualche secondo e poi aveva detto\u201cBuongiorno, vorrei prenotare un volo per la destinazione pi\u00f9 lontana che avete. Il prima possibile. S\u00ec, va bene. No, solo andata. S\u00ec, viaggio solo. Sar\u00f2 da voi tra circa mezz&#8217;ora. Mi chiamo Mario Sevini. Grazie. Arrivederci\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Sandro si era sentito mancare il fiato; aveva premuto forte le mani sui mattoni del muretto sul quale era accovacciato. Aveva nascosto il viso tra le ginocchia, poi era tornato a sbirciare dal buco nella finestra. Adesso suo padre stava coprendo le poltrone con del nylon. Perch\u00e9 non entrava nessuno a farsi tagliare i capelli, o a farsi radere la barba? Lo guard\u00f2 mentre riponeva pettini e rasoi nei cassetti. Nel giro di pochi minuti sui ripiani non rimase pi\u00f9 nulla. Quando si era arrampicato sulla scala non era questo che pensava di vedere. Voleva solo spiarlo per descrivere meglio possibile il suo lavoro. Quando suo padre aveva indossato la giacca e si era guardato intorno con gli occhi lucidi Sandro non era pi\u00f9 riuscito a stare fermo, ed era saltato gi\u00f9 dal muretto, trascinandosi dietro la scala, che era caduta con un gran tonfo metallico.Appena toccato terra si era messo a correre, sollevando nuvole di polvere sulla strada sterrata. Poco prima di svoltare per casa sua si era fermato per riprendere fiato; la testa gli pulsava e aveva la gola secca. Si sentiva le guance bagnate ma non se le tocc\u00f2, non voleva avere pianto. Se i suoi vestiti erano tutti l\u00ec, se ogni cosa era al suo posto, allora era solo uno scherzo, e a cena avrebbero riso un sacco di questa storia.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">La casa spiccava bianca tra i prati. Sandro attravers\u00f2 il cortile, Bobo gli venne incontro mugolando, lui gli fece cenno di non abbaiare. Bobo ubbid\u00ec. Sandro si avvicin\u00f2 al muro e lo percorse fino alla finestra che dava sulla cucina. Ci guard\u00f2 dentro: sua madre era l\u00ec, come sempre. Indossava una maglietta gialla, sbiadita e stretta, che le disegnava delle curve enormi sulla schiena. Sembrava che la maglietta stesse per scoppiare. Stava maneggiando la mezzaluna e tutto il suo corpo ondeggiava come un grosso budino.A Sandro lei sembrava sempre la stessa, proprio la stessa di quella mattina, e anche di cinque anni prima.Entr\u00f2 in casa, facendo bene attenzione a non fare rumore, sal\u00ec le scale, evitando il quarto gradino, che cigolava. Tutto in quella casa era stato fatto con materiale di recupero, cos\u00ec ogni cosa funzionava solo a met\u00e0.<span style=\"medium;\">In punta alle scale svolt\u00f2 a destra, oltrepass\u00f2 la sua camera, si infil\u00f2 in quella dei suoi genitori e and\u00f2 deciso verso l&#8217;armadio. Lo apr\u00ec e cont\u00f2 le giacche di suo padre. Ne mancavano due. Lo stesso coi pantaloni e le camicie. <\/span>Si lasci\u00f2 cadere sul pavimento con un tonfo. Rimase a lungo immobile, le braccia e le gambe gli pendevano molli dal corpo. Poi si alz\u00f2 di scatto e corse in camera sua sbattendo al porta, negli occhi uno sguardo febbrile. Apr\u00ec l&#8217;armadio e ci affond\u00f2 una mano dentro: quando la tir\u00f2 fuori stringeva un piccolo oggetto che lanciava bagliori metallici. Va bene, il suo compleanno sarebbe stato la settimana prossima, ma se solo lo trovava e gli dava il regalo magari non sarebbe partito, magari sarebbe rimasto l\u00ec con loro, e ci avrebbero riso su a cena. Il fiocco si era un po&#8217; schiacciato, cerc\u00f2 di arricciarlo per farlo tornare come prima, ma non ci riusc\u00ec. <\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Si infil\u00f2 in tasca il regalo, la carta argentata scricchiol\u00f2 leggera.