{"id":17725,"date":"2014-02-06T12:28:45","date_gmt":"2014-02-06T11:28:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17725"},"modified":"2014-02-06T12:28:45","modified_gmt":"2014-02-06T11:28:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-anime-di-burro-di-silvia-tufano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17725","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Anime di Burro&#8221; di Silvia Tufano"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDedicato a tutti quelli che non ce l\u2019hanno fatta, schiacciati sotto il peso opprimente di ideali sgretolati\u201d.<\/p>\n<p>Erano trascorsi , oramai, due anni dall\u2019ultima volta che Giorgio aveva visto il suo unico figlio, in casa sua. I dissapori e le liti tra i due erano divenute sempre pi\u00f9 aspre fino ad arrivare alla inesorabile rottura definitiva. Quella mattina, guardandosi allo specchio, Giorgio si accorse che sul suo viso le rughe divenivano sempre pi\u00f9 evidenti e che anche il colore dei suoi capelli, un tempo neri come corvi, era mutato negli ultimi anni. Tutto ci\u00f2 lo faceva precipitare ancora di pi\u00f9 nello sconforto perch\u00e9, da quando suo figlio si era allontanato, il peso dell\u2019et\u00e0 sembrava gravargli addosso come un macigno e , solo un improbabile quanto sperato riavvicinamento, gli avrebbe addolcito lo scorrere, veloce, del tempo. Uscendo di casa, ogni mattina, era solito attraversare uno dei parchi pi\u00f9 grandi della sua citt\u00e0 che, con l\u2019avvicinarsi dell\u2019autunno, si rivestiva di splendidi colori. Questo lo riportava indietro con la memoria, a tutte quelle volte in cui, in quello stesso parco, aveva passeggiato allegramente col suo prediletto , a quando nulla lasciava presagire tutto ci\u00f2 che sarebbe accaduto poi. Questo era, dunque, il sentimento che accompagnava Giorgio durante il corso della sua giornata , una struggente malinconia divenuta, per lui, sua unica compagna dalla quale avrebbe, adesso, quasi fatto fatica a liberarsi perch\u00e9, in qualche modo a lui sconosciuto, gli manteneva vivo il ricordo di suo figlio e gli lasciava accesa una speranza, seppur flebile, di poterlo presto riabbracciare.<br \/>\n\u201c In cosa avr\u00f2 sbagliato ?\u201d , \u201c Se solo non avessi detto quelle cose!\u201d, \u201cAvrei potuto essere un padre migliore!\u201d, erano per lui pensieri ricorrenti, quasi ossessivi, che erano arrivati , perfino, a togliergli il sonno e, ai quali, ogni volta, dava risposte differenti . Mentre si dilaniava, avvolto in questi tristi pensieri, si accorse che \u201c qualcuno\u201d lo seguiva, tenendo il suo stesso passo spedito e deciso, quasi come se non fosse la prima volta che lo facesse. Giorgio si volt\u00f2 di scatto e quale fu la sua sorpresa nell\u2019accorgersi che, il ticchettio dei passi che lo seguivano, appartenevano ad un cucciolo di cane, impaurito, dallo sguardo triste e dalla coda scodinzolante.<br \/>\n\u201c Quanto ci somigliamo io e questa indifesa creatura\u201d, pensava Giorgio , indeciso se accarezzarlo o meno, vista la fretta che ogni mattina aveva nel recarsi a lavoro.<br \/>\nDopo un breve momento di esitazione, pens\u00f2 che non ci sarebbe stato nulla di male se in clinica lo avessero atteso un pochino, dato che, in trent\u2019anni di carriera, non era arrivato neanche un solo giorno in ritardo, ligio, com\u2019era, nel suo lavoro di chirurgo. E fu cos\u00ec che Giorgio prese una decisione: quel cucciolo di cane, da quel giorno, avrebbe iniziato a far parte della sua vita, cosicch\u00e9 avrebbero potuto entrambi essere, l\u2019uno per l\u2019altro, panacea alla solitudine e alla nostalgia, cos\u00ec chiaramente impresse negli occhi dei due.<br \/>\nLa sera era arrivata, poi, inesorabile come ogni giorno, la parte della giornata che Giorgio meno gradiva e cos\u00ec pens\u00f2 che bere un th\u00e8 caldo potesse essere il modo migliore per scaldarsi il corpo in questa fredda serata autunnale e , perch\u00e9 no, anche l\u2019anima , oramai avvizzita e sterile da tempo.<br \/>\nAlzandosi , con lentezza, dalla poltrona nella quale soleva sedersi per riflettere, fece, sbadatamente , cadere la calda coltre che aveva poggiato sulle gambe e, nel compiere il gesto di raccoglierla, fu colto da un deja v\u00f9.<br \/>\nQuesta scena l\u2019aveva vissuta gi\u00e0, ne era certo, se non in questa, nell\u2019altra vita che, Giorgio, sperava essere stata, per lui, pi\u00f9 lieve e serena di questa. In realt\u00e0, era suo figlio, Mattia che si era, autonomamente, preso l\u2019incarico di raccoglierla e ripoggiarla , con delicatezza, sulle ginocchia del proprio padre, con un sorriso misto a tenerezza e gratitudine. Tutto questo prima che uscisse di casa e non vi facesse pi\u00f9 ritorno da oramai due , interminabili, anni.<br \/>\nFu in questo preciso istante che , in Giorgio, la malinconia e la nostalgia, lasciarono, repentinamente, il posto ad una rabbia funesta e accecante che lo port\u00f2 a maledire quel figlio disgraziato, ribelle e vagabondo. E cos\u00ec , quel libro poggiato sul camino, cha da mesi non veniva letto, posto l\u00ec come simulacro di un ricordo lontano, venne scaraventato dentro il camino, dove, da ore, un fuoco lento e ristoratore, accompagnava la solitaria serata di Giorgio.