{"id":17474,"date":"2014-01-24T19:15:31","date_gmt":"2014-01-24T18:15:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17474"},"modified":"2014-01-24T19:15:31","modified_gmt":"2014-01-24T18:15:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-dove-vai-stai-qua-di-vito-converso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17474","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Dove vai stai qua&#8221; di Vito Converso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">\u00a0\u00a0Dedicato a te.<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0Prologo<\/p>\n<p>\u00a0<i>Roma, 2 giugno 2066<\/i><\/p>\n<p><i>Io Cristina chiamata piccolo zuccherino da papa\u2019 Marco,alla morte di mamma, Sara, avvenuta cinque\u00a0 anni fa prima di vendere la casa dove sono cresciuta vicino al mare, rovistando in cantina ho trovato tra i libri ammucchiati su uno scaffale questo scritto e dopo averlo letto ho pensato di pubblicarlo sperando di aver fatto cosa gradita alla memoria di una mamma dolcissima e premurosa.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><i>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..<\/i><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Dove vai? Stai qua\u2026!<\/p>\n<p>Era quasi mezzo giorno quando il treno arrivo\u2019 alla stazione Termini di Roma. Freno\u2019 rumorosamente a lungo e si fermo\u2019 lanciando un fischio . Io ero pronta davanti alla porta di uscita con la mia unica valigia di colore blu scuro e talmente gonfia che sembrava dovesse esplodere da un momento all\u2019altro. Ero agitata e fremente al momento stesso. Mi chiedevo se fossi vestita bene o ero un po\u2019 troppo castigata. Indossavo dei jeans blu e una camicetta bianca abbottonata fin sopra, da coprire tutto il collo, e un paio di scarpe di cuoio marrone\u00a0 a stivaletto. Avevo i capelli sciolti come piacevono a lui. Non stavo piu\u2019 nella pelle, non vedevo l\u2019ora di scendere da quel treno. Un signore alle mie spalle urlo\u2019 \u201csignorina credo che abbia dimenticato il suo telefono\u00a0 sul sedile \u201c. Trasalii perche\u2019 se lo avessi perso non avrei potuto contattarlo nel caso il binario non era quello di arrivo, il numero cinque.<\/p>\n<p>Finalmente si aprirono le porte e fui investita\u00a0 da un\u2019ondata di aria calda\u00a0 e umida. Notai subito che il binario era quello giusto. Scesi i tre scalini quasi scivolando dall\u2019ansia del momento concitato e qualcuno mi passo\u2019 quell\u2019enorme valigia che per poco non mi finiva\u00a0 addosso. Ero finalmente a Roma, la capitale ! Il viaggio fu lungo ma non faticoso. I miei pensieri non mi permisero di annoiarmi. Pensavo continuamente a come sarebbe stato il nostro primo incontro. Se mi avrebbe\u00a0 accolto con un sorriso, o agitato serio e nervoso, o magari\u00a0 con un saluto informale\u00a0 e mi avrebbe\u00a0 aiutato\u00a0 con la valigia come\u00a0 un amico di lunga\u00a0 data chiedendomi se il viaggio fosse stato faticoso o no.<\/p>\n<p>Niente di tutto cio\u2019. Lui, non c\u2019era.<\/p>\n<p>Mi guardai intorno, niente. Guardai il display del mio telefono ma non c\u2019erano ne\u00a0 chiamate\u00a0 ne messaggi. Pensai di chiamarlo\u00a0 ma decisi che mi sarei seduta sulla panchina e avrei atteso di calmarmi prima di fare qualunque cosa. Forse si era perso o magari aveva sbagliato strada\u00a0 e nel pallone totale\u00a0 non riusciva neppure ad\u00a0 avvertirmi? Insomma decisi di attendere.