{"id":17856,"date":"2014-02-17T19:52:49","date_gmt":"2014-02-17T18:52:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17856"},"modified":"2014-02-17T19:52:49","modified_gmt":"2014-02-17T18:52:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-stellina-e-morta-di-patrizia-napoleone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17856","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Stellina \u00e8 morta&#8221; di Patrizia Napoleone"},"content":{"rendered":"<p>Stellina \u00e8 morta<\/p>\n<p>La ronda sotto il lampione, tutte le sere, per \u00a0quaranta notti. La fiaba racconta che solo\u00a0 alla quarantesima notte, lunga e fredda, con la pioggia sferzante, la ragazza apr\u00ec la finestra. L\u2019innamorato \u00a0per\u00f2, bagnato fino alle ossa, se ne era andato sette minuti prima della mezzanotte e non vide la finestra aprirsi. Cos\u00ec fin\u00ec il suo amore. Quarantuno furono invece le sue notti e gi\u00e0 l\u2019ultima albeggiava quando\u00a0 se ne and\u00f2. Il lampione diventava ormai fioco per l\u2019 accendersi della luce naturale. Stellina riconosceva il suono dei suoi passi, abbaiava. Lo fece per una decina di giorni, poi smise. Forse, pensava lui, avr\u00e0 continuato a scodinzolare fino a quando, delusa, sar\u00e0 andata a rifugiarsi nel solito angolo del divano.<\/p>\n<p>Sotto il lampione cicche di sigarette, la bocca amara, la voglia di caff\u00e8 al rumore della saracinesca del bar, che Armando sollevava per incominciare le pulizie.<\/p>\n<p>Ci si tuff\u00f2 appena vide la luce accesa nel locale.<\/p>\n<p>\u201cViene sempre?\u201d<\/p>\n<p>Armando fece un\u2019espressione imbarazzata. Avrebbe preferito non rispondere, ma cos\u00ec \u00e8.<\/p>\n<p>\u201cSi\u201d.<\/p>\n<p>Pronunci\u00f2 a testa bassa.<\/p>\n<p>\u201cSola?\u201d<\/p>\n<p>Questa volta non rispose e gli serv\u00ec un caff\u00e8 lungo caldo.<\/p>\n<p>\u201cMangia qualcosa\u201d.<\/p>\n<p>Gli porse una brioche che aveva intiepidito nel fornetto.<\/p>\n<p>\u201cSei giovane. Sai quante volte ti capiter\u00e0 di innamorarti?\u201d<\/p>\n<p>Intanto puliva\u00a0 il bancone.<\/p>\n<p>\u201cCe ne sono di belle ragazze!\u201d<\/p>\n<p>Continu\u00f2 voltandogli le spalle per riordinare le bottiglie sui ripiani di vetro.<\/p>\n<p>Quando si gir\u00f2, lui era gi\u00e0 uscito.<\/p>\n<p>Travers\u00f2 la piazzetta. Suon\u00f2 il campanello. Il violaceo dell\u2019alba rendeva livido quel giorno nascente. Guard\u00f2 su. Si guard\u00f2 intorno. Nessuno. Un salto e raggiunse il terrazzino del piano rialzato. Era un\u2019alba \u00a0torrida. Giovanna era calda la notte. Un calore animale; odore acre che violentava i suoi sensi. Lui sapeva che avrebbe trovato la finestra aperta. Giovanna non aveva paura dei ladri. Era tranquilla \u00a0Giovanna, fiduciosa, sicura. Non aveva paura di nessuno. Le persiane erano dischiuse. Tolse la catenella ed entr\u00f2. Giovanna dormiva. La camicia le si era arrotolata sopra la vita, le gambe dischiuse, il pube bruno che pareva alitare col respiro del ventre. Rest\u00f2 immobile a contemplarla, dai capelli appiccicati sulla fronte, a formare riccioli scomposti, alla linea dei seni\u00a0 fino a quello scoperto nido di piacere che da quaranta pi\u00f9 un giorno\u00a0 lo tormentava. Ossessione, spasimo, angoscia di perdita, rabbia accecante, quando si ritrovava a masturbarsi con foga pensando al suo pube offerto come frutto spolpato dal nocciolo. Incominci\u00f2 a sudare. Una calma improbabile lo invase come se quello sguardo su lei si eternasse fino al sollievo del piacere. Fu Stellina a rompere l\u2019incanto. Dal fondo del letto dove era solita accucciarsi incominci\u00f2 a guaire di gioia, un mugolio sommesso che non avrebbe svegliato Giovanna, se la barboncina non avesse\u00a0 saltellato sul letto per andargli incontro. Giovanna apr\u00ec gli occhi e fu come se lo vedesse quando le portava il caff\u00e8. Lui di solito si svegliava prima.