{"id":17688,"date":"2014-02-03T17:44:42","date_gmt":"2014-02-03T16:44:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17688"},"modified":"2014-02-03T17:44:42","modified_gmt":"2014-02-03T16:44:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-rasoi-di-enrico-losso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17688","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Rasoi&#8221; di Enrico Losso"},"content":{"rendered":"<p>Nel cenno che mi rivolge Agostino quando vede il mio mento ispido ci sono liofilizzati trent\u2019anni di conoscenza.\u00a0Troppe parole le sentiamo inutili, per tacito accordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Saverio \u00e8 uno dei pochi clienti che mi \u00e8 rimasto, dopo che si \u00e8 saputo\u00a0 del fatto. Uomini che venivano anche pi\u00f9 spesso rispetto alla velocit\u00e0 di ricrescita dei loro peli non si sono fatti pi\u00f9 vedere.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Agostino usa il rasoio a serramanico, se sa che lo preferisci. A me ha chiesto cos\u00ec tanto tempo fa quale tipo di lama volessi sentire sulla pelle, che non ricordo nemmeno pi\u00f9 di avergli indicato quello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Di Saverio so pochissime cose, oltre il fatto che posso usare il rasoio che ho ereditato da mio padre. Parlerebbero di pi\u00f9 i pesci del mio acquario, se avessi un acquario.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Annuso il profumo di menta della schiuma che mi solletica le narici. Dovrebbe far scattare l\u2019interruttore nella stanza dei ricordi, ma rimane buia, questa mattina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Una volta mi piaceva far ondeggiare il rasoio sulla coramella. Era un gesto d\u2019istinto e di lavoro, mi faceva avere un ruolo in questo mondo: tagliare barbe. Una volta.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rumore dell\u2019acciaio che sfrega il cuoio mi fa sbattere due volte le palpebre. Stiro un po\u2019 la schiena. Le chiacchiere leggere pesano, e sollevare pesi \u00e8 il passatempo dei giovani. Io sono vecchio, secondo la mia carta d\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Mio padre e l\u2019esperienza mi hanno insegnato che chi paga decide. Conosco la bocca avara di Saverio. E ordino alla lingua di calmarsi.\u00a0<\/i><i>Anche se oggi le parole mi premono sui denti.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lama danza sulla mia pelle. Si scava trincee nella neve.\u00a0Ha una missione come me, oggi. Sgombrare il campo da cose superflue e fare il proprio dovere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>In questa citt\u00e0 grande che \u00e8 esplosa e ogni giorno, sempre di pi\u00f9, distanzia le persone fra loro, non ho nessuno con cui sfogarmi.\u00a0<\/i><i>N\u00e9 amici, n\u00e9 moglie.\u00a0<\/i><i>E neppure pi\u00f9 un figlio<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre la lama sale lenta all\u2019altezza del pomo d\u2019Adamo, penso al motivo che mi ha spinto fin su questa poltrona. E mi verrebbe anche da ridere, se non rischiassi di tagliarmi. Devo parlare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Devo parlare, altrimenti scoppio. Il bisogno \u00e8 pi\u00f9 forte persino della mia etica professionale. Il mio esordio non \u00e8 da antologia, \u00e8 un \u201cFa caldo fuori\u201d, mentre la mia mano compie movimenti fluidi.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un contropiede che mi ha spiazzato, nel linguaggio del bar.\u00a0Agostino ha usato parole non strettamente necessarie. In trent\u2019anni l\u2019ha fatto pochissime volte. Do un piccolo colpo di tosse come risposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Pensavo che sarei stato pi\u00f9 imbarazzato.\u00a0<\/i><i>Le frasi mi escono invece compatte e veloci, come tronchi che vengono fatti rotolare fino al fiume. E vorrei che il fiume le portasse lontano.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ritmo della rasatura rallenta, quello della voce aumenta.\u00a0Mi parla di cose sempre pi\u00f9 private. Alcune le conosco gi\u00e0, ma non me le aveva dette lui. Aveva un figlio che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Comincio dai fatti. Si parte sempre da quelli. I fatti certi non sono interpretabili.