{"id":17636,"date":"2014-01-31T13:10:25","date_gmt":"2014-01-31T12:10:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17636"},"modified":"2014-01-31T13:10:25","modified_gmt":"2014-01-31T12:10:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-mariaelena-di-dario-ronzani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17636","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Mariaelena&#8221; di Dario Ronzani"},"content":{"rendered":"<p>Te lo ricordi il bar del molo? C&#8217;era una nebbia spagnola a massaggiare le spalle nude delle onde calabresi, l\u00ec su quella pergolata bianca, stanca, abbiamo lasciato un bacio ubriacarsi da solo. Avevi una gonna nera di flanella, forse era grigia, grigiastra, che tiravi gi\u00f9 con le mani sopra le cosce riscaldate al sole, ricamate dal riflesso dorato della spiaggia.<\/p>\n<p>Una spiaggia dimenticata in cui le conchiglie ascoltavano, tutte sudate e impiastrate da chiss\u00e0 quante dita, i nostri buffi discorsi. Quanti granelli di sabbia mi sono rimasti negli occhi? Voltaire avr\u00e0 mai fatto il bagno in inverno? Serve a dimenticare, a pulirsi il cuore dalla pelle abbronzata. Perch\u00e9 progredire con il naso sul tuo corpo sembra affogare, le probabilit\u00e0 di guarire asciugano gli occhi con le loro percentuali, con le telefonate amichevoli, con i voli attorno a se stessi. Ci sono dei pensieri a giocare nei pressi dell&#8217;ultima piazzetta della mia testa.<\/p>\n<p>La rabbia maniacale delle tue dita fine nello scorrere le stazioni sulla radio mentre fissavi duecento stagioni perdersi tra le nuvole. La sabbia inquinata dentro il costume messo in macchina, sulla Salerno-Reggio Calabria, con l&#8217;odore di crema solare e di fertilit\u00e0, come una famosa sessuologa in vacanza, una puttana cattolica, moderata, organizzata, intellettualizzata. Il tuo atteggiamento egocentrico, da esibizionista, misto di compassione e svogliata rivoluzione, disperso nella tua passeggiata sconfitta tra gli scalini appena fuori casa. Fare l&#8217;amore sopra una sedia di paglia e di sale, mentre tua madre si batteva il petto in chiesa, con i tuoi piccoli gemiti di seta, con l&#8217;ave maria delle perpetue che da lontano intonavano il nostro lirismo sessuale, per niente profano, affatto dannato, cos\u00ec umano. Era ingenua quell&#8217;emozione di acqua e di sangue come quell&#8217;organo di legno e di fiato.<\/p>\n<p>\u201cAnche gli &#8216;ndranghetisti fanno l&#8217;amore? Tu ne conosci qualcuno?\u201d<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;amore \u00e8 come la gravit\u00e0 Filippo, non sceglie mica chi tenere in piedi&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Tra cielo e mare, mare e cielo, ci siamo amati per davvero? Ricordo quel sole opaco di Crotone, le onde verdi, le vie deserte, l&#8217;insolazione dopo il meriggio, la colazione con i marinai che non conoscevano l&#8217;italiano, che non sapevano della tua post-moderna emigrazione sempre pi\u00f9 a Nord. <i>Mariaelena se i tuoi due occhi blu avessero soltanto voglia di scappare da quelle reti assolate, salate, sfilacciate, ingiallite ?<\/i> Eri una studentessa di chimica, vincitrice di una cattedra all\u2019universit\u00e0 di fisica a Berlino, ma non capivi perch\u00e9 ti venisse sempre da ridere sull&#8217;altalena davanti al mare.<\/p>\n<p>\u201cDondola?\u201d<\/p>\n<p>\u201cEh s\u00ec, dondola&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cDondola!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi sembri una bambina Mariaelena.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCi venivo sempre da piccola qui&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cAllora \u00e8 qui intorno che avrai perduto il tuo sorriso.