<\/p>\n<p>\u201c Fino a tanto?\u201d<\/p>\n<p>Gli chiese sollevandosi sul gomito.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 non mi porti il caff\u00e8?\u201d<\/p>\n<p>Lui sent\u00ec che nel dirlo la voce le si incrinava. Era commossa. And\u00f2 in cucina seguito da Stellina. L\u2019aroma del caff\u00e8 ovatt\u00f2 il piccolo appartamento.<\/p>\n<p>\u201cTi ricordi che la nostra storia \u00e8 finita?\u201d<\/p>\n<p>Disse lei.<\/p>\n<p>\u201cDa quarantun giorni\u201d.<\/p>\n<p>Aggiunse lui.<\/p>\n<p>\u201cNon ho tenuto il conto, ma \u00e8 finita\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 vero. E\u2019 stato solo un incubo. Una notte troppo lunga. Lo disse calmo, carezzandole i capelli e con sorpresa vide lacrime che scendevano sul volto di lei.<\/p>\n<p>\u201cTi ho lasciato, Marco. Per sempre. Non c\u2019era via di uscita per me. L\u2019ho dovuta trovare cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>\u201c Cos\u00ec come?\u201d<\/p>\n<p>\u201cApri l\u2019armadio\u201d.<\/p>\n<p>Come un automa lui obbed\u00ec e trov\u00f2, confusi con i vestiti di lei, qualche camicia e pantalone da uomo.<\/p>\n<p>Rosso.<\/p>\n<p>Rabbia.<\/p>\n<p>La mascella gli scricchiol\u00f2 contraendosi.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon avresti capito in nessun altro modo\u201d.<\/p>\n<p>Rispose Giovanna restando tranquilla.<\/p>\n<p>\u201cTroppa gelosia, troppi litigi. Mi controllavi su tutto e io mi sentivo un animale in gabbia. Troppe rinunce, inutili, incomprensibili\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIo non ti perder\u00f2. Stai certa. Non ti lascer\u00f2 andare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOra non \u00e8 pi\u00f9 possibile Marco. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile. Quando ti confessai che sarei stata meglio con un altro uomo, meno ossessionato dalla paura di essere abbandonato, quest\u2019altro c\u2019era gi\u00e0. Credevo che tu avessi capito il messaggio. Per me era gi\u00e0 tutto finito. Ero tristissima, perch\u00e9 ti ho amato e ti voglio ancora bene. Ma \u00e8 tutto finito. Ho scelto me stessa. Se restavamo insieme ci saremo scannati, prima o poi\u201d.<\/p>\n<p>Come se non si riferissero a lui, ascolt\u00f2 queste parole da spettatore di una commedia falsa. Era indifferente, ma quando ud\u00ec quel \u201cTroia!\u201d che gli usc\u00ec dalla bocca, la rabbia gli sollev\u00f2 i peli sulla pelle e sent\u00ec un brivido che gli percorse la testa. Giovanna chin\u00f2 il volto. Piangeva sommessa.<\/p>\n<p>\u201cNon lo dire, non lo dire! Aspetto un bambino\u201d.<\/p>\n<p>Si alz\u00f2 e raggiunse la cucina, con quella camicia corta che le lasciava scoperto il sedere, una grande rosata albicocca.<\/p>\n<p>\u201cMi hai tradito!\u201d<\/p>\n<p>Url\u00f2 lui ringhiando.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 vero!\u201d<\/p>\n<p>Questa volta urlava anche Giovanna.<\/p>\n<p>\u201cTi ho lasciato, ti ho spiegato il perch\u00e9 e quarantuno giorni fa, tu li hai anche contati, quando ti ho detto di non avvicinarti pi\u00f9 a me, ti ho anche confessato che stavo frequentando un altro. Un altro, hai capito? Perch\u00e9 ora sei sorpreso?\u201d<\/p>\n<p>Lui l\u2019aveva raggiunta.<\/p>\n<p>\u201cHo anche finto di non sentirti tutte le notti sotto la finestra. Ora non sono pi\u00f9 sola. Non puoi entrare in casa mia come un ladro. Devo difendermi. Mi dispiace, credi, dovermi difendere da te, ma la mia condizione vuole rispetto. Devo avere rispetto di me stessa e se continui a molestarmi ti denuncio, s\u00ec, ti denuncio per stalking\u201d.<\/p>\n<p>Non respirava pi\u00f9. Si ferm\u00f2, riprese fiato. Quando il battito del cuore ritorn\u00f2 al ritmo normale \u201cVattene Marco\u201ddisse a bassa voce.<\/p>\n<p>\u201cVattene, ti prego\u201d.