<\/p>\n<p>Improvvisamente mi sembro\u2019 che tutto si fermasse e che fu \u00a0silenzio. Ogni cosa mi apparve\u00a0 immobile. Una voce profonda\u00a0 e melodiosa che conoscevo molto bene chiamo\u2019 il mio nome alle mie spalle,\u201c Sara, sono qui \u201c. Mi girai di scatto e mi apparve lui come un angelo.<\/p>\n<p>Io rimasi senza parole nel vederlo per la prima volta in carne\u00a0 e ossa. Avevo la bocca asciutta e le labbra tradivano la voglia\u00a0 di unirle\u00a0 alle sue. Ma rimasi immobile. Aveva\u00a0 la barba,mi appariva tutto scuro\u00a0 ma bello e affascinante, notai i suoi occhi stanchi ma svegli,i capelli scuri\u00a0con alcuni fili d\u2019argento un po\u2019 spettinati ma piuttosto composti e un po\u2019 lunghi dietro il collo. Mi aveva detto che per il nostro incontro si sarebbe tagliato la barba, ma non fu cosi\u2019. Non ho mai amato i peli e tanto meno la barba. Ma quando lo vidi ebbi uno stimolo caldo che mi fece arrossire e d\u2019istinto abbassai lo sguardo. Aveva un aspetto selvaggio ma composto al tempo stesso. Provai\u00a0 un\u2019attrazione che non mi sarei aspettata. Mi venne davanti, mi prese le mani e mi guardo\u2019 sorridendo facendomi sciogliere. Mi sentii subito calma e il fremito per l\u2019attesa si placo\u2019. \u00a0Mi alzai, ci guardammo per alcuni istanti e nello stesso momento ci abbracciammo stretti fino a sentire il battito del suo cuore che tradiva la sua calma\u00a0 apparente. Poi sprofondammo nell\u2019incavo del collo e io chiusi gli occhi. Il calore che provai stando appoggiata a lui fu indescrivibile. Sentivo ogni curva del suo corpo sul mio, il mio petto premeva sul suo e i miei capezzoli si irrigidirono. Mi staccai, lo guardai negli occhi, gli sorrisi dolcemente\u00a0 e lo baciai.<\/p>\n<p>Non mi accorsi della barba sul mio collo quando mi bacio\u2019 con passione mentre io gli accarezzavo i capelli. La sua pelle era fresca e profumava di legno di sandalo. Dentro di me sentivo un formicolio piacevole che da molto tempo non provavo piu\u2019. La mia mente\u00a0 era\u00a0 rapita cosi\u2019 come\u00a0 il mio cuore. Ero tra le sue braccia forti e sicure. Per tutto il tempo che io e lui abbiamo parlato\u00a0 e ci siamo conosciuti non avrei immaginato che mi sarebbe apparso cosi\u2019 maturo e deciso. Un uomo . Il mio uomo. Finalmente dopo\u00a0 tredici mesi\u00a0 che ci parlavamo era<\/p>\n<p>arrivato il momento di conoscerci fisicamente. Certo mi innamorai di lui,\u00a0 ma cio\u2019 che provavo in quel momento era di totale\u00a0 rapimento. Non volevo altro che\u00a0 appartenergli.<\/p>\n<p>Non sentivo fame, sete, sonno, stanchezza . Ma solo la voglia di essere li tra le sue braccia il piu\u2019 a lungo possibile.<\/p>\n<p>Ad un certo punto sussurro\u2019 il mio\u00a0 nome dolcemente come\u00a0 se non volesse svegliarmi da un sopore profondo e io gli risposi con un sibilo\u00a0 soffocato nella gola. Mille anni avrei atteso per quei momenti \u00a0di vero delirio.<\/p>\n<p>Lui prese su la mia valigia\u00a0 che per l\u2019occasione le ruote decisero di non funzionare\u00a0 e ci avviammo verso la sua\u00a0 auto. Mentre camminava\u00a0 avanti a me, io lo guardavo con ammirazione in ogni suo movimento. Era tutto normale, ma io lo trovavo stupendo. Camminava deciso e leggero come se quell\u2019enorme valigia fosse solo una\u00a0 scatolina\u00a0 vuota.