{"id":17471,"date":"2014-01-24T19:11:35","date_gmt":"2014-01-24T18:11:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17471"},"modified":"2014-01-24T19:11:35","modified_gmt":"2014-01-24T18:11:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-essere-speciale-di-vito-converso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17471","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Essere speciale&#8221; di Vito Converso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Quella giornata di lavoro era\u00a0 stata davvero faticosa. Si districava, come\u00a0 ogni giorno, tra bollette, denunce, ricorsi, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, e ancora non si decidevano a informatizzare tutto il sistema. Le\u00a0 scartoffie\u00a0\u00a0 ricoprivano da cima a fondo la\u00a0 sua scrivania, ordinata ma\u00a0 confusa\u00a0 allo stesso tempo. La\u00a0 luce ingenerosa\u00a0 di febbraio, che\u00a0 si faceva\u00a0 spazio attraverso una\u00a0 sola\u00a0 finestra, pure piccola, non riusciva a rischiarare la stanza e neppure la sua mente. Era costretto a tenere\u00a0 accesa \u00a0per tutto il suo orario di lavoro, quella\u00a0 maledetta\u00a0 luce artificiale sul soffitto, che\u00a0 dava\u00a0 ad ogni cosa un aspetto freddo e metallico, compresa la lampada\u00a0 gialla sulla\u00a0 scrivania che\u00a0 di metallo non era, e creava un cono di luce che per lo pi\u00f9 disturbava\u00a0 invece\u00a0 di\u00a0 essere\u00a0 di aiuto.<\/p>\n<p>Aveva\u00a0 studiato tra mille\u00a0 difficolt\u00e0, ma\u00a0 alla\u00a0 fine\u00a0 ce l\u2019aveva fatta, era riuscito a laurearsi in giurisprudenza con la\u00a0 lode, e dopo la\u00a0 specializzazione\u00a0 in diritto canonico, stage, e master, l\u2019unico posto che\u00a0 era\u00a0 risuscito a trovare era fare il segretario in uno studio legale\u00a0 che si occupava\u00a0 di banche. Si proprio di banche, istituti che Marco odiava\u00a0 profondamente\u00a0 perch\u00e9\u00a0 sapeva\u00a0 benissimo che\u00a0 contribuiva\u00a0 a difendere\u00a0 individui che se potevano, \u00a0spillavano fino all\u2019ultimo centesimo alla\u00a0 povera e ignara clientela\u00a0 all\u2019oscuro\u00a0 di macchinosi cavilli a loro discapito.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Accidenti ! Ma\u00a0 dove\u00a0 diavolo l\u2019ho messo il bigliettino\u2026.&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Accatastava fogli su fogli, pratiche\u00a0 su pratiche, nel tentativo disperato di ritrovare quel post-it giallo su cui aveva\u00a0 annotato l\u2019indirizzo e il\u00a0 numero di telefono del Dott. Avv. Alessandro Schiavone. Era il capo di un importante studio legale\u00a0 di Milano, ma che\u00a0 aveva\u00a0 anche cinque\u00a0 studi a Roma che lavoravano\u00a0 tantissimo. Marco tempo prima\u00a0 aveva inviato a\u00a0 diverse aziende e studi legali una\u00a0 serie\u00a0 di curriculum, come\u00a0 faceva regolarmente\u00a0 ogni sei mesi. Gli anni passavano ma nessuno lo aveva mai chiamato \u00a0fino a quel giorno di febbraio. Aveva\u00a0 trentatr\u00e9 anni compiuti\u00a0 e non aveva una\u00a0 posizione lavorativa\u00a0 ed economica sicura e soddisfacente \u00a0che aveva sperato fin dal primo giorno quando intraprese\u00a0 gli studi universitari. Quasi se n\u2019era fatto una\u00a0 ragione a non ricevere pi\u00f9 offerte\u00a0 di lavoro e a ricevere solo dinieghi, ma quel bigliettino una\u00a0 speranza<\/p>\n<p>gliel\u2019 aveva\u00a0 data. Un amico di un amico gli aveva\u00a0 dato \u00a0una\u00a0 soffiata. Uno studio del famigerato avvocato Schiavone\u00a0 cercava\u00a0 un giovane\u00a0 e solerte avvocato da\u00a0 inserire\u00a0 nell\u2019organico ! Una\u00a0 occasione\u00a0 da prendere\u00a0 al volo. \u201c certo ce ne saranno un milione di persone\u00a0 a cui faranno il colloquio\u201d pens\u00f2 Marco,\u00a0 \u201c ma, come\u00a0 si dice, tentar non nuoce !