{"id":17778,"date":"2014-02-10T18:43:27","date_gmt":"2014-02-10T17:43:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17778"},"modified":"2014-02-10T18:43:27","modified_gmt":"2014-02-10T17:43:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-taccuino-di-luigi-pistis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17778","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il taccuino&#8221; di Luigi Pistis"},"content":{"rendered":"<p>Il viale era un viale di platani, largo, elegante; tagliava in due la parte residenziale della citt\u00e0 e collegava il centro storico con il moderno quartiere degli affari, ai piedi della collina. Vi si affacciavano i giardini di ville misteriose, appena visibili, oltre le siepi protette da alte cancellate e lunghe ringhiere di ferro battuto. Nelle ore di punta era percorso da un traffico caotico di automobili, di furgoni, di biciclette, ma, poco tempo dopo, come se ognuno di quei frammenti avesse trovato come d&#8217;incanto la propria sede, diventava silenzioso, quasi deserto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo trovava Ruggero, quando il camioncino della nettezza urbana lo scaricava verso le nove\u00a0 ad un capo, con gli attrezzi di lavoro: una grande ramazza, un sacchetto di plastica pesante e un paio di pinze dal manico lungo. Ruggero era un omone con un&#8217;aria in apparenza svagata, ma in realt\u00e0 pignolo e meticoloso. Per questo il capo gli aveva affidato la pulizia di quel viale, a cui si affacciava la villa del sindaco e di una decina almeno di altri personaggi importanti. Lui sapeva di questo privilegio e, tutto compreso, cercava di compiere il lavoro con estrema cura. Ci\u00f2 gli costava pochissimo sforzo, perch\u00e9 corrispondeva alla sua particolare natura di persona ordinata e metodica.<\/p>\n<p>Appena smontato dal furgone depositava la sua attrezzatura sulla prima delle tante panchine che si succedevano lungo il viale, apriva la tuta blu e da una tasca interna tirava fuori il pacchetto di Nazionali e l&#8217;accendino. Fumava la prima sigaretta della giornata con la schiena appoggiata ad un platano.\u00a0 Conosceva le piante, si pu\u00f2 dire, una ad una, gazie al tempo che ne aveva modificato i tronchi in modo di volta in volta diverso, con crepe, bitorzoli, antiche ferite.<\/p>\n<p>Pio cominciava il lavoro rimovendo tutto ci\u00f2 che persone poco scrupolose\u00a0 avevano gettato a terra nonostante a distanza regolare ci fossero dei cestini ben visibili. Ogni tanto, vicino\u00a0 ad una panchina, trovava qualche siringa dei &#8220;maledetti tossici&#8221;. Si fermava, apriva il sacco nero e la infilava dentro utilizzando le lunghe pinze.<\/p>\n<p>Si lasciava alle spalle un viale perfettamente pulito.\u00a0 Radunava le foglie e la sporcizia\u00a0 in vari mucchietti, ogni cinquanta metri circa,\u00a0 lungo il percorso pedonale e si voltava indietro con ingenua soddisfazione a contemplare il lavoro fatto. Ci avrebbe poi pensato il collega col furgoncino a completare il lavoro. Nemmeno in Svizzera, pensava tra s\u00e9, si sarebbe potuto trovare un viale altrettanto pulito.<\/p>\n<p>Una mattina (aveva cominciato il lavoro da circa un&#8217;ora e si era gi\u00e0 dovuto chinare pi\u00f9 volte perch\u00e9 dopo la pioggia delle notte le foglie aderivano all&#8217;asfalto come incollate), appena sotto una panchina intravide un oggetto marrone,\u00a0 che quasi si confondeva tra le foglie secche dello stesso colore. Appoggi\u00f2 a terra la ramazza, si tolse gli spessi guanti di lavoro e lo raccolse. Era un vecchio portamonete, gonfio per la pioggia, appicicoso.