{"id":17788,"date":"2014-02-11T19:55:32","date_gmt":"2014-02-11T18:55:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17788"},"modified":"2014-03-10T17:00:37","modified_gmt":"2014-03-10T16:00:37","slug":"premio-racconti-nella-redte-2014-il-pedofilo-di-fulvia-rizonico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17788","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il pedofilo&#8221; di Fulvia Rizonico"},"content":{"rendered":"<p>Aveva dieci anni e sconvolta dalla paura aveva bussato alla porta dei vicini, sua madre era al\u00a0 lavoro e\u00a0 suo padre in un attacco d\u2019ira\u00a0 aveva sferrato due pugni ai vetri di una finestra della loro casa e ora il braccio destro dell\u2019uomo sanguinava copiosamente. Un taglio netto aveva reciso il tendine del polso.<\/p>\n<p>&#8211; Vi prego aiutatemi!- aveva urlato.<\/p>\n<p>La porta si era aperta. Ma i vicini non c\u2019erano.\u00a0 Avevano traslocato da poco e due operai\u00a0 stavano imbiancando le pareti.<\/p>\n<p>Mentre uno dei due\u00a0 si precipitava a soccorrere il padre l\u2019altro l\u2019aveva abbracciata, tenuta stretta e\u00a0 baciata sulla bocca. Lei tremava.<\/p>\n<p>Lui le accarezz\u00f2 il viso. Scappare, diceva il cervello. Ma le gambe non ricevevano il comando.<\/p>\n<p>-Basta cos\u00ec \u2013deve aver pensato il tipo, perch\u00e9 la lasci\u00f2 l\u00ec da sola\u00a0 e si allontan\u00f2\u00a0 raggiungendo\u00a0 anche lui il padre della ragazzina.<\/p>\n<p>Un ambulanza\u00a0 arriv\u00f2 poco dopo.<\/p>\n<p>Squill\u00f2 il telefono nella casa della ragazzina. L\u2019operaio che l\u2019aveva baciata\u00a0 e che aveva seguito tutte le operazioni\u00a0 degli operatori sanitari alz\u00f2 la cornetta\u00a0 e rispose prontamente, come fosse a casa sua \u2013Pronto? Si, signora, no, no non si preoccupi\u00a0 sono l\u2019operaio che sta ripulendo la casa dei vicini, sono corso in aiuto qui a casa sua, suo marito ha avuto un incidente&#8230; si \u00e8 tagliato. No, no,\u00a0 stia tranquilla ora lo stanno portando all\u2019ospedale \u00e8 solo un taglio profondo ma niente di grave, la bambina? Si, si\u00a0 \u00e8 qui con me.<\/p>\n<p>Due grosse lacrime iniziarono a scivolare sulle guance della ragazzina.<\/p>\n<p>La madre arriv\u00f2 poco dopo e trov\u00f2 la ragazzina seduta in cucina che guardava i vetri appuntiti della finestra, le schegge a terra e una pentola sporca nell\u2019acquaio.<\/p>\n<p>&#8211; Dov\u2019\u00e8 ? &#8211; disse la madre \u2013 Dov\u2019\u00e8 l\u2019operaio?\u00a0 Voglio ringraziarlo, \u00e8 stato cos\u00ec gentile.-<\/p>\n<p>&#8211; Non c\u2019\u00e8- disse la ragazzina- E\u2019 andato via.-<\/p>\n<p>-Porco cane!- imprec\u00f2 la madre &#8211; Volevo proprio ringraziarlo, va beh, lo far\u00f2 domani.-<\/p>\n<p>Si mise a raccogliere le schegge di vetro per terra, facendo attenzione a non tagliarsi, prese un vecchio giornale e incart\u00f2 con cura\u00a0 i pezzi di vetro.<\/p>\n<p>I giorni passarono e suo padre venne dimesso dall\u2019ospedale<b>.