{"id":17686,"date":"2014-02-02T19:34:50","date_gmt":"2014-02-02T18:34:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17686"},"modified":"2014-02-02T19:34:50","modified_gmt":"2014-02-02T18:34:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-cera-una-volta-sami-di-giorgia-spurio-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17686","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;C&#8217;era una volta Sami&#8221; di Giorgia Spurio (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Mi chiamo Sami e vivo in un luogo come il tuo, fra una delle tante citt\u00e0 e dei tanti grattacieli.<\/p>\n<p>Forse dovevo iniziare con un \u201cC\u2019era una volta un bambino\u201d. Ma perch\u00e9 inventarsi che \u00e8 un altro bimbo, se parlo di me.<\/p>\n<p>Mi piace tanto correre e saltare. E vado in giro per il mondo con mio nonno.<\/p>\n<p>Ha delle piccole rughe attorno agli occhi e sembra che prenda sempre il sole per la sua carnagione.<\/p>\n<p>Ha baffi e capelli bianchi. Quest\u2019ultimi legati in un codino, e in bocca tra le labbra ha sempre un sigaro che non ha mai coraggio di accendere. \u00c8 il suo unico sigaro sempre messo da parte per le occasioni speciali.<\/p>\n<p>Sto conoscendo tanti bambini, ogni tre mesi il nonno mi iscrive in una scuola diversa.<\/p>\n<p>E sto conoscendo tante maestre che mi chiedono dei miei genitori.<\/p>\n<p>Ma io ho solo il nonno.<\/p>\n<p>E lui mi risponde sempre alla stessa maniera.<\/p>\n<p>\u201cSami, a tuo padre \u00e8 successo come i nostri antenati. Tu la sai la storia dei nostri antenati.\u201d<\/p>\n<p>Ed io faccio sempre cenno di no, perch\u00e9 so che muore dalla voglia di raccontarmela.<\/p>\n<p>\u201c Ebbene tanto tempo fa la nostra famiglia era sempre in viaggio. Un po\u2019 come tu con me. All\u2019inizio erano solo un uomo e una donna che si amavano tanto. Poi decisero di comprare un carro e un cavallo. Ma i soldi erano pochi. Cos\u00ec la donna decise di chiedere spiccioli ai passanti. Riuscirono a racimolare una somma discreta, ma non bastava per un cavallo giovane e forte, e dovettero accontentarsi di un animale docile e anziano. Presto la famiglia aument\u00f2, e il carro sembrava sempre pi\u00f9 piccolo per tutti, e il cavallo si affannava. La famiglia continu\u00f2 ad aumentare e ogni giorno c\u2019era un bambino nuovo. A volte qualche bambino cadeva, e di giorno il pap\u00e0 lo vedeva e lo raccoglieva. Ma di notte il buio nascondeva ogni cosa. E i bambini si spargevano per il mondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec successe a noi due, Sami: sei caduto da quel carro e io con te\u201d- il nonno terminava i suoi racconti con un sorriso e sbuffando come se stesse fumando realmente quel sigaro spento.<\/p>\n<p>Nella roulotte mi sdraiavo nel mio letto, mentre il nonno nella brandina sotto di me russava e sognava di essere ancora un ragazzo bello e affascinante. Sbirciavo le stelle dal finestrino cercando di ricordare il volto della mia mamma. Ma se non l\u2019avevo mai conosciuta, come facevo a ricordarmela.<\/p>\n<p>Allora mi immaginavo i miei genitori come la favola che mi raccontava sempre il nonno.<\/p>\n<p>Mi narrava la storia di un re tanto attraente quanto sapiente, e di una regina la cui bellezza era invidiata anche dalle d\u00e8e. Il re aveva un asino al quale, si era giurato, avrebbe insegnato, infondendogli la sapienza. Ma una volta arriv\u00f2 un terribile diluvio che ingoi\u00f2 paesi e monti. La regina per vedere cosa succedesse si affacci\u00f2 dal suo alto palazzo e cadde in acqua. Il re innamorato si butt\u00f2 per salvarla, per\u00f2 entrambi si persero nel blu del mare che aveva sommerso ogni cosa. Rimase solo l\u2019asinello che per cibarsi si trov\u00f2 costretto a nutrirsi dei libri del re.