\u00a0 Prima di aprirlo si guard\u00f2 intorno per vedere se qualcuno lo reclamasse, ma il viale in quel momento era completamente deserto. Allora lo apr\u00ec. Dentro c&#8217;erano due banconota da 200 euro ciascuna. Rest\u00f2 incredulo, senza fiato. Rinchiuse il portamonete, poi lo riapr\u00ec lentamente, come se si trattasse di un&#8217;allucinazione, di un sogno destinato a svanire. Ma non era cos\u00ec. Aveva trovato 400 euro, una somma enorme, per lui, corrispondeva alla met\u00e0 del suo salario mensile. Il cuore cominci\u00f2 a battergli e gli occhi gli si annebbiarono. Si guard\u00f2 ancora intorno per vedere se qualcuno avesse notato il suo gesto, ma non vide nessuno. Cos\u00ec si sedette sulla panchina e ispezion\u00f2 meglio il portamonete. A parte le due banconote in una tasca secondaria trov\u00f2 un bigliettino con quello che poteva essere un nome, o un indirizzo, scritto con una grafia infantile, tondeggiante e in gran parte illeggibile a causa dell&#8217;acqua della notte. Cosa fare? Ringraziare la fortuna e tenerselo? Restituirlo? Ma a chi? Decise di riporlo nella tasca interna della tuta, insieme con le sigarette e l&#8217;accendino. Intanto avrebbe continuato il lavoro, al portafoglio avrebbe pensato dopo.<\/p>\n<p>Ma si accorse di aver perduto la solita calma. Il lavoro adesso gli pesava, non vedeva l&#8217;ora di concluderlo per risolvere il problema. Avrebbe voluto essere gi\u00e0 lontano dal luogo del ritrovamento, al bar dove andava a bere un bicchiere di vino ad opera compiuta o, meglio ancora, a casa.\u00a0 Per la prima volta il viale gli sembr\u00f2 lungo, intermin abile e il lavoro faticoso. Stava pulendo il terreno attorno a una delle ultime panchine quando, con la coda dell&#8217;occhio, vide una persona che, dall&#8217;altro capo del viale, scompigliava i mucchietti di immondizia che egli aveva raccolta. Era ancora lontana e non riusciva a distinguere se si trattasse di un uomo o di una donna. Frugava fra le cartacce e le foglie secche, si chinava sotto la panchina pi\u00f9 prossima e passava avanti. Ruggero cap\u00ec subito chi era, quindi, invece di gridare, si nascose dietro un tronco ad osservare la scena.\u00a0 Quando giunse abbastanza vicino, si accorse che si trattava di una donna, apparentemente di mezza et\u00e0, con i capelli grigi, un paio di pantaloni blu di una tuta e un giaccone viola, un po&#8217; troppo largo per lei. Era in grande agitazione e si accorse di lui all&#8217;ultimo momento. Lo guard\u00f2 senza particolare interesse e prese a frugare sotto il vicino mucchietto di foglie.<\/p>\n<p>Ruggero si avvicin\u00f2 e le chiese: &#8220;Cosa cerchi? perch\u00e9 fai tutto &#8216;sto casino?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Cerco soldi &#8211; disse sottovoce con aria disperata &#8211; cerco soldi padrona. Io persi ieri sera. Padrona mi uccide&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Ruggero aveva il vuoto dentro di s\u00e9. Il suo braccio si mosse quasi senza che il cervello avesse dato l&#8217;ordine.\u00a0 Apr\u00ec la tuta, tir\u00f2 fuori il portafoglio e tendendo la mano le disse\u00a0 &#8220;Cerchi questo?&#8221;\u00a0 Lei gli si avvent\u00f2 contro,\u00a0 gli strapp\u00f2 l&#8217;oggetto con furia e, senza dire una sola parola, ritorn\u00f2 di corsa sui suoi passi.<\/p>\n<p>Ruggero rest\u00f2 l\u00ec, imbambolato, con il braccio ancora teso, senza rendersi conto di quel che era successo. Poi, bofonchiando, rinchiuse la tuta, prese la ramazza e ricominci\u00f2 il lavoro:\u00a0 &#8220;Ma guarda un po&#8217; te&#8230;ma guarda un po&#8217; te&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>D&#8217;improvviso per\u00f2 se la ritrov\u00f2 di fronte. Aveva il viso segnato da una forte emozione, stava piangendo. Alzandosi sulle punte dei piedi gli butt\u00f2 le braccia al collo e baciandolo sulla guancia disse:\u00a0 &#8220;Grazie, grazie! &#8221; Poi fugg\u00ec di nuovo lungo il viale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17778\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17778\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viale era un viale di platani, largo, elegante; tagliava in due la parte residenziale della citt\u00e0 e collegava il centro storico con il moderno quartiere degli affari, ai piedi della collina. 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