{"id":17495,"date":"2014-01-24T19:38:04","date_gmt":"2014-01-24T18:38:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17495"},"modified":"2014-01-24T19:40:59","modified_gmt":"2014-01-24T18:40:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-odore-di-ricordi-di-graziella-ladu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17495","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;L&#8217;odore dei ricordi&#8221; di Graziella Ladu"},"content":{"rendered":"<p>Eccole l\u00ec: donne nere che d\u2019estate si godevano il fresco del mattino e d\u2019inverno sfidavano qualunque tempo per andare dal medico; non avevano fondamentalmente niente di grave se non la noia da poter ingannare in quelle poche ore della giornata aspettando il loro turno di vedere lo stesso medico giorno dopo giorno, anno dopo anno. Il guaio era che a scrutare sotto i loro scialli e fazzoletti, notavi che anche il medico giorno dopo giorno e anno dopo anno vedeva sempre le solite facce e i soliti corpi. E dentro quell\u2019ambulatorio con venti sedie e quaranta, cinquanta persone era un tripudio dei sensi. La vista afferrava quei volti affilati dalla noia quotidiana; ogni volto si sforzava di apparire malato, pi\u00f9 malato perlomeno della persona che aveva di fianco; afferrava la povert\u00e0 delle vesti, decorose ma dimesse e delle scarpe, nascoste sotto le sedie perch\u00e9 non si vedesse quanto erano vecchie e spesso rotte; afferrava, sia pure nella penombra della fioca illuminazione, i corpi di donne invecchiate precocemente, rinchiusi anzi rannicchiati su se stessi con le mani aride e screpolate a tenere i\u00a0 fazzoletti ben incollati ai visi..<\/p>\n<p>Il tatto serviva a rendersi conto di quanto quell\u2019ambulatorio non veniva sicuramente e non solo manutento ma neanche pulito per bene: le porte appiccicose, i vetri sicuramente sporchi se non pioveva una pioggia pulita e spesso filati o rotti e tenuti insieme da nastro adesivo; le sedie, che per fortuna non potevano rovinare chiss\u00e0 quali abiti, perch\u00e9 altrimenti l\u2019avrebbero fatto: sedie di legno scheggiate e stanche di stare a quattro zampe; erano l\u00ec da quando era un giovane medico il padre di quello che adesso era un n medico non pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>Anche il naso non restava inoperoso: odori di cucina della notte prima rimasti impregnati negli abiti e nella pelle; odori di sudore mal lavato e di contro di pelli lavate con la saponetta palmolive; odore di scarpe lucidate e di naftalina; odori di bambini appena usciti dal bagnetto, odore di febbre e su tutto odore di medicine.<\/p>\n<p>In quella piccola stanza che fungeva da ambulatorio si sentivano i sussurri delle persone che sommati l\u2019uno all\u2019altro creavano un brusio sordo e fastidioso, tant\u2019\u00e8 che il dottore di quando in quando usciva e intimava il silenzio e ti saresti aspettata che potesse avere anche una bacchetta con cui punire i pi\u00f9 chiacchieroni. E quei sussurri immediatamente cessavano..ma\u00a0 \u00a0per poco perch\u00e9 c\u2019era l\u2019urgenza di raccontarsi le piccole storie del piccolo paese: ma hai saputo? No proprio lei! Per\u00f2&#8230; anche il marito.. poveri figli\u2026 Quanta voglia di raccontare le disgrazie degli altri e in questo modo scordare la proprie, almeno per poche ore. Piccole storie raccontate scialle dentro scialle alla vicina con scambi di battute e raffreddori. Le lingue pi\u00f9 cattive prendevano di mira chiunque restava sola con il medico per pi\u00f9 di quei dieci minuti considerati bastevoli a fare diagnosi e cura..altrimenti c era per forza qualcosa\u2026non tentassero di fare le furbe!<\/p>\n<p>E il gusto \u2026era quello dello sciroppo preso prima di andare dal medico o quello dolce del marsala preso dopo il rosso d\u2019uovo, che fa sangue\u2026 o era il sapore acre della febbre o quello della fame dopo le lunghe ore passate ad aspettare il proprio turno.<\/p>\n<p>E io, bambina, a volte passavo la mattina in quel piccolo mondo, e tutto\u00a0 mi ritorna in mente ancora vivido e chiaro: ascoltavo parole, odori, sapori, immagini mentre aspettavo appoggiata sulle gambe stanche di mamma di entrare anch\u2019io dal medico con lo stesso timore che ancora provo; allora per paura delle punture che immancabilmente arrivavano, \u00a0adesso per il timore che ti possa svelare che non sono immortale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17495\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17495\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccole l\u00ec: donne nere che d\u2019estate si godevano il fresco del mattino e d\u2019inverno sfidavano qualunque tempo per andare dal medico; non avevano fondamentalmente niente di grave se non la noia da poter ingannare in quelle poche ore della giornata aspettando il loro turno di vedere lo stesso medico giorno dopo giorno, anno dopo anno. 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