\u00a0<\/i><i>I ritrovamenti dei cadaveri, l\u2019accusa a mio figlio. E il suo suicidio.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Agostino ha tenuto aperto il negozio anche dopo il lutto, avvenuto quasi un anno fa. Il gesto \u00e8 stato interpretato come il suo modo per difenderne il ricordo e ribadirne l\u2019innocenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dico: \u201cNessuno pu\u00f2 capire cosa si prova se non ci si passa in mezzo. Ma chi pu\u00f2 passare in mezzo a un orrore tale? Plasmi un figlio utilizzando solo le parti migliori di te, o almeno cos\u00ec pensi. Ma lui si storce, si annoda, si perde. Non era un santo, ma non ha mai ammazzato nessuno.\u201d<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le accuse parlano di quattro morti ammazzati. Sfregiati con furia. Le indagini, con molta fatica, si sono concentrate sul figlio di un barbiere. Lo hanno puntato dall&#8217;alto, come uno stormo di corvi. Poi sono planate gi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Insisto: \u201cIn mano avevano solo indizi e non prove certe. Come faccio a immaginare mio figlio un assassino? O, peggio, un <\/i>serial killer<i>, come veniva definito nei titoli in prima pagina? Era solo un infelice. Si drogava talvolta. Rubava, forse. Ma rimaneva un innocente infelice.\u201d<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiazze di rossore gli colorano la pelle molle del collo. Si infervora e gesticola. E in mano tiene un rasoio. La mia barba \u00e8 fatta per un terzo. Una gocciolina di saliva mi colpisce la punta del naso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Rincaro: \u201cSi \u00e8 gettato sotto un treno, ma \u00e8 come se lo avessero spinto. Tutti insieme: il magistrato, gli inquirenti, i giornalisti. Rimaneva dell&#8217;amor proprio in quel corpo. E tanta vergogna per essere stato crocifisso.\u201d <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono in lieve imbarazzo. Mi gratto leggermente un occhio anche se non mi prude. Rifletto sul motivo che mi ha spinto fin qui: il messaggio che voglio portare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Le parole ormai saettano da sole: \u201cE dopo il suicidio di mio figlio, altri due morti. Stesse modalit\u00e0, stesso <\/i>rituale<i>, come lo hanno definito i quotidiani. Allora sono affiorati i dubbi. Maledetta macchina della giustizia, chi mi ridar\u00e0 mio figlio?\u201d <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occhi negli occhi.\u00a0Occhi di padri, perch\u00e9 anch\u2019io ho un figlio. E sar\u00e0 della stessa et\u00e0, anno pi\u00f9 anno meno, di quella che avrebbe adesso il suo. Sospira e riprende a rasarmi in un solo movimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Forse \u00e8 sufficiente ci\u00f2 che ha sfiatato finora la mia bocca. Forse non serve avere un cenno di conforto per quello che ho passato. Forse Saverio non pu\u00f2 capire. Forse.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lama del rasoio mi ha accarezzato la gola. Avevo paura che la mano di Agostino potesse tremare. Ma ha nei nervi anni di allenamento. \u00c8 precisa ed efficiente, come adesso che sciacqua la lama.\u00a0Dico: \u201cAnch\u2019io ho un figlio\u201d. E il rasoio gli scivola nel lavandino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La voce di Saverio ha lo stesso timbro di un attore. Mi ha colto di sorpresa e un piccolo taglio sul polpastrello del dito medio mostra qualche goccia di sangue. <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inumidisco le labbra prima di continuare. Poi la lingua spinge fuori le parole: \u201cMio figlio ha quasi quarant\u2019anni. Li compie il prossimo mese. Si chiama Simone. E fa il magistrato.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Abbasso la leva del miscelatore. Il getto d\u2019acqua si arresta.\u00a0<\/i><i>Guardo il sangue che esce sempre meno timido, ma chi comanda adesso sono le orecchie.