{"id":17502,"date":"2014-01-24T19:45:44","date_gmt":"2014-01-24T18:45:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17502"},"modified":"2014-01-24T19:45:44","modified_gmt":"2014-01-24T18:45:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-re-di-mariangela-casulli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17502","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il Re&#8221; di Mariangela Casulli"},"content":{"rendered":"<p>&#8221; Corridoio o finestrino?&#8221; chiesi, e l&#8217;uomo abbozz\u00f2 un sorriso.<br \/>\nEra alto, brizzolato, ben sbarbato. Pensai fosse affascinante. &#8220;Corridoio, cos\u00ec esco subito&#8221;, mi rispose.Aprii la sua carta d&#8217;identit\u00e0 e accanto alla fototessera, a coprire i suoi dati personali, c&#8217;era una carta francese, ingiallita dal tempo, raffigurante un jack di quadri.<br \/>\nLa cosa mi sorprese un po&#8217;,cos\u00ec senza pensarci troppo, esordii:&#8221; Che strana coincidenza: \u00e8 la seconda carta da gioco che mi capita tra le mani! Lo sa che proprio ieri ho trovato un otto di cuori piazzato l\u00ec, sul banco del check-in, in bella mostra. Un&#8217;amica mi ha detto che porta bene: secondo la numerologia pitagorica, l&#8217;otto rappresenta l&#8217;archetipo del Sovrano&#8230; chiss\u00e0 che non arrivi un bel re!&#8221;<br \/>\nMi interruppi improvvisamente. Notai che l&#8217;uomo aveva incominciato a tamburellare le dita, in segno di impazienza. Provai un leggero imbarazzo, e cos\u00ec, allungandogli la carta d&#8217;imbarco, aggiunsi:&#8221; Volo 1829,Bologna\/Parigi, uscita dodici. Arrivederci&#8221;.<br \/>\n&#8220;Grazie e arrivederci&#8221; mi rispose, e per un attimo ci guardammo diritto negli occhi. Poi si volt\u00f2, e io lo seguii con lo sguardo, finch\u00e8 fu sparito.<br \/>\nEra un giorno ordinario come tanti altri, ma dal momento in cui lo vidi, mi portai dentro il suo viso finch\u00e8 non tornai a casa. In quel periodo della mia vita mi sentivo molto sola, e fantasticavo su quanto mi accadeva, immaginando gli eventi ineluttabilmente legati tra di loro. Fu proprio cos\u00ec per questo incontro. Sa, per il mio lavoro devo visionare ogni giorno centinaia di documenti di identit\u00e0 e trovare in uno di questi una carta da gioco, mi sembr\u00f2 al tempo stesso bizzarro e fatale. Un segno del destino. Mi convinsi perci\u00f2, che la mia vita e quella dell&#8217;uomo fossero unite in maniera inesorabile.<br \/>\nCos\u00ec, il giorno dopo, una volta a lavoro, recuperai la lista passeggeri del volo 1829 per Parigi del giorno precedente, passai in rassegna centinaia di nomi, e alla fine, eccolo, il suo nome! Ho da sempre una buonissima memoria per i cognomi, e non ebbi difficolt\u00e0 ad individuare quello che mi interessava.<br \/>\nLuigi Fabbri. Accanto trovai scritto solo in numero di cellulare, nessun altro recapito, n\u00e9 il nome di qualcuno da<br \/>\ncontattare in caso di emergenza. Solo il numero di telefono e nient&#8217;altro.<br \/>\nSe allora avessi colto tanti piccoli segnali, a partire da questo, oggi sicuramente, non mi troverei qui. Ma allora, sa, ero davvero troppo ingenua, troppo coinvolta nelle mia fantasie per accorgermene, e cos\u00ec, senza pensarci pi\u00f9 di tanto, appena ebbi la mia pausa pranzo, lo chiamai.<br \/>\nDall&#8217;altro capo del telefono, sentii:&#8221; Pronto, chi parla?&#8221; .Il tono era severo e mi imbarazzai un po&#8217;.<br \/>\n&#8220;E&#8217; il signor Fabbri?&#8221; chiesi timidamente, &#8220;Si, chi parla?&#8221; rispose lui con voce ansiosa, e poich\u00e9 le parole mi vennero a mancare, per non trovarmi in quelle odiose pause di silenzio, dissi tutto d&#8217;un fiato,&#8221; Buongiorno, signor Fabbri. Sono l&#8217;impiegata del check-in. Ieri, si ricorda? Com&#8217;\u00e8 andato il volo? &#8220;.