{"id":1808,"date":"2009-05-31T18:04:37","date_gmt":"2009-05-31T17:04:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1808"},"modified":"2009-05-31T18:04:37","modified_gmt":"2009-05-31T17:04:37","slug":"cordone-ombelicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1808","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Cordone ombelicale&#8221; di Marco Bianchi"},"content":{"rendered":"<p><span>\u201cPronto\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cE\u2019 un\u2019ora che provo a chiamarti\u201c la investo.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cEhi scusa, ero impegnata in una riunione importantissima. Sai oggi c\u2019era l\u2019incontro con&#8230;\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cSecondo te come la prenderanno?\u201d la interrompo.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cCredo sia andato tutto bene, i clienti mi sembravano piuttosto soddisfatti\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201dMa no, intendevo i miei. Te ne sei dimenticata? Ho preso dei pasticcini e qualche pizzetta per creare un\u2019atmosfera pi\u00f9 rilassata\u201d spiego totalmente elettrizzato.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cAhhh, certo che no. Vedrai, con il tempo l\u2019accetteranno\u201d si limita a rispondermi con distacco.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cMi aspettavo un po\u2019 pi\u00f9 di sostegno\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cLo sai come la penso\u201d ribatte ora quasi polemica.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cDai amore ne abbiamo gi\u00e0 discusso. E\u2019 un passo che devo fare da solo. E poi potrai venire quando vuoi e fermarti a dormire&#8230;\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cE sar\u00e0 come convivere\u201d me l\u2019hai gi\u00e0 detto.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cScusa adesso ti devo salutare. Fammi l\u2019in bocca al lupo&#8230;\u201d concludo.<\/span><\/p>\n<p><span>fremente.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cIn bocca al lupo teso&#8230;\u201d odo la voce scappare via, mentre con note calanti la batteria del cellulare mi abbandona.<\/span><\/p>\n<p><span>Sono appoggiato con entrambi i glutei al cofano dell\u2019auto. <\/span><\/p>\n<p><span>Davanti a me una ringhiera arrugginita mi separa e trattiene idealmente dal vuoto. Sotto il lago, reso ancor pi\u00f9 grigio e cupo dalla luce crepuscolare che va scemando dietro la sponda opposta.<\/span><\/p>\n<p><span>Tiepide folate d\u2019aria mi investono alle spalle smosse dalle macchine in transito a lato della piazzola.<\/span><\/p>\n<p><span>I rumori no, quelli non li sento.<\/span><\/p>\n<p><span>Mi sforzo ancora di visualizzare la scena dall\u2019esterno. <\/span><\/p>\n<p><span>Chi mi ha suggerito, come tecnica di rilassamento, di osservare fissamente gli oggetti e descrivere la realt\u00e0 con oggettivo distacco? <\/span><\/p>\n<p><span>Forse il mio analista. O l\u2019ho letto in qualche rubrica.<\/span><\/p>\n<p><span>No, credo lui.<\/span><\/p>\n<p><span>Beh in ogni caso, dovrei adoperarlo pi\u00f9 spesso.<\/span><\/p>\n<p><span>Le braccia semi conserte.<\/span><\/p>\n<p><span>La sinistra mi cinge il petto, la mano stretta tra la piega dell\u2019avambraccio destro che \u00e8 ora sospeso davanti alle mie labbra.<\/span><\/p>\n<p><span>Aspiro un\u2019ultima lunga boccata.<\/span><\/p>\n<p><span>E stringendola tra indice e pollice, la giro a portata di sguardo. Quel paio di millimetri scarsi di carta bianca tra la brace e il filtro ormai rammollito e maltrattato mi chiamano.<\/span><\/p>\n<p><span>Ancora un\u2019altra.<\/span><\/p>\n<p><span>Un acre vapore di filtro bruciacchiato mi invade naso e gola. <\/span><\/p>\n<p><span>La butto oltre il parapetto e con la faccia di chi ha appena ingoiata una cucchiaiata di quegli amarissimi sciroppi per la tosse salgo in macchina.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cGi\u00e0 le 19.45, cazzo!\u201d sobbalzo girando le chiavi nel quadro.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cDai, dai -impreco- cosa rallenti?\u201d <\/span><\/p>\n<p><span>Gli altri automobilisti sembrano congiurare contro di me, coalizzandosi per rallentare la rincorsa al tempo che dopo ogni curva o semaforo acquista sempre pi\u00f9 margine. <\/span><\/p>\n<p><span>Mi ricacciano indietro. Mi rubano spazio.<\/span><\/p>\n<p><span>Procedo a scatti accelerando e cambiando nervosamente. Il volante serrato con la mano sinistra disegna angoli acuti nel mio zigzagare tra il traffico.