{"id":17694,"date":"2014-02-04T12:00:24","date_gmt":"2014-02-04T11:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17694"},"modified":"2014-02-04T12:03:54","modified_gmt":"2014-02-04T11:03:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-un-natale-buono-di-federico-fantuz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17694","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Un Natale buono&#8221; di Federico Fantuz"},"content":{"rendered":"<p><em>(ispirato a una storia vera)<\/em><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><\/p>\n<p>S\u00ec, quella notte non si scorder\u00e0 mai. Joel lo sapeva e lo aveva scritto nel suo diario. Aveva qualcosa di magico e di meraviglioso. Lo ricorderanno le generazioni a venire.<\/p>\n<p>\u201cSe potessi raccontarlo a mio padre e a mia madre\u201d. Questo fu il primo pensiero dopo mesi terribili, che non avrebbe mai potuto scordare. Non so se li rivedr\u00f2 mai, si ripeteva ogni giorno e ogni ora della sua esistenza, ma certo una cosa cos\u00ec non si era mai vista n\u00e9 sentita. Eppure sapeva che quell\u2019evento, s\u00ec quell\u2019evento, non si sarebbe dimenticato tanto facilmente, e la sua eco avrebbe riecheggiato nei secoli, s\u00ec nei secoli.<\/p>\n<p>Joel aveva 21 anni e si era ritrovato, in pochi mesi, sul fronte occidentale. Vicino alla citt\u00e0 di Ypres, nel Belgio. Le storie degli uomini sono sempre molto rapide nei cambiamenti, pi\u00f9 di quanto si possa immaginare in tempi di pace. Era stato letteralmente catapultato in una realt\u00e0 pi\u00f9 grande e complessa di lui. Nelle trincee a fermare i tedeschi che avevano deciso di prendere Parigi, e non solo.<\/p>\n<p>Lui, un ragazzotto dei sobborghi di Bordeaux, dove si respira l\u2019aria dell\u2019oceano, e dove il sole sembra non tramontare mai la sera, aveva ricevuto in un normalissimo e noioso pomeriggio una cartolina che lo invitava a presentarsi alla stazione della citt\u00e0 per una destinazione oscura. Purtroppo tutti sapevano che a un breve corso di formazione, o meglio di combattimento tattico, avrebbe fatto seguito la guerra.<\/p>\n<p>Era il 1914. La fine della Belle \u00e9poque. E se quella era stata la Bell\u2019\u00e9poque, vi lascio immaginare, diceva spesso Joel, che cosa fosse allora. Ma si sa, c\u2019era la crisi, e le cose stavano cambiando.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, senza farsi troppe domande, o meglio, senza poter far nulla, \u00a0una domenica part\u00ec salutando la madre che piangeva sull\u2019uscio di casa, e il padre, ormai anziano, che tentava a stento di trattenere le lacrime. \u00a0Joel era figlio unico di genitori vecchi e forse proprio per questo, era stato educato in maniera saggia e pacata, osava dire. Ogni momento era un dono, anche quello che nel mentre ti sembra assurdo e pesante. Cos\u00ec sin da piccolo si era abituato a tenere un piccolo diario, dove annotava ogni giorno tutte le cose che gli capitavano, cercando il bene tra le pieghe della vita. Un simpatico esercizio che il padre gli aveva insegnato.<\/p>\n<p>I genitori vecchi si sa, spesso sono meno intraprendenti di quelli giovani, ma sanno dosare meglio le energie e trasmettere un senso di pace ai figli. E cos\u00ec fu anche per Joel, che, tutto sommato , pur capendo la gravit\u00e0 della situazione, dentro di s\u00e9 manteneva una simpatica voglia di conoscere il mondo.\u00a0 Certo quello non era forse il modo pi\u00f9 tranquillo, ma pur sempre vita nuova era.<\/p>\n<p>Ben presto giunto al fronte, Joel cap\u00ec nel giro di pochi giorni che la vita sa essere molto dura con gli uomini.\u00a0 E ogni giorno di pi\u00f9 fece suo un vecchio detto, secondo il quale non c\u2019\u00e8 fiera pi\u00f9 feroce con i propri simili che l\u2019uomo stesso.