<br \/>\nNon fu risposta, fui letteralmente sommersa da una valanga di parole.&#8221; Ma cosa vuole da me? Chi le ha dato questo numero? Come si \u00e8 permessa a chiamarmi? Non c&#8217;\u00e8 una legge sulla privacy, eh?? Questo numero lei lo deve cancellare subito, ha capito, subito!!!!&#8221;.<br \/>\nRiagganci\u00f2. Ne fui talmente mortificata, che ci manc\u00f2 poco che scoppiassi in lacrime. Mi rimproveravo di avere agito in maniera cos\u00ec avventata e giustificavo completamente l&#8217;atteggiamento di Luigi Fabbri. Da donna insicura qual ero, in cuor mio, mi attribuivo la colpa dell&#8217;ennesimo fallimento con l&#8217;altro sesso, e non riuscivo a vedere oltre questo. Per questo motivo, sa, quando inaspettatamente mi invi\u00f2 un sms di scuse, mi sentii al settimo cielo.<br \/>\n&#8220;Mi scuso per averla trattata cos\u00ec male, sono stato incredibilmente maleducato. Mi dica quando posso richiamarla, ci tengo tanto. Luigi&#8221;.<br \/>\nFu come vedere un arcobaleno. Dalle nubi nere che si erano create tra di noi, finalmente filtrava un po&#8217; di luce, e il mio umore cambi\u00f2 di colpo. Ci sentimmo subito dopo, mi apparve gentile, simpatico, si scus\u00f2 con me mille volte. Poi la proposta.&#8221; Ma perch\u00e9 non viene a trovarmi a Parigi? Non sar\u00e0 un problema per lei trovare biglietti a poco prezzo. Che ne dice? Le piace l&#8217;idea?&#8221;.<br \/>\nCosa potevo rispondergli, secondo Lei? Vede, Parigi \u00e8 la mia citt\u00e0 preferita. Un uomo affascinante mi chiedeva di condividere un week-end in una citt\u00e0 magica, cosa potevo dirgli? Mio Dio se ci ripenso&#8230;.Se solo avessi razionalizzato su quanto mi stava accadendo, se solo avessi riflettuto un po&#8217;&#8230;.<br \/>\nIl mio &#8220;Siii!&#8221; fu elettrizzante. Il giorno dopo, lui era l\u00ec, agli arrivi dell&#8217;aereoporto Charles de Gaulle, e mi aspettava. Guardi, la cosa che notai subito, \u00e8 che aveva un&#8217;aria trasandata, anche se era vestito molto bene. Aveva un aspetto stanco, come chi ha trascorso parecchie notti in bianco. Nascosi la mia delusione con un sorriso.<br \/>\nLuigi Fabbri mi salut\u00f2 con due baci sulla guancia e per mezza giornata fu l&#8217;uomo pi\u00f9 romantico, brillante e divertente che avessi mai incontrato. A cena mi lasciai andare e bevvi svariati bicchieri di vino. Anche Luigi Fabbri bevve parecchio, e ricordo che premuroso, continuava a riempire il mio calice tutte le volte che era vuoto.<br \/>\nMi creda, ero talmente coinvolta da questo sconosciuto, da non desiderare altro che cedergli una volta fossimo stati soli.<br \/>\nQuando per\u00f2 arrivammo a casa,rimasi molto sorpresa. Era un monolocale, un&#8217;unica stanza, piccola, spoglia, con il letto ancora sfatto dalla mattina. Non era in disordine, ma aveva qualcosa di strano, un non so che di squallido, e al tempo stesso, di brutalmente essenziale. Una cosa mi colp\u00ec: sul comodino, a testata del letto, c&#8217;era un unico oggetto, una sorta di soprammobile o fermacarte, direi, raffigurante il re, sa, come quello degli scacchi, solo in scala un po&#8217; pi\u00f9 grande. Premeva su diverse ricevute di giocate al casin\u00f2, intravidi la scritta colorata del Casino Royale, e ad occhio e croce, credo fossero una decina. Lo fissai un po&#8217;,perch\u00e9 era l&#8217;unico oggetto della stanza, oltre alla sua valigia, che era ancora chiusa. Ebbi l&#8217;impressione che Luigi Fabbri si trovasse l\u00ec di passaggio, e questo mio pensiero divenne una convinzione quando, ad interrompere il flusso dei miei pensieri lo sentii dire: &#8220;Ti piace il mio nascondiglio?