\u201d<\/p>\n<p>Con i megafoni all&#8217;universit\u00e0 per pisciare sulla banalit\u00e0: i collettivi femminili, l&#8217;emancipazione della Luna con le sue prime mestruazioni di notte, le botte alle contestazioni, la programmazione con quattro discussioni con le ossa rotte, l&#8217;occupazione del nuovo millennio. Imbavagliarci il cuore e buttarlo in prigione, raggiungerlo di corsa dentro la zona a traffico limitato di Via Cavour. Le case popolari con gli orsi polari dentro; le bancarelle con le caramelle \u201cstanno pi\u00f9 gi\u00f9\u201d; i borghesi aforismi di Voltaire; Villa Borghese alle sette; le serate con l&#8217;erba d&#8217;ottobre ed il vino della tua terra&#8230; <i>Mariaelena se i tuoi due occhi blu non fossero altro che due esuli romantici a caccia di rimpatrio? <\/i>I tuoi capelli verniciati di temporali estivi, lo smalto blu lucente, educato sulle tue unghie tagliate dagli incisivi bianchi, sprofondati sulle tue apprensioni come sulle fette arancioni del melone, prosciutto e nutella, sulla tua bella dieta mediterranea.<\/p>\n<p>Dietro stazione Termini c&#8217;\u00e8 una via sotterranea che porta direttamente a Rosarno &#8211; sull&#8217;Arno &#8211; a Milano &#8211; sul Monte Bianco. E&#8217; la via della disperazione, puzza d&#8217;arance marce, di sfruttamento razzista, d&#8217;avance politiche alla &#8216;Ndrangheta, di pizza con in mezzo la cocaina, di raccomandazioni con il mandolino, di polizia fascista, di disoccupazione, di finanziamento illecito ai partiti, di parrucchieri, parrucchini e par condicio.<\/p>\n<p>Al bar del molo le onde denunciavano l&#8217;usura che i miei sguardi imponevano al rumore da digestivo della schiuma candida, il Candid nella tasca dei tuoi jeans, c&#8217;erano radici piene di male su quei robusti alberi di mele. Con te, ma solo, proponevo una bonifica universale del pensiero umano&#8230; Pass\u00f2 un cane, due, non trovavo soluzione a quel silenzio prezioso, a quell&#8217;essere volentieri lontani dal Mondo. Le conchiglie si presero per mano e fecero un dolce girotondo. Era mezzogiorno ed un treno mezzo rotto ci aspettava tossendo.<\/p>\n<p>Tra mare e cielo, cielo e mare, ora sei chiusa dentro un monolocale a dare del voi al vecchio noi, a leggere ripetutamente le confessioni di quel santo italo-africano, adesso che non sei pi\u00f9 docente di chimica, adesso che parliamo, tra Roma e Berlino, solo di metafisica. <i>Mariaelena se i tuoi due occhi blu non fossero altro che la prova di un Dio buono sempre pi\u00f9 a Sud?<\/i><\/p>\n<p>\u201cTardi t&#8217;amai bellezza infinita.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPronto Mariaelena, ma che c&#8217;entra?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi trasferisco Filippo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cTorni in Calabria?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, domani ti spiegher\u00f2 meglio&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Rispettare una scelta cordiale, affamata, inaspettata. Rispettare la scelta del castigo cristiano, ipotetica censura, quattro mura con l&#8217;arsura di fuga. Chiss\u00e0 se ripensi all&#8217;altalena davanti al Tirreno? Dove hai ritrovato il tuo sorriso sincero, la tua voglia di guardare il cielo, forse oltre il cielo, oltre il mare. Dentro questo monastero di clausura tedesco, sullo strapiombo che carambola dritto dritto su nessun mare, voltando le spalle alla tua terra.<\/p>\n<p>Ora leggo Agostino, anche io Mariaelena, che di notte sognavo di buttare i preti nei pozzi insieme allo spirito di Voltaire, perch\u00e9 vorrei un giorno rincontrarti, sedermi ad un bar e parlarti della semplicissima legge fisica che fa dondolare un&#8217;altalena ma non fa automaticamente sorridere. E&#8217; vero l&#8217;amore non sceglie chi tenere in piedi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17636\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17636\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Te lo ricordi il bar del molo? 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