{"id":1758,"date":"2009-05-30T16:25:55","date_gmt":"2009-05-30T15:25:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1758"},"modified":"2009-06-11T09:54:50","modified_gmt":"2009-06-11T08:54:50","slug":"decisioni-affrettate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1758","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Decisioni affrettate&#8221; di Loredana Papotto"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"13pt;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"small;\">Avrei voluto accontentarmi delle parole qualunque esse fossero, in qualsiasi modo venissero pronunciate. Ero abituata alla parole, ero cresciuta con le parole, semplici sussurrate all&#8217;inizio. Poi erano diventate fiumi di elementi complessi, a volte imperscrutabili come i volti nascosti d&#8217;inverno nei baveri alzati. A volte calde da avvolgere, altre taglianti da lacerarti, ma pur sempre parole. Suoni da custodire, musica da ascoltare. Ogni cosa un nome, ogni sentimento un pensiero di lettere, un universo alfabetico che riempiva l&#8217;aria e colmava i pensieri. Necessarie come il respiro. Capaci di far nascere dal nulla emozioni, di guidarti attraverso le vite degli altri, di vederne in filigrana le crepe, di tastarne gli spigoli. Raccontami, dimmi, parla con me: come una mano tesa nel buio di una strada. E quelle non dette o sospese che si insinuano nei pensieri e amplificate dal desiderio di essere ti scavano l\u2019anima, impietose.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"small;\">Poi ad un tratto nella mia vita era entrato in punta di piedi il silenzio, giorno dopo giorno aveva coperto ogni cosa, scendeva piano, inaspettato e poi era diventato profondo, ogni giorno di pi\u00f9. Era come la nebbia, ci si perdeva dentro senza sentire nulla, ovattati dal bianco, incapaci di vedere, ciechi. Ogni direzione diventava sbagliata, ogni passo incerto, cos\u00ec eravamo arrivati- io e lui &#8211; sull&#8217;orlo di quel burrone. Era stato il mio urlo, quello s\u00ec che mi aveva salvato, quell&#8217;urlo aveva spezzato il silenzio. Mi aveva restituito le parole e con esse l&#8217;eco di me stessa, ora sapevo cosa fare, dove andare. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Non avevo preso niente con me, non avevo bisogno di niente lo sapevo, tutto ci\u00f2 che ero, che sono \u00e8 con me, dentro me, non mi serviva altro. Dovevo strapparmi al silenzio che ci aveva tarlati giorno dopo giorno fino a farci perdere la trama di noi stessi. Non avevo scelta. Lui non me ne aveva lasciata. Era scivolato giorno dopo giorno in un limbo fatto di niente, c\u2019era ma era come se non ci fosse, come se non appartenesse neppure a se stesso. Spento, distante anche dai suoi pensieri. Giorno dopo giorno le nostre strade si erano divise. Avevo provato a scuoterlo, a fargli capire, a parlare. Gli avevo teso la mano ma lui era distratto, con gli occhi incollati al video, il corpo abbandonato sul divano. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Dove sei.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Sono stanco. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Che c\u2019\u00e8. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Niente, un po\u2019 d\u2019ansia. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Cosa pensi. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Nulla. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Occhi distratti, un sorriso forzato che chiedeva di essere lasciato a se stesso. Ero stanca di guardare e mi sono girata per non vedere il muro grigio fra me e lui. Camminando da sola ho incontrato l\u2019altro, pieno di vita e di parole. Attese, sospirate, desiderate. Sono rimasta a guardare il mondo che prendeva di nuovo forma e colore. Ma l\u2019ho fatto nel buio della menzogna, ora non voglio pi\u00f9 nascondere nulla. Stamattina gli ho urlato tutto il mio disprezzo, la mia rabbia, ma non gli ho detto dell\u2019altro, non ho avuto il coraggio. Avrei voluto affondare la lama ma il dolore ha bloccato anche me. Nelle nostre parole urlate c\u2019era il peggio di noi, anche quello che non pensavamo. Erano graffi profondi, denti aguzzi nella carne viva. Sale sparso sulle ferite. Lui mi guardava stupido, all\u2019improvviso attento ma non \u00e8 riuscito a trattenermi, sono corsa via lasciandolo da solo. Era quello che voleva.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Sono salita in macchina tremando dalla rabbia. So gi\u00e0 che andr\u00f2 dall&#8217;altro, solo un&#8217;ora di strada, il tempo di calmarmi, di riprendere possesso del respiro, delle mie parole. Cosa gli dir\u00f2?