{"id":17800,"date":"2014-02-11T19:56:58","date_gmt":"2014-02-11T18:56:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17800"},"modified":"2014-02-11T19:56:58","modified_gmt":"2014-02-11T18:56:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-giorni-felici-di-luigi-de-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17800","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Giorni felici&#8221; di Luigi De Rosa"},"content":{"rendered":"<p>Ore 9:00 Stazione Circumvesuviana<\/p>\n<p>E&#8217; in partenza dal binario 3 l&#8217;elettrotreno 952FF , direttissimo per Sorrento!<\/p>\n<p>E&#8217; in partenza dal binario 3 l&#8217;elettrotreno 952FF , direttissimo per Sorrento!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Finalmente!&#8221; pens\u00f2 il ragazzo &#8220;Roma-Napoli in poco pi\u00f9 di due ore e mezza e poi inchiodato qui nella Circum a pregare che San Gennaro ci faccia partire, che non ci siano incendi o scioperi selvaggi&#8221;.<\/p>\n<p>Osserv\u00f2 la vecchia, aveva tutta l\u2019aria di un mazzo di chiavi tremolanti. L\u2019aiutava una badante sui quaranta cinquant\u2019anni, sicuramente straniera; tratti slavi quelli del viso,duri e senza poesia, come quelli di una statua di ghiaccio, capelli biondi portati cortissimi, n\u00e9 bella n\u00e9 brutta,un tipo insignificante.<\/p>\n<p>La vecchia invece indossava un tailleur rosa e blu con un cappellino a tamburello,era un abito di ottimo taglio, sicuramente acquistato in qualche Boutique del Corso Italia a Sorrento, di quelle che si possono permettere solo i ricchi sfondati. Francesco allung\u00f2 il bracci\u00f2 e liber\u00f2 il sedile che aveva di fronte della sua ventiquattrore, regalo di laurea, appesantita dai codici per il concorso in Magistratura. Si mise la valigetta sulle gambe, la Signora lo ringrazi\u00f2 cortesemente e si sedette davanti a lui,mentre la badante occupava il sedile di fianco. Il treno ripart\u00ec, Francesco diede un\u2019occhiata distratta fuori dai finestrini,calcol\u00f2 almeno un\u2019ora abbondante per Sorrento, fuori correvano via palazzoni grossi e grigi, con quelle miriadi di inferriate alle finestre che trasformavano gli appartamenti in tante piccole celle. \u201cLe mie prigioni\u201d pens\u00f2, cos\u00ec distrattamente. \u201cChiss\u00e0 i sacrifici che uno fa per comprarsi una casa. Un posto tranquillo dove vivere sereno e poi per goderselo, lo deve riempire di sbarre, se no, un giorno o l\u2019altro, ti ci trovi qualcuno dentro a rovistare nella tua vita a portarsi via i tuoi ricordi. S\u00ec,pens\u00f2 Francesco accompagnando l\u2019affermazione con un movimento del mento quasi rispondesse alla domanda di un estraneo, \u00e8 questa la sensazione pi\u00f9 brutta che ti assale,quando scopri che son venuti i ladri. Non \u00e8 tanto il danno economico, quanto la sensazione di privasi stuprata.\u201dAhi, la testa\u201d.Francesco ,che si era sistemato la valigetta sulle gambe, si port\u00f2 la mano destra sul naso e con il pollice e l\u2019indice esercit\u00f2 una leggera pressione alla radice del naso,avvert\u00ec subito un leggero sollievo. Rimase cos\u00ec con gli occhi chiusi per un po&#8217;, lasciandosi cullare dallo scotio del treno.