<\/b><\/p>\n<p>Suo padre, che aveva compiuto quaranta anni da poco, non rinunciava\u00a0 mai al sonnellino pomeridiano; era solito bere svariati bicchieri vino consumando il pranzo e questo lo stordiva quel tanto che gli permetteva di non pensare ai suoi guai e di farsi un bel sonno. Quando si svegliava era quasi ora di cena e ricominciava a bere. Sosteneva con energia che lui il vino lo reggeva benissimo e che invece c\u2019era gente che con un solo bicchiere era gi\u00e0 ubriaca. Ognuno aveva la sua soglia e lui conosceva benissimo la sua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La famiglia era abituata agli attacchi d\u2019ira dell\u2019uomo che si manifestavano con ciclicit\u00e0 lunare quasi che si avesse a che fare con un licantropo. Bastava che le cose non andassero come lui aveva previsto che in lui si scatenava un dolore profondo che non riusciva a contenere, un dolore che esplodeva in attacchi di rabbia violenti. Le mascelle cominciavano a muoversi\u00a0 con un ritmo lento e\u00a0 inesorabile, nella bocca i denti si toccavano tra loro con forza e il muscoli facciali ne rimandavano il movimento, lo sguardo perso nel vuoto stava a significare che nel giro di poco avrebbe attaccato. Fortunatamente se la prendeva solo con le superfici di legno e\u00a0 di vetro\u00a0 come per esempio sportelli,\u00a0 finestre o piani di cristallo, tutto ci\u00f2 che con un pugno poteva andare in frantumi o essere sfondato per sempre.<\/p>\n<p>Cosa era successo quel giorno, per scatenare la sua rabbia?<\/p>\n<p>Forse la luna era piena? Forse no? Questo non \u00e8 un dato in nostro possesso per\u00f2 sappiamo che nei mesi precedenti aveva iniziato una relazione con una ragazza appena diciottenne che gli aveva fatto perdere la testa, lo faceva impazzire sia per quanto era brava nel provocarlo che per il fatto che non lo voleva intorno se non per il tempo per\u00a0 stare insieme, lui e lei da soli.<\/p>\n<p>Lui si diceva innamorato e perduto per sempre se lei lo avesse lasciato.<\/p>\n<p>Tutti lo sapevano, anche i figli, anche la moglie, ma in giro si diceva che gli sarebbe passata, che era come una malattia esantematica: prima la febbre alta, poi l\u2019eruzione cutanea, poi la convalescenza e infine la guarigione completa, e che i quaranta anni di un uomo sono spesso segnati da un innamoramento impossibile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la vita della famiglia era legata all\u2019umore paterno\u00a0 che a sua volta era dipendente dalla ragazza e da se stesso; il tutto, in un groviglio di situazioni difficili da gestire per ognuno dei componenti.<\/p>\n<p>Quel fatidico giorno il padre era stato <i>mollato <\/i>per l\u2019ennesima volta della diciottenne con una\u00a0 scenata pazzesca cui aveva assistito buona parte del quartiere perch\u00e9 era avvenuta davanti al bar pi\u00f9 frequentato della zona.<\/p>\n<p>Lui era tornato a casa con lo sguardo perso nel vuoto e si era scolato tre o quattro bicchieri di vino senza mangiare niente,\u00a0 si era addormentato sul divano con la testa reclinata all\u2019indietro, le braccia incrociate sul petto e le gambe allungate in avanti, completamente inerme dormiva russando rumorosamente, quando improvvisamente si era alzato e si era diretto verso la cucina, aveva guardato per alcuni attimi i vetri della finestra, un metro e ottanta di lastra lucente e, aveva sferrato\u00a0 quei due energici pugni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualche giorno dopo \u2026<\/p>\n<p>La ragazzina tornava da scuola e dopo essere scesa dall\u2019autobus si era avviata con passi veloci verso casa. La portiera dello stabile, una signora cicciona sempre arrabbiata con tutti ma soprattutto con i ragazzini, stava chiudendo il gabbiotto della portineria con un grosso mazzo di chiavi tintinnante, &#8211; Ciao Ross\u00e8 &#8211; disse alla ragazzina senza guardarla in faccia.