<br \/>\n\u201c Il fuoco non lascia traccia di ci\u00f2 che \u00e8 stato, se non la cenere\u201d, fu quello che pens\u00f2 l\u2019uomo guardando il libro lentamente perire sotto il suo sguardo.<br \/>\n\u201c Come vorrei che sparisse anche questo dolore, questa lenta agonia che \u00e8, gi\u00e0, un po\u2019 morire\u201d, urlava dentro di s\u00e9 Giorgio nell\u2019ostinato, seppur invano, tentativo di salvare dal fuoco ci\u00f2 che rimaneva di quel libro a lui tanto caro.<br \/>\n\u201c Che tu possa bruciare all\u2019inferno; che tu possa non fare mai pi\u00f9 rientro; che possa io non accoglierti a braccia aperte , qualora, il tornare da me , ti sembrer\u00e0 l\u2019unica scelta possibile\u201d, erano, adesso, i pensieri dissacranti di un padre sconfitto nei sentimenti e negli affetti ma vincente agli occhi di coloro che non avevano mai conosciuto i suoi inquietanti tormenti. Ma ecco che lo scorrere di una lacrima arriv\u00f2 all\u2019improvviso, invadente ed inaspettata come una nevicata ad agosto; lacrima purificatrice delle emozioni che avevano preso Giorgio in ostaggio in quel lungo pomeriggio autunnale. Lacrima che con s\u00e9 porta altre lacrime che scorrono copiose sul viso, come un fiume in piena , incapace di arginarsi; lacrime che guariscono perch\u00e9 alleviano, anche solo per un attimo, un peso divenuto, oramai, troppo duro da sopportare.<br \/>\nNel frattempo, Sleepy, il cucciolo di cane che Giorgio aveva cos\u00ec, scherzosamente, ribattezzato, gli correva incontro festoso e sgambettante, portandogli in dono l\u2019ennesimo uccellino agonizzante, fiero di questo suo trofeo che, con generosit\u00e0, porgeva al suo unico, vero amico. La scena, un misto di comicit\u00e0 e tragedia, fece sciogliere Giorgio in una risata fragorosa e spontanea. Sleepy, intanto, preso in braccio, iniziava a leccargli le lacrime calde con una riconoscenza che pu\u00f2 provare , con tale intensit\u00e0, solo chi sente di essere stato salvato. S\u00ec, perch\u00e9 questo \u00e8 ci\u00f2 che aveva fatto Giorgio nei riguardi di Sleepy: lo aveva tolto alla strada, regalato una casa e un osso finto da mordicchiare a piacimento ma soprattutto gli aveva donato l\u2019affetto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 chi dice che gli animali non hanno pensieri ma Sleepy s\u00ec, lui \u00e8 speciale; lui pensa, comprende, osserva e prova un sentimento per il suo padrone, per lui intoccabile e che non lascerebbe , nemmeno, per tutti gli ossi veri di questo mondo.<br \/>\nColto da questi teneri pensieri, Giorgio, si mise a letto, con gli stessi gesti soliti ed abituali che compiva ogni sera, sapendo gi\u00e0 che, nemmeno quella notte, i demoni che, da mesi, lo perseguitavano, lo avrebbero lasciato riposare tranquillo tra le braccia di Morfeo.<br \/>\nEd infatti , fu proprio cos\u00ec. La notte, appena trascorsa, non lasciava presagire nulla di buono in questo nuovo giorno che stava, appena, timidamente, facendo capolino tra le persiane semichiuse.<br \/>\n\u201c Certe giornate iniziano come un calcio in faccia\u201d, mormor\u00f2 Giorgio, avvolto nella sua vestaglia color amaranto e con un dolore alle tempie cos\u00ec lancinante che , a malapena, riusciva a tenere gli occhi aperti. Il suono del campanello, stridulo come un campanaccio delle vacche di zio Alberto, fece sobbalzare Giorgio che si era, solo da poco, seduto a far colazione. Apr\u00ec la porta, irritato e a malo modo, immaginando di trovarsi dinanzi il solito scocciatore del mattino: il vicino di casa alla ricerca delle solite uova per la prima colazione.<br \/>\n\u201c Prima o poi gli regalo un\u2019intera famiglia di galline\u201d, disse tra s\u00e9 Giorgio, lasciandosi sfuggire il primo sorriso di questo giorno.<br \/>\n\u201c E\u2019 lei il signor Giorgio Zangrilli?\u201d, dissero , quasi in coro, i due poliziotti in divisa, recitando male la parte di chi vuole dimostrarsi, a tutti i costi, dispiaciuto. \u201c Cosa avr\u00f2 combinato questa volta?\u201d, si chiese Giorgio , consapevole della sua giuda spericolata e delle tantissime contravvenzioni che, oramai, lo accompagnavano, da sempre, proprio come brave dame di compagnia.<br \/>\nSi limit\u00f2 a rispondere: \u201c S\u00ec, sono io il Signor Zangrilli. Posso esservi utile in qualcosa?\u201d.<br \/>\n\u201c Sarebbe meglio se discutessimo della questione in casa\u201d, rispose il poliziotto pi\u00f9 attempato e , che sembrava, essere anche quello pi\u00f9 avvezzo a certe situazioni. Gli attimi che seguirono a quel: \u201cPrego, si accomodino pure\u201d, furono attimi concitati e disperati, eterni, nei quali a Giorgio sembr\u00f2 di essere sospeso tra il tempo e lo spazio, in cui tutto appariva cos\u00ec irreale ma, allo stesso tempo, maledettamente vero.<br \/>\nLa notizia che quest\u2019uomo aveva pazientemente atteso, immaginando, ogni volta in maniera differente, il modo in cui si sarebbe svolta la scena, era finalmente arrivata. Suo figlio, Mattia, era stato ritrovato ma nel modo pi\u00f9 orribile e doloroso che un genitore potesse sperare.<br \/>\nEra annegato nella Senna, magro come un chiodo, solo, morto romanticamente cos\u00ec come aveva voluto vivere. Troppi erano i misteri che avvolgevano, come una fitta nebbia, questa tragica fine, tante le domande che affollavano la mente di Giorgio, incapace adesso di avere la bench\u00e9 minima reazione alla notizia. \u201c Come \u00e8 possibile che io non avessi capito nulla e che non ero a conoscenza di tutto ci\u00f2?