{"id":1745,"date":"2009-05-30T11:47:54","date_gmt":"2009-05-30T10:47:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1745"},"modified":"2009-05-30T11:47:54","modified_gmt":"2009-05-30T10:47:54","slug":"un-pellegrinaggio-inaspettato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1745","title":{"rendered":"&#8220;Racconti nella Rete 2009 &#8220;Un pellegrinaggio inaspettato&#8221; di Ernesto Liberati"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Oramai \u00e8 un bel po\u2019 che cammino, in verit\u00e0 da stamattina. Mi sono alzato molto presto, era l\u2019alba. Sentivo che non sarebbe stata una giornata come le altre, lo suggeriva sia un certo senso d\u2019inquietudine che la spossatezza figlia di una notte indefinita. Non era un malessere vero e proprio, direi pi\u00f9 qualcosa di nuovo di mai provato prima, che come tutte le novit\u00e0, porta con s\u00e9 un vago senso di timore, d\u2019inadeguatezza. Con gli occhi fissi nello specchio ancora sonnolento, ho cercato un\u2019ipotesi adeguata, inutilmente. L\u2019acqua fredda mi ha svegliato definitivamente. Sono qui, ora. Cosa c\u2019\u00e8 che non va? Cosa manca? Ho una bella casa, un lavoro dei soldi per vivere bene. Varie storie d\u2019amore passate, amori presenti. Potrei dire che non mi manca nulla, potrei dire di essere felice, potrei.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Eppure questa mattina, per la prima volta ho sentito qualcosa, o meglio ho sentito che manca qualcosa. Era un pensiero non ben formulato, che, giunto all\u2019improvviso, mi ha colpito facendo del male. Un pugno che non ti aspetti, tirato a tradimento. Mi sono alzato, vestito, e per cercare di capire ho deciso di fare due passi. La direzione la forniva la mia ombra, che il sole nascente proiettava sull\u2019asfalto ancora freddo e livido. Ho cominciato a pensare alla vita, alle volte che mi sono sentito realizzato, ed a quelle in cui ho pianto segrete, silenziose lacrime nelle notti buie di timori e paure e abbandoni. Ho pensato allo stupore dei miei amici quando, con entusiasmo, parlavo loro del mio lavoro. Amo il mio lavoro. Mi piace stare a contatto con i ragazzi, poter insegnare loro qualcosa, cogliere lo stupore dei loro volti quando gli si rivela un qualche segreto che per noi \u201cadulti\u201d non \u00e8 pi\u00f9 tale. Mi piace tutto questo, anche con i limiti della scuola italiana. Ma riflettendo, ascoltando il flusso dei pensieri, il ricordo delle sensazioni, ho colto una nota stonata: in fondo alla voce, a corollario del racconto, c\u2019era sempre una volont\u00e0 di stupire, una compiacenza infame, una voglia di dire: \u201csono meglio di ci\u00f2 che pensavate, di ci\u00f2 che tutti voi avete mai visto\u201d. Immediatamente, come per incanto, sono sopraggiunti altri pensieri dello stesso genere.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">La prima ragazza\u2026 Al tempo della scuola appartenevo al gruppetto degli impreparati perenni, del quattro fisso, degli svogliati che \u201cpotevate scegliere di andare a lavorare\u201d.<span> <\/span>Inoltre mi rivedo: un ragazzotto brufoloso, silenzioso ma aggressivo quanto basta per nascondere impacci e timidezze. Lei: la pi\u00f9 brava, la pi\u00f9 intel-ligente, ma anche bella e coinvolgente. Certamente ne ero preso, coinvolto, ma oltre a l\u2019amore, se cosi si pu\u00f2 chiamare in terzo superiore, c\u2019era anche dell\u2019altro. Mostrare che uno degli ultimi, un esponente di quella crema superflua e da eliminare, era capace di interessare e di instaurare una relazione con \u201cci\u00f2 che di meglio era presente\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">L\u2019ultima ragazza\u2026 Ne sono stato innamorato, sicuramente. Ma pensandoci bene una delle cose che mi piaceva di pi\u00f9 era il vedere l\u2019invidia dipinta sui volti di miei \u201camici\u201d. I loro commenti sulla fortuna che sicuramente mi accompagnava. Non capivano come fossi riuscito a far innamorare una cos\u00ec bella ragazza, con un fisico da pin-up, sempre eccitantemente perfetta. A volte i loro commenti, gli sguardi insistente, anche davanti a mogli e fidanzate, sull\u2019orlo della minigonna, o sulla scollatura della camicia era parte del godimento, li rendeva miseramente inferiori. Sorridevo pensando a ci\u00f2 che loro potevano solo limitarsi ad immaginare. Ghigni di soddisfazione malcelata..