<\/p>\n<p>Dietro di lui degli studenti si scambiavano appunti di statistica, una ragazza si lamentava dell\u2019affollamento che c\u2019era nell\u2019aula durante l\u2019ora di Storia Contemporanea e dell\u2019assistente, Ruotulo, quello pelato, che all\u2019esame godeva nel metterti in imbarazzo con domande bastarde. Francesco, sospir\u00f2, pensando che quel tempo era passato ormai per lui. Gli esami universitari?, una cazzata, basta che parli e l\u2019esame te lo danno e dopo\u2026 , gi\u00e0 dopo! Si pass\u00f2 la mano fra i capelli lunghi. Farla finita. Era la prima volta che gli veniva in mente una simile decisione. Anzi no, da ragazzino, tredici anni, la depressione gli era saltata addosso e non l\u2019aveva lasciato per i primi due anni di liceo. Aveva convinto persino la madre a fissargli un appuntamento da uno strizzacervelli. Poi cos\u00ec come gli era venuta , era sparita, in barba a Freud e a tutta la Psicoanalisi. Ma adesso. Adesso era diverso. Gi\u00e0, il bambino prodigio, il pi\u00f9 bravo della classe alle medie, al liceo , laureato a 22 anni cum laude,l\u2019orgoglio di mamma e pap\u00e0 che nella merceria raccontavano ai loro clienti pi\u00f9 in vista che presto ci sarebbe stato un notaio in famiglia, aveva fallito. Non sarebbe mai diventato un magistrato. Bocciato per la terza volta: fine dei sogni. Il treno si ferm\u00f2. Francesco apr\u00ec gli occhi, dall\u2019altra parte dei finestrini vide un muro umano di ragazzini. I loro visi stipati sui finestrini come i loro sogni, stanchi e cattivi, disposti a tutto pur di non perderlo quel treno.\u201dLa cattiveria che era mancata a lui\u201d.Le porte del treno,rimasero per un attimo che sembr\u00f2 durare un\u2018eternit\u00e0, sbarrate, come quelle di un maniero che tiene fuori gli assedianti. Poi la resa, decisa chiss\u00e0 da chi. Uno sbuffo e via, le porte si spalancano ingoiando quell\u2019armata Brancaleone. Pendolari e studenti,uomini e donne, vecchi e bambini si precipitano come una mandria di pecore impazzite nelle carrozze alla ricerca di un posto libero. Alla fine dopo averle inghiottite tutte quelle pecore, il lupo treno chiuse le fauci e riprese la corsa. Il frastuono assordante che ora c\u2019era nella cabina, la calca, il caldo acuirono il mal di testa che Francesco aveva creduto sparito appena un attimo prima.<\/p>\n<p>\u201cSignora, no preoccupa. Tutto a posto detto dottor Russo. Si ricorda anche sua figlia ha detto che va bene. Ok? ,oggi andiamo casa. Faccio un t\u00e8 caldo. Poi nanna signora\u201d. L\u2019anziana guard\u00f2 la badante con aria distratta come se non desse alcun peso alle sue rassicurazioni. In fondo alla carrozza vide una coppia lei splendida mulatta, il corpo sinuoso asciato da un vestitino chiaro che lasciavano intravedere le splendide forme,lui molto pi\u00f9 grande, giacca sportiva assorto nella lettura di un quotidiano straniero. Sembravano felici,completamente estranei a tutto quel trambusto. Si specchi\u00f2 nel vetro del finestrino. Pens\u00f2 a quando lei poteva permettersi delle gonne che lasciassero le sue gambe alla merc\u00e8 del sole e degli sguardi interessati degli uomini. \u00a0Sistem\u00f2 una ciocca di capelli grigi sotto il cappello. Quindi con voce rauca, senza guardare la badante disse:\u201dRusso vuole darmi una nuova cura\u201d.<\/p>\n<p>Sospir\u00f2,aggrond\u00f2 le ciglia, con sdegno.\u201dNon tollero pi\u00f9 lo Xynophren\u201d. Allung\u00f2 le mani verso l\u2019interlocutrice. \u201cVedi le mie mani? Guarda la pelle come \u00e8 screpolata! Russo\u2026 Il dottore vuole che riprenda la chemioterapia per endovena che mi far\u00e0 perdere tutti i capelli\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 detto,signora\u201d replic\u00f2 la badante con tono rassicurante.\u201dDottore detto uno su due, detto uno su due ricordo bene\u201d<\/p>\n<p>\u201cAlla mia et\u00e0, non avr\u00f2 pi\u00f9 il tempo di vederli ricrescere,guad\u00f2 i capelli lunghi e lucenti della mulatta,invidiandola. Non voglio morire conciata cos\u00ec,come&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Il treno si mosse, prima lentamente,poi sempre pi\u00f9 velocemente. Schiamazzi di ragazzini,echi di risa sguaiate.