{"id":17951,"date":"2014-02-22T19:59:49","date_gmt":"2014-02-22T18:59:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17951"},"modified":"2014-02-22T19:59:49","modified_gmt":"2014-02-22T18:59:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-biondino-di-parigi-di-maurizio-polimeni-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17951","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Biondino di Parigi&#8221; di Maurizio Polimeni  (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]&gt;-->Odiava quel nomignolo e per questo calava il suo cappello sdrucito gi\u00f9, fino ad arrivare quasi agli occhi. Occhi vispi, di un chiaro inusuale per quelle terre assolate, e quei capelli gialli, color paglia, cos\u00ec rari e tipicamente nordici, tanto che qualcuno pens\u00f2 bene di ribattezzare il piccolo come \u201cBiondino di Parigi\u201d.<\/p>\n<p>Lo circondavano in quattro e adesso lo sfidavano. E lui era pronto ad accettare quella specie di scommessa. Dentro la sua testolina, in un angolo remoto della sua mente, provava a farsi strada l&#8217;immagine di sua madre che lo inseguiva gridando: scacci\u00f2 quel pensiero ed accett\u00f2.<\/p>\n<p>&#8220;Carmelino! Alzati, \u00e8 ora di scuola!&#8221;- lo svegli\u00f2 la mattina seguente suo fratello Peppe, toccandogli il braccio. Rimase un attimo a stiracchiarsi le gambe, poi apr\u00ec gli occhi. Nella stanza accanto, la madre mondava i baccelli verdi, lasciando cadere le fave tenere nel tegame di latta.<\/p>\n<p>&#8220;Lavati e mangia&#8221;- impart\u00ec la madre. Si vest\u00ec in fretta, prese i quaderni, li infil\u00f2 nel sacco, poi salut\u00f2. Attacc\u00f2 a fischiettare e usc\u00ec di casa.<\/p>\n<p>Percorse un po&#8217; di strada, poi tagli\u00f2 dai campi. Avanzava sicuro e allargava le braccia, con le palme in gi\u00f9 a sfiorare le punte delle spighe selvatiche. Si arrest\u00f2 quando ne not\u00f2 una pi\u00f9 alta delle altre. La stacc\u00f2 alla base, ripul\u00ec il fusto e ne tolse con cura le parti superflue. Alla punta, sottile e flessibile, fece un nodo a mo&#8217; di cappio; poi sorrise soddisfatto, scostando i capelli dagli occhi. <i>U chiaccu* <\/i>\u00a0era pronto.<\/p>\n<p>Si rimise in marcia, il sacco su una spalla e il fuscello, con il cappio in cima, tenuto delicatamente in mano.<\/p>\n<p>Il vento, che pareva mutato a scirocco, increspava morbido quel mare di erba. Alz\u00f2 la testa e scorse i ruderi del vecchio castello poggiati sullo sperone di roccia. Si avvicin\u00f2 a un muretto di pietra e prov\u00f2 a individuare con cautela una preda all&#8217;altezza. In poco tempo, da cacciatore provetto, riusc\u00ec ad acchiappare un paio di lucertole; ma non gli bastava, cap\u00ec di poter fare molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Si ricord\u00f2 di averlo visto da quelle parti, alla base della torre circolare. La raggiunse e si mise subito all\u2019opera. Cominci\u00f2 a piegarsi sulle gambe, scrutando fin dentro i buchi e le fessure tra le pietre. Si muoveva lento, attento, aiutato dal sole appena sorto che si insinuava nelle crepe fra i mattoni di selce. Niente. Non riusciva a vederlo. Eppure sarebbe stato un bel colpo, trovarlo e catturarlo. Gi\u00e0 s&#8217;immaginava le facce dei suoi compagni e tutto il resto. Pareva rassegnato, poi si accorse di una traccia.<\/p>\n<p>Una buca, abbastanza grande e nascosta; la terra smossa di lato e alcune orme lasciate da piccole zampette. Era la tana del ramarro.<\/p>\n<p>Si appost\u00f2 paziente ed aspett\u00f2. La tana appariva vuota e disabitata: nessun movimento. Le gambe piegate che gli dolevano, la mano sinistra aperta ed appoggiata in terra, stava in equilibrio con una parte della schiena addossata al muro. Era pronto per rialzarsi, poi not\u00f2 un&#8217;impercettibile variazione di colore nella penombra della tana. Riacquist\u00f2 fiducia e trattenne il fiato.<\/p>\n<p>Il ramarro allung\u00f2 guardingo la testa bluastra. La pieg\u00f2 da un lato e poi dall&#8217;altro. Era il suo modo di esplorare il mondo fuori dalla tana. Carmelino allung\u00f2 deciso il braccio destro e, con un gesto rapido, protese l&#8217;estremit\u00e0 dello stelo lungo e flessibile, infilando il cappio sottile nella testa del rettile. Spaventato, il ramarro si mosse rapido in avanti e fin\u00ec per bloccare il nodo gi\u00f9 per la gola, fino alle zampe anteriori.<\/p>\n<p>Al bambino scapp\u00f2 un grido di esultanza; poi si accucci\u00f2, premette due dita sulla testa del ramarro e lo immobilizz\u00f2. Spost\u00f2 davanti il sacco coi quaderni e lo infil\u00f2 all&#8217;interno. Si alz\u00f2, scosse la terra dai calzoni corti, calc\u00f2 il cappello in testa e s&#8217;incammin\u00f2 fischiettando verso il centro del paese. Allung\u00f2 il passo, prese a seguitare una gallina per diversi metri, poi si attacc\u00f2 assetato alla canna della fontana. Bevve, si asciug\u00f2 col braccio e osserv\u00f2 la scuola: ci voleva un bel coraggio a presentarsi tardi, tutto sudato e con il sacco appresso, provvisto di quaderni, fionda e rettili vari.