<\/p>\n<p>Ed io fantasticavo su quella storia, sognando la mia mamma dalla tenue abbronzatura con un diadema d\u2019argento a raccoglierle i lunghi capelli e il mio pap\u00e0 forte e coraggioso con una corona a cingergli il capo.<\/p>\n<p>Dicevo ai miei compagni di scuola che ero un principe. Ero il figlio di un re e di una regina di un regno molto lontano.<\/p>\n<p>Ma un giorno nel parco, vicino al parcheggio dove avevamo fermato la nostra casa su quattro ruote , un bambino mi spinse facendomi cadere e sdegnandomi: \u201cNon dire fandonie. Tu sei solo uno zingaro!\u201d<\/p>\n<p>Non era la prima volta che mi urlavano quella parola. Mi pulii per far cadere la terra che si era attaccata ai miei pantaloni. Non potevo piangere davanti a lui. La prima cosa che mi ha insegnato il nonno \u00e8 l\u2019orgoglio. Spinsi anche lui, e poi feci la cosa che pi\u00f9 mi riesce: correre.<\/p>\n<p>Il nonno era seduto alle scalette della roulotte e intagliava statuette di legno.<\/p>\n<p>Non lo degnai di uno sguardo e mi rifugiai dentro.<\/p>\n<p>Ero arrabbiato con il mondo intero e tenevo il broncio.<\/p>\n<p>\u201cChe cosa succede, Sami?\u201d- mi domand\u00f2 il nonno, posando il suo cappello.<\/p>\n<p>Lo fissai. Adoravo guardargli gli orecchini che gli dondolavano.<\/p>\n<p>\u201cNulla\u201d-risposi.<\/p>\n<p>\u201cNon dirmi bugie, Sami\u201d- replic\u00f2 il nonno sedendosi vicino a me e poggiando la testa.<\/p>\n<p>Lui fa sempre cos\u00ec, chiude gli occhi e attende.<\/p>\n<p>Dopo pochi minuti, io mi sento come per soffocare e racconto tutto.<\/p>\n<p>\u201cUn bambino mi ha chiamato zingaro\u201d-risposi.<\/p>\n<p>Il nonno non si mosse, ma sospir\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cLo sai cosa significa zingaro?\u201d<\/p>\n<p>Restai zitto.<\/p>\n<p>\u201cQuel bambino te lo ha detto per offenderti. Ma dovresti tornare da lui e spiegargli cosa significa, sai, perch\u00e9 zingaro non \u00e8 una brutta parola. Noi siamo come i pirati che vanno per mare, solo che noi invece viaggiamo per il pianeta senza usare n\u00e9 navi n\u00e9 remi. Siamo zingari, \u00e8 vero, perch\u00e9 il nostro sangue ha bisogno di conoscere i paesi di tutto il mondo. Abbiamo una missione, Sami, ritrovare il carro che ci ha perso.\u201d<\/p>\n<p>Guardai il nonno. Ero il figlio di un re e di una regina, ed ero come un pirata.<\/p>\n<p>Sorrisi.<\/p>\n<p>\u201cBene, Sami. Mi piace quando sorridi. Ed ora andiamo al parco a chiedere scusa a quel bambino e a spiegargli chi sono gli zingari\u201d-dichiar\u00f2 il nonno alzandosi.<\/p>\n<p>Sistem\u00f2 il suo cappello sulla testa e mi accompagn\u00f2.<\/p>\n<p>Feci caso che il bimbo stava giocando con altri.<\/p>\n<p>Mi avvicinai e lo chiamai.<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2 con diffidenza.<\/p>\n<p>\u201cIo ti chiedo scusa per averti spinto\u201d-dissi.<\/p>\n<p>Lui mi sorrise: \u201cAnche io ti chiedo scusa.\u201d<\/p>\n<p>Ci mettemmo a ridere e ci stringemmo le mani, la sua bianca come il latte e la mia scura come un foglio sporco di pece.<\/p>\n<p>\u201cIo sono Marco\u201d- afferm\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cE io mi chiamo Sami\u201d- dichiarai &#8211; \u201cSai, io racconto sempre quella storia perch\u00e9 essere zingari significa essere un po\u2019 come dei figli di un re e di una regina che viaggiano per il mondo come dei pirati\u201d- spiegai a lui.<\/p>\n<p>A Marco piacquero le mie storie, mentre il nonno ci guardava soddisfatto.<\/p>\n<p>\u201cE c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra leggenda molto bella, sapete\u201d- improvvisamente disse il nonno sedendosi vicino a noi sull\u2019erba &#8211; \u201cEd \u00e8 una leggenda che parla di voi due.\u201d<\/p>\n<p>Marco ed io ci guardammo incuriositi.