<\/span><\/p>\n<p><span>Poi una sterzata pi\u00f9 brusca delle altre e in un riflesso incondizionato l\u2019altro braccio \u00e8 spinto verso il sedile passeggero.<\/span><\/p>\n<p><span>Troppo tardi.<\/span><\/p>\n<p><span>Lo stropiccio di una sportina plastificata e della carta anticipano il rovesciarsi di vassoi.<\/span><\/p>\n<p><span>Intuisco l\u2019impiastricciato mescolarsi di creme, il fondersi di cibi dai colori e sapori differenti.<\/span><\/p>\n<p><span>Soprattutto noto un leggero spargersi di briciole sul tappetino. L\u2019accartocciarsi dell\u2019involucro.<\/span><\/p>\n<p><span>Mi chino per recuperarli ad una posizione per lo meno orizzontale.<\/span><\/p>\n<p><span>Sono pochi istanti. Ma quando riporto lo sguardo sulla carreggiata, quella maledetta lanterna a tre occhi mi espone bollino rosso.<\/span><\/p>\n<p><span>Il piede istintivamente affonda pesante sul pedale del freno. <\/span><\/p>\n<p><span>Lo spremo.<\/span><\/p>\n<p><span>Le gomme stridono e dal pianale posteriore si stacca una frusciante tempesta di fogli che mi investe e riempie l\u2019abitacolo. <\/span><\/p>\n<p><span>Il sangue strizzato verso il cuore lo fa pompare all\u2019inverosimile.<\/span><\/p>\n<p><span>Lo sento martellare in gola e nel petto.<\/span><\/p>\n<p><span>Resto senza fiato alcuni secondi. <\/span><\/p>\n<p><span>Poi l\u2019esaurirsi dell\u2019adrenalina mi svuota le membra e scivolando lungo sedile, abbasso per intero il finestrino.<\/span><\/p>\n<p><span>Una bava di aria fresca mi investe le tempie calde e pulsanti, la fronte imperlata di sudore.<\/span><\/p>\n<p><span>Con la bocca spalancata inspiro quanta pi\u00f9 aria i miei polmoni sono in grado di stipare.<\/span><\/p>\n<p><span>Una due, tre, volte. Inspiro ed espiro. Inspiro ed espiro. Inspiro ed espiro. Rumorosamente.<\/span><\/p>\n<p><span>Il verde mi invita a ripartire.<\/span><\/p>\n<p><span>Sono renitente. <\/span><\/p>\n<p><span>Un colpo di clacson mi sprona.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cEh un attimo! Mamma mia che fretta\u201d impreco rivolgendomi allo specchietto retrovisore.<\/span><\/p>\n<p><span>Sposto con un\u2019ampia e decisa bracciata alcuni fogli fluttuanti tra cruscotto e parabrezza.<\/span><\/p>\n<p><span>La mia andatura ora \u00e8 lenta e svogliata come a voler dilatare il tempo e con esso le probabilit\u00e0 che un evento straordinario, sollevandomi da ogni senso di colpa, mi impedisca di giungere a destinazione.<\/span><\/p>\n<p><span>Il momento tanto atteso e ora rifuggito in cui sotto casa parchegger\u00f2 in quel posto auto che da piccolino ospitava la macchina di mia madre.<\/span><\/p>\n<p><span>Una Panda blu puffo dal tetto in lamiera incavato per il peso delle zuppe coperte di lana grezza con cui la proteggevamo nelle fredde umide notti invernali.<\/span><\/p>\n<p><span>In cui cercher\u00f2 di circuirli con abbondanti aggettivi qualitativi sulla ricercatezza delle piastrelle, sull\u2019affidabilit\u00e0 degli impianti, sulla resistenza dei serramenti, sulla funzionalit\u00e0 e tecnologia degli elettrodomestici, sul pregio delle materie prima degli arredi interni. Calcando la mano sull\u2019attenzione ai prezzi e la mia capacit\u00e0 di contrattazione.<\/span><\/p>\n<p><span>Inebrier\u00f2 i loro sensi con un goccio di spumante e giocher\u00f2 la carta dell\u2019emotivit\u00e0 con aneddoti, ricordi e qualche vecchia foto di quella che all\u2019epoca era una neo famiglia degli anni \u201980 in un appartamento con la moquette.<\/span><\/p>\n<p><span>Incasser\u00f2 con discrezione e modestia i complimenti di mio padre sui lavori di ristrutturazione, probabilmente celata dietro ad una autocompiacimento su quello che era stato frutto del suo sacrificio e delle sue scelte.<\/span><\/p>\n<p><span>Poi prendendola alla larga- \u201cl\u2019agenzia immobiliare \u00e8 gi\u00e0 stata interpellata e ci sarebbe perfino un inquilino\u201d comunicher\u00f2. <\/span><\/p>\n<p><span>Parto. e mi fermo e riparto adeguandomi al traffico. Le braccia per\u00f2 sempre tese e rigide, si aggrappano al volante.<\/span><\/p>\n<p><span>Il pigro incedere richiede scarsa attenzione, mi distrae.<\/span><\/p>\n<p><span>Ho come l\u2019impressione di sentire le loro risposte alla mia esternazione.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cChe bisogno hai di andartene di casa? Non stai bene con noi&#8230;ti diamo fastidio&#8230;\u201d alza la voce mio padre. Disegnata sul volto l\u2019espressione di chi \u00e8 stato appena messo al corrente di un tradimento.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cPerch\u00e9 non ti sposi, prima? L\u2019appartamento tanto resta l\u00ec, tuo padre ha sempre voluto diventasse tuo\u201d teneramente sembra implorare mia madre.