<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\">\u201c<span style=\"small;\">Ho bisogno di te, delle tue parole, del tuo calore, sono stanca del silenzio, del gelo. Sono stanca di aspettare che passi l&#8217;inverno del cuore, che finisca il suo letargo. Ho bisogno di lasciare dietro le spalle questi anni bui, voglio riprendere il mio tempo e lo voglio fare insieme a te.\u201d No come posso dirgli queste cose, forse non \u00e8 ancora pronto, avr\u00e0 bisogno di pi\u00f9 tempo. In fondo non abbiamo mai veramente progettato un futuro insieme, vero non lo abbiamo mai fatto. Non posso arrivare a casa sua all&#8217;improvviso con un biglietto di sola andata. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">E&#8217; l&#8217;ultimo semaforo in citt\u00e0 poi la strada scorrendo veloce mi porter\u00e0 da lui. Il mio rifugio. Ma non era un rifugio che volevo, non sono una bambina che i genitori hanno sgridato e che v\u00e0 a nascondersi dall&#8217;amica del cuore. Non erano coccole o tenerezze e neppure sesso.. no, non volevo, in realt\u00e0 io non stavo cercando niente. Ero muta dentro e l&#8217;altro se ne accorto, mi ha detto di averlo capito dai miei occhi, dai miei silenzi, dai miei sorrisi stentati che non ero felice. Qualcuno che si accorgeva di me, della mia finzione al lavoro per non fare capire niente agli altri. Mi vergognavo della mia infelicit\u00e0. Lui aveva guardato oltre la maschera e questo mi aveva avvicinato a lui. Forse credevo di trovare un amico&#8230;.. che ingenua, che stupida ingenua. Quello che poi era successo tra noi per lui non era stata una sorpresa. Mi disse che se lo aspettava. Come se ogni trama, ogni storia dovesse avere per forza un finale scontato, ovvio. Non mi sono mai piaciute le cose ovvie, gi\u00e0. Allora questa cosa mi aveva dato fastidio e ora mi ritorna in mente come una cosa premeditata, studiata forse. Eppure sembrava sincero. Non ci posso credere, cosa stai facendo. Ho capito &#8211; vuoi litigare con il mondo intero. Mi sono detta calmati, respira piano. Non fare che la valanga travolga anche te, non rovinare tutto. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;area di sosta forse \u00e8 meglio che mi fermi. Le macchine passano veloci, mi volto per non vederle, cos\u00ec posso solo sentirle. Sono troppo confusa, all&#8217;improvviso \u00e8 come se non sapessi pi\u00f9 dove andare, come se avessi perso la direzione. In effetti non so se veramente voglio andare dall&#8217;altro, so di non volergli dire che ho lasciato mio marito, che ho litigato con lui. Litigato, in realt\u00e0 ho tirato fuori tutte insieme le parole cresciute nel silenzio dei nostri pranzi, delle nostre serate, le parole non dette, le parole mancate. Non voglio dirgli che ho bisogno di aiuto, non voglio dirgli che ho bisogno di lui. In un attimo, in questo attimo preciso ho capito che non avevo bisogno dell&#8217;altro, ho capito di non amarlo. Ho paura di ci\u00f2 che penso, il cuore mi batte troppo forte mi confonde. Sono arrivata a questo per paura di sapere cosa provo e cosa no. Ho paura di dirmi come stanno le cose. Sospiro, passeggio e le macchine alle mie spalle corrono veloci. Respiro e cerco di calmarmi. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Rivedo la mia vita, rileggo i silenzi e in mezzo ad essi ritrovo i momenti belli, li ritrovo uno dopo l&#8217;altro, riaffiorano inattesi. Non mi ricordavo di loro, sommersi dal vuoto dei silenzi, dalla rabbia di una felicit\u00e0 negata. Cosa ho fatto, dove ero in tutto questo tempo, quale vita ho vissuto. E&#8217; come ritrovarsi in luogo sconosciuto senza capire come ci si \u00e8 arrivati. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Non ho fatto niente per capire quel silenzio e ho lasciato che mi invadesse l&#8217;anima. Non ho pi\u00f9 ascoltato neppure me stessa, ma solo una voce lontana che mi urlava in testa.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Arriva un messaggio, lo leggo ma so gi\u00e0 cosa fare e dove andare.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Prima di tornare a casa, voglio andare dall&#8217;altro. Per ricominciare bisogna finire. Ad ogni inizio un epilogo.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Ormai non ho pi\u00f9 fretta, n\u00e9 paura. Gli ultimi chilometri.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">La porta dell&#8217;ascensore si apre ed esce una ragazza dai lunghi capelli castani. Mi faccio da parte per lasciarla passare. Il suo profumo ha riempito il vano dell&#8217;ascensore, mi pare di non respirare, starnutisco a ripetizione. E poi mi guardo allo specchio. Mi riconosco nei capelli in disordine, nel viso sfatto senza un filo di trucco. Mi passo le mani sul viso, dovrei, potrei passare almeno un po&#8217; di lucido per le labbra. Ma perch\u00e8 poi. Gi\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Uscendo dall&#8217;ascensore riprendo a respirare. Busso.