\u201d, domand\u00f2 Giorgio con occhi spiritati che sembravano uscirgli fuori dalle orbite.<br \/>\n\u201c A cosa si riferisce, esattamente, Signor Zangrilli?\u201d, rispose uno dei due poliziotti, sempre pi\u00f9 frementi nell\u2019andare via.<br \/>\n\u201c Mi riferisco al fatto che Mattia fosse in Francia, che stesse cos\u00ec male. Come \u00e8 possibile che un ragazzo cos\u00ec giovane e pieno di vita, scelga la morte come sua unica alternativa?\u201d.<br \/>\nQuesti interrogativi, rivolti in fondo solo a s\u00e9 stesso, in un dialogo intimo ma condiviso, non trovarono risposte nei due poliziotti, oramai ammutoliti da un profondo imbarazzo.<br \/>\nAndati via loro, con un passo che sembrava essere cadenzato da una malriuscita marcia funebre, Giorgio ritorn\u00f2 solo, in preda ai suoi pensieri che non gli davano tregua, inseguendolo come gli orchi cattivi delle fiabe che tanto, da bambino, lo avevano tenuto sveglio e che, oggi, si ritrovava , invece, a rimpiangere.<br \/>\n\u201c Chiss\u00e0 quante cose non ho saputo e, forse, non sapr\u00f2 mai di mio figlio, segreti annegati, insieme a lui, a fargli da zavorra, spingendolo sempre pi\u00f9 a fondo, ora eternamente fluttuanti tra le acque di quel fiume maledetto. Ci\u00f2 che resta in eterno \u00e8 solo il ricordo di ci\u00f2 che \u00e8 stato; il resto \u00e8 spazzato via, velocemente, come un battito d\u2019ali e in maniera impalpabile, come una leggera brezza di aprile\u201d.<br \/>\nLo scatto improvviso che l\u2019uomo ebbe, sobbalzando dalla sedia come un indemoniato, fece risvegliare dal sonno perfino il letargico cagnetto che tent\u00f2 , invano, di attirare l\u2019attenzione del suo padrone.<br \/>\nUn\u2019improvvisa sete di verit\u00e0 ricopriva di fremiti il corpo di Giorgio, che si sentiva in preda alla follia che lo portava sempre pi\u00f9 in basso, verso abissi profondissimi. Proprio come il naufrago in tempesta che, a stento, riesce a tenere tra le mani il timone della sua nave, cos\u00ec, pensava Giorgio, mai pi\u00f9 avrebbe ripreso tra le sue il timone della propria vita.<br \/>\nDal momento stesso in cui quei due poliziotti avevano varcato la soglia della sua casa, il dolore era divenuto l\u2019unico condottiero della sua anima; quel dolore che non scompare, col quale, poi impari a convivere, sedendoti alla stessa tavola, dormendogli accanto di notte, proprio come ad una compagna fedele e devota e , perch\u00e9 no, dandogli anche un nome che te lo renda pi\u00f9 familiare, che ti consenta di rivolgerti a lui con lo stesso tono confidenziale col quale ti rivolgi al tuo migliore amico.<br \/>\nGli aeroporti non erano mai piaciuti a Giorgio e, visto il motivo per cui si trovava qui adesso, gli piacevano ancora di meno. Quella mattina c\u2019era un pullulare di persone frenetiche intorno a lui e, davvero, riflett\u00e9 come gli aeroporti ti aprono uno spaccato inimmaginabile sulla vita degli esseri umani: uomini in giacca e cravatta, dal passo frenetico, pronti a partire per il prossimo viaggio d\u2019affari; coppie di innamorati proiettati gi\u00e0 verso mete romantiche, ad incorniciare la loro storia d\u2019amore; persone giovani e meno giovani con la speranza negli occhi di chi, si augura, con questo viaggio, di cambiare la propria vita. In mezzo a questo arcobaleno di persone, poi, c\u2019\u00e8 Giorgio, seduto ad attendere, con le spalle curvate sotto il peso di una notizia sconvolgente, con due occhi scavati e cerchiati di nero, tipici di chi non \u00e8 riuscito a chiudere occhio. Tra le mani una piccola valigia, con dentro solo l\u2019essenziale, una valigia preparata svogliatamente, domandandosi continuamente come debba vestirsi una persona che sta andando a portare l\u2019ultimo saluto a suo figlio.<br \/>\nTutto gli appare diverso adesso. Dove \u00e8 finita quella attesa speranzosa che lo teneva in vita, le sue idee di cambiamento, il suo guardare al futuro, la sua voglia di mettersi in gioco? Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla di tutto questo ora, se non l\u2019essersi dovuto faticosamente preparare a ci\u00f2 che la vita ti ha sempre presentato come innaturale.<br \/>\nAdesso che \u00e8 seduto su questo aereo che lo condurr\u00e0 in Francia, non pu\u00f2 fare a meno di lasciarsi andare ai ricordi; troppe cose spesso dimenticate e che, adesso, gli riaffiorano alla mente come zampilli di fontane da giardino. In tutto questo accalcarsi di immagini, ecco riaffacciarsi la figura della sua ex moglie, donna dalla bellezza strepitosa e con due occhi azzurro mare da lasciarti senza fiato, gli stessi occhi belli di Mattia. Aveva letteralmente perso la testa per lei, Giorgio, iniziando da subito una storia d\u2019amore di quelle che ritrovi solo nei romanzi e capaci di colorare di intenso tutto ci\u00f2 in cui lei \u00e8 presente. Storia d\u2019amore resa ancora pi\u00f9 bella dall\u2019arrivo, inaspettato, di un figlio, frutto di un amore magico che non sembrava avere nulla di terreno. Ma , purtroppo, spesso le favole sono interrotte dall\u2019arrivo della strega cattiva che, invidiosa di un amore cos\u00ec unico di cui lei non ne godr\u00e0 mai, si diverte a seminare scompiglio e rottura l\u00ec dove, prima, c\u2019era stato solo incanto ed armonia.