<\/p>\n<p>Quel calore che gli era salito alla testa sembr\u00f2 sprofondargli dentro la pancia. Solo quella vorticava, ma la testa era diventata lucida, fredda. Gli occhi fotografarono tutta la stanza, fino all\u2019ultimo dettaglio: Stellina che scodinzolava in mezzo a loro.<\/p>\n<p>L\u2019afferr\u00f2. Questa me la riprendo io. Te la regalai per amore e te la porto via per odio. Rideva Marco, con una smorfia di sconcio sberleffo. Giovanna lo guard\u00f2 terrorizzata.<\/p>\n<p>\u201cStellina no! Mai! E\u2019 mia!\u201d<\/p>\n<p>Pi\u00f9 rapida delle sue stesse parole riusc\u00ec ad afferrare la zampa posteriore della cagnolina che guaiva sgomenta.<\/p>\n<p>\u201cMai! Fattelo il tuo cucciolo. Puttana!\u201d<\/p>\n<p>\u201cLasciala! Lei non c\u2019entra! Lasciala ti ho detto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cProvati a tirare ancora e io la spezzo\u201d.<\/p>\n<p>Giovanna si immobilizz\u00f2 quando sent\u00ec uno scricchiolio atroce e un guaito secco, sordo. La zampa che stringeva nella mano si afflosci\u00f2 come un fiore reciso. Schium\u00f2 di orrore e afferr\u00f2 il coltello sul tavolo di cucina, quello accanto al pane.<\/p>\n<p>\u201cMaledetto assassino!\u201d<\/p>\n<p>Url\u00f2 verso di lui, tenendo il coltello alto, pronta a difendersi, perch\u00e9 ora aveva paura, ma inciamp\u00f2 nel corpo scaprettato di Stellina che lui aveva lasciato cadere.<\/p>\n<p>Lui raccolse il coltello.<\/p>\n<p>\u201cPuttana\u201d rantol\u00f2 \u201cMie, siete mie! Cagna lei, cagna tu!\u201d<\/p>\n<p>Buio.<\/p>\n<p>Lampi al quarzo incandescente.<\/p>\n<p>Amnesia rossa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019automobile sfrecciava lungo il viale. Andava impazzita e dimenticata. Lui non sapeva di guidare, fuggiva da se stesso. Ma non sapeva dove e perch\u00e9. Una sirena sibil\u00f2 dietro di lui, poi un lampeggiare azzurro lo abbagli\u00f2. Solo allora si accorse che andava a duecentoventi all\u2019ora e il motore fumava. Fren\u00f2 secco, l\u2019automobile s\u2019impenn\u00f2 ruotando a U sull\u2019asfalto. La Polizia lo circond\u00f2 e due agenti si avvicinarono.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 ubriaco fradicio\u201d.<\/p>\n<p>Senti dire come se la voce venisse da lontano.<\/p>\n<p>\u201cMa che ha fatto?\u201dGli chiesero \u201cE\u2019 insanguinato. Si \u00e8 ferito?\u201d<\/p>\n<p>\u201cStellina \u00e8 morta\u201d. Disse.<\/p>\n<p>\u201cChi \u00e8? Sua figlia? Parli, siamo qui anche per aiutarla!\u201d<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 una cagna, Stellina. E\u2019 morta\u201d.<\/p>\n<p>I poliziotti si guardarono, passandosi un muto messaggio.<\/p>\n<p>\u201cCi porti sul posto\u201d.<\/p>\n<p>Docile entr\u00f2 nell\u2019automobile della Polizia e\u00a0 guid\u00f2 gli agenti\u00a0 fino all\u2019appartamento.<\/p>\n<p>\u201cNon ho le chiavi, che volete, nella fretta. Entriamo \u00a0dalla terrazza\u201d.<\/p>\n<p>Prima sal\u00ec lui, dalla camera pass\u00f2 in cucina e inaspettatamente sent\u00ec che un poliziotto lo spinse a terra con un ginocchio puntato in mezzo alle spalle. Gli rovesciarono le braccia all\u2019indietro e avvert\u00ec il colpo secco delle manette. L\u2019altro gli punt\u00f2 una pistola vicino alla testa.<\/p>\n<p>\u201cChiama la Centrale\u201ddisse al collega \u201c e la Scientifica\u201d.<\/p>\n<p>I capelli neri di Giovanna erano zuppi di sangue. Sotto il suo petto spuntava il muso di un barboncino con occhi vitrei spalancati.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019ho ammazzata io, Stellina. Mi dispiace. A Giovanna regaler\u00f2 un altro cucciolo. Cos\u00ec faremo la pace\u201d.<\/p>\n<p>Un colpo di ginocchio pi\u00f9 energico sulle spalle lo fece vomitare. Poi perse i sensi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17856\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17856\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stellina \u00e8 morta La ronda sotto il lampione, tutte le sere, per \u00a0quaranta notti. 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