{"id":18074,"date":"2014-03-07T18:02:14","date_gmt":"2014-03-07T17:02:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18074"},"modified":"2014-03-07T18:02:14","modified_gmt":"2014-03-07T17:02:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-bastianazzo-di-giuseppe-panzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=18074","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Bastianazzo&#8221; di Giuseppe Panzera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Come quasi tutti i ragazzi italiani, anch\u2019io per molti anni ho praticato lo sport del calcio, giocando in una squadra del mio quartiere che partecipava al campionato allievi.<\/p>\n<p>Allenamenti nei giorni dispari e la domenica in campo per la partita.<\/p>\n<p>Durante gli allenamenti eravamo tutti presenti, tranne uno, che si presentava solo per le partite.<\/p>\n<p>Il suo nome era Sebastiano, ma per quello strano vezzo in uso nel tempo di imbruttire i nomi, veniva chiamato Bastianazzo.<\/p>\n<p>Bastianazzo era un ragazzo della nostra et\u00e0, come tutti gli altri\u2026 o quasi.<\/p>\n<p>Viveva infatti in una famiglia poverissima che non poteva permettersi di mandarlo a scuola e perci\u00f2 era costretto a lavorare.<\/p>\n<p>Tutti i giorni percorreva le strade su una bicicletta scassata per portare la spesa al domicilio dei clienti di un supermercato del quartiere.<\/p>\n<p>Col sole, con la pioggia, col freddo, col caldo, lui era sempre l\u00ec, sulla sua biciclettina che andava avanti e indietro veloce, schivando auto e passanti, per poter fare pi\u00f9 consegne possibile e sperare cos\u00ec di ricevere piccole mance che servivano ad arrotondare il suo magro compenso.<\/p>\n<p>Talvolta passava vicino al campo dove noi ci allenavamo, fermandosi un attimo a salutarci e a chiederci contro chi avremmo giocato la domenica successiva; poi filava via sorridente, dandoci appuntamento a quel giorno. E la domenica lui c\u2019era sempre!<\/p>\n<p>Pimpante, allegro, combattivo, lui c\u2019era sempre, con il corpo e soprattutto con il cuore.<\/p>\n<p>L\u2019allenamento fisico non gli mancava, visto che andava in bicicletta \u00a0molte ore al giorno.<\/p>\n<p>Riguardo invece la tecnica, Bastianazzo ne era dotato quasi per dono divino: aveva un talento naturale che gli consentiva di giocare meglio di tutti noi.<\/p>\n<p>Pur essendo un po\u2019 rustico, ci metteva talmente impegno che era praticamente su tutti i palloni, facendo impazzire gli avversari che spesso non riuscivano a fermarlo in nessun modo.<\/p>\n<p>Se cadeva si rialzava subito, se mancava una palla non imprecava, se l\u2019arbitro fischiava un fallo sbagliato non protestava.<\/p>\n<p>Giocava con il sorriso sulle labbra, felice di poter fare una cosa che gli piaceva, dopo una settimana di intenso lavoro, poco adatto ad un ragazzo della sua et\u00e0.<\/p>\n<p>Alla fine delle partite, diventava un po\u2019 triste, perch\u00e9 sapeva che avrebbe dovuto attendere un\u2019intera settimana per poter dare sfogo al suo desiderio di libert\u00e0, ma comunque non lo dava molto a vedere.<\/p>\n<p>Io me ne accorgevo perch\u00e9 lo guardavo negli occhi, mentre gli altri fuggivano via distratti a festeggiare in caso di vittoria o a lamentarsi in caso di sconfitta.<\/p>\n<p>Un giorno, fissandolo dopo la partita, mi accorsi di una smorfia di dolore sul suo viso mentre si toglieva le scarpe.<\/p>\n<p>Osservai quelle strane calzature e mi resi conto che erano praticamente dei pezzi di cartone assemblati in modo da sembrare scarpe.<\/p>\n<p>Le presi in mano per vederle meglio, ma lui le reclam\u00f2 subito e, con malcelata vergogna, li ripose in una busta di plastica sottraendole alla mia vista.<\/p>\n<p>Allora mi sedetti sulla panchina dello spogliatoio e spostai l\u2019attenzione sulle mie\u00a0 scarpe, le mie \u201cpantofole d\u2019oro\u201d, ambitissimo regalo dei miei quattordici anni.<\/p>\n<p>Mentre mi crogiolavo in quella visione, Bastianazzo mi pass\u00f2 davanti veloce zoppicando vistosamente.<\/p>\n<p>Lo trattenni per un braccio e gli chiesi: \u201cTi sei fatto male?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, no, sto bene\u2026 Ci vediamo domenica.\u201d<\/p>\n<p>E fugg\u00ec via veloce, senza aggiungere altro.<\/p>\n<p>Ma la storia si ripet\u00e9 puntualmente e anzi pi\u00f9 passava il tempo e pi\u00f9 il suo strano zoppicare si intensificava, influendo anche sul suo rendimento in campo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il mister decise di farlo rimanere in panchina proprio nella partita pi\u00f9 importante del campionato.<\/p>\n<p>Quella domenica, mentre sedevo accanto a lui in panchina, osservai ancora quelle sue strane scarpe: entrambe mostravano una vistosa scollatura fra suola e tomaia e pensai quanto fosse difficile, se non impossibile, riuscire a giocare in quelle condizioni.<\/p>\n<p>Lui fremeva perch\u00e9 voleva entrare in campo e quando il mister lo lanci\u00f2 nella mischia, si butt\u00f2 dentro anima e cuore.