<\/p>\n<p>\u201cWelcome to the jungle Watch it bring you to your shun na, na, na, na, na, na, na, na, knees, knees!I, I wanna watch you bleed\u201d ,lo stereo a palla di un ragazzone che procedeva con insolenza nella carrozza alla ricerca di un posto libero, vomit\u00f2 le parole dei Guns N&#8217; Roses sui tre. Francesco d\u2019istinto,pose la valigetta sul sedile libero di fianco a lui e, rivolto al ragazzone grid\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cE&#8217; occupato,mi spiace\u201d.<\/p>\n<p>I Guns N&#8217; Roses incazzati neri,senza crederci neanche un po&#8217;, si cercarono,rassegnati, un altro palco dove esibirsi nell&#8217;altra carrozza.<\/p>\n<p>Francesco lasci\u00f2 la valigetta sul sedile e guard\u00f2 l\u2019anziana signora che gli sorrise,grata,inarcando all\u2019ins\u00f9 le piccole labbra ravvivate da un velo di rossetto.<\/p>\n<p>\u201cCome quando stavo ad Auschwitz\u201d la vecchia, aveva concluso la frase iniziata prima della chiassosa apparizione,con questa frase rivolta alla badante che, imbarazzata, l\u2019aveva guardata con uno sguardo smarrito.<\/p>\n<p>\u201cNon voglio morire con la testa rapata a zero\u201d aveva aggiunto specchiandosi nuovamente nel finestrino, perdendosi in mezzo ai filari di lecci che si arrampicavano rigogliosi lungo i costoni del Faito.<\/p>\n<p>Francesco ripens\u00f2 stranito ai suoi propositi di suicidio.<\/p>\n<p>Rimase a fissare quel velo rosso sulle labbra smunte della vecchia. Sembravano i drappi di una bandiera su quello che rimaneva di un castello bombardato dove,gli ultimi soldati,asserragliati, resistevano orgogliosi.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; libero?&#8221; Francesco si scosse dai suoi pensieri. Voltandosi,in piedi davanti a lui, vide un uomo alto e distinto. Con la mano destra appoggiata al sedile libero,manteneva l&#8217;equilibrio messo a dura prova dagli scossoni del treno che attraversava un passaggio a livello, con l&#8217;altra stringeva una valigetta, simile a quella che lui stesso aveva sistemato sul sedile vuoto.<\/p>\n<p>&#8220;Certo&#8221; balbetto,Francesco. L&#8217;uomo sorrise, ma rimase fermo a guardare Francesco.<\/p>\n<p>&#8220;Ah , gi\u00e0 , mi scusi. E&#8217; la mia &#8230;Ecco fatto&#8221;, Francesco liber\u00f2 il sedile imbarazzato per la sua dabbenaggine.<\/p>\n<p>&#8220;Si figuri&#8221; farfuglio l&#8217;uomo, che si sedette , poi sistem\u00f2 a sua volta la valigetta sulle ginocchia e guard\u00f2 il resto dei passeggeri con un sorriso triste.<\/p>\n<p>L&#8217;anziana signora distolse lo sguardo dal finestrino e ricambi\u00f2 il saluto del nuovo venuto con un sorriso di circostanza. &#8220;Che begli\u00a0 occhi celesti ha questo ragazzo,eppure c&#8217;\u00e8 smarrimento in quel viso&#8221; pens\u00f2. Riprese a contemplare il paesaggio,il grigio delle pietre dei muri di contenimento alternarsi con il verde cupo dei cespugli. Le tornarono in mente gli occhi disperati di suo fratello,l&#8217;odore disgustoso del tanfo nei vagoni per animali dove i Nazisti li spingevano con solerzia. Erano gli occhi dell&#8217;agnello. D&#8217;un tratto il treno imbocc\u00f2 il tunnel, a lei apparve specchiato nel buio del finestrino, lo sguardo adesso pi\u00f9 torvo e disperato del nuovo arrivato.&#8221;Che occhi spiritati&#8221; pens\u00f2.