<\/p>\n<p>Joel in vita sua aveva a mala pena assistito all\u2019uccisione del maiale per farne carne per l\u2019inverno. Sul fronte occidentale gli uomini morivano come mosche: obici tedeschi cadevano a ogni ora del giorno e della notte, nei posti pi\u00f9 disparati. Le pallottole fischiavano, tante, tante, tantissime. Ma sentirle era una grazia. Eri vivo! Spesso non facevi in tempo a girarti che il tuo pari era disteso, con un fiotto di sangue che usciva dalla bocca.<\/p>\n<p>Gli uomini cadevano come foglie quando arriva l\u2019inverno. Gli ufficiali non avevano la bench\u00e9 minima capacit\u00e0 tattica. Scontri continui, spesso all\u2019arma bianca, un avanzamento e un arretramento costante che logorava i miti. Joel scopr\u00ec presto la guerra di trincea, in mezzo ai topi, al puzzo di escrementi, all\u2019acqua, a tanta acqua che cadeva sempre dal cielo. Il fango che entrava negli stivali che sembravano attaccati alla terra con colla. Il cibo puntualmente freddo e privo di sapore, ma necessario per poter tentare di andare avanti.<\/p>\n<p>Impar\u00f2 le storie di chi raccontava di aver fatto l\u2019amore con mille donne, e impar\u00f2 a sentire anche la tristezza degli altri, di chi scriveva alla moglie, alla fidanzata, a casa.\u00a0 Impar\u00f2 la solitudine, ma anche la fratellanza. Lui che era solo, si ritrov\u00f2 ben presto con molti fratelli intorno. Ognuno con i suoi difetti, ma anche con dei pregi.<\/p>\n<p>Purtroppo spesso il loro numero diminuiva e lui stesso si domandava come mai anche quella volta non fosse toccato proprio a lui morire.<\/p>\n<p>Il nemico era potente e furioso. I tedeschi non scherzavano, molto ben armati e preparati. Tanto che in quella sporca grande guerra, come veniva chiamata, i francesi avevano ricevuto l\u2019aiuto degli inglesi formando cos\u00ec un unico esercito per bloccare l\u2019avanzata dei tedeschi.\u00a0 Dopo anni di guerre questi due popoli erano adesso uniti contro il nemico comune. Strano essere l\u2019uomo, si ripeteva Joel, il nemico del mio nemico \u00e8 mio amico. Solo questa era la motivazione dell\u2019unione con gli inglesi?<\/p>\n<p>Ogni due mesi arrivava la posta. Le lettere dei suoi genitori erano a dir poco struggenti. E spesso Joel si rifiutava di leggerle, rispondendo velocemente che tutto andava bene e che presto sarebbe tornato.<\/p>\n<p>Un giorno per\u00f2 fu chiamato dal comandante. Joel si preoccup\u00f2 tantissimo, pensando a qualche missione in avanscoperta, dalla quale pochi tornavano. Dopo aver ricevuto la notizia, forse lo avrebbe preferito.<\/p>\n<p>Suo padre non c\u2019era pi\u00f9.\u00a0 Se n\u2019era andato. Gli fu detto, nel sonno. Cos\u00ec.<\/p>\n<p>Joel non ci credeva, non cap\u00ec subito. Si sentiva paralizzato, bloccato, tetanizzato, privo di forma. Un nodo gli serrava la gola, e quando il comandante lo conged\u00f2 non riusciva a schiodarsi. Rimase sull\u2019attenti, quasi la sua mente non fosse pi\u00f9 l\u00e0. \u201c-Soldato semplice Joel Marabi\u00e8, pu\u00f2 andare. Ripeto, pu\u00f2 andare\u201d.<\/p>\n<p>Queste le parole del superiore. Ma Joel non capiva. Il comandante che poteva essere tranquillamente suo padre, gli si avvicin\u00f2, lo scosse e con parole dolci e strane, che parevano quasi sussurrate nel frastuono della bombe in lontananza e di qualche sibilo di fucile, gli disse che presto gli sarebbe passato. A quel punto Joel non riusc\u00ec a trattenere le lacrime e scoppi\u00f2 in un pianto fanciullesco e ininterrotto. Il comandante lo abbracci\u00f2, non tanto per consolarlo dalla morte che era onnipresente in quei giorni, ma perch\u00e9 anche lui vide in quel giovane uomo un ragazzo che piangeva per la perdita del padre. Pens\u00f2 al suo di figlio e gli venne spontaneo abbracciarlo e accarezzargli la testa.