<br \/>\nSua moglie era uscita dalle loro vite, cos\u00ec come vi era entrata, come un uragano in un giorno d\u2019estate, senza rimpianti, decisa a riprendersi quella vita che, forse, temeva, non essere riuscita ancora a vivere come meritava.<br \/>\nEra rimasto solo, Giorgio, in preda alla disperazione, allora come adesso, ma la presenza di suo figlio lo aveva lentamente riportato alla vita , donandogli una forza che cresceva a dismisura ogni qualvolta lo guardava negli occhi. Il figlio era troppo piccolo quando la madre aveva aperto l\u2019uscio di casa ed era sgattaiolata via; non conservava molti ricordi di lei se non qualche foto scattata in un momento in cui la vita sembrava sorriderle appieno. Quando Mattia era divenuto grande abbastanza da porre le prime domande, Giorgio aveva preferito mentirgli, dicendogli che la madre era morta in un terribile incidente stradale, in una di quelle notti d\u2019inverno che ti gelano perfino l\u2019anima. Aveva preferito cos\u00ec piuttosto che raccontare al figlio che la madre aveva scelto di inseguire dei sogni lontani anzich\u00e9 tenersi ben stretti quelli gi\u00e0 raggiunti. Mattia non aveva mai avuto dubbi sulle parole del padre, gli aveva sempre creduto e aveva stabilito con lui un legame simbiotico, di quelli molto rari che ti riempiono la vita e ti fanno sentire invincibile.<br \/>\nLa voce metallica del capitano che annunciava l\u2019atterraggio imminente, fece ridestare l\u2019uomo da questo lungo sogno ad occhi aperti.<br \/>\nArrivato dentro l\u2019aeroporto di Parigi, liberatosi dalla solita, noiosa burocrazia, Giorgio trov\u00f2 ad attenderlo un ufficiale di polizia francese che, in un italiano sgrammaticato, gli stava dando il mesto benvenuto. Insieme a lui, Giorgio scorse la figura di un ragazzo molto giovane, dai tratti efebici, quasi femminei e con lo sguardo di chi cerca di guardarti dentro. Gli fu presentato semplicemente col nome di Victor, senza che l\u2019ufficiale aggiungesse nulla di pi\u00f9, lasciando a Giorgio la libert\u00e0 di immaginare chi fosse.<br \/>\nIl viaggio verso la stazione di polizia di Montmartre, il quartiere dove aveva vissuto Mattia fino al giorno della tragica morte , fu lungo e silenzioso, un silenzio rotto solo da lunghi sospiri e da qualche frase di circostanza. Giunti a destinazione, immediatamente , l\u2019ufficiale aggiorn\u00f2 Giorgio sulle ultime novit\u00e0, dicendogli che Mattia era stato ritrovato , per puro caso, da una pittrice vagabonda che soleva sedersi sulle rive della Senna a dipingere. Quando si era accorta che quello poco distante da lei era il corpo esamine di un giovane ragazzo, aveva immediatamente allertato le forze dell\u2019ordine che , accorse celermente sul luogo, avevano, purtroppo, potuto solo constatarne la morte. Il ragazzo, al momento della macabra scoperta, era seminudo, non portava con s\u00e9 nessun oggetto se non una catenina d\u2019argento con un pendente che, ora, l\u2019ufficiale stava, gentilmente, restituendo al padre. Ci\u00f2 che era balzato agli occhi degli ufficiali era che, il corpo del ragazzo, restituito dal fiume impetuosamente, cos\u00ec come lo aveva preso, appariva, da una prima analisi, eccessivamente magro, come fosse reduce da un lungo periodo di fame. Si stavano ancora attendendo i risultati dell\u2019autopsia, per conoscere pi\u00f9 nel dettaglio le reali cause del decesso.<br \/>\nQueste le poche notizie che, con tono freddo e formale, erano state comunicate a questo padre, desideroso, invece, di saperne molto di pi\u00f9, di venire a conoscenza di qualche particolare che , in qualche modo, gli rendesse tutto pi\u00f9 chiaro. Intanto il ragazzo che Giorgio aveva incontrato all\u2019aeroporto in compagnia del poliziotto, era rimasto , discretamente, ad attenderlo fuori e fu lui la prima persona che si ritrov\u00f2 davanti, quando, ancora pi\u00f9 sconvolto, usc\u00ec fuori da quella asettica stanza del commissariato. Il ragazzo gli si avvicin\u00f2 con fare timido e quasi spaventato, non sapendo in che modo approcciarsi a quest\u2019uomo che, immaginava, sofferente come pochi. Avvicinandosi a lui, con fare goffo e impacciato, gli pos\u00f2 semplicemente una mano sulla spalla, come un vecchio amico che cerca, come pu\u00f2, di consolarti.<br \/>\n\u201c Si ricorda di me, Signor Zangrilli? Ci siamo conosciuti poco fa all\u2019aeroporto. Mi chiamo Victor e sono un caro amico di suo figlio\u201d, gli disse in un italiano, quasi, perfetto.<br \/>\nEcco, finalmente, svelata l\u2019identit\u00e0 di questo personaggio cos\u00ec misterioso, pens\u00f2 Giorgio.<br \/>\n\u201c Certo che mi ricordo di lei , Signor?\u201d.<br \/>\n\u201c Mi chiami semplicemente Victor e mi dia del tu, potrei essere suo figlio\u201d, rispose il ragazzo, immediatamente accortosi della frase poco delicata che aveva appena pronunciato.<br \/>\n\u201c Mi scusi Signor Zangrilli, non volevo essere indelicato. Ma, capisce, il momento non \u00e8 semplice neanche per me!\u201d<br \/>\n\u201c Non preoccuparti, Victor. Solo l\u2019idea di poter scambiare due chiacchiere con un amico di Mattia, mi rende gi\u00e0 molto pi\u00f9 sollevato e, visto che gli amici di mio figlio , sono anche amici miei, chiamami Giorgio e dammi del tu\u201d.