<\/p>\n<p>Rossella non rispose\u00a0 e si diresse verso l\u2019ascensore.<\/p>\n<p>-Tutti uguali, tutti maleducati, sti\u2019 ragazzini.- Bofonchi\u00f2 la portiera dirigendosi verso la porta di casa\u00a0 da dove veniva un puzzo maleodorante di cibo e di sporcizia.<\/p>\n<p>Rossella non amava prendere l\u2019ascensore e cominci\u00f2 a salire le scale con grandi balzi che le permettevano di salire tre o quattro gradini per volta. Abitava al quarto piano e fece gli ultimi gradini con il fiatone. Sul pianerottolo\u00a0 si trov\u00f2 davanti l\u2019operaio.<\/p>\n<p>La\u00a0 porta di casa sua era chiusa mentre quella dei vicini era semiaperta, lei guard\u00f2 le due porte.<\/p>\n<p>-Mi dispiace per te, ma Franco non \u00e8 venuto a\u00a0 lavorare\u00a0 oggi.- disse l\u2019 operaio quasi ridendo. Franco era l\u2019altro operaio che si era prodigato per suo padre il giorno dell\u2019incidente.<\/p>\n<p>Lei allung\u00f2 la mano verso\u00a0 il campanello di casa sua e lo spinse con energia, suon\u00f2 tre, quattro volte e il suono si perse nella casa silenziosa.<\/p>\n<p>A quel punto lui l\u2019afferr\u00f2\u00a0 per un braccio, lo rigir\u00f2 nella sua mano fino a farle ruotare tutto il corpo e la spinse dentro l\u2019appartamento.<\/p>\n<p>Nella casa l\u2019odore di colla e di vernice si fondevano insieme. Tutto pulito.\u00a0 Tutto in penombra.<\/p>\n<p>Lui la sospinse nel salone vuoto e la fece inginocchiare .<\/p>\n<p>-Brava, brava- le diceva, ansimando sempre di pi\u00f9. Tutto si ferm\u00f2 per pochi attimi. Pochi sporchi attimi in cui\u00a0 lui le stava solo vicino, senza toccarla.<\/p>\n<p>Lei\u00a0 non pianse,\u00a0 non grid\u00f2.<\/p>\n<p>-Brava, sei stata proprio brava, mi devi stare sempre cos\u00ec vicino. Ora vai, stai tranquilla non dir\u00f2 niente a nessuno. Vai, dai vai.-<\/p>\n<p>Rossella se ne and\u00f2, arriv\u00f2 sul pianerottolo e prese le chiavi di casa dalla cartella rimasta a terra, apr\u00ec la porta ed entr\u00f2. In casa c\u2019era suo padre che dormiva,\u00a0 da un orecchio non ci sentiva per niente\u00a0 e se dormiva con l\u2019orecchio buono sul cuscino, non sentiva proprio nulla. Infatti non aveva sentito i suoni del campanello che Rossella ripetutamente aveva suonato.<\/p>\n<p>Sdraiato di lato russava, il braccio destro ancora fasciato. Avrebbe voluto chiamarlo, dirgli di andare di l\u00e0 a massacrare quell\u2019uomo. Se lo immaginava suo padre che lo prendeva a pugni, se lo immaginava l\u2019operaio ricoperto di sangue, con il naso spappolato, gli occhi gonfi di sangue e quando finalmente non fosse stato pi\u00f9 in grado di parlare e di muoversi sarebbe arrivata lei e con un coltello lo avrebbe ucciso, con un colpo netto al cuore.<\/p>\n<p>Ma suo padre dormiva.<\/p>\n<p>I lavori nella casa dei vicini procedevano e l\u2019operaio andava tutti i giorni nel pomeriggio a trovare sua madre che gentilmente gli offriva il caff\u00e8. In fondo era stato lui insieme all\u2019altro operaio a chiamare l\u2019ambulanza e aiutare la ragazzina. Seduti in cucina parlavano, poi\u00a0 la donna si alzava, preparava la miscela di caff\u00e8\u00a0 con la moca e lo serviva nei bicchieri di vetro. Era alta e formosa con i capelli corvini che le ricadevano sulle spalle che spesso\u00a0 teneva legati con un fermaglio\u00a0 lasciando che alcune ciocche\u00a0 libere\u00a0 le incorniciassero il volto. Il viso tondo e i lineamenti lineari la facevano sembrare pi\u00f9 giovane della sua et\u00e0,\u00a0 ma il suo sguardo era triste e malinconico.