<\/p>\n<p>Pensai tra me perche\u2019 Dio non ci ha fatti incontrare prima? Forse perche\u2019 avremmo dovuto passare attraverso le disperazioni della vita per farci meglio apprezzare\u00a0 le delizie dell\u2019amore?<\/p>\n<p>Lui si stanco\u2019 della valigia e la trascino\u2019 scoprendo che una delle quattro rotelle funzionava\u00a0 ancora. Arrivammo all\u2019auto, una Opel Meriva\u00a0 grigio metallizzato\u00a0 tirata\u00a0 a lucido.<\/p>\n<p>Gli interni erano puliti e in ordine e c\u2019era un intenso profumo di vaniglia. Non avrei potuto aspettarmi diversamente . Sistemo\u2019 la valigia\u00a0 nel bagagliaio entrammo in macchina e partimmo. Non so dove\u00a0 eravamo diretti, mi disse che sarebbe stata una sorpresa. Ma io ero tra le nuvole come un aereo in volo. Non so nemmeno quello che\u00a0 dicevo, parlavo del viaggio durato dodici ore\u00a0 e delle persone\u00a0 che mi erano sedute\u00a0 accanto di cui ignoravo ogni cosa. Lentamente\u00a0 tornai in me e guardando fuori notai che\u00a0 uscimmo dalla citta\u2019\u00a0 e dal finestrino dell\u2019auto mi passavano veloci grandi distese\u00a0 di terra\u00a0 e alberi di eucalipto. La giornata volgeva\u00a0 al pomeriggio ma il sole\u00a0 era\u00a0 ancora forte e allungava le ombre della natura. Lui era\u00a0 decisamente teso e mi disse che\u00a0 eravamo vicini al posto di arrivo vicino al mare, una casa un po\u2019 isolata\u00a0 ma accogliente.<\/p>\n<p>Furono le cinque\u00a0 e mezzo di quel pomeriggio quando entrammo in un cancello aperto che mai rimaneva chiuso vista l\u2019erba alta che c\u2019era tutt\u2019intorno . Entrammo in un viale con alberi di pioppo e ci fermammo davanti alla casa. Era di colore rosso bordo\u2019 .<\/p>\n<p>Aveva il tetto spiovente e le finestre\u00a0 erano enormi ma senza imposte cosi\u2019 da godere la visuale che da una parte si apriva in una distesa\u00a0 di terra\u00a0 e dall\u2019altra si vedeva \u00a0il mare. Erano ricoperte\u00a0 all\u2019interno da grandi tende di color giallo oro che rendevano il tutto\u00a0 sobrio ma elegante.<\/p>\n<p>Immaginavo che, tirando le tende e aprendo le finestre,\u00a0 la casa veniva inondata di sole e di profumo del mare. Lui aveva le chiavi e apri\u2019 con estrema facilita\u2019 come fosse una casa\u00a0 che conosceva\u00a0 molto bene, ma non gli chiesi nulla. Volli entrare io per prima, ero curiosa di<\/p>\n<p>vedere il colore dei muri. Rimasi senza fiato nel vedere che le pareti erano dipinte di azzurro con disegni di tralci di vite\u00a0 cariche\u00a0 di uva\u00a0 matura. Il soffitto era invece\u00a0 ricoperto con un enorme disegno che riproduceva il fondale\u00a0 marino con pesci tropicali e rocce.<\/p>\n<p>L\u2019arredo era\u00a0 essenziale ma di buon gusto moderno. Era tutto in ordine\u00a0 e pulito, percepivo un\u2019 intenso odore di basilico. La casa mi piaceva \u00a0molto, mi dava tranquillita\u2019 e senso di pace. Sorrisi e mi lanciai sull\u2019enorme\u00a0 divano di colore bordo\u2019 che era\u00a0 proprio al centro della stanza . Marco mi\u00a0 guardo\u2019 e sorrise compiaciuto nel vedermi raggiosa e sprizzante di gioia per essere li con lui e lui con me. Entro\u2019 lasciando la porta\u00a0 aperta alle spalle e si\u00a0 mise accanto a me, ci girammo e ci guardammo quasi increduli di essere li insieme dopo un lungo periodo di conoscenza epistolare. C\u2019erano tante parole in quelle lacrime che\u00a0 spuntarono nei suoi occhi scuri, ma rimase in silenzio.