<br \/>\nIncamminandosi insieme nella stessa direzione, accomunati da un destino simile, i due si ritrovarono a bere un th\u00e8 in un bar di Parigi, avvolti dalla stessa cupa tristezza ma circondati da un andirivieni di gente chiassosa.<br \/>\n\u201cFinalmente ti conosco Giorgio. Sapessi quanti pomeriggi Mattia mi ha tenuto compagnia , parlandomi di te.\u201d, esord\u00ec Victor con le gote rosee di chi prova un leggero imbarazzo. \u201c Tu per lui eri un eroe, quello delle favole e, poich\u00e9 io non ho mai conosciuto il mio vero padre, sapessi quanto ho fantasticato su questo rapporto speciale che lui aveva con te. Sei esattamente come ti immaginavo. Ascoltare i racconti di Mattia su di te, \u00e8 stato come ammirare dipinti che ti ritraevano\u201d .<\/p>\n<p>\u201c Anch\u2019io ero convinto di avere con lui un rapporto speciale, fino a quando \u00e8 uscito di casa e non vi \u00e8 rientrato pi\u00f9. Non ho saputo pi\u00f9 nulla di lui; mi ha lasciato per anni in preda all\u2019 angoscia, senza mai scrivermi una lettera, senza farmi una breve telefonata, punendomi per un qualcosa che , ancora, non ho compreso\u201d.<br \/>\n\u201cLe cose sono molto pi\u00f9 complicate di ci\u00f2 che credi. Per questo ti pregherei di raggiungermi, domani, a casa mia. Ho molte cose da spiegarti e da farti vedere e sono convinto che Mattia avrebbe voluto cos\u00ec\u201d, si concedo\u2019, a questo punto, Victor.<br \/>\nSenza pensarci su due volte, Giorgio accett\u00f2 l\u2019invito di questo ragazzo che gli incuteva una profonda tenerezza e che , proprio come Mattia, aveva negli occhi un profonda sete di libert\u00e0.<br \/>\nL\u2019indomani si ritrovarono di nuovo seduti intorno ad un tavolo, davanti all\u2019ennesimo th\u00e8, entrambi desiderosi di sapere qualcosa in pi\u00f9 di una persona che avevano cos\u00ec profondamente amato.<br \/>\n\u201c Sarei curioso di sapere com\u2019era Mattia da bambino\u201d, ruppe il silenzio Victor, sforzandosi di sorridere un pochino.<br \/>\n\u201c Uno splendido bambino dagli occhi blu, furbo ed intelligente\u201d, rispose Giorgio, pieno di orgoglio. \u201c In realt\u00e0, Mattia, \u00e8 rimasto sempre un po\u2019 bambino perch\u00e9 non ha mai perso la leggerezza e la voglia di sognare. Un giorno voleva fare l\u2019astronauta, poi un altro il veterinario, poi il pompiere, poi, ancora, il pilota. Mi diceva che avrebbe cambiato il mondo. Ma, purtroppo, non ce l\u2019ha fatta; il tempo , con lui, si \u00e8 rivelato molto avaro\u201d, concluse Giorgio con una profonda amarezza nella voce.<br \/>\n\u201c Era un idealista Mattia, viveva per gli altri e portava addosso il peso di non poter cambiare le cose, cos\u00ec come aveva, fermamente, creduto di poter fare fin da bambino\u201d, continu\u00f2 Victor, improvvisamente colto da una vistosa agitazione . \u201cPer questo lo amavo e lo amo ancora profondamente, nonostante le acque di quel fiume me lo abbiano portato via per sempre\u201d.<br \/>\nFu a questo punto che Victor scoppi\u00f2 in un pianto disperato, inconsolabile, trascinandosi dietro Giorgio che, dopo un iniziale sgomento, riusciva, finalmente a lasciarsi andare , anch\u2019egli, ad un pianto di liberazione, primo momento di sfogo dal giorno in cui aveva ricevuto la terribile notizia. Non si era mai sentito cos\u00ec vicino ad una persona che era, per lui, poco pi\u00f9 di uno sconosciuto , di cui, fino al giorno prima ne ignorava l\u2019esistenza e verso il quale prov\u00f2 un\u2019 improvviso desiderio di vicinanza, abbracciando colui che aveva condiviso gli ultimi istanti di vita con il suo dolcissimo Mattia.<br \/>\n\u201c Io e Mattia ci amavano, Giorgio, da oramai un anno e mezzo. Ci eravamo conosciuti , per caso, ad una mostra di Van Gogh qui a Parigi e, da quell\u2019istante, non ci siamo pi\u00f9 separati. E\u2019 questo che lo ha tenuto lontano da te, la vergogna di confidarti un amore diverso e il timore che tu non lo avresti compreso\u201d.<br \/>\n\u201cHo sempre capito poco di mio figlio, non lo conoscevo affatto. Quanto superficialmente noi genitori conosciamo i nostri figli, offuscati dalla presunzione di essere, invece, gli unici a conoscerli davvero , solo perch\u00e9 nati dall\u2019unione dei nostri semi!\u201d , pens\u00f2 , Giorgio, a voce alta e avendo la sensazione che la persona di cui adesso, Victor, gli raccontava non era la stessa persona che aveva visto crescere.<br \/>\n\u201c Ti ha scritto tantissime lettere ma non ha mai avuto il coraggio di spedirtele, troppo era il timore di deluderti per\u00f2 le ha tutte conservate. Forse, in cuor suo, sperava che un giorno tu le leggessi. Eccole qui, sono tue. \u00c8 giusto che le abbia tu, sono sicuro che le custodirai come il pi\u00f9 prezioso dei tesori. Era tuo figlio e ti adorava\u201d, disse Victor.<br \/>\nPrefer\u00ec tornare in albergo, a piedi, quella sera Giorgio, nonostante facesse molto freddo ma aveva bisogno di schiarirsi le idee e sperava che, il passeggiare tra le viuzze di quella magica citt\u00e0, lo aiutasse a farlo.<br \/>\nSentiva il corpo lentamente gelare al punto tale che iniziarono a fargli male le punte delle mani, nulla di paragonabile al dolore che iniziava a dilaniargli, con violenza invadente, il cuore.