<\/p>\n<p>Rideva spesso con l\u2019operaio che\u00a0 la corteggiava facendogli dei discreti complimenti.<\/p>\n<p>Rossella non entrava in cucina\u00a0 quando i due prendevano il caff\u00e8, ma la mamma a volte la chiamava<\/p>\n<p>per averla vicina cos\u00ec da rendere l\u2019incontro meno ambiguo. Lei si sedeva accanto alla madre ma aveva difficolt\u00e0 a stare ferma, si agitava sulla sedia come ci fossero degli spilli pungenti.<\/p>\n<p>La mamma, alla fine, la sgridava dicendole: -Possibile, non riesci proprio a star ferma neanche un minuto!-\u00a0 Lui aspettava che la donna si alzasse per lavare i bicchieri\u00a0 e cominciava a mandare baci alla ragazzina allungando le labbra \u2026 Scappare, diceva il cervello.<\/p>\n<p>I giorni passavano e i lavori nella casa accanto progredivano e presto sarebbero finiti. La ragazzina aveva una bici e il pomeriggio dopo aver fatto i compiti scendeva in cortile\u00a0 con la sua bicicletta.\u00a0 Si divertiva a modificare le andature, a volte andava lentamente poi accelerava di colpo per\u00a0 fare pochi metri a perdifiato. Mentre era li intenta nel suo gioco qualcuno la prese per le spalle, lei non cerc\u00f2 di divincolarsi ma si gir\u00f2 per vedere chi era.<\/p>\n<p>Suo fratello, pi\u00f9 grande di lei di undici anni era l\u00ec, con uno zaino sulle spalle. I capelli lunghi e la barba scura. \u00a0Aveva un viso giovane e sorridente. Era tornato. Suo fratello era tornato. L\u2019unico al quale avrebbe raccontato \u201cquella cosa\u201d, l\u2019unico che l\u2019avrebbe capita, l\u2019unico che l\u2019avrebbe\u00a0 difesa e protetta. La ragazzina\u00a0 velocemente scese dalla bici e abbracci\u00f2 il fratello\u00a0 che la sollev\u00f2 da terra\u00a0 facendogli fare una piroetta.<\/p>\n<p>&#8211; I love you\u00a0 baby &#8211; disse lui. Era stato per qualche mese in Inghilterra e ora con quella frase voleva rimarcare che veniva da terre straniere.<\/p>\n<p>&#8211; Dai, andiamo, saliamo a casa- disse lui mentre la ragazzina recuperava la bici abbandonata a terra.<\/p>\n<p>Lasci\u00f2 la bici nell\u2019androne del palazzo, la portiera sicuramente avrebbe protestato ma lei era capace di non sentirla, l\u2019avrebbe lasciata parlare e bofonchiare da sola come sempre. Il fratello spinse il pulsante di chiamata\u00a0 dell\u2019ascensore e lei\u00a0 inizi\u00f2 a salire di corsa le scale Era una gara tra l\u2019abilit\u00e0 motoria e la tecnologia. Tra l\u2019energia di una ragazzina di dieci anni e un ascensore.\u00a0 Arriv\u00f2 prima lei con il fiatone \u2026\u00a0 l\u2019operaio era li che l\u2019aspettava sul pianerottolo, sorrideva contento. Lei rimase ferma, lui si avvicin\u00f2 e le prese il polso per trascinarla in casa quando la porta dell\u2019ascensore si apr\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17788\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17788\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva dieci anni e sconvolta dalla paura aveva bussato alla porta dei vicini, sua madre era al\u00a0 lavoro e\u00a0 suo padre in un attacco d\u2019ira\u00a0 aveva sferrato due pugni ai vetri di una finestra della loro casa e ora il braccio destro dell\u2019uomo sanguinava copiosamente. 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