\u201d<\/p>\n<p>&lt;&lt; Eccolo finalmente ! Temevo di non ritrovarlo pi\u00f9. &gt;&gt;<\/p>\n<p>Marco non si era\u00a0 reso conto che il bigliettino lo aveva\u00a0 messo al sicuro nella\u00a0 tasca\u00a0 dei jeans, proprio per\u00a0 non disperderlo tra le\u00a0 mille cose presenti sulla\u00a0 scrivania che sicuramente lo avrebbero deglutito senza\u00a0 pi\u00f9 ricacciarlo fuori. Era in ritardo. Doveva\u00a0 fare presto se\u00a0 voleva\u00a0 andare al colloquio in tempo, quel giorno non aveva\u00a0 neppure\u00a0 la\u00a0 cravatta. Jeans blu, camicia\u00a0 rosa antico e la\u00a0 giacca blu scura e\u00a0 un trench beige potevano\u00a0 comunque\u00a0 andare bene, sua madre Anita, che buonanima \u00a0lo guardava\u00a0 dal cielo, gli diceva\u00a0 sempre \u201c l\u2019importante\u00a0 \u00e8\u00a0 essere puliti e\u00a0 ordinati, tutto il resto conta\u00a0 poco\u201d . \u00a0Ma \u00a0Marco pens\u00f2 che,\u00a0 s\u00ec, era\u00a0 ordinato, ma dopo una\u00a0 giornata\u00a0 qui \u00a0dentro, di certo non profumava. \u201cMah!\u201d \u00a0pens\u00f2, \u00a0\u201c come\u00a0 va\u00a0 va, se mi vorranno mi prenderanno cos\u00ec\u201d. Erano le diciannove e \u00a0l\u2019appuntamento era\u00a0 per\u00a0 le venti. Doveva\u00a0 percorrere non pi\u00f9 di una quarantina\u00a0 di chilometri\u00a0 prendendo la strada\u00a0 statale\u00a0 Aurelia, fare un pezzo di raccordo anulare\u00a0 e uscire sulla\u00a0 Boccea verso l\u2019interno.<\/p>\n<p align=\"right\">Marco era\u00a0 attento alla\u00a0 strada per il buio e perch\u00e9 \u00a0era\u00a0 affollata per\u00a0 il rientro dei pendolari . I fari della\u00a0 sua Opel Corsa\u00a0 grigia del \u201892\u00a0 non illuminavano granch\u00e8. \u00a0Aveva\u00a0 gli occhi sbarrati e la mente pulsante\u00a0 immaginando a quali domande avrebbe dovuto\u00a0 rispondere. Improvvisamente sent\u00ec un colpo secco, simile allo scoppio di\u00a0 una scatola\u00a0 di cartone\u00a0 dopo essere\u00a0 stata schiacciata violentemente.<\/p>\n<p>La\u00a0 Opel comincio\u2019 a saltellare e a sbandare producendo un rumore strano sul davanti a destra.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Questa proprio non ci voleva !&gt;&gt; esclam\u00f2 il giovane\u00a0 avvocato.<\/p>\n<p>Si fermo\u2019 nell\u2019area di sosta\u00a0 che provvidenzialmente\u00a0 emerse\u00a0 dal buio. Marco usci\u2019 nervosamente\u00a0 dall\u2019auto e con grande disappunto si accorse che\u00a0 la\u00a0 ruota\u00a0 anteriore\u00a0 destra si era\u00a0 forata. Con una\u00a0 espressione di rabbia\u00a0 alzo\u2019 il suo sguardo al cielo nero come\u00a0 la\u00a0 pece, senza\u00a0 accorgersi nemmeno delle\u00a0 stelle che punteggiavano l\u2019intera volta celeste.<\/p>\n<p>Facendosi luce\u00a0 col cellulare comincio\u2019 a cercare il crik nel portabagagli colmo di cartelline, buste, scarpe, fogli, insomma una\u00a0 discarica. Alzo\u2019 il tappetino e finalmente\u00a0 arrivo\u2019 alla\u00a0 ruota\u00a0 di scorta,\u00a0 naturalmente quasi totalmente\u00a0 sgonfia ma utilizzabile.<\/p>\n<p>La\u00a0 prese e l\u2019appoggio\u2019 per terra. Si ricordo\u2019 che\u00a0 da qualche\u00a0 parte\u00a0 aveva\u00a0 anche una torcia. Rovisto\u2019 nel cruscotto, anch\u2019esso straripante\u00a0 di oggetti perlopi\u00f9 inutili, e finalmente si impossesso\u2019 della\u00a0 torcia\u00a0 miracolosamente\u00a0 funzionante. Emise\u00a0 un sorriso e un gridolino di soddisfazione e comincio\u2019 col posizionare\u00a0 il crik sotto la carrozzeria\u00a0 per\u00a0 sollevare l\u2019auto. O puntava\u00a0 la\u00a0 torcia\u00a0 o tentava\u00a0 di sollevare l\u2019auto con la manovella del crik, ma \u00a0due\u00a0 cose\u00a0 contemporaneamente\u00a0 non riusciva\u00a0 a farle. Sudava\u00a0 copiosamente nonostante il freddo e l\u2019umidita\u2019 della\u00a0 sera. Era\u00a0 nervoso e\u00a0 si stava\u00a0 facendo maledettamente\u00a0 tardi.