<br \/>\nSi sentiva morire Giorgio, morire dentro, per aver perso un figlio meraviglioso ma soprattutto perch\u00e9 lo aveva perso prima ancora di avere avuto l\u2019occasione di conoscerlo davvero. Arrivato in albergo, il suo primo pensiero and\u00f2 alle tante lettere che gli aveva consegnato Victor. Ne apr\u00ec una a caso; era stata scritta pochi mesi prima di questa triste serata parigina ed iniziava cos\u00ec:<br \/>\n\u201cCarissimo Giorgio, ti ricordi quanto ti arrabbiavi quando, fin da piccolino, mi divertivo a chiamarti per nome e tu, brontolando , mi dicevi: \u201cNon mi chiamo Giorgio; mi chiamo Pap\u00e0\u201d.<br \/>\nEra bello vederti imbronciato e , un attimo dopo, immediatamente sorridente e , i tuoi occhi, cos\u00ec vivi ed intelligenti, non li ho scordati pi\u00f9. Non sai quanto mi manchi pap\u00e0, quanto mi mancano le nostre passeggiate al parco , rivestito di foglie color autunno, le tue mani grandi, le tue parole rassicuranti, dette sempre al momento giusto. Nonostante io provi tutto questo, non riesco a trovare la forza di tornare indietro, il terrore di darti una delusione profonda non mi abbandona, giorno e notte, e , preferisco lasciarmi logorare l\u2019animo dalla tua assenza anzich\u00e9 affrontarti, da uomo a uomo, cos\u00ec come tu mi insegnavi da bambino. La gioia di aver conosciuto Victor \u00e8 mitigata dal dolore del non averti accanto e non riuscir\u00f2 mai a godere pienamente di questo amore cos\u00ec immenso, fino a quando non ti avr\u00f2 riabbracciato almeno una volta, pap\u00e0.\u2026..sperando di poterlo fare prima che questa terribile malattia mi porti via per sempre\u2026\u2026..\u201d<\/p>\n<p>La lettera si era interrotta cos\u00ec, senza altre spiegazioni, solo tra tanti punti sospensivi che mettevano ansia e ti lasciavano addosso una profonda inquietudine. Le ultime parole lette ronzavano, ora, nella mente di Giorgio come uno sciame di api impazzito e, solo cos\u00ec, ebbe modo di rendersi conto che ancora non gli era stata detta tutta la verit\u00e0.<br \/>\nIn questo preciso istante lo assal\u00ec un vuoto incolmabile e l\u2019unico desiderio che prov\u00f2 fu quello di compiere, anch\u2019egli , un gesto estremo, seguendo suo figlio nell\u2019ultimo, disperato, attimo di vita. Usc\u00ec di casa in preda ad uno spasmo di terrore e livido dalla rabbia. Come aveva potuto Victor tenergli nascosta una cosa di una tale importanza, perch\u00e9 non aveva previsto che, prima o poi, sarebbe venuto comunque a conoscenza di un fatto cos\u00ec grave?<br \/>\nMentre si affrettava velocemente a raggiungere, nuovamente, l\u2019appartamento di Victor, fu fermato, per strada, da una donna mal vestita, spettinata e maleodorante che insisteva per leggergli la mano. Giorgio la scans\u00f2 a malo modo, pensando che , tutto ci\u00f2 che adesso gli interessava sapere, era sicuramente custodito nella mente e nel cuore del compagno di Mattia e non nelle parole di una barbona pazza, alla ricerca di un pollo da spennare.<br \/>\nSal\u00ec le scale, trafelato e sudaticcio, e comparve dinanzi a Victor con la stessa espressione in volto di chi ha appena visto un fantasma.<br \/>\nLo aggred\u00ec violentemente, accusandolo di essere un bugiardo, di non avere rispetto per il dolore di un padre e per il suo desiderio di conoscenza. Si sentiva preso in giro e non riusciva a perdonarglielo.<br \/>\nVictor lo invit\u00f2 a sedere, dicendogli di comprendere la sua sofferenza e chiedendogli di lasciargli il tempo per spiegare tutto.<br \/>\n\u201cHo pensato che fosse pi\u00f9 giusto che tu sapessi attraverso le parole scritte da Mattia per te. E\u2019 pi\u00f9 bello che te lo abbia confidato lui e non io. Mattia ha scoperto di essere malato solo 6 mesi fa, quando, in seguito ad un controllo di routine, gli \u00e8 stata diagnosticata la \u201cmalattia dell\u2019amore speciale\u201d, cos\u00ec come la chiamava lui. Mattia aveva l\u2019Aids e non gli restava pi\u00f9 molto tempo. Anch\u2019io sono malato Giorgio; io e Mattia abbiamo continuato ad amarci liberamente, fino alla fine, e adesso non ho pi\u00f9 paura di morire. Sono felice di aver condiviso con Mattia la vita e di raggiungerlo presto per condividere, insieme a lui, anche la morte\u201d.<br \/>\n\u201c Credi che sia questo il motivo per il quale ha scelto di morire o ci sono ancora cose che io non conosco e che, credi, dovrei sapere?, gli chiese Giorgio, ormai alla stremo delle sue forze.<br \/>\n\u201c I motivi di quel gesto estremo sono sconosciuti a me cos\u00ec come lo sono a te. Cosa gli sia passato nelle testa in una giornata che sembrava cos\u00ec identica alle altre, lo sa solo Mattia. Ha preferito portarsi questo segreto con s\u00e9 . A noi ha lasciato solo la fantasia per immaginare.\u201d<br \/>\nVictor si ferm\u00f2 per pochi istanti; sembrava tormentato , pens\u00f2 Giorgio, il tormento di chi non sa quale decisione prendere ma ha a disposizione poco tempo per farlo.<br \/>\n\u201c C\u2019\u00e8 ancora una cosa che devi sapere, Giorgio\u201d, gli disse Victor tutto di un fiato, temendo, forse di cambiare idea. \u201c Il motivo per il quale Mattia era venuto in Francia.