<\/span><\/p>\n<p><span>Nuovamente rallento. Provo a svuotare la testa.<\/span><\/p>\n<p><span>Poso lo sguardo sul palazzo alla mia sinistra.<\/span><\/p>\n<p><span>Le persiane in legno spalancate, fissate con vecchi e arrugginiti garibaldini al muro giallo senape.<\/span><\/p>\n<p><span>L\u2019intonaco leggermente scrostato sullo spigolo in corrispondenza dell\u2019intersezione con la strada traversa mette in mostra un antico pilastro di solidi mattoncini.<\/span><\/p>\n<p><span>Mi sento pi\u00f9 sciolto.<\/span><\/p>\n<p><span>Un\u2019insegna luminosa cattura la mia attenzione coi suoi neon verde smeraldo intermittenti.<\/span><\/p>\n<p><span>Appaiono e scompaiono disegnando croci.<\/span><\/p>\n<p><span>Subito sotto splendono in rosso delle cifre indicanti 22\u00b0 C.<\/span><\/p>\n<p><span>Mi blocco rapito dall\u2019alternarsi della immagini che le luci disegnano sul pannello nero.<\/span><\/p>\n<p><span>Ad un tratto anche la scritta rossa cambia dicitura e prende a lampeggiare.<\/span><\/p>\n<p><span>20.53<\/span><\/p>\n<p><span>20.53<\/span><\/p>\n<p><span>Lancio una rapida occhiata al cruscotto e immediatamente all\u2019orologio sul polso.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cMaledetta ora legale\u201d sbiascico a denti stretti.<\/span><\/p>\n<p><span>Impugno il cellulare e lo collego all\u2019accendisigari.<\/span><\/p>\n<p><span>Una raffica di trilli, conferma i miei dubbi.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cPronto. che fine hai fatto\u201d mi accoglie la voce di mia madre.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cScusate ho avuto un contrattempo e il cellulare era scarico e non mi sono accorto e&#8230;\u201d mi giustifico con voce sommessa.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cNon preoccuparti, per fortuna ci eravamo portati le chiavi\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cDa-davvero\u201d balbetto, \u201callora?\u201d dico riprendendo il controllo.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cBellissima, sei stato veramente bravo. Anche il pap\u00e0 ti fa i complimenti -e proseguendo-<\/span><\/p>\n<p><span>Si vede che la senti tua\u201d pronuncia con voce strozzata.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cGrazie\u201d \u00e8 l\u2019unica cosa che mi esce.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cStai tornando?\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cPasso la un attimo e arrivo. Magari insieme ci torneremo un\u2019altra volta\u201d cerco di concludere.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cQuando potrai\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>Chiudo la chiamata e uno strano senso di liberazione mi avvolge<\/span><\/p>\n<p><span>Scendo dalla macchina.<\/span><\/p>\n<p><span>Salgo due gradini alla volta con ampie falcate.<\/span><\/p>\n<p><span>Sulla mensola all\u2019ingresso una busta.<\/span><\/p>\n<p><span>La apro. Spuntano delle banconote e un biglietto.<\/span><\/p>\n<p><span>Siamo orgogliosi di te e del lavoro che hai fatto.<\/span><\/p>\n<p><span>Ci auguriamo che questa casa possa accogliere i tuoi sogni e, chiss\u00e0, un domani la tua famiglia come ha fatto con noi.<\/span><\/p>\n<p><span>Hai deciso di cavartela da solo e ti fa onore, ma se avrai bisogno non aver paura di chiedercelo. <\/span><\/p>\n<p><span>Anche se sotto a tetti differenti ci saremo sempre.<\/span><\/p>\n<p><span>In bocca al lupo.<\/span><\/p>\n<p><span>Ah, questi sono i tre mesi di affitto che hai anticipato all\u2019agenzia.<\/span><\/p>\n<p><span>Non vorrai fare l\u2019inquilino a casa tua&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span>Mamma e pap\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span>Le lacrime cominciano a sgorgare silenziose, ma in quelle stanze vuote rimbombano, esplodendo sul piano in legno della mensola.<\/span><\/p>\n<p><span>Mi lascio cadere sul divano.<\/span><\/p>\n<p><span>Perch\u00e9 non ti sposi? Perch\u00e9 vuoi uscire di casa?<\/span><\/p>\n<p><span>Si ripresentano nella mia mente senza preavviso. <\/span><\/p>\n<p><span>Estraggo dalla tasca il cellulare.<\/span><\/p>\n<p><span>Compongo il numero di Simona, ma appendo prima che squilli.<\/span><\/p>\n<p><span>Mi sento solo. Ho voglia di tornare a casa.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1808\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1808\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPronto\u201d. \u201cE\u2019 un\u2019ora che provo a chiamarti\u201c la investo. \u201cEhi scusa, ero impegnata in una riunione importantissima. 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