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Apre la porta e quel viso che conosco ha una maschera che non avevo mai visto prima. Non sorride, sobbalza tirandosi un po&#8217; all&#8217;indietro. Quante cose dicono quegli occhi, quante e le parole che dice non le sento pi\u00f9, non corrispondono al movimento delle labbra, delle mani, alla mimica del viso.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Avrei voglia di correre via, ma era questo che volevo vedere e voglio guardare fino alla fine.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\">\u201c<span style=\"small;\">Vado a fare la doccia\u201d mi dice.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\">\u201c<span style=\"small;\">Certo\u201d rispondo, vai vai. Ricomponi le idee gli sussurro dietro ma lui non pu\u00f2 sentirmi.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Il rumore dell&#8217;acqua, ha lasciato la porta aperta.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Prima di andare via apro la finestra, quel profumo \u00e8 annidato in tutta la casa, persistente.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Fa freddo e non ho tolto neanche i guanti di lana, mi sistemo la sciarpa e chiudo la porta dietro di me.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Non prendo l&#8217;ascensore \u00e8 saltata la luce in tutto il palazzo, non ho mai capito perch\u00e8 avesse scelto per viverci un luogo cos\u00ec fatiscente, fermo immagine di almeno cinquanta anni fa.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Scendo per le scale, vuote, di mattina sono tutti a lavoro. Solo al secondo piano una vecchietta chiede a se stessa cosa succede. Io sono gi\u00e0 fuori, in macchina, verso casa.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Ho avuto paura di perderla, c&#8217;\u00e8 mancato poco. Abbiamo litigato e lei era andata via. Prima mi aveva urlato il suo disprezzo, la sua rabbia. Non mi ero accorto del suo dolore, l&#8217;avevo lasciata sola. In realt\u00e0 ero io che volevo stare solo. A volte \u00e8 cos\u00ec difficile stare in due, dover per forza parlare quando non ne hai voglia, grattarsi le palle in libert\u00e0 senza nessuno che ti guardi, senza nessuno che ti giudichi. Volevo stare un po&#8217; per i fatti miei. Avevo bisogno del mio spazio, del mio tempo, anche di sciuparlo come mi pare. Ma lei non lo capisce \u00e8 diversa, \u00e8 una donna. Deve parlare, chiarire, analizzare, comprendere e cambiare, cambiare le cose per migliorarle dice. E&#8217; cos\u00ec faticoso dover sempre stare attenti. E&#8217; cos\u00ec sensibile, attenta, non le scappa niente, pare voglia leggermi nei pensieri, impossessarsene. La vedo che mi scruta, ma non posso fare a meno di lei.<\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Da quel giorno \u00e8 cambiata, non \u00e8 pi\u00f9 la stessa. E&#8217; lo sguardo che a volte mi fa paura, c&#8217;\u00e8 un lampo che le attraversa gli occhi. Guardavamo insieme il telegiornale, parlavano ancora di quell&#8217;uomo trovato fulminato con l&#8217;asciugacapelli sotto la doccia. Hanno arrestato una donna che aveva passato la notte con lui, ci sono tracce di lei in tutto l&#8217;appartamento, impronte anche nell\u2019 asciugacapelli ma lei dice di essere innocente e di averlo lasciato vivo in casa. Parla di una donna incontrata in ascensore ma non sa aggiungere altro. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Ho detto \u201c chiss\u00e0 dove sta la verit\u00e0\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Eravamo seduti fianco a fianco e si \u00e8 voltata a guardarmi. Aveva quello sguardo nero, profondo come un abisso. Mi ha fatto paura. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\">\u201c<span style=\"small;\">Non si sa mai dove sta la verit\u00e0\u201d ha detto. <\/span><\/p>\n<p style=\"1.25cm;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\">Si \u00e8 alzata ed \u00e8 tornata con una fetta di torta alle mandorle. Dall&#8217;odore sembra squisita.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1758\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1758\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avrei voluto accontentarmi delle parole qualunque esse fossero, in qualsiasi modo venissero pronunciate. 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