<\/p>\n<p>Io lo abbracciai\u00a0 e lo baciai con tutto l\u2019affetto di cui ero capace. Lui rispose con un bacio che sembrava volesse contenermi tutta nella sua bocca. Mi premeva la testa sulle sue labbra\u00a0 e poi mi bacio\u2019 il collo. Io avevo gli occhi chiusi\u00a0 e un brivido mi corse dalla nuca\u00a0 fino alle caviglie.<\/p>\n<p>Gli sbottonai la camicia che quella volta\u00a0 era\u00a0 chiusa fino al penultimo bottone e gli baciai il petto. Lo spinsi con forza\u00a0 sul divano\u00a0 e gli fui addosso. Lui aveva come il timore\u00a0 di toccarmi, come\u00a0 se aspettasse la mia approvazione.<\/p>\n<p>Ma poco dopo fece scivolare la mia\u00a0 camicetta sul divano. Continuai a baciare il suo corpo\u00a0 mentre\u00a0 lui ispezionava\u00a0 le mie curve\u00a0 con delicatezza e attenzione. Lentamente mi abbraccio\u2019 e mi giro\u2019 e fu sopra di me tenendosi distaccato affinche\u2019 non sentissi il suo peso. Ma io lo tirai con forza\u00a0 su di me. Mi bacio\u2019 il collo e le spalle, passo\u2019 sul mio seno facendomi girare la testa\u00a0 per il piacere\u00a0 di sentire la sua lingua sui miei capezzoli\u00a0 rigidi e protesi. Sentii scorrere del calore umido tra le mie\u00a0 gambe \u00a0che lentamente\u00a0 si aprirono. Lui si chino\u2019 su di me\u00a0 e prese\u00a0 a baciarmi sul ventre e intorno all\u2019ombelico. Il mio corpo era\u00a0 ormai in totale\u00a0 fermento. Ma improvvisamente\u00a0 mi resi conto che non dovevo avere un buon odore\u00a0 visto che l\u2019ultima\u00a0 doccia l\u2019avevo fatta il giorno prima .<\/p>\n<p>Mi irrigidii chiudendo di colpo le gambe ancora\u00a0 nei pantaloni. Subito lui si fermo\u2019 e mi guardo\u2019 perplesso. Non mi disse nulla, si alzo\u2019 e mi copri\u2019\u00a0 con la mia stessa camicetta . Mi sorrise e come\u00a0 se leggesse i miei pensieri\u00a0 mi chiese se mi andava di uscire\u00a0 a mangiare una pizza. Io scoppiai a ridere. Lui si ricompose\u00a0 mentre io mi preparavo per una doccia velocissima, ma indispensabile. Portammo la\u00a0 valigia\u00a0 in camera\u00a0 da letto che era ancora nel bagagliaio dell\u2019auto, e intanto notai che anche li l\u2019arredo era essenziale e il colore azzurro chiaro delle tende era in tinta con il copriletto, mentre i muri erano di un rosa chiaro. Le finestre erano completamente aperte e davano sul mare. Entrava una luce intensa e piena\u00a0 di colori estivi.<\/p>\n<p>Doccia , leggero trucco e andammo via.<\/p>\n<p>Lungo il tragitto parlavamo di ogni cosa e ogni pretesto era\u00a0 buono per ridere, anche sul contadino piegato intento a raccogliere meloni. Eravamo felici e spensierati. Arrivammo in paese dopo un decina\u00a0 di minuti di strada, parcheggiammo lungo un muretto vicino a un campo sportivo e a piedi ci avviammo verso la pizzeria \u201cPazze Pizze \u201c. Ma\u00a0 alla fine decidemmo di comprarci due gustosi\u00a0 panini al prosciutto e formaggio, una bottiglia\u00a0 di acqua \u201cLinda\u201d e via\u00a0 verso il mare.<\/p>\n<p>Erano ormai le sette\u00a0 e trenta di un pomeriggio caldo e lungo \u00a0di luglio, eravamo distesi sulla spiaggia e tenendoci per mano ascoltavamo l\u2019andirivieni delle onde stanche ma continue. Il sole era un\u2019 enorme arancia sul pelo dell\u2019acqua e disegnava una strada arancione fino a noi. Marco mi accarezzava il viso, poi si alzo\u2019 e mi porto\u2019 in braccio fin dentro la casa nonostante\u00a0 le mie proteste, \u00a0con un piede chiuse\u00a0 la porta\u00a0 dietro di se e mi adagio\u2019 sul letto.