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dico: \u201cSe conoscessi il suo \u2013 il mio \u2013 cognome, inizieresti a capire. \u00c8 come pensi, s\u00ec. Il magistrato che ha condotto le indagini sul killer <i>Mani di Forbice<\/i>. Non so chi gli abbia affibbiato per primo questa definizione cinematografica, poi tutti hanno iniziato a chiamarlo cos\u00ec. Ma pi\u00f9 corretto sarebbe stato <i>Mani di Rasoio<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Tampono il sangue con un batuffolo di cotone.\u00a0<\/i><i>Proprio non ce la faccio a voltarmi. Sono inchiodato. Le parole mi scrosciano battenti sulle spalle.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continuo: \u201cMio figlio mi ha parlato molto di questa indagine. Mi ha rivelato anche dettagli che non avrebbe dovuto far trapelare. Ma siamo molto legati, molto confidenti, da sempre. Gli ho giurato che non ne avrei parlato con nessuno, e invece sono qui.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il sangue continua a uscire. Con esso defluisce anche la mia forza.\u00a0<\/i><i>Compio un gesto che ho gi\u00e0 compiuto mille volte. \u00c8 buffo rendersi conto di quanti gesti effettuiamo infinite volte. Afferro il rasoio, faccio rientrare la lama, accarezzo il manico lucido.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insisto: \u201cPerch\u00e9 sono qui? Perch\u00e9 ti conosco da trent\u2019anni, fai parte della mia storia, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, anche se di te posso dire di non sapere quasi nulla. Mi sento in dovere di farti un favore.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il manico in madreperla \u00e8 macchiato. D\u2019istinto porto la mano destra a stropicciarmi il volto. Lo faccio sempre quando sono teso. Un attimo dopo, mi rendo conto di essermi sporcato la faccia di sangue. Riapro il rasoio, sfioro col piatto della lama il palmo della mano.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non sento disagio, n\u00e9 imbarazzo, n\u00e9 paura.\u00a0Voglio completare tutto il mio discorso. Solo alla fine avr\u00f2 compiuto per intero il mio dovere.\u00a0Sussurro: \u201cStanno per venire a prenderti.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u00c8 l&#8217;impatto col treno che vuoi e che temi, inginocchiato sulle rotaie.\u00a0<\/i><i>Mi giro lentamente. Una stanchezza improvvisa mi riveste come un&#8217;armatura. Gli occhi azzurri di Saverio si allargano, le sue labbra leggermente si schiudono.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Agostino ha delle scie rossastre sul viso. Perde gocce di sangue dalla mano che tiene il rasoio.\u00a0Respiro a fondo. Faccio uscire la voce che si \u00e8 rintanata in gola come un coniglio. Cerco di modularla nel modo pi\u00f9 naturale possibile: \u201cNon ho paura\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Di cosa dovresti avere paura Saverio? Di un vecchio schiacciato dalla vita? Di un padre che ha lottato con tutto se stesso per salvare suo figlio? Di un uomo che finir\u00e0 i suoi giorni dietro le sbarre? Lascio cadere il rasoio a terra.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono soddisfatto del tono neutro che riesco a utilizzare: \u201cTuo figlio era un assassino, Agostino. Era malato, voleva uccidere. Hai cercato di coprirlo in tutti i modi, di proteggerlo, di salvarlo. E quando si \u00e8 gettato sotto il treno prima di essere preso, tu hai cercato di proteggerlo anche da morto. Sei arrivato ad ammazzare due persone, con le modalit\u00e0 di tuo figlio, per sviare le indagini e cercare di riabilitarlo.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ormai tutte le forze mi hanno abbandonato. Mi accascio sull&#8217;altra poltroncina. C&#8217;\u00e8 comprensione nelle parole di Saverio, oltre la condanna. O almeno credo di averla colta, fra tutto questo rumore di sirene.<\/i><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17688\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17688\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cenno che mi rivolge Agostino quando vede il mio mento ispido ci sono liofilizzati trent\u2019anni di conoscenza.\u00a0Troppe parole le sentiamo inutili, per tacito accordo. &nbsp; Saverio \u00e8 uno dei pochi clienti che mi \u00e8 rimasto, dopo che si \u00e8 saputo\u00a0 del fatto. 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