<\/p>\n<p>L\u2019indomani mattina, per Joel era come se un pezzo di lui se ne fosse andato per sempre.<\/p>\n<p>La notte non aveva chiuso occhio. Nonostante l\u2019artiglieria nemica avanzasse, lui aveva ripensato a tutti i momenti pi\u00f9 belli vissuti con suo padre. Al primo giorno di scuola, alla mano che lo accompagnava da bimbo nelle passeggiate, alle parole di saggezza che lo avevano consolato nei momenti bui. Anche ad alcuni consigli che gli aveva dato con le ragazze. Ai momenti dolci e alle tenerezze, sempre pudiche e composte, che aveva avuto con sua madre. Era stato bello vivere con un padre cos\u00ec. S\u00ec, era stato un ragazzo fortunato. Non gli era mancato nulla!<\/p>\n<p>Ma la vita degli uomini cambia. E come si era detto prima, molto pi\u00f9 velocemente nei periodi di guerra.<\/p>\n<p>Decise di non tornare a casa per i giorni canonici di congedo a seguito del lutto. Non avrebbe retto il dolore della madre. Prefer\u00ec scriverle una lettera e prometterle che sarebbe tornato quanto prima.\u00a0 Tanti al suo posto sarebbero tornati subito, e come figli unici di vedova, avrebbero potuto ottenere il congedo permanente. Ma tutto questo non faceva parte della sensibilit\u00e0 di Joel. La guerra non l\u2019aveva iniziata lui, lo avevano chiamato ed ora avrebbe dovuto terminarla. Non esistevano scappatoie.<\/p>\n<p>Seguirono giorni durissimi e violentissimi. Da ambo le parti\u00a0 le perdite furono elevatissime. La guerra era ormai diventata di trincea e ad assalti sanguinosi , seguivano giorni di vita da topo, sperando che un obice nemico non dilaniasse le ormai deboli carni.<\/p>\n<p>Quei mesi di guerra avevano invecchiato Joel di anni. Non tanto per la barba incolta, ma quanto per quella scorza che si era creato intorno al cuore, che non permetteva pi\u00f9 ai sentimenti di uscire e di rendere l\u2019uomo diverso dalla bestia.\u00a0 Spesso si domandava se quel ragazzo che con entusiasmo si era arruolato fosse ancora vivo, oppure sepolto per sempre.\u00a0 La curiosit\u00e0 per le cose, la passione nel fare, il cercare il bene nel male. Tutto sparito o cancellato. Non sapeva pi\u00f9 stupirsi. E quando un uomo perde la capacit\u00e0 di stupirsi, muore. Se lo ripeteva ogni sera prima di affidare la sua vita a Dio. Eppure non riusciva ad uscire da questa spirale di negativit\u00e0, pessimismo e stanchezza. Addirittura non riusciva pi\u00f9 a sentire Dio.<\/p>\n<p>In quei mesi gli era anche capitato di aver aiutato qualche commilitone in fin di vita a morire. La prima volta fu un vero trauma, ma poi, spinto dalle urla sovrumane di dolore dell\u2019amico, decise di premere il grilletto e di finirlo.<\/p>\n<p>Vomit\u00f2. Pianse amaramente. Dov\u2019era Dio? Perch\u00e9? Lui non voleva quella vita, non l\u2019aveva scelta. Cosa ci faceva l\u00ec? Non si poteva tornare indietro. Era come in un treno in corsa da cui non si pu\u00f2 scendere.<\/p>\n<p>Di notte, nelle trincee, anche i discorsi erano orami cambiati. Non pi\u00f9 donne o avventure fantastiche, ma pianti e silenzio. Qualche chiacchierata e alcuni che scrivevano, ma di fondo un solo grande silenzio. Nemmeno la luna, spuntava. Pioveva sempre.<\/p>\n<p>Dio quanto avrebbe desiderato un letto e un pasto caldi. Nulla di pi\u00f9.\u00a0 Ma si sa, il destino spesso ti porta dove non vuoi.<\/p>\n<p>I mesi passavano e ci si avvicinava alla fine dell\u2019anno. Le battaglie erano sempre pi\u00f9 cruente. Joel aveva preparato una lettera d\u2019addio alla madre. La teneva nel petto, vicino al cuore.