<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">E poi le moto, e poi le macchine, e poi e poi e poi. Simboli effimeri di superiorit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">E\u2019 sera, ma continuo a camminare. Ho attraversato boschi e pianure e paesi. Spazi che finora non avevo mai abbracciato cos\u00ec coscientemente, cos\u00ec lucidamente. Mi sono fermato a salutare madri che accompagnavano figli all\u2019autobus per la scuola, vecchiette che avvolte nei loro scialli neri uscivano da chiese miseramente sgangherate, muratori al lavoro su case di campagna e poi stalle e cavalli e un mondo intero mai visto prima, eppure sempre l\u00ec, sempre presente, a portata di mano. Pieno di vita propria, diversa, inattesa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Era met\u00e0 mattina, attraversavo un paese che ho visto infinite volte dal finestrino della mia macchina mentre correndo sulla statale andavo a lavoro, o a fare spese. Oppure, pi\u00f9 spesso, mentre andavo incontro a giornate di divertimenti, di svaghi, di pigrizie diventate regola. Per la prima volta lo vedevo dal di dentro, e non era affatto il buco insulso che credevo. Spesso, correndo immersi nei nostri giochi giornalieri, l\u2019immaginazione tira brutti scherzi. Fa vedere ci\u00f2 che non conosciamo nel modo a noi pi\u00f9 congeniale, nel modo che pi\u00f9 ci rende soddisfatti. Perch\u00e9 credere ed immaginare che, un paesino sperduto ai fianchi di una strada statale a scorrimento veloce che collega due grandi citt\u00e0, ricche di vita e possibilit\u00e0, possa essere interessante? Possa rappresentare il tutto, la vita per persone, animali, cani e gatti? Perch\u00e9 fare questo sforzo? Meglio tirare dritto, andare sempre e comunque verso quello che ci fa pi\u00f9 comodo, rinsaldare, anche senza motivi, le nostre logore e stantie convinzioni. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Bene, dicevo, era met\u00e0 mattina, e camminando dentro questo paesino incontro un anziano. Mi ha fatto tenerezza, somigliava a mio nonno. Camminava perso nei suoi calzoni di tela grezza, consunti dal tempo e dalla fatica, troppo grandi per le sue minuscole, esili gambe. In testa, di sbiego, un cappello spiegazzato, modellato e vinto da troppi inesorabili temporali e altrettante giornate di sole, calure estive di mietiture e raccolti e fatiche. Procedeva lento, curvo sotto il peso del tempo, con la sua bracciata di legna per il fuoco. Allora, schiarendo la voce, mi sono avvicinato e l\u2019ho salutato con un buongiorno forse troppo altisonante, carico, eccessivo. All\u2019udire il mio saluto, il vecchino ha avuto un leggero sobbalzo, come di paura, come se fosse arrivata una folata di vento troppo forte ed inattesa in una giornata calma e serena. Di conseguenza, alcuni pezzi di legno sono caduti dalle sue braccia rotolando lontano. Svelto mi sono affrettato a raccoglierli, dopotutto era anche colpa mia. Lui mi ha ringraziato con gentilezza, ritrovando subito la sua pacata tranquillit\u00e0. Leggermente sorpreso (di che poi? in fondo un istante non scalfisce il tempo), mi sono offerto di portarglieli fino dove gli serviva. Abbiamo traversato la strada, camminando insieme per pochi metri. Lo guardavo provando un misto