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\">\u201c<span style=\"medium;\">Sandroooo, sei tu?\u201d la voce di sua madre rimbalz\u00f2 morbida sui gradini. Sandro prese fiato, usc\u00ec dalla camera e si ferm\u00f2 in cima alla scala. \u201cS\u00ec mamma, sono io\u201d. Stringeva forte il corrimano, proprio non le riusciva di guardarla. \u201cNon ti ho sentito entrare, e per un attimo ho pensato fossero i ladri\u201d cominci\u00f2 a ridere di gusto \u201cMa te l&#8217;immagini, i ladri qui\u201d il corpo le ondeggiava tutto \u201cneanche uno spillo troverebbero da rubare\u201d . Sandro prese a scendere i gradini, quasi di corsa. \u201cDevo andare mamma\u201d \u201cLa vuoi una cioccolata calda? Cos\u00ec mi racconti di quel tema che devi scrivere per domani. Non mi ricordo pi\u00f9 il titolo\u201d Sandro si blocc\u00f2 sull&#8217;ultimo gradino e la guard\u00f2 \u201cChe lavoro voglio fare da grande\u201d Sua madre fece schioccare una mano sull&#8217;altra \u201cAh, gi\u00e0\u201d Si guard\u00f2 intorno con lo sguardo perso \u201cLa vuoi una cioccolata calda?\u201d \u201cNo, mamma, e guarda che me l&#8217;hai gi\u00e0 chiesto\u201d Passando le sfoder\u00f2 il miglior sorriso triste che i suoi dodici anni gli permettevano, e per un attimo si perse nei suoi grandi occhi. Come gli capitava con le mucche. <\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Appena fuori inciamp\u00f2 nelle ciabatte del padre, allineate accanto alle sue. Quelle se le portava ovunque andasse, non poteva essersele dimenticate l\u00ec. Nella testa di Sandro quelle ciabatte diventarono enormi come la sua speranza. Un sorriso gli si allarg\u00f2 in viso. Tenendosi premuta la tasca dei pantaloni, che ballonzolava, si mise a correre. Quasi si scontr\u00f2 con un uomo che camminava a passo incerto verso casa sua, lo sguardo fisso a terra e il viso scuro. Non lo riconobbe subito, d&#8217;altronde non aveva mai visto Fausto cos\u00ec triste, non ci era abituato. L&#8217;uomo cerc\u00f2 di afferrargli il braccio, gli disse che voleva parlargli, ma Sandro corse via felice, gridandogli che adesso non aveva proprio tempo.Arrivato in paese imbocc\u00f2 il vicolo dietro il negozio: la scala era ancora l\u00ec, di traverso sul selciato. Le si avvicin\u00f2 e la tir\u00f2 su, appoggiandola al muro: ora il vicolo era quello di prima. Sandro chiuse gli occhi e li strinse forte. Continuava a pensare alle ciabatte, e che la prossima settimana suo padre avrebbe compiuto gli anni. Di sicuro, tornando in negozio, l&#8217;avrebbe trovato l\u00ec. Respir\u00f2 profondamente, fece il giro dell&#8217;isolato e sbuc\u00f2 nella piazza davanti al negozio: c&#8217;erano molte persone riunite davanti alla vetrina, tutte scuotevano la testa e parlavano a bassa voce. La saracinesca era abbassata, un cartello bianco spiccava tra le teste, ma Sandro non riusciva a leggere cosa c&#8217;era scritto sopra, in nero, solo CHSO e poco sotto FALNTO . Le gambe gli tremavano mentre attraversava la strada, di colpo il gruppetto si volt\u00f2 verso di lui e ammutol\u00ec, lo guardavano pietrificati e con gli occhi lucidi. Sandro cerc\u00f2 di aprirsi un varco, ma loro stavano immobili, allora prese a spintonarli, e a gridare che doveva sapere, che voleva leggere. Si scostarono: c&#8217;era scritto CHIUSO PER FALLIMENTO.