\u00a0 Non si sa mai, si diceva. Certo , il dolore per la morte di un figlio non si sarebbe asciugato con una lettera, ma dirle che non avrebbe potuto avere madre migliore e che la ringraziava per tutto quello che aveva fatto per lui, gli sembrava, un modo per congedarsi con amore da lei.\u00a0 Probabilmente era l\u2019assenza di lucidit\u00e0 che oramai lo aveva colto, lui come molti altri.<\/p>\n<p>I giorni passavano lenti. Le notti sembrano infinite.\u00a0 I morti, caduti sul campo e cui non si poteva nemmeno dare sepoltura, aumentavano ogni giorno. Joel continuava a domandarsi perch\u00e9 a lui non fosse ancora accaduto. Non si sentiva un predestinato, ma sapeva che, statisticamente, non poteva andargli sempre bene.<\/p>\n<p>Era ormai dicembre del 1914.\u00a0 Non smetteva mai di piovere. Il fronte occidentale si allungava. Anglo- francesi e tedeschi si fronteggiavano e si decimavano senza tregua.<\/p>\n<p>Ma dicembre \u00e8 un mese magico, si sa.\u00a0 E i miracoli succedono a quelli che permettono loro di accadere.<\/p>\n<p>La notte di Natale del 1914 successe l\u2019incredibile.\u00a0 Prima della mezzanotte dalle trincee tedesche part\u00ec un canto natalizio. Era lo <i>Stille Nacht<\/i>&#8230; Risposero gli inglesi con il loro <i>Silent Night.<\/i><\/p>\n<p>\u201cDio se poteste esserci stati\u201d, cominci\u00f2 a scrivere Joel nel suo diario. Per una notte la guerra si ferm\u00f2. Gli uomini, stanchi, sporchi, magri, demotivati, uscirono dalle trincee. Prima diffidenti e con dei fazzoletti bianchi in mano. Poi sempre pi\u00f9 frequenti, si incontravano nella terra di nessuno e si abbracciavano, si scambiavano sigarette e tabacco. Alcuni piangevano insieme. Altri abbozzarono addirittura una partita di pallone, che fu vinta dai tedeschi, ma a nessuno, credetemi, a nessuno interessava il punteggio.<\/p>\n<p>\u201cPotemmo seppellire cristianamente i nostri morti\u201d, scriveva Joel. \u201cQuella notte nessuno spar\u00f2, nessuno doveva pi\u00f9 morire, perch\u00e9 era una notte Sacra\u201d.<\/p>\n<p>Gli vennero in mente tutte le cose belle che aveva vissuto, la sua famiglia, gli affetti, gli amici che aveva perso, ma che erano ancora dentro di lui. I nonni. La prima fidanzata, i profumi di casa. \u00a0Era come se quella spessa scorza che gli era cresciuta intorno al cuore in quei maledetti mesi, si fosse improvvisamente dissolta. Smise anche di piovere e incredibilmente la luna \u00a0illumin\u00f2 la terra di nessuno.<\/p>\n<p>Dalle trincee tedesche cominciarono poi a brillare tanti piccoli alberi di Natale, illuminati dalle candele.\u00a0 Fu un\u2019emozione indescrivibile. Joel era convinto (e non solo lui) che tutti fossero andati con la mente al Natale da bambino. Alle carezze di mamma e pap\u00e0, ai doni, al pranzo di Natale, al calore degli affetti veri. \u00a0Vide uomini, violenti per necessit\u00e0 di sopravvivenza, commuoversi e piangere.<\/p>\n<p>Fu vero. Fu una notte, ma fu magica!<\/p>\n<p>Molti anni dopo Joel rileggeva le pagine del diario che scrisse quella notte: \u201cFummo sfortunati perch\u00e9 nascemmo in quel periodo storico e tocc\u00f2 a noi.\u00a0 Quello era il nostro destino. Non so se sia stato peggiore di altri. Probabilmente s\u00ec, forse no. So solo che quella notte nacque un fiore sopra un fatto brutto. E il profumo di quel fiore si diffonder\u00e0 ancora per secoli, perch\u00e9\u00a0 fu magico e pi\u00f9 grande di tutti gli uomini che si trovavano l\u00ec.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17694\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17694\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(ispirato a una storia vera)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, quella notte non si scorder\u00e0 mai. 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