{"id":17534,"date":"2014-01-25T13:16:33","date_gmt":"2014-01-25T12:16:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17534"},"modified":"2014-01-25T13:16:33","modified_gmt":"2014-01-25T12:16:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-la-torre-orologio-di-beatrice-corradini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17534","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;La Torre Orologio&#8221; di Beatrice Corradini"},"content":{"rendered":"<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Per tutta la vita mi hanno detto che dovevo arrendermi. E finalmente l&#8217;ho fatto. Gliel&#8217;ho data vinta, avevano ragione su tutto. L&#8217;ultima cosa che ricordo \u00e8 la luce bianca al neon che ronzava sopra di me, i moscerini morti appiccicati dentro e l&#8217;odore ferroso della pozza di sangue che si allargava sotto la mia testa. Ora posso dirlo: sono morta annegando nel Mar Rosso.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Ma adesso che ho posto fine alla mia breve esistenza di acerba diciottenne, mi accorgo che il Paradiso non \u00e8 proprio come me lo aspettavo. Che strano. Di fronte a me si srotola una landa di erba verdastra, scura, e sulla sinistra la catena montuosa avvolta dalla foschia grigioblu costeggia la vallata. C&#8217;\u00e8 dell&#8217;acqua, qualcosa che assomiglia a un lago molto pi\u00f9 avanti, e il sole ci si tuffa dentro sparpagliandosi sulla superficie in cristalli di luce. Altri pianeti ruotano nella volta celeste, grandi dieci volte la Luna: uno ha la faccia butterata di frammenti splendenti, un altro \u00e8 pi\u00f9 piccolo, di un verdazzurro abbagliante, e quello, quello deve essere uno spicchio di Terra.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Cammino verso il lago, perch\u00e9 \u00e8 quel che mi dice il mio istinto. E anche perch\u00e9 vengo attirata, come le zanzare sono attratte dalla luce, verso quella costruzione che cammina sulla riva. S\u00ec, <i>cammina<\/i>.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Man mano che mi faccio pi\u00f9 vicina mi accorgo che si tratta di una torre tozza dalla forma a tronco di cono, scura, e il cui stile mi ricorda un&#8217;accozzaglia mal riuscita tra l&#8217;ambientazione di un videogioco steampunk, un edificio gotico-manuelino e un teatro burlesque della Belle \u00c8poque. Sbuffi di vapore vengono sputati dalle zampe meccaniche che svettano sopra di me, assieme a filamenti di fumo che serpeggiano dalle giunture. Statue allungate si affacciano sul nulla, incastonate nelle nicchie che costellano la costruzione, e in alcuni punti sporgono giardinetti e balconcini intagliati nel legno; distinguo solo panneggi purpurei che svolazzano attraverso le finestre.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;articolazione del rivestimento esterno \u00e8 a dir poco confusionaria. Sembra che per edificare questo mostro siano stati riciclati pezzi inservibili, e poi riadattati fra loro alla bell&#8217;e meglio. Un gigantesco ragno meccanico tenuto su da bulloni e vecchi mobili, ecco cos&#8217;\u00e8.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000;\"> Emma <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb gorgoglia la macchina, e io mi irrigidisco. \u00c8 il mio nome.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\">Il mostro trema avvolto dalle nuvole di vapore, l&#8217;odore acre di cherosene che mi fa lacrimare gli occhi, e le zampe si lamentano mentre si piegano. Qualche vite salta schizzando, e la bestia si \u201csiede\u201d sollevando erba e polvere, i cumulonembi bianchi che la inghiottono.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Adesso davanti a me c&#8217;\u00e8 un portone di bronzo intarsiato. Due statuette ricaricabili con meccanismi a molla si inchinano a scatti, quasi per salutarmi, e mi fanno cenno di entrare accompagnate da un ticchettio di ingranaggi. Le porte si richiudono alle mie spalle e tutto vibra come scosso da un violento terremoto: la macchina si sta rialzando.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Mi ritrovo in un salone che si articola per lungo, e sul fondo si erge un trono avvolto dalle ragnatele. Alle pareti nere sono addossati specchi incrostati dagli anni, incastonati dentro cornici elaborate. Avanzo un passo nella penombra rischiarata solo da un raggio bianco che piove dal rosone sopra la porta d&#8217;ingresso, poi mi fermo con i piedi nudi su un bassorilievo scolpito nel pavimento. \u00c8 un orologio. Sopra \u00e8 incisa la frase: <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Il tempo \u00e8 mistero solo in vita<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Rimango a contemplare quelle parole cercando di dargli un significato, quando un fruscio mi distoglie dai miei pensieri. Mi volto, una risata gelida riecheggia nel salone. Il suono di un clavicembalo scordato la segue.