\u201d<br \/>\nGiorgio fu colto da un violento capogiro che lo costrinse a mettersi seduto, mentre fino a quel momento era rimasto in piedi accanto alla finestra da cui, in lontananza , si scorgevano le lucine della Tour Eiffel.<br \/>\n\u201c Prendi un bicchiere d\u2019acqua\u201d, ora Victor sembrava davvero preoccupato e pentito di avergli fatto carico di tutte queste novit\u00e0, in un giorno solo. Mattia non avrebbe mai voluto che lui strapazzasse cos\u00ec suo padre.<br \/>\n\u201c Non preoccuparti per me, sono un medico, so quando il mio corpo mi invia segnali preoccupanti. Continua pure, ho bisogno di sapere\u201d.<br \/>\n\u201c Mattia , anni fa, aveva scoperto la verit\u00e0 su sua madre\u201d, continu\u00f2 Victor, \u201c e cio\u00e8 che, quell\u2019incidente stradale di cui tu gli avevi parlato da ragazzo, in realt\u00e0 non era mai avvenuto. Da quel giorno non si era dato pi\u00f9 pace. Voleva incontrare sua madre, sapere, capire cosa fosse veramente successo. Puoi solo immaginare cosa abbia potuto provocare, in un animo cos\u00ec sensibile come quello di Mattia, una notizia del genere\u201d.<br \/>\n\u201c Quindi era venuto in Francia per conoscere la madre? Come aveva saputo che lei viveva qui e, soprattutto , da chi?\u201d, chiese Giorgio, completamente fuori di senno.<br \/>\n\u201c Mi aveva raccontato che, quando era bambino, aveva notato una certa tua reticenza nel raccontargli della notte dell\u2019incidente e che tu eri solito parlargli pochissimo di sua madre. La cosa lo aveva molto insospettito, al punto tale che aveva iniziato, di nascosto da te, una lunga serie di ricerche personali sul fantomatico incidente, in cui avrebbe perso la vita sua madre. Incidente che, poi, seppe, non essere mai avvenuto. Non gliel\u2019ha detto nessuno, Giorgio. Lo ha capito da s\u00e9. Si vede che non sei cos\u00ec bravo a mentire e, soprattutto, che Mattia conosceva te pi\u00f9 di quanto tu conoscessi lui\u201d, concluse adesso Victor, con una leggera punta di ironia.<br \/>\nImprovvisamente Giorgio si rese conto di quanto fosse stato stupido e, anche, presuntuoso nel credere che suo figlio non avesse mai messo in dubbio le sue parole. Aveva, tra l\u2019altro, sottovalutato anche la sensibilit\u00e0 del figlio. Era stato cieco al punto tale da non accorgersi del tormento di Mattia, da non avere il bench\u00e9 minimo sospetto riguardo le sue ricerche segrete. Era sempre stato convinto che tutto andasse per il meglio e che fosse riuscito a dare al figlio tutta la serenit\u00e0 che meritava, nonostante le bugie che gli aveva raccontato.<br \/>\n\u201c Sono sicuro che ti interesser\u00e0 sapere come si sono poi succeduti gli eventi\u201d, prosegu\u00ec Victor.<br \/>\n\u201cCerto che voglio sapere e, stavolta, ti pregherei di non tralasciare pi\u00f9 nulla!\u201d, si affrett\u00f2 a dire Giorgio , con tono autoritario di chi non ammette repliche.<br \/>\n\u201c Non \u00e8 stato facile, per Mattia, trovare sua madre ma, soprattutto, avere con lei il tanto desiderato incontro. Isabella , per mesi, ha inventato scuse su scuse per evitare di guardare in faccia suo figlio e dargli tutte le spiegazioni che, credo, meritasse. Fino a quando un giorno, Mattia, colto dalla disperazione, l\u2019ha attesa per ore fuori al luogo dove lei si esibisce\u201d.<br \/>\n\u201c Si esibisce? Perch\u00e9 cosa fa adesso mia moglie, la spogliarellista nei night club dei bassifondi parigini?\u201d, chiese Giorgio con tono sprezzante e canzonatorio allo stesso tempo.<br \/>\nA Victor sfugg\u00ec una leggera risatina ma, riguardando in volto Giorgio, si rese conto che lui non aveva nessuna voglia di scherzare e, quindi, riprese il tono serioso di poco prima:<br \/>\n\u201cIn realt\u00e0, la madre di Mattia si esibisce in un teatro di Parigi, \u00e8 un soprano ma , credo, non abbia ancora avuto tutto quel successo che ha tanto inseguito nel corso degli anni. E\u2019 sconosciuta ai pi\u00f9 e le critiche che ho letto circa le sue esibizioni, non sono tra le pi\u00f9 esaltanti!\u201d.<br \/>\n\u201c Quando \u00e8 scappata via da casa come una ladra, aveva tantissimi sogni da realizzare, immaginava per lei un futuro roseo. Ha \u201csacrificato\u201d me e suo figlio sull\u2019 altare del successo e, oggi, si ritrova a fare la soubrette da due soldi in uno squallidissimo teatro parigino. Sono sollevato nel sapere che nemmeno con lei la vita \u00e8 stato cos\u00ec gentile, sarebbe stato il colmo\u201d, riprese Giorgio, con un evidente moto di soddisfazione.<br \/>\n\u201c Mattia era rimasto molto ferito dall\u2019incontro con la madre. Lo ha liquidato in tutta fretta, rifiutandosi di dargli spiegazioni, dicendogli di chiedere tutto a quel fallito di suo padre. Non lo ha nemmeno guardato negli occhi, non una carezza, un abbraccio, una parola d\u2019affetto. Come \u00e8 possibile, Giorgio che una madre arrivi a tanto? Come \u00e8 possibile?, disse Victor, mentre due grossi lacrimoni gli rigavano le guance.<br \/>\n\u201c Purtroppo non so darti una spiegazione , Victor. In questo momento penso soltanto alla delusione del povero Mattia, al suo ultimo e disperato tentativo di conoscere la donna che lo ha generato, prima che la terribile malattia che lo opprimeva, lo portasse via per sempre. Se ne \u00e8 andato via oltre che solo, seminudo e magro, soprattutto infelice, profondamente infelice, povero figlio mio!