<\/p>\n<p>Apr\u00ec deciso il cancelletto, poi entr\u00f2 in una delle due aule. La maestra bassa ed occhialuta si gir\u00f2 mentre scriveva col gesso alla lavagna.<\/p>\n<p>&#8220;Ooh&#8230;ben svegliato, signorino!&#8221;<\/p>\n<p>Tutti gli sguardi e i risolini dei compagni accompagnarono Carmelino, mentre si avvicinava in fondo alla classe.<\/p>\n<p>&#8220;Vieni un po&#8217; avanti, qui, in prima fila&#8221;.<\/p>\n<p>Carmelino mugugn\u00f2, fece retromarcia e si trascin\u00f2 fino ai primi banchi, rosso in viso e con gli occhi bassi. La maestra lo segu\u00ec per un po\u2019 con lo sguardo, poi si rimise alla lavagna e continu\u00f2.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019, si guard\u00f2 intorno, si assicur\u00f2 che la maestra non lo notasse, apr\u00ec il sacco, trattenne per un attimo il fiato e liber\u00f2 il ramarro. Sistem\u00f2 un quaderno sul banco, fece finta di leggerlo ed attese; il ramarro esplorava lento il pavimento di graniglia. D&#8217;un tratto, una compagna al secondo banco lo vide e gett\u00f2 un urlo.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che inizi\u00f2 il finimondo. Chi saltava, chi rideva, tutti che urlavano. E poi la maestra, pallida in viso, lei che odiava le bestie, figuriamoci un rettile! L\u2019unico che non muoveva un dito era Carmelino: si gustava tranquillo il giusto trionfo.<\/p>\n<p>Gli occhi gli brillavano e la bocca pass\u00f2 da un sorrisetto appena accennato, ad un\u2019espressione di vero stupore, per il trambusto che stava montando. La scommessa era vinta; gli amici avrebbero senza dubbio riconosciuto che a Carmelino il coraggio non mancava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adesso, per\u00f2, la situazione stava un tantino degenerando. La maestra cominci\u00f2 a urlare, poi, a correre verso la porta, neanche fosse arrivato <i>u terremotu<\/i>! Qualcuno compar\u00ec dall\u2019altra aula, senza capire cosa stesse succedendo.<\/p>\n<p>Tutti ridevano da sciancarsi e allora uno comment\u00f2:<\/p>\n<p>\u201dQuesta \u00e8 opera del Biondino di Parigi&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>Fin\u00ec che sgomberarono l\u2019aula, troppo disordine e troppe grida. Alla maestra per poco non venne un colpo, ma poi, con calma &#8211; se due pi\u00f9<i> <\/i>due fa quattro &#8211; nella sua testa prese corpo l&#8217;ipotesi quasi certa di quell\u2019unico responsabile.<\/p>\n<p>La voce dell\u2019accaduto fece il giro del paese ed arriv\u00f2 ben presto alle orecchie di donna Cicca, madre di Carmelino. E cos\u00ec, in breve, il povero &#8220;biondino&#8221; si ritrov\u00f2 braccato e minacciato dai gesti della madre che gli correva dietro.<\/p>\n<p>Continuarono per un bel pezzo, lui avanti e lei appresso, le grida e la polvere che sia alzava, manco fosse cominciata la processione del santo!<\/p>\n<p>Infine la madre, stremata, si arrese e si ferm\u00f2; mise le mani sui fianchi e scoppi\u00f2 a ridere:<\/p>\n<p>&#8220;Eeehh&#8230;stessa pasta di tuo padre!&#8221;<\/p>\n<p>Carmelino sent\u00ec, si volt\u00f2 e si arrest\u00f2 ansimando, le mani sulle ginocchia.<\/p>\n<p>Rise pure lui, abbass\u00f2 gli occhi, docile come un puledrino e aspett\u00f2 che la madre lo prendesse per mano.<\/p>\n<p>* il cappio<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17951\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17951\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Odiava quel nomignolo e per questo calava il suo cappello sdrucito gi\u00f9, fino ad arrivare quasi agli occhi. Occhi vispi, di un chiaro inusuale per quelle terre assolate, e quei capelli gialli, color paglia, cos\u00ec rari e tipicamente nordici, tanto che qualcuno pens\u00f2 bene di ribattezzare il piccolo come \u201cBiondino di Parigi\u201d. Lo circondavano in [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17951\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17951\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3606,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-17951","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17951"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3606"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17951"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17951\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17960,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17951\/revisions\/17960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}