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Posso aiutarla ? &gt;&gt; Una\u00a0 voce\u00a0 femminile scesa\u00a0 probabilmente\u00a0 dal cielo musico\u2019 dietro di lui.<\/p>\n<p>Penso\u2019 che forse\u00a0 gli angeli esistevano davvero. Il giovane\u00a0 prese la torcia e la\u00a0 punto\u2019 verso la\u00a0 ragazza la quale indietreggio\u2019e\u00a0 strinse\u00a0 gli occhi per il fascio di luce\u00a0 che\u00a0 quasi la\u00a0 acceco\u2019.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Posso fare luce mentre tu sostituisci la ruota\u00a0 se vuoi, e poi magari ci divertiamo un po\u2019 &gt;&gt;.<\/p>\n<p>Marco la\u00a0 osservo\u2019 meglio. E la\u00a0 ragazza \u00a0apri\u2019 lentamente\u00a0 il suo cappotto scuro scoprendo un completino di lingerie decisamente\u00a0 sexy. Il giovane le sorrise e la\u00a0 ringrazio\u2019 per\u00a0 l\u2019invito, ma rifiuto\u2019 perche\u2019 quello che\u00a0 vedeva\u00a0 non era\u00a0 un argomento che\u00a0 reputava\u00a0 interessante, nonostante trovasse la\u00a0 ragazza\u00a0 bellissima e con\u00a0 un corpo davvero molto attraente.<\/p>\n<p>Si perch\u00e8 Marco scopri\u2019 quando aveva\u00a0 quattordici anni che amava\u00a0 la compagnia\u00a0 dei suoi compagni maschi piuttosto che quella\u00a0 delle\u00a0 femmine. Crescendo dovette\u00a0 combattere a lungo con se stesso mentre\u00a0 cercava\u00a0 di capire cosa fosse\u00a0 quella sua\u00a0 attrazione verso il suo stesso sesso, mentre\u00a0 i suoi amici uscivano con fidanzatine deliziose. Marco si rese\u00a0 conto di essere gay. Alla\u00a0 fine\u00a0 si accetto\u2019, ma non aveva ancora\u00a0 avuto\u00a0 una\u00a0 relazione\u00a0 stabile\u00a0 con un uomo. Solo avventure di poco conto, nonostante\u00a0 cercasse\u00a0 l\u2019uomo della\u00a0 sua\u00a0 vita.<\/p>\n<p>La\u00a0 donna, accanto a lui quella\u00a0 sera con l\u2019auto in panne, non capi\u2019 il rifiuto del giovane, anche\u00a0 perche\u2019 nessun uomo l\u2019aveva\u00a0 rifiutata fino a quel momento. Ma\u00a0 decise\u00a0 lo stesso di stare l\u00ec a dargli una mano. La ragazza si chiuse\u00a0 nel suo cappotto e si lego\u2019 stretta la\u00a0 cintura\u00a0 intorno ai suo fianchi voluttuosi e cerco\u2019 di dare\u00a0 una\u00a0 mano a Marco.<\/p>\n<p>Riuscirono finalmente\u00a0 a montare la\u00a0 ruota\u00a0 sana. Marco mise\u00a0 quella\u00a0 forata\u00a0 nel portabagagli e si rivolse\u00a0 alla\u00a0 giovane\u00a0 ragazza\u00a0 per ringraziarla e salutarla. Mancavano quindici minuti all\u2019ora\u00a0 stabilita\u00a0 per il colloquio.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Qual\u2019e\u2019 il tuo nome, cosi\u2019 potro\u2019 ringraziarti come\u00a0 si deve ? &gt;&gt; chiese\u00a0 il giovane avvocato alla\u00a0 ragazza sorridendole.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Mi chiamo Laura &gt;&gt;. Dicendo questo la\u00a0 ragazza improvvisamente \u00a0cadde\u00a0 svenuta ai piedi dell\u2019uomo. Per\u00a0 poco al giovane\u00a0 non capit\u00f2 la stessa\u00a0 cosa\u00a0 vedendo la ragazza accasciarsi a quel modo.<\/p>\n<p>&lt;&lt;\u00a0 Oh mio dio&#8230; E\u00a0 ora\u00a0 cosa\u00a0 faccio. Laura, Laura cos\u2019 hai per\u00a0 l\u2019amor del cielo.