<\/p>\n<p>Il vetro del finestrino ora era un palcoscenico, nel buio,spariti gli occhi del ragazzo, da sotto un cumulo di sabbia usciva la testa dell\u2019attrice Giulia Lazzarini,un cappellino come il suo a incorniciarne l\u2019incarnato bianco, era andata al Piccolo , accompagnata da suo padre a vedere \u201cGiorni felici\u201d di Becket. Winnie\/Lazzarini gridava da sotto terra \u00a0: Qualche volta \u00e8 tutto finito, quel che pu\u00f2 dare il giorno,tutto fatto, tutto detto, tutto \u00e8 pronto per la notte, e il giorno non \u00e8 finito, tutt&#8217;altro che finito, la notte non \u00e8 pronta, tutt&#8217;altro, tutt&#8217;altro che pronta<a title=\"\" href=\"#_edn1\">[i]<\/a>\u201d Gi\u00e0, pens\u00f2, adesso come allora, stringendo la mano del padre nella poltroncina (strinse la mano della badante che la lasci\u00f2 fare), Winnie con la sabbia fino al collo voleva continuare a vivere , come lei distesa sui freddi tavolacci nel capannone del campo di concentramento mentre si ripeteva ossessivamente che non sarebbe morta l\u00ec.<\/p>\n<p>&#8220;Diamine questi ragazzi non sanno pi\u00f9 godersi la vita!, Io me la sono tenuta stretta con tutte le forze in quell&#8217;inferno, su in Polonia&#8221;. Osserv\u00f2 stavolta con risentimento lo sguardo del giovane. Ma si pent\u00ec subito dopo di quel suo muto rimprovero.<\/p>\n<p>Gli venne in mente il quadro di un pittore catalano al quale da poco era stata dedicata una mostra a Palazzo Strozzi, &#8220;Fuga dalla Critica&#8221; s&#8217;intitolava la tela. Pere Borrell del Caso aveva dipinto un ragazzino\u00a0 scamiciato che, afferrando la cornice con entrambi le mani, come fosse stata una finestra, allungava il piede sinistro e la testa fuori dalla stessa, come a voler fuggire via da quello che per lui era un incubo, con occhi sporgenti di un pazzo!<\/p>\n<p>D&#8217;un tratto il buio e i ricordi sparirono, cancellati dalla prepotenza del sole che sanciva la fine del tunnel. Il sipario<\/p>\n<p>dell\u2019assurdo si era aperto su quello reale (reale?) della vita.<\/p>\n<p>La signora si port\u00f2 la mani sul viso per impedire che i raggi del sole le ferissero gli occhi. La badante le porse gli occhiali da sole.<\/p>\n<p>La signora aspett\u00f2 che il treno terminasse la sua corsa poi comodamente infil\u00f2 gli occhiali. Si guard\u00f2 intorno, erano a Seiano. Il nuovo venuto era sparito, evidentemente era sceso, mentre l&#8217;altro ragazzo, quello seduto fin dall&#8217;inizio di fronte a lei aveva uno sguardo preoccupato e due valige identiche in mano.<\/p>\n<p>L&#8217;altro aveva dimenticato la sua. &#8220;Che fare?&#8221; pens\u00f2 Francesco, &#8220;Adesso dico alla signora se mi tiene la mia e provo a rintracciare l&#8217;altro&#8221;.<\/p>\n<p>Ci fu prima un trambusto fra i passeggeri in entrata. Poi baccano e urla. Spintoni , urla e bestemmie. Qualcuno aveva deciso di bloccare la partenza del treno. Ancora uno sciopero improvvisato?<\/p>\n<p>Un capotreno fu preso a schiaffi. Pagava lui per i disservizi dell&#8217;azienda. Francesco si fece strada a spintoni, riusc\u00ec a guadagnare l&#8217;uscita della carrozza, mentre gli studenti intonavano cori irriverenti all&#8217;indirizzo dei dipendenti Circum. Sporgendosi, l&#8217;ormai mancato notaio, fece appena in tempo a vedere l&#8217;altro scavalcare l&#8217;inferriata del Ponte di Seiano e gettarsi nel precipizio.<\/p>\n<p>Segu\u00ec un silenzio irreale rotto da un unico strillo di donna intenso,acuto, eterno che si port\u00f2 via in fondo a quel vuoto, il senso di tutto. Era stata la vecchia signora, le era sembrato di vedere il corpo del fratello che in quello stesso posto quarant&#8217;anni prima era stato spinto gi\u00f9 dagli uomini della Gestapo. Ancora una volta davanti ai suoi vecchi occhi stanchi il mondo si stinse e poi,miracolosamente,ricomparve, anche questa volta, mutato di senso,per sempre.<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17800\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17800\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ore 9:00 Stazione Circumvesuviana E&#8217; in partenza dal binario 3 l&#8217;elettrotreno 952FF , direttissimo per Sorrento! 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