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">La mia immagine si materializza in uno degli specchi e fisso quella figura sottile, pallida, con i capelli castani arruffati sulla schiena. Ho la maglietta e i pantaloni del pigiama ancora imbrattati del sangue in cui sono annegata. Ma non sono sola, c&#8217;\u00e8 una sagoma nera accanto a me. Neri sono i suoi capelli, i suoi occhi di petrolio e il pastrano in cui \u00e8 avvolto. Ha la pelle cinerea, il volto scavato, memore di un&#8217;antica bellezza, ed \u00e8 circondato da una patina di fumo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Sei morta \u00bb mi dice. \u00ab E presto dimenticherai com&#8217;\u00e8 successo, insieme al tuo nome, alla tua famiglia, a chi amavi. Succede sempre, quando il tempo scorre. \u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Chi sei? \u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab L&#8217;Ombra. Il custode di questa Torre Orologio, insieme al Drago. Lui \u00e8 il guardiano del tempo di tutti noi, e non bisogna\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>mai<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\"> svegliarlo \u00bb.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Mi giro a guardarlo negli occhi: vorrei chiedergli perch\u00e9, ma per qualche strana ragione rimango in silenzio. L&#8217;Ombra spalanca le braccia e vola all&#8217;indietro, il vapore nero che lo circonda. \u00ab Qui finiscono tutte le cose dimenticate o che nessuno vuole pi\u00f9: gli oggetti, le persone, le idee&#8230; sbiadiscono con il tempo \u00bb. Fa una pausa e, prima di scomparire in una nuvola scura, dice solo: \u00ab Rimarrai incatenata qui per l&#8217;eternit\u00e0. \u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Sento improvvisamente un peso gravarmi addosso come se dovessi sorreggere la Terra sulle mie spalle, e mi guardo i polsi, le caviglie, mi sfioro il collo e il petto: catene. Scompaiono poco dopo insieme al loro peso, ma ne avverto ancora una che mi appesantisce pi\u00f9 delle altre.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Quella che pende dal cuore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">***<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Sono passati mesi, forse anni, e sono rimasta la stessa. Non riesco a starmene chiusa nella stanza che mi \u00e8 stata affidata, la Tremilacentoventi. Sono seduta su una panca nel corridoio rivestito da tappeti e polvere, i finestroni sfondati da cui si vedono le montagne innevate scorrermi davanti, simili a giganti addormentati. Piango in silenzio, sola e incatenata.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000;\"> Perch\u00e9 sei triste? <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb Qualcuno mi si siede vicino. \u00c8 una di quelle persone che non sapresti definire ragazzi o uomini. Ha lineamenti armoniosi, un naso dritto e il labbro superiore carnoso, ma qualcosa di questa Torre l&#8217;ha cambiato: ha pelle e capelli bianchi, gli occhi due cavit\u00e0 fatte di materia oscura dell&#8217;universo. Le ciocche candide gli ricadono sulla fronte, e quando lo guardo si gira dall&#8217;altra parte, quasi avesse capito che sto fissando i suoi buchi neri.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Non sono triste. Non \u00e8 detto che se qualcuno piange \u00e8 triste, sai? Magari \u00e8 il contrario. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab E allora dimmi perch\u00e9 sei felice. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Non ho detto di esserlo <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb. Mi asciugo le lacrime dalla guancia e mi avvicino alla finestra, il vento che mi congela la pelle umida. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Mi sono uccisa per bisogno di attenzione, perch\u00e9 non sopportavo pi\u00f9 di essere ignorata. E invece se sono qui significa che di me non importava niente a nessuno. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Sei stata dimenticata. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Sono stata dimenticata. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb Come un giocattolo lasciato in soffitta, ingoiato dalla polvere.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Come ti chiami? <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Emma, credo. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Lo vedi? Ricordi ancora il tuo nome, e tienitelo stretto, perch\u00e9 non importa se non rimarrai nei ricordi di nessuno. Importa solo che non ti dimentichi di te stessa, altrimenti non apparterrai pi\u00f9 a nulla \u00bb. Lui si alza e mi si avvicina.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Tu come ti chiami? <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb gli chiedo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Qui sono conosciuto come il Fantasma <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb. Il Fantasma china il capo e mi prende per mano. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Quando \u00e8 il luogo in cui ti trovi a darti il nome, significa che ti sei arreso a lui <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb. Mi tira per invitarmi ad alzarmi in piedi. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Vieni, andiamo sul tetto. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Sul tetto i pianeti che ho visto il giorno in cui sono arrivata qui sfavillano nella volta di pece nera, immersi in oceani di stelle. \u00ab Quelle sono Gaia e Selene, \u00bb dice indicandomi la Terra e la Luna. \u00ab Il pianeta costellato da crateri di luce lo chiamiamo Frisa, mentre l&#8217;altro \u00e8 Marea. \u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Sono bellissimi. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Sono l&#8217;unica cosa che non rimpiango della Terra. Da l\u00ec non si vedeva nulla, invece ora le stelle sono l&#8217;unica consolazione quando le nottate si fanno tediose <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb. Una brezza tiepida mi scompiglia i capelli, e il Fantasma dondola sulle punte dei piedi, le mani in tasca. Rimaniamo a parlare di universi lontani, di quelli che non raggiungeremo mai, e io gli racconto quel che ricordo della vita. L&#8217;aria, il cielo, i volti marcati dalla routine delle persone. Gli racconto che sono morta sparandomi un colpo alla testa con la pistola di mio padre, un ex poliziotto, ma confesso di non essere molto soddisfatta di quel che ho fatto, visto che non ho risolto granch\u00e9.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Allora il Fantasma prende la catena del mio cuore, poi la sua, ed entrambe cedono sotto la pressione di quelle dita, come se il metallo fosse una patina di brina cristallizzata. Si sparpagliano in una marea di particelle di luce, poi le unisce sotto il mio sguardo impotente.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Tu hai dei ricordi, <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb mi dice, <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab qualcosa che io ho perso. Adesso li condivideremo per l&#8217;eternit\u00e0, io, te e nient&#8217;altro. Solo cos\u00ec potr\u00f2 riascoltare il fruscio degli alberi e della vita <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">***<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\">Non svegliate il Drago, mi aveva detto l&#8217;Ombra.<br \/>\nDorme nella pancia della Torre, accanto alla Grande Caldaia che sorregge in piedi la baracca, quella che ci permette di camminare. Io procedo verso la stanza in cui si trova il mostro, la Camera della Sabbia, dove si dirama un labirinto di scaffali contenenti miliardi di clessidre. Proteggono la vita di ogni individuo, insieme alla memoria collettiva. Il ventre del Drago si alza e si abbassa, le scaglie purpuree fremono, le zampe muscolose si gonfiano.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Lui \u00e8 il guardiano del tempo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Mi arrampico sulla sua schiena e mi sdraio poggiando l&#8217;orecchio sulle squame. Ascolto il battito del suo cuore, il suo respiro. \u00ab Svegliati, \u00bb gli sussurro nell&#8217;orecchio. \u00ab <i>Svegliati<\/i>. \u00bb<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Il Drago solleva la testa verso il soffitto e ruggisce al Sole. Spalanca le ali di sottile membrana rosata, agita la coda abbattendo gli scaffali che crollano gli uni addosso agli altri, il tempo della Terra si interrompe. Siamo avvolti da una nuvola di sabbia argentea che turbina nell&#8217;aria, e il Drago spicca il volo diretto verso la libert\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Ci schiantiamo contro il finestrone che fa breccia nel muro, i vetri piovono nel nulla in una cascata di cristallo, e quando siamo fuori l&#8217;aria ci avvolge insieme all&#8217;odore dei motori.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab Aspettami! <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00bb Qualcuno si sbraccia da una delle finestre e mi accorgo che \u00e8 il Fantasma. Si lancia nel vuoto, ma non cade, perch\u00e9 la catena che ci lega lo sorregge. Si arrampica fino a sistemarsi dietro di me, e le ali del Drago si gonfiano d&#8217;aria. Ci dirigiamo verso il tramonto lasciandoci inghiottire dai cirri e dai cumulonembi accorpati come cadaveri di ovatta sporca, osservando le nostre ombre proiettarsi sul mare di vapore acqueo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">La Torre Orologio si allontana, l&#8217;Ombra si allontana.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Nel momento in cui anche la mia clessidra \u00e8 andata in frantumi, il tempo ha cessato di esistere, cos\u00ec come quello della Terra e del Fantasma. Siamo senza tempo, come questo mondo, e nulla ci vincola pi\u00f9 alla bestia di metallo. Nulla ci vincola pi\u00f9 ai ricordi degli esseri umani, perch\u00e9 hanno smesso di esistere.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Saremo ricordati, adesso, ma non dagli altri.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Da noi stessi.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17534\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17534\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per tutta la vita mi hanno detto che dovevo arrendermi. 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