&gt;&gt; Urlo\u2019 disperato l\u2019uomo, nel tentativo di rianimarla. Aveva\u00a0 seguito un corso di primo soccorso, ma\u00a0 erano passati cosi\u2019 tanti\u00a0 anni da\u00a0 non sapere\u00a0 se\u00a0 doveva\u00a0 praticarle un massaggio cardiaco o la\u00a0 respirazione\u00a0 bocca\u00a0 a bocca. O forse\u00a0 doveva\u00a0 slacciarle\u00a0 la\u00a0 cintura\u00a0 o chiss\u00e0 cosa&#8230;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;\u00a0 Maledizione, questo e\u2019 troppo !&gt;&gt;\u00a0 Esclamo\u2019 il giovane\u00a0 con una\u00a0 esplosione\u00a0 di rabbia.<\/p>\n<p>Le\u00a0 auto di sconosciuti pendolari sfrecciavano sulla\u00a0 strada dietro i due\u00a0 giovani, ignari di tutto e chiusi nelle\u00a0 loro scatole metalliche con i loro pensieri personali, mentre il giovane\u00a0 uomo era\u00a0 disperato. Aveva\u00a0 due\u00a0 alternative : lasciare\u00a0 l\u00ec la ragazza e fregarsene\u00a0 di lei, o soccorrerla portandola\u00a0 in ospedale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&lt;&lt; Prego favorisca\u00a0 i documenti\u00a0 signore. &gt;&gt;\u00a0 Ordino\u2019 il maresciallo dei carabinieri al giovane nella\u00a0 sala\u00a0 d\u2019aspetto.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Guardi signor maresciallo che\u00a0 non e\u2019 come\u00a0 crede, io ho solo soccorso la\u00a0 ragazza che e\u2019 svenuta dopo che\u00a0 insieme\u00a0 abbiamo sostituito la gomma\u00a0 forata\u00a0 della\u00a0 mia\u00a0 auto. &gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt; Certo, certo. Voi maiali dovete\u00a0 smetterla\u00a0 di approfittare di queste povere\u00a0 ragazze e dedicarvi pi\u00f9 alle\u00a0 vostre famiglie ! &gt;&gt; Esclamo\u2019 il carabiniere visibilmente adirato.<\/p>\n<p>&lt;&lt;\u00a0 Ora\u00a0 lei\u00a0 viene\u00a0 con me\u00a0 in caserma e le\u00a0 far\u00f2 il verbale. &gt;&gt;<\/p>\n<p>Marco comincio\u2019 ad\u00a0 alterarsi, spiego\u2019 tutto l\u2019accaduto al militare senza per\u00f2 riuscire\u00a0 a convincerlo, e disse\u00a0 che\u00a0 sarebbe\u00a0 rimasto l\u00ec dov\u2019era almeno \u00a0fino a quando avesse saputo cosa era\u00a0 accaduto alla\u00a0 ragazza, ribadendo che\u00a0 non aveva\u00a0 fatto nulla\u00a0 di male a soccorrerla.<\/p>\n<p>Nel frattempo che\u00a0 i due discutevano animatamente, Laura si trovava\u00a0 nel pronto soccorso dell\u2019Ospedale alle\u00a0 porte\u00a0 di Roma dove veniva\u00a0 visitata accuratamente.<\/p>\n<p>Finalmente\u00a0 si spalancarono le\u00a0 porte di vetro debitamente oscurate che dai locali medici davano nella\u00a0 sala\u00a0 d\u2019aspetto e usci\u2019 un\u2019infermiera con un sorriso che andava\u00a0 da un orecchio all\u2019altro e gli occhi che\u00a0 le\u00a0 brillavano di gioia.<\/p>\n<p>Il carabiniere\u00a0 e il giovane\u00a0 avvocato, vedendo l\u2019infermiera gioiosa, rimasero con la\u00a0 bocca\u00a0 aperta\u00a0 e si aspettavano che\u00a0 dicesse\u00a0 loro che\u00a0 avevano vinto alla\u00a0 lotteria.<\/p>\n<p>&lt;&lt; La\u00a0 signorina\u00a0 e\u2019 incinta ! &gt;&gt; Esclamo\u2019 la donna\u00a0 in camice\u00a0 bianco.<\/p>\n<p>Poco dopo Laura usc\u00ec dai locali medici e fu subito raggiunta\u00a0 dal\u00a0 carabiniere che la inond\u00f2 di domande.\u00a0 Marco fu scagionato dalla\u00a0 deposizione\u00a0 della\u00a0 ragazza e finalmente il militare se ne\u00a0 and\u00f2\u00a0 guardando il giovane con occhi sospettosi \u00a0ma\u00a0 di resa.<\/p>\n<p>Marco vide\u00a0 Laura\u00a0 finalmente inondata\u00a0 di luce, e come\u00a0 se la\u00a0 vedesse\u00a0 per\u00a0 la prima\u00a0 volta, rimase\u00a0 folgorato dalla\u00a0 bellezza\u00a0 dei suoi occhi verdi, dalla\u00a0 pelle\u00a0 bianchissima e dal \u00a0viso dolce da\u00a0 sembrare\u00a0 una educatrice\u00a0 di bimbi. La\u00a0 ragazza\u00a0 gli sorrise allargando le sue\u00a0 labbra e mostrando una\u00a0 fila\u00a0 di tenti bianchissimi e curatissimi.