<\/p>\n<p>Comincio\u2019 a baciarmi, io mi sentivo completamente abbandonata a lui\u00a0 e deliziata dalla sua travolgente passione. Mi sganciai i pantaloni\u00a0 e lui delicatamente me li sfilo\u2019. Io gli tolsi la camicia\u00a0 e cosi\u2019 fece lui a me. Poi gli sganciai i pantaloni\u00a0 e glieli sfilai. Eravamo quasi completamente nudi e frementi. Fece scivolare la sua mano nelle mie mutandine e li sfilo\u2019, poi mi sgancio\u2019 il reggiseno ed io ebbi un sussulto di piacere che mi provoco\u2019 un leggero capogiro. Si piego\u2019 e prese a baciare la mia intimita\u2019\u00a0 e con la lingua mi accarezzava la parte\u00a0 piu\u2019 sensibile facendomi scorrere del liquido caldo. \u00a0Ero in totale\u00a0 estasi. Si tiro\u2019 su e prese a baciare il mio seno colmo e turgido. Io con decisione cercai il suo membro \u00a0e lo trovai caldo, eretto, duro e pulsante. Rapidamente tolse i boxer con una\u00a0 mano mentre con l\u2019altra continuava ad accarezzarmi. Istintivamente aprii le gambe\u00a0 e lui entro\u2019 dentro di me lento ma deciso. Mi incurvai sulla schiena sentendo colmare la mia intimita\u2019 col suo membro.<\/p>\n<p>I nostri corpi si unirono in una sinfonia di passione e al culmine del piacere entrambi arrivammo alla fine sudati, stravolti, e sfiniti ci abbandonammo uno sull\u2019altra.<\/p>\n<p>Ci addormentammo cosi\u2019 , felici di appartenerci\u00a0 e di essere finalmente insieme.<\/p>\n<p>Mi svegliai nel cuore della notte e silenziosamente, sperando che non mi sentisse, gli dissi se fosse il caso che facesse ritorno a casa, ma lui continuo\u2019 a dormire non accorgendosi di nulla, cincendomi col suo braccio.<\/p>\n<p>Il giorno dopo fu domenica, c\u2019era una festa in paese, il sole\u00a0 era\u00a0 gia\u2019 alto e decidemmo di farci una doccia\u00a0 e di fare colazione\u00a0 fuori. Nella mia\u00a0 mente\u00a0 una folla di pensieri si intrecciavano.<\/p>\n<p>Il giorno dopo sarei andata in citta\u2019\u00a0 per incontrare un collega e mostrargli il mio progetto in quanto ero coordinatrice\u00a0 dei lavori per la costruzione\u00a0 del ponte\u00a0 sullo stretto di Messina e fui incaricata direttamente dal sottosegretario alle\u00a0 infrastrutture. Ma io tutto volevo tranne che arrivasse luned\u00ec . Mi chiedevo se Cristina, mia figlia, stesse bene con mia\u00a0 madre e se mangiava\u00a0 senza storie. Non era la prima\u00a0 volta che la lasciavo con la nonna per lavoro, ma quella volta non fu\u00a0 per quello.<\/p>\n<p>Dopo la colazione fatta in un bar del borgo tornammo a casa\u00a0 e senza preamboli facemmo ancora l\u2019amore e poi ancora e ancora. Uscimmo di casa intorno alle tre del pomeriggio per mangiare qualcosa. Fu un susseguirsi di argomenti leggeri e di risate come spesso accadeva\u00a0 con lui. Non avrei mai creduto che dopo anni avrei\u00a0 potuto incontrare un uomo cosi\u2019, semplice\u00a0 e allo stesso tempo intellettualmente\u00a0 profondo tanto da lasciarmi sbigottita quando passava dalla ricetta\u00a0 della torta\u00a0 al cioccolato, alla\u00a0 teoria\u00a0 della\u00a0 relativita\u2019 che ormai vacillava dopo le ultime\u00a0 scoperte scientifiche. Ero letteralmente\u00a0 rapita\u00a0 dalle sue\u00a0 parole, dalla sua voce, dalle sue\u00a0 labbra carnose e ben disegnate. Per la prima volta pensai a lui come\u00a0 una