&#8221;. Sorrisi, sentendo queste parole, ma mi accorsi che sul suo volto si era dipinto un ghigno che non mi piacque affatto.&#8221; Da qui non uscirai pi\u00f9.&#8221; aggiunse.<br \/>\nQuello che disse dopo fu tremendo. La sua confessione fu un&#8217;intricata storia di vizio per il gioco, frequentazioni di casin\u00f2 e prestiti richiesti a tassi d&#8217;usura. La testa mi girava, facevo fatica a credere a quanto stava raccontando. Mi sembr\u00f2, per un attimo, di perdere la cognizione del tempo e dello spazio, ricordo che le parole mi raggiungevano in maniera distaccata, come se le sentissi pronunciate nella sceneggiatura di un film&#8230;<br \/>\nVostro Onore, forse ero alticcia per il vino bevuto a cena, ma posso dire con certezza di aver sentito pronunciare la frase:&#8221; L&#8217;ho uccisa&#8221;. E&#8217; ancora l\u00ec, sa, nella mia testa e rimbomba con un&#8217;eco malvagia. Mi sentii gelare il sangue. Mi mancava il terreno sotto i piedi, indietreggiai e mi trovai seduta sul letto.&#8221;Uccisa&#8230;ma chi.. ma per&#8230;perch\u00e9??&#8221;balbettai. Mi spieg\u00f2 che la moglie aveva un&#8217;assicurazione sulla vita e a lui servivano soldi, tanti soldi. Poi aggiunse:&#8221; Sono fuggito dall&#8217;Italia.. per fare perdere le mie tracce&#8230; questo posto me l&#8217;hanno procurato gli strozzini, come il biglietto aereo del resto&#8230;ho dovuto lasciare il numero di cellulare in agenzia per non creare troppi sospetti&#8230;ma sai, il telefono \u00e8 controllato sempre, giorno e notte, da loro.. ieri sono stato obbligato a risponderti.. se non l&#8217;avessi fatto sarebbero venuti qui, capisci? Non dovevi chiamarmi, cherie..Il tuo cellulare ha agganciato una cella telefonica di qui, e potrebbero scoprire dove sono.. e sai io non posso permetterlo.. Se la polizia inizier\u00e0 a fare indagini, potrebbero arrivare a te.. e da te a me&#8230; La serata \u00e8 stata meravigliosa&#8230; Adieu,cherie..&#8221;.Avanz\u00f2 minaccioso e improvvisamente mi trovai le sue mani intorno al collo.<br \/>\nSi lanci\u00f2 su di me, eravamo entrambi sul letto e iniziammo una lotta corpo a corpo. Era pi\u00f9 forte di me, e per quanto cercassi, non riuscivo a liberarmi dal peso del suo corpo.<br \/>\nAvevo la sensazione che la mia gola fosse stretta in una morsa infernale, sentivo la vita scivolarmi via silenziosamente. Credo di essere stata sul punto di perdere i sensi, quando in questo mio disperato tentativo di difesa, con la mano destra urtai un oggetto che istintivamente afferrai. Con tutta la forza che mi era rimasta, colpii in testa Luigi Fabbri che cadde a terra svenuto.<br \/>\nRiuscii a liberarmi finalmente, mi sedetti sul letto, non avevo neanche la forza di piangere. Ero pietrificata dalla paura, ci\u00f2 che notai \u00e8 che stringevo nella mano quella sorta di fermacarte che avevo visto entrando. Spalancai la mano tremante e lo guardai. Il re mi aveva salvato la vita.<br \/>\nChiedo giustizia, Vostro Onore. Quell&#8217;uomo l\u00ec, davanti a me, \u00e8 un assassino due volte. Non ha solo ucciso sua moglie,ma anche me. La persona che ero prima, Vostro Onore, non esiste pi\u00f9. E&#8217; morta. Non ho pi\u00f9 sogni, non ho pi\u00f9 aspettative d&#8217;amore, sono persino diffidente con le persone cui voglio bene. Forse un giorno potr\u00f2 dimenticare.<br \/>\nUn giorno, forse. Oggi no.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17502\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17502\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8221; Corridoio o finestrino?&#8221; chiesi, e l&#8217;uomo abbozz\u00f2 un sorriso. 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