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Grazie, sei il mio angelo. Sarai sempre\u00a0 nei miei pensieri. Ora\u00a0 se vuoi puoi andare via. Perdonami se\u00a0 ti ho fatto perdere tutto \u00a0questo tempo per soccorrermi. Non mi hai detto il tuo nome per\u00f2. &gt;&gt; Disse\u00a0 la \u00a0giovane\u00a0 donna mostrando gli occhi che si addolcivano mentre parlava.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Mi chiamo Marco. No, non devi preoccuparti per\u00a0 il mio tempo. Gironzolavo senza\u00a0 una\u00a0 meta precisa, e sono felice\u00a0 di averti incontrato. &gt;&gt; \u00a0Disse\u00a0 l\u2019uomo mentendo, ma felice di aver compiuto quel gesto nei confronti di quella\u00a0 povera\u00a0 ragazza.<\/p>\n<p>Marco era\u00a0 felice, anzi troppo felice. Non riusciva\u00a0 a capire. Guardava\u00a0 la ragazza con occhi di tenerezza; gli piaceva. Gli piaceva\u00a0 proprio come normalmente una\u00a0 donna\u00a0 piace\u00a0 ad un uomo.<\/p>\n<p>Qualcosa in lui vacillava. Il combattimento dentro di s\u00e9 \u00a0per tutti quegli anni per convincersi della\u00a0 sua\u00a0 omosessualita\u2019, quella\u00a0 sera\u00a0 vacillava. Percepiva\u00a0 un\u2019attrazione\u00a0 verso la ragazza che un omosessuale\u00a0 non poteva\u00a0 provare. Marco desiderava\u00a0 Laura.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Vorrei accompagnarti a casa, se me lo permetti Laura, sei incinta e devi stare attenta e riposarti, non puoi continuare cos\u00ec. &gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt; Sono felice\u00a0 di essere \u00a0incinta, non sai quanto desiderassi \u00a0un bambino. Mio marito mi lasci\u00f2 due anni fa proprio perche\u2019 non riuscivamo ad\u00a0 avere un figlio. E cosi\u2019 ora\u00a0 sono sola. La\u00a0 mia\u00a0 gravidanza\u00a0 e\u2019 dovuta\u00a0 ad un incontro casuale. A quelli che\u00a0 vengono con me faccio usare il contraccettivo, ma a volte possono rompersi&#8230; &gt;&gt; La\u00a0 ragazza\u00a0 abbass\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n<p>Marco lesse\u00a0 negli occhi di Laura una\u00a0 vita\u00a0 difficile, fatta\u00a0 di violenze, poverta\u2019, e decisioni non facili. Provava\u00a0 una\u00a0 tenerezza\u00a0 infinita\u00a0 per\u00a0 quella\u00a0 ragazza. E\u00a0 pens\u00f2\u00a0 al diavolo, il colloquio, al diavolo il lavoro&#8230;<\/p>\n<p>Marco accompagn\u00f2 Laura\u00a0 a\u00a0 casa. &lt;&lt; Sai quello che stavo facendo l\u00ec dove\u00a0 ci siamo<\/p>\n<p>incontrati vero ? &gt;&gt; Puntualizz\u00f2 lei\u00a0 timorosa\u00a0 della\u00a0 risposta.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Certo che\u00a0 lo so, credi che\u00a0 questo mi spaventi ? &gt;&gt; Disse\u00a0 lui.<\/p>\n<p>Laura dalle\u00a0 parole\u00a0 e dalle\u00a0 espressioni del giovane capiva\u00a0 che verso di lei c\u2019era\u00a0 piu\u2019 di uno spirito\u00a0 di umanita\u2019, c\u2019era\u00a0 interesse. Marco non le\u00a0 toglieva\u00a0 gli occhi di dosso. Verso la\u00a0 ragazza\u00a0 sentiva\u00a0 un trasporto irresistibile, avrebbe\u00a0 voluto stringerla\u00a0 forte\u00a0 a se e dichiararle\u00a0 che\u00a0 da quel momento con lui era\u00a0 al sicuro. Marco accompagn\u00f2 la\u00a0 ragazza fin dentro casa e decise di rimanere\u00a0 un p\u00f2 con lei. Laura, si fece\u00a0 una\u00a0 doccia rigenerante, si riordin\u00f2 e si vest\u00ec.