presenza\u00a0 costante e definitiva nella mia vita. Con lui stavo bene, mi sentivo appagata in ogni senso. Anche se prima del nostro incontro avrei voluto che la notte la passassimo separati , ormai capivo che non potevo piu\u2019 fare a meno\u00a0 della sua presenza,delle sue mani su di me, delle sue parole, del suo sorriso che mi disarmava completamente. Non mi sarei piu\u2019 accontentata di sentirlo al telefono o di vederlo sullo schermo di un computer. Io volevo essere sempre al suo fianco per il resto della mia vita.<\/p>\n<p>Il luned\u00ec dovetti andare all\u2019appuntamento di lavoro e consegnare il progetto che fu accettato dietro un ottimo compenso. Marco invece era a Roma in tribunale, quella mattina aveva una\u00a0 causa importante ; doveva difendere un cittadino somalo dalla pesante\u00a0 accusa di stupro e tentato omicidio. Non gli chiesi mai come\u00a0 ando\u2019 il processo. Alle tre del pomeriggio eravamo nuovamente insieme nel nostro rifugio al mare.<\/p>\n<p>Marco era\u00a0 separato e non aveva figli ma viveva con sua madre\u00a0 molto malata e assistita da una badante giorno e notte. Io avevo un marito carabiniere, Claudio, morto in una sparatoria dopo appena tre anni di matrimonio ed ero rimasta sola\u00a0 ad accudire la nostra unica\u00a0 figlia. Per anni non volli pi\u00f9 nessuno da amare, avevo amato moltissimo mio marito, certo\u00a0 tra<\/p>\n<p>normali alti e bassi di ogni matrimonio. I miei\u00a0 interessi furono dedicarmi\u00a0 totalmete a mia\u00a0 figlia\u00a0 e al mio lavoro che spesso mi impegnava intere giornate. E forse questo contribui\u2019 ad attenuare il grande vuoto lasciato da Claudio.<\/p>\n<p>Marco era entrato nella mia vita in punta di piedi. Al principio della nostra conoscenza mi era per sino antipatico. Ma sentivo una forza che mi legava a lui che non riuscivo a spiegare.<\/p>\n<p>A volte mi irritava e non approvavo quasi nulla del suo carattere\u00a0 incostante\u00a0 e a tratti prepotente come un ragazzino. Ma subito capii che svilupp\u00f2 un\u2019 arma di difesa per le troppe negativit\u00e0 subite\u00a0 nel corso della sua vita. Nulla di diverso da ci\u00f2 che anche io ho passato per anni\u00a0 soprattutto nel periodo della\u00a0 mia\u00a0 adolescenza. Diventai spigolosa\u00a0 e velenosa\u00a0 e lui insicuro e rigido. Ma nel corso dei mesi che entrambi ci trovammo a sentirci\u00a0 quotidianamente\u00a0 annullammo le divergenze e le\u00a0 distanze e imparammo a godere e gioire di noi stessi. Grazie a lui cambiai molte cose della mia vita. I miei pensieri, le certezze che\u00a0 avevo ormai erano mutate.<\/p>\n<p>Il mercoledi\u2019 successivo al nostro incontro tornai a casa mia, Cristina mi aveva fatto vedere i progressi scolastici degli ultimi giorni. Ormai aveva imparato tutte le lettere dell\u2019alfabeto\u00a0 in stampatello e in corsivo. Mentre lei mi parlava, io la guardavo con amorevole\u00a0 affetto,\u00a0 e con il cuore in gola\u00a0 perche\u2019 le nostre vite\u00a0 stavano per cambiare.<\/p>\n<p>Il mese d\u2019agosto decidemmo di passarlo\u00a0 insieme in quella casa del nostro primo incontro.<\/p>\n<p>Marco conobbe Cristina e tra loro si instauro\u2019 un rapporto bellissimo e giocoso. Finalmente\u00a0 la mia vita sembrava prendere il giusto verso. A settembre, prima\u00a0 che ricominciasse la scuola io e Cristina ci trasferimmo\u00a0 a Roma e successivamente sposai Marco.