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\"><span style=\"medium;\">La bocca gli divent\u00f2 una fessura stretta, e le lacrime cominciarono a colargli gi\u00f9 in rivoli spessi. Prese a guardarsi intorno smarrito, da ogni parte gli arrivavano pacche sulle spalle, tutti cercavano di abbracciarlo, ma lui li respingeva, sempre pi\u00f9 affannato. L&#8217; unico con cui avrebbe voluto parlare era Fausto, ma per quanto si affannasse l\u00ec intorno non gli riusciva di trovarlo. Lui era il migliore amico di suo padre, si conoscevano fin da bambini, di sicuro doveva saperne qualcosa di questa storia. Sandro di colpo lo odi\u00f2, se sapeva qualcosa allora avrebbe potuto anche fermarlo. Perch\u00e9 non lo aveva fatto? Non lo avrebbe mai perdonato per questo, e voleva dirglielo, subito. Si mise a correre verso casa, sperando di trovarlo ancora nei paraggi. <\/span>Arriv\u00f2 nel cortile senza fiato per la lunga corsa, le lacrime continuavano a offuscargli la vista. Fausto gli stava venendo incontro, aveva la schiena curva e si teneva una mano aperta sul viso. Sandro gli si butt\u00f2 addosso rabbioso, strappandogli la mano dal viso. Voleva guardarlo negli occhi mentre gli diceva che lo odiava. Ma Fausto stava piangendo, e quando lo abbracci\u00f2 lui gi\u00e0 non lo odiava pi\u00f9. Si strinsero forte, poi Fausto lo spinse via dolcemente e si allontan\u00f2, ancora pi\u00f9 curvo di prima. <\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Sandro attravers\u00f2 il cortile, arriv\u00f2 al rubinetto che di solito usavano per annaffiare le piante, lo apr\u00ec e si lasci\u00f2 scorrere l&#8217;acqua sulla testa, a lungo. Il corpo gli pesava addosso e non riusciva pi\u00f9 a pensare a nulla. Si lasci\u00f2 cadere a terra, con la schiena appoggiata contro il muro caldo della casa. . Allung\u00f2 un braccio e prese ad accarezzare Bobo, che lo stava guardando, la testa schiacciata a terra e lo sguardo pieno di tristezza. L&#8217;aria profumava di rag\u00f9, e quando Sandro cominci\u00f2 a sentire il suo stomaco gorgogliare decise di alzarsi.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Appena prima di entrare in cucina gett\u00f2 il regalo nel cestino della spazzatura, in un attimo i guizzi metallici si persero nel ciarpame puzzolente.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Sua madre non si volt\u00f2 quando Sandro entr\u00f2 in cucina, era vicina ai fornelli e stava girando il sugo.La tavola era apparecchiata per tre, come al solito, e quando loro due si sedettero i loro sguardi si incrociarono appena. Il viso di sua madre era contratto in una nuova smorfia, e bench\u00e9 cercasse di sorridere met\u00e0 bocca puntava in gi\u00f9.L&#8217;unico suono che si sentiva era il ticchettio della pendola, e quando fece otto rintocchi sua madre sospir\u00f2 e disse con voce piatta \u201cForse tuo padre stasera tarder\u00e0 pi\u00f9 del solito, noi intanto iniziamo a mangiare\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Sandro annu\u00ec, ingoiando la prima forchettata di pasta.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1811\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1811\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il telefono si era messo a squillare, suo padre aveva sollevato la cornetta e detto con voce roca \u201cTi ho gi\u00e0 detto che arrivo tra poco, tu intanto preparati\u201d. 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