<\/p>\n<p>In silenzio and\u00f2 verso Marco, che attendeva\u00a0 seduto sul divano di alcantara\u00a0 blu, gli si avvicin\u00f2 e\u00a0 senza\u00a0 parlare, gli diede\u00a0 un tenero bacio sulle\u00a0 labbra. Marco le corrispose dolcemente. A quel punto cap\u00ec che la\u00a0 sua\u00a0 vita era da viverla con lei.<\/p>\n<p>I due\u00a0 si innamorarono profondamente. A Marco poco importava\u00a0 che\u00a0 lei era\u00a0 una\u00a0 lucciola. La\u00a0 vita\u00a0 a volte spinge\u00a0 a prendere\u00a0 decisioni che\u00a0 mai un essere\u00a0 umano farebbe\u00a0 normalmente. E poco gli importava\u00a0 che\u00a0 il figlio che\u00a0 Laura\u00a0 avrebbe\u00a0 avuto non era\u00a0 suo.<\/p>\n<p>Laura, aveva\u00a0 trovato l\u2019uomo della\u00a0 sua vita, abbandon\u00f2 per\u00a0 sempre quello sporco lavoro pentendosi di non essere\u00a0 riuscita a farlo prima e si dedico\u2019 a \u00a0Marco.<\/p>\n<p>Alla\u00a0 scadenza del nono mese diede\u00a0 alla\u00a0 luce un bel maschietto. Lo chiamarono Luca.<\/p>\n<p>Marco non pens\u00f2 piu\u2019 a inviare\u00a0 curricula\u00a0 in giro, tanto non c\u2019era\u00a0 speranza di trovare un nuovo lavoro, un posto piu\u2019 remunerativo e soddisfacente. Il suo pensiero era\u00a0 fare felice Laura\u00a0 e dedicarsi a Luca che\u00a0 considerava\u00a0 suo figlio a tutti gli effetti.\u00a0 Lo stesso anno in cui nacque il bimbo,\u00a0 Marco e Laura si sposarono. Erano felici.<\/p>\n<p>Quel giorno Marco era\u00a0 nel suo ufficio di sempre, tra scartoffie\u00a0 di ogni tipo. La\u00a0 sua\u00a0 scrivania\u00a0 si era\u00a0 arricchita\u00a0 di un oggetto in pi\u00f9, ma\u00a0 il pi\u00f9 importante : una\u00a0 stupenda\u00a0 foto che\u00a0 ritraeva\u00a0 lui, Laura\u00a0 e Luca tutti e tre\u00a0 insieme scattata il giorno del battesimo.<\/p>\n<p>Il\u00a0 suo cellulare squill\u00f2 .<\/p>\n<p>&lt;&lt; Marco ma come \u00e8 andato poi quel colloquio di lavoro ? &gt;&gt; Si inform\u00f2 Giovanni, quel suo amico che\u00a0 gli aveva dato il numero di telefono dell\u2019avvocato Schiavone.<\/p>\n<p>&lt;&lt;\u00a0 Ma\u00a0 di cosa\u00a0 parli Gianni ? Oh si, hai ragione ora\u00a0 ricordo. No, non ci sono pi\u00f9 andato all\u2019appuntamento, non mi sembrava poi\u2019 cos\u00ec importante&#8230;&gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;\u00a0 Guarda\u00a0 che\u00a0 stanno ancora\u00a0 cercando un avvocato, vai a fare un salto, magari potrebbe\u00a0 essere\u00a0 la volta\u00a0 buona. Vai e\u00a0 credici questa\u00a0 volta &gt;&gt;.<\/p>\n<p>Quella\u00a0 volta Marco ci and\u00f2 e fu assunto con un buon contratto a tempo indeterminato. In breve tempo divenne addirittura\u00a0 il pupillo del capo, lo voleva\u00a0 sempre\u00a0 accanto quando si recava\u00a0 in tribunale se si trattava\u00a0 di casi particolarmente\u00a0 difficili. Marco era\u00a0 davvero molto bravo nel suo lavoro. Non ci volle\u00a0 molto perche\u2019 l\u2019avvocato Schiavone\u00a0 lo facesse\u00a0 responsabile dello studio legale\u00a0 e lo mettesse\u00a0 a capo di una\u00a0 quindicina\u00a0 di avvocati meno esperti di lui.<\/p>\n<p>Finalmente\u00a0 era\u00a0 felice del suo lavoro e della\u00a0 sua\u00a0 famiglia.<\/p>\n<p>Intanto Luca\u00a0 cresceva, aveva da poco compiuto quattro anni, era bello, aveva gli occhi dolci come\u00a0 la mamma e lo sguardo birichino. Mamma e pap\u00e0 avevano lasciato che i suoi capelli biondi e lisci crescessero lunghi fino alle spalle conferendogli l\u2019aspetto di un principino.