\u201d<br \/>\n\u201c Ho saputo, poi, che la tua ex moglie ha un\u2019altra famiglia, un marito e due figli ma non l\u2019ho mai detto a Mattia. Non volevo che il suo dolore divenisse ancora pi\u00f9 acuto e insopportabile di quello che non era gi\u00e0. Anche, se, credo, che lui lo avesse scoperto e non ha avuto il tempo o, forse, la voglia di condividere con me le ultime tristi verit\u00e0\u201d, concluse Victor col capo chino e con gli occhi umidi.<br \/>\nOra sapeva tutto Giorgio, tutti i pezzi del puzzle erano perfettamente incastrati l\u2019uno dentro l\u2019altro a costruire un macabro mosaico. Gli restava un\u2019ultima cosa da fare adesso: dare un lungo abbraccio e l\u2019ultimo saluto a quel figlio cos\u00ec bastonato dalla vita ma che era stato capace di conservare l\u2019 animo candido del giglio, fino alla fine.<br \/>\nPrima di salutarsi, Victor volle che Giorgio sapesse che il desiderio di Mattia era sempre stato quello di essere cremato dopo la sua morte e, aveva chiesto pi\u00f9 volte, che le sue ceneri fossero riportate l\u00ec dove era nato e cresciuto e sparse al vento affinch\u00e9 la sua anima potesse essere eternamente libera di scoprire il mondo, da vivo come da morto.<br \/>\nEra arrivato il momento dei saluti adesso, anche per i due uomini. Giorgio e Victor si strinsero in un abbraccio che sapeva di eterno; Victor sent\u00ec che, anche se per poco, aveva finalmente potuto godere della presenza di una figura paterna nella sua vita e Giorgio aveva ritrovato sul volto e negli occhi di Victor, la stessa aria disincantata e sognatrice che aveva pi\u00f9 volte vista impressa sul volto di suo figlio.<\/p>\n<p>Erano trascorsi oramai tre mesi dal viaggio che Giorgio aveva fatto a Parigi, da quando, cio\u00e8, Mattia aveva scelto per s\u00e9 stesso un\u2019altra vita, pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 leggera di quella terrena.<br \/>\nGiorgio aveva lentamente ripreso a sopravvivere perch\u00e9 \u00e8 questa l\u2019unica cosa che fai quando perdi un figlio: sopravvivi.<br \/>\nLe giornate , per lui, erano scandite dagli stessi ritmi e dalla stessa monotonia di sempre e dalla compagnia allegra e sbarazzina di Sleepy.<br \/>\nQuella mattina Giorgio, uscendo in giardino, aveva ritrovato una lettera, speditagli da Parigi qualche giorno prima, da una persona a lui sconosciuta. Rientrando, frettolosamente, in casa, Giorgio la apr\u00ec e lesse:<\/p>\n<p>\u201c Carissimo Signor Zangrilli, anche se non ci siamo mai conosciuti \u00e8 come se la conoscessi da sempre. Chi le scrive \u00e8 la madre di Victor, il compagno di suo figlio Mattia. Ho saputo da lui le tristissime vicende degli ultimi mesi e ci tengo a porle le mie pi\u00f9 sincere condoglianze.<br \/>\nPosso capire perfettamente il suo dolore di padre perch\u00e9 \u00e8 lo stesso dolore che, adesso, provo io come madre. Pochi giorni fa anche Victor ha seguito Mattia dopo settimane di lenta e insopportabile agonia. Immagini il dolore che una madre pu\u00f2 provare vedendo il figlio spegnersi lentamente tra atroci sofferenze e non poter far altro che limitarsi a stare l\u00ec a guardare. Il senso di impotenza che ti invade \u00e8 quello che di pi\u00f9 insopportabile ci sia. Victor mi ha parlato molto di lei, ci teneva tanto a salutarla per l\u2019ultima volta ma non ne ha avuto il tempo e cos\u00ec lo faccio io per lui.<br \/>\nLa ringrazio per i pochi giorni che ha trascorso insieme a mio figlio raccontandogli del suo amatissimo Mattia. La ringrazio per aver messo al mondo una creatura cos\u00ec speciale che ha reso magici gli ultimi anni della vita di mio figlio.<br \/>\nPorgendole i miei pi\u00f9 distinti saluti, mi auguro di poterla incontrare presto.<br \/>\nMelanie Ardent.<\/p>\n<p>Il foglio bianco che Giorgio continuava a rigirarsi tra le mani, su cui erano scritte queste poche parole, era adesso bagnato di lacrime, bagnato di dolore, quel dolore che non ti fa essere mai pi\u00f9 com\u2019eri prima, quel dolore, mai sopito, mai rimarginato che, oggi, riprendeva, copiosamente, a sanguinare. Sarebbe bello poter incontrare, un giorno, questa donna, questa madre e condividere con lei lo stesso dolore, la stessa solitudine, la stessa struggente malinconia.<br \/>\nMentre era avvolto da questi cupi pensieri, il suono stridulo del campanello, lo fece ridestare e lo port\u00f2 fuori da questo mondo lontano nel quale era precipitato.<br \/>\nAprendo l\u2019uscio di casa, fu questa la scena che gli si present\u00f2 davanti:<br \/>\n\u201c Ciao Giorgio, come v\u00e0? Ti ritroveresti per caso due uova? Sai la mattina non riesco proprio a farne a meno\u201d, stava dicendogli il vicino con un sorriso indifferente al dolore di quest\u2019uomo cos\u00ec provato.<br \/>\nEcco che, pens\u00f2 Giorgio, tutto ricominciava esattamente l\u00ec da dove tutto era finito.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17725\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17725\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDedicato a tutti quelli che non ce l\u2019hanno fatta, schiacciati sotto il peso opprimente di ideali sgretolati\u201d. Erano trascorsi , oramai, due anni dall\u2019ultima volta che Giorgio aveva visto il suo unico figlio, in casa sua. 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