<\/p>\n<p>Poi scoprii che quella casa al mare era sua , ereditata dal padre, e in un angolo della grande distesa di terra c\u2019era\u00a0 un orticello che curava meticolosamente e una parte era completamente ricoperta\u00a0 da piante di basilico che suo padre gli aveva insegnato\u00a0 a riprodurre. Non chiesi mai a Marco se quella casa\u00a0 ospito\u2019 altre donne prima\u00a0 di me, non aveva importanza.<\/p>\n<p>Decidemmo di non avere altri figli. La nostra vita fu intensa\u00a0 e piena\u00a0 di amore.<\/p>\n<p>La passione non si attenuo\u2019 mai col tempo, ci desideravamo e ci cercavamo sempre, e con lo stesso fervore dei primi tempi.<\/p>\n<p>Ora\u00a0 Cristina e\u2019 un avvocato affermato e di successo\u00a0 ed e\u2019 molto impegnata\u00a0 nel suo lavoro. Vince\u00a0 quasi tutte\u00a0 le cause penali. E\u2019 sposata con Emanuele, un giudice\u00a0 della Cassazione e ha quattro figli deliziosi. Vengono qui ogni fine settimana e ogni volta e\u2019 sempre una festa.<\/p>\n<p>Conservo ancora quella valigia ormai logorata e senza piu\u2019 rotelle. Pero\u2019 ho conservato l\u2019unica che\u00a0 ancora\u00a0 ruotava. E ogni tanto la prendo in mano e la faccio girare\u00a0 ascoltando il rumore frusciante\u00a0 del cuscinetto\u00a0 ormai stanco e semiarrugginito.<\/p>\n<p>Stanco come stanca lo sono io dopo una vita\u00a0 goduta\u00a0 fino in fondo. Marco mi ha lasciata per sempre tre anni fa mentre dormiva tenendo un braccio su di me come\u00a0 era sua\u00a0 abitudine, perche\u2019 diceva\u00a0 di volere sempre un contatto fisico con me, \u00a0e certo non dispiaceva.<\/p>\n<p>Ma nonstante Marco non e\u2019 piu\u2019 con me, non mi sento sola. Ogni cosa mi parla\u00a0 di lui. Le pareti di questa casa lui decise di arricchirle con disegni di girasole\u00a0 come piaceva a me, e conservo con cura un libro che raccoglie migliaia di messaggi\u00a0 che\u00a0 mi scriveva in continuazione fino a non molto tempo prima\u00a0 di andarsene per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma due\u00a0 sono le frasi che non mi stanchero\u2019 mai di leggere e che mi tornano sempre alla mente, una che piaceva\u00a0 tanto a me\u00a0 e che diceva \u00a0quando voleva spiegarsi bene:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201c fammiti dire sta cosa\u201d, mi faceva\u00a0 sciogliere e mi disarmava, e l\u2019altra che piaceva molto a lui quando gli dicevo :<\/p>\n<p>\u201c dove\u00a0 vai ? Stai qua\u2026.! \u201c<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sara, il 26 settembre 2058<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni riferimento a persone\u00a0 o fatti sono di pura \u00a0fantasia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>( il sedicesimo giorno del dodicesimo mese dell\u2019anno duemilaundici ) V. C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17474\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17474\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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cinque\u00a0 anni fa prima di vendere la casa dove sono cresciuta vicino al mare, rovistando in cantina ho trovato tra i libri ammucchiati su uno scaffale questo scritto e dopo averlo letto ho pensato [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17474\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17474\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 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