<\/p>\n<p>Da\u00a0 un po\u2019 di tempo per\u00f2, i due genitori, avevano notato dei cambiamenti in Luca. Anzi forse erano dei non progressi. Quando era molto piccolo sorrideva, giocava,\u00a0 faceva\u00a0 capricci proprio come ogni altro bambino della sua et\u00e0. Ma lentamente il suo carattere cambiava, si chiudeva\u00a0 sempre\u00a0 di pi\u00f9 in un mondo tutto suo, fatto di giochi silenziosi e solitari, e a volte\u00a0 restava immobile a lungo senza che nulla riuscisse a distoglierlo da quel suo torpore senza sonno. A volte era persino violento senza un motivo apparente, e poi si chiudeva in un angolo e agitava il suo corpo in modo ritmico con uno\u00a0 sguardo inespressivo. Non c\u2019era\u00a0 nulla che\u00a0 riuscisse a catturare\u00a0 la sua\u00a0 attenzione. Sembrava come se qualcuno, in uno dei piani sottili, lo avesse condotto in un mondo parallelo facendolo allontanare sempre di pi\u00f9 dalla realt\u00e0; Luca non interagiva pi\u00f9.<\/p>\n<p>Marco e Laura non lasciarono nulla\u00a0 di intentato.\u00a0 Eminenti luminari dai portafogli straripanti e con gli sguardi quadrati e mollicci spesso li liquidavano con poche parole senza conforto e senza una diagnosi precisa. Si buttarono per nottate intere su internet cercando di scoprire ci\u00f2 che i medici sembravano eludere. Cercavano termini come \u201cproblemi di comunicazione\u201d, \u201c disturbi del comportamento\u201d, e quello che\u00a0 ne usciva\u00a0 era \u201cstereotipie, ecolalie\u201d. Termini da brivido.<\/p>\n<p>Marco si trovava\u00a0 in tribunale quel giorno quando il suo cellulare\u00a0 vibr\u00f2 silenziosamente nel taschino della\u00a0 giacca.<\/p>\n<p>Era luglio, il caldo non dava\u00a0 tregua, e nonostante i climatizzatori, nelle\u00a0 aule del \u00a0tribunale\u00a0 si moriva\u00a0 di caldo.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Tesoro, ti prego, appena\u00a0 puoi vieni, c\u2019e\u2019 un problema\u00a0 con Luca! &gt;&gt;<\/p>\n<p>Bast\u00f2 un\u2019occhiata verso il suo capo, il quale\u00a0 lo lasci\u00f2 andare senza\u00a0 indugio.<\/p>\n<p>&lt;&lt;\u00a0 Vai, tranquillo, ci penso io qui .&gt;&gt; Disse con le\u00a0 labbra \u00a0a Marco, accortosi della sua faccia particolarmente\u00a0 agitata.<\/p>\n<p>Marco, era\u00a0 a casa davanti a Laura, respir\u00f2 profondamente e chiuse gli occhi, come per\u00a0 allontanare un fantasma di cui si sentiva la presenza senza per\u00f2 poterlo vedere, e senza neppure avere la possibilit\u00e0 di respingerlo. E fu proprio quel giorno, in quel momento \u00a0che \u00a0i due\u00a0 genitori ebbero la conferma\u00a0 ai loro timori, le\u00a0 analisi e tutte\u00a0 le\u00a0 visite sentenziarono che\u00a0 il bimbo soffriva\u00a0 di autismo e di una\u00a0 grave\u00a0 forma\u00a0 di ritardo mentale. La faccia di Marco era\u00a0 dura\u00a0 ma \u00a0decisa, Laura aveva gli occhi liquidi. E in quello stesso \u00a0momento, finalmente\u00a0 capirono entrambi \u00a0quale\u00a0 sarebbe\u00a0 stata\u00a0 la missione\u00a0 della\u00a0 loro vita.<\/p>\n<p>Laura non cerc\u00f2 mai un lavoro, dalla mattina\u00a0 alla mattina dopo, e ancora\u00a0 dopo, si dedicava a Luca, e cos\u00ec negli anni successivi. Entrambi i genitori erano occupati nel scorgere in lui un barlume di miglioramento, ma pi\u00f9 il tempo passava pi\u00f9 si chiudeva nel suo mondo. Andava a scuola, era impassibile in classe, sembrava che nulla lo interessasse, nemmeno i commenti stupidi dei compagni scuola. Un giorno sua madre, mentre faceva posto nella sua stanza, per poter sostituire l\u2019armadio ormai malandato, si accorse di qualcosa che la\u00a0 lasci\u00f2 senza fiato.<\/p>\n<p>Marco torn\u00f2 dal lavoro, erano le otto di sera, Luca era nella sua camera che ondeggiava su se stesso ripetendo\u00a0 parole sconnesse &lt;&lt; non ho senza, non ho senza\u2026&gt;&gt;. Parole incomprensibili.<\/p>\n<p>Laura mostr\u00f2 a\u00a0 suo marito una\u00a0 quantit\u00e0 incredibile\u00a0 di quaderni scritti e lanciati sopra l\u2019armadio.