<\/p>\n<p>\u201cUn tempo non c\u2019era l\u2019uomo, ma solo Dio. Ed Egli volle creare poi l\u2019uomo a sua immagine. Cos\u00ec prese acqua e farina e impast\u00f2. Fece tanti piccoli uomini e li mise nel forno. Purtroppo se li dimentic\u00f2 dentro, e quando se ne ricord\u00f2 erano ormai diventati neri neri. Questi erano gli uomini a cui fu donata soprattutto l\u2019Africa. Dio prepar\u00f2 poi un altro impasto e con la paura che si bruciassero, li tir\u00f2 fuori in anticipo e questi erano bianchi bianchi. Erano gli uomini a cui fu donata soprattutto l\u2019Europa. Allora Dio ebbe un\u2019idea, e invent\u00f2 il tempo e l\u2019orologio, cos\u00ec riusc\u00ec a togliere gli uomini dal forno cotti a puntino. Questi erano gli zingari!\u201d-ci fiss\u00f2- \u201cProvate un po\u2019, se vi toccate la pelle vi accorgerete che siete fatti della stessa pasta.\u201d<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2 il nonno si alz\u00f2, e dopo un inchino, si diresse alla roulotte.<\/p>\n<p>Marco mi tocc\u00f2 la guancia, ed io accarezzai la sua.<\/p>\n<p>Avevamo le guance della stessa morbidezza. Era proprio vero, eravamo fatti della stessa pasta.<\/p>\n<p>Con Marco divenni grande amico, quando purtroppo arriv\u00f2 il giorno della partenza.<\/p>\n<p>I bambini della mia classe vennero a salutarmi. I bimbi del parco mi abbracciarono.<\/p>\n<p>\u201cPromettimi che ti farai sentire!\u201d- esclam\u00f2 Marco lasciandomi il numero di telefono di casa sua.<\/p>\n<p>\u201cTe lo prometto\u201d- giurai stringendolo forte.<\/p>\n<p>Mi accorsi in quel momento che Marco aveva tra le mani un pacchetto: era un regalo per me.<\/p>\n<p>\u201cMi devi promettere che lo aprirai quando sei sulla roulotte e in partenza\u201d.<\/p>\n<p>Glielo giurai con la mano sul cuore.<\/p>\n<p>Ammetto che trattenni le lacrime: un uomo non pu\u00f2 far vedere che sa piangere.<\/p>\n<p>Salutai tutti, con tristezza, e montai su.<\/p>\n<p>\u201cSiamo pronti, Sami? Una nuova avventura ci attende e anche dei nuovi amici\u201d-\u00a0 diceva il nonno alla guida.<\/p>\n<p>Io facevo finta di ascoltarlo, mentre farneticava chiss\u00e0 quali peripezie.<\/p>\n<p>Io guardavo il pacchetto di Marco.<\/p>\n<p>Lo scartai con cura.<\/p>\n<p>Era un diario.<\/p>\n<p>Lo sfogliai, pagina dopo pagina.<\/p>\n<p>Marco aveva scritto tutte le storie che gli avevo raccontato della mia gente.<\/p>\n<p>\u201cLa leggenda dei sovrani Rom\u201d, \u201cI pirati in viaggio\u201d, \u201cIl carro e i bambini sparsi per il mondo\u201d, \u201cSiamo fatti della stessa pasta\u201d, erano presenti tutte le leggende che gli avevo narrato.<\/p>\n<p>All\u2019ultima pagina era scritta pure una sua dedica:<\/p>\n<p>\u201c<i>Al mio amico migliore, <\/i><\/p>\n<p><i>che terr\u00f2 sempre nel cuore, a lui che \u00e8 coraggioso come i suoi genitori e i suoi antenati.<\/i><\/p>\n<p><i>Ho scritto questo diario perch\u00e9 cos\u00ec nulla sparisce.<\/i><\/p>\n<p><i>Mi avevi raccontato la storia dell\u2019asino che aveva mangiato tutti i libri della letteratura Rom, adesso \u00e8 tutto di nuovo scritto.<\/i><\/p>\n<p><i>Questo diario \u00e8 per il mio amico che \u00e8 forte e coraggioso come le sue fiabe. <\/i><\/p>\n<p><i>Marco<\/i>\u201d<\/p>\n<p>Mi sfugg\u00ec una lacrima che raccolsi di nascosto con la mano e sospirando chiusi il diario.<\/p>\n<p>Mi accorsi allora, che sulla copertina era scritto un titolo.<\/p>\n<p>Focalizzai, cercai di dare nitidezza all\u2019obiettivo, praticai le regole della grammatica che mi aveva insegnato la maestra, poi spalancai gli occhi e, con sorpresa e gioia, lessi:<\/p>\n<p>\u201c<i>C\u2019era una volta Sami<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17686\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17686\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Sami e vivo in un luogo come il tuo, fra una delle tante citt\u00e0 e dei tanti grattacieli. 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