<\/p>\n<p>Lott\u00f2 come un gladiatore, finch\u00e9 in un contrasto la scarpa destra gli si apr\u00ec del tutto, suscitando la derisione degli avversari e di qualche compagno poco intelligente.<\/p>\n<p>Bastianazzo non sapeva che fare, si guard\u00f2 attorno imbarazzato e quando l\u2019arbitro lo invit\u00f2 severo ad alzarsi per non perdere tempo corse verso la nostra panchina, saltellando su un piede e col residuo della scarpa in mano.<\/p>\n<p>Il mister si mise le mani ai capelli: aveva gi\u00e0 esaurito le sostituzioni e mancavano quindici minuti alla fine della partita che avrebbe deciso tutta la stagione.<\/p>\n<p>Il terreno non era coperto d\u2019erba ma era di \u201cterra battuta\u201d, o almeno cos\u00ec veniva detto, anche se era in realt\u00e0 cosparso di piccole pietre aguzze.<\/p>\n<p>Bastianazzo aveva un cuore grande, si tolse anche l\u2019altra scarpa e ritorn\u00f2 in campo, fra lo stupore di avversari e compagni.<\/p>\n<p>Correva scalzo, saltellando come un matto, ma correva pi\u00f9 di tutti gli altri.<\/p>\n<p>Ad un tratto, un infido sassolino appuntito si conficc\u00f2 nella pianta del piede e lo fece crollare a terra rovinosamente.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 alla panchina con una smorfia di dolore e disse sottovoce: \u201dNon ce la faccio\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il calzettone sporco di terra si tinse di rosso per il sangue che fluiva copioso.<\/p>\n<p>Quando se lo tolse, osservai per la prima volta attentamente quel piede: che impressione!<\/p>\n<p>Calloso, deformato, pieno di piccole cicatrici\u2026 mi chiesi come potesse camminare in quelle condizioni. Sembrava il piede di un vecchio\u2026<\/p>\n<p>Lui si accorse del mio sguardo e mi disse con un sorriso forzato: \u201dQuando devi fare ogni giorno chilometri con scarpe dure e scomode\u2026 il risultato \u00e8 questo.\u201d<\/p>\n<p>Mi scese silenziosa una lacrima poi, senza pensarci, tolsi le mie \u201cpantofole d\u2019oro\u201d, di cui ero stato fino a quel momento gelosissimo e le diedi a lui: \u201dMettiti queste e torna in campo.\u201d<\/p>\n<p>I suoi occhi brillarono\u2026 aveva i piedi martoriati, ma non ci pens\u00f2 un attimo, infil\u00f2 rapidissimo le mie scarpe e ritorn\u00f2 felice sul terreno di gioco.<\/p>\n<p>Stavamo vincendo 1 a 0 e mancavano ormai una manciata di minuti alla fine.<\/p>\n<p>Quel risultato ci avrebbe permesso di vincere il campionato, mentre il pareggio avrebbe premiato i nostri avversari che avevano un punto pi\u00f9 di noi in classifica.<\/p>\n<p>L\u2019assedio dei nostri rivali era forsennato: tutti nella nostra area, compreso il portiere.<\/p>\n<p>Una confusione pazzesca, con la palla che veniva sbattuta avanti e indietro senza fermarsi mai.<\/p>\n<p>In quei minuti convulsi Bastianazzo lottava con tutte le sue forze, cercando di essere dovunque per ostacolare le manovre degli avversari.<\/p>\n<p>Durante il recupero, nel tentativo di riconquistare un pallone nella nostra area, forse per un improvviso dolore al piede ferito, rovin\u00f2 addosso ad un avversario.<\/p>\n<p>L\u2019arbitro non ebbe alcun dubbio e assegn\u00f2 il calcio di rigore.<\/p>\n<p>Ne segu\u00ec un gigantesco parapiglia, che dur\u00f2 diversi minuti e si concluse con tre espulsioni.<\/p>\n<p>Alla fine l\u2019arbitro avvis\u00f2 le squadre che la partita si sarebbe chiusa con il calcio di rigore.<\/p>\n<p>La tensione era altissima, tutti trattenevano il fiato.<\/p>\n<p>Il \u201ccolpevole\u201d, che era stato pesantemente insultato dal mister e dai compagni per aver compiuto il fallo che ci poteva costare l&#8217;intera stagione, se ne stava seduto solitario vicino alla bandierina del calcio d\u2019angolo, sforzandosi vistosamente di trattenere le lacrime.<\/p>\n<p>Il rigore fu segnato e perdemmo il campionato.<\/p>\n<p>Bastianazzo si alz\u00f2 con un\u2019espressione indecifrabile, mi restitu\u00ec le scarpe e and\u00f2 via scalzo e a testa bassa.<\/p>\n<p>Io ebbi solo il coraggio di sussurrargli: \u201cPoteva succedere a tutti, non te la prendere! Ci rifaremo un altro anno!\u201d<\/p>\n<p>Lui si volt\u00f2 un attimo, accennando un sorriso, poi gir\u00f2 l\u2019angolo e scomparve alla mia vista.<\/p>\n<p>Non lo incontrai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Non so che fine abbia fatto, so solo che da quel giorno, quando incontro persone povere, mi viene istintivo guardare le scarpe che calzano e mi ritornano in mente quelle parole pronunciate con amarezza ai bordi di un campo di calcio: \u201cQuando devi fare ogni giorno chilometri con scarpe dure e scomode\u2026 il risultato \u00e8 questo.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_18074\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"18074\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come quasi tutti i ragazzi italiani, anch\u2019io per molti anni ho praticato lo sport del calcio, giocando in una squadra del mio quartiere che partecipava al campionato allievi. 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