<\/p>\n<p>Erano libri e spiegazioni che Luca seguiva in classe che memorizzava e metteva\u00a0 per iscritto. Una quantit\u00e0 impressionante. Luca era davvero un essere speciale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi duole il cuore per quello che sto per\u00a0 scrivere, mentre penso alle\u00a0 parole, mi viene un nodo qui, alla\u00a0 gola, stringe cos\u00ec tanto da non riuscire ad ingoiare la mia stessa saliva.<\/p>\n<p>Luca aveva compiuto trentaquattro anni quando si ammal\u00f2 di broncopolmonite. Me lo ricordo ancora. Faceva freddo, io e Laura non riuscivamo a tenerlo dopo\u00a0 il bagno serale per poterlo rivestire, si dimenava come un\u2019 ossesso. Non voleva\u00a0 vestirsi e non voleva farsi vestire. Riusc\u00ec a scaraventarci sul pavimento e a \u00a0scappare fuori nudo in mezzo alla\u00a0 neve. Non so, ma ebbi come l\u2019impressione che fosse\u00a0 stanco di vivere. Riuscimmo a riportarlo in casa, con l\u2019aiuto dei vicini, e finalmente si acquiet\u00f2.<\/p>\n<p>Da quel giorno cominci\u00f2 a stare male\u00a0 e non si riprese\u00a0 pi\u00f9 fino alla\u00a0 morte a causa di\u00a0 complicanze respiratorie. Io e Laura rimanemmo in silenzio per lungo tempo. Per molto tempo. Laura non mangiava pi\u00f9, si lasci\u00f2 andare come se la sua vita fosse\u00a0 tenuta in piedi solo finch\u00e8\u00a0 avesse visto la sua stessa carne, frutto del suo concepimento, vivere o morire. Anche\u00a0 Laura mi lasci\u00f2 poco tempo dopo Luca, nel silenzio della\u00a0 sua profonda e irreparabile tristezza.<\/p>\n<p>Improvvisamente sentii come se fossero entrambi cos\u00ec distanti da me, da sembrare un sogno, un sogno durato troppo a lungo. Come\u00a0 se fossi entrato dentro un racconto o in un film e dopo, quando scorrono i titoli di coda, fossi uscito fuori, all\u2019aria tersa di\u00a0 una\u00a0 sera\u00a0 d\u2019estate, lasciandomi la malinconia alle spalle. Ma invece era\u00a0 tutto maledettamente vero. La casa era piena di fotografie di Laura e Luca che io stesso avevo scattato, rimanendovi immancabilmente fuori.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che mi svegli\u00f2 da quel sonno torbido di quella\u00a0 sera, fu una improvvisa euforia, non riuscivo a spiegarmelo inizialmente, mi sentivo stranamente bene, soddisfatto, appagato, sereno. Mi ritrovai a percorrere per l\u2019ultima\u00a0 volta quella\u00a0 strada, la stessa strada dove fui costretto a fermarmi in quella\u00a0 piccola\u00a0 aerea di sosta e incontrai lei, quella ragazza dagli occhi verdi. Era buio, sembrava che fossi ripiombato indietro nel tempo. Come se non fosse\u00a0 mai accaduto nulla nel frattempo. Sapevo che qualcuno mi stava attendendo, mi voltai. Chiss\u00e0, forse per vedere se proprio in quello stesso luogo ci fosse quella stessa ragazza di quarant\u2019anni fa. Ma \u00a0forse rimasi troppo tempo a guardare in quella\u00a0 direzione, o forse cos\u00ec volli, tanto da non accorgermi di andare incontro a quell\u2019auto che giungeva\u00a0 nella\u00a0 mia stessa corsia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17471\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17471\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella giornata di lavoro era\u00a0 stata davvero faticosa. Si districava, come\u00a0 ogni giorno, tra bollette, denunce, ricorsi, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, e ancora non si decidevano a informatizzare tutto il sistema. Le\u00a0 scartoffie\u00a0\u00a0 ricoprivano da cima a fondo la\u00a0 sua scrivania, ordinata ma\u00a0 confusa\u00a0 allo stesso tempo. 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