di tenerezza e compassione, cercando invano di indovinare i suoi pensieri, le sensazioni provate nascoste dietro quel sorriso appena accennato. Arrivati davanti il portone di casa mi ha guardato, abbracciando con i suoi occhi scuri, tutta la mia figura, nuovamente ha sorriso, come di chi sa pi\u00f9 di ci\u00f2 che appare, e mi ha invitato ad entrare. Senza neanche pensarci ho accettato. Dentro, mi ha dapprima offerto un bicchiere di vino, \u00abquesto \u00e8 quello che ancora faccio io, mica quelle robbe comprate\u00bb, poi<span> <\/span>un altro e un altro ancora. Infine mi ha invitato a pranzare con lui. Pasta e fagioli, come nella migliore tradizione contadina. La migliore pasta e fagioli della mia vita. Durante il pranzo mi ha raccontato pezzi casuali del suo passato. Brevi, improvvisi brani, immagini sbiadite e magoni che sopraggiungevano uno dietro l\u2019altro, frutto di ricordi storie parole mai dette a sufficienza. Ho rivissuto con lui la sua storia, la sua vita. Il matrimonio voluto con forza contro il parere dei parenti, la vita coniugale fatta di stenti e debolezze e rinunce. Il funerale della moglie, che si \u00e8 portato via la luce, il senso, la vita stessa; ed ora \u00abaspetto solo di addormentarmi per poterla abbracciare di nuovo\u00bb. La guerra: i tedeschi e gli americani, ricostruire ancora. La compagnia del vecchio cane, che resta l\u00ec, vicino al fuoco, a sonnecchiare, ma che sono sicuro ad un cenno aprirebbe gli occhi e s\u2019alzerebbe pronto ancora a seguire il padrone, fedelmente, come sempre. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Era pomeriggio inoltrato quando l\u2019ho salutato, ci siamo abbracciati come vecchi amici, come naufraghi, ognuno vittima della sua tempesta. Ma c\u2019era una differenza, lui l\u2019ha vissuta con dignit\u00e0 e altrettanto dignitosamente l\u2019ha superata. Io per ora l\u2019ho sempre ignorata, evitata, nascondendomi, almeno fino a questa mattina. Ho promesso di tornare a trovarlo, spero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Ora \u00e8 quasi notte. Continuo a camminare. Ho percorso un infinitesimo tratto di vita, di mondo. Venere \u00e8 ancora e sempre l\u00ec davanti a me, la luna alle mie spalle, come ieri. Ma ho attraversato comunque un pezzo d\u2019infinito, mi sono spinto oltre il mio solito orizzonte, ho abbracciato uno spicchietto di terra, ho conosciuto una parte di me. Forse ho iniziato finalmente ad issare le vele; magari \u00e8 giunto il tempo di uscire dal porto, di affrontare faccia a faccia il mare aperto, quello vero. Andare incontro alle mie tempeste, con la paura di capovolgermi, ma anche con la speranza di continuare a navigare, come prima, meglio di prima. Ho iniziato a capire che tra due citt\u00e0 non c\u2019\u00e8 sempre e solo una strada statale, a scorrimento veloce.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Ora \u00e8 il momento di fermarmi, di riposare. Devo cercare di capire meglio e pi\u00f9 a fondo questa giornata, devo cercare un rifugio per stanotte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"&quot;Courier New&quot;;\">Mi fanno male le gambe e la schiena e le ginocchia. Ma ho deciso: continuer\u00f2 a camminare, anche domani, e poi dopodomani e poi ancora e ancora. Fino al giorno in cui notando qualcuno all\u2019orizzonte rallenter\u00f2 il passo, ma senza farmi guardingo. Disponendo, semplicemente, il volto ad un sorriso. Fino a che incontrandolo egli non avr\u00e0 altro che la mia faccia, il mio viso, le mie braccia. Fino a che non incontrer\u00f2 un uomo. Fino a che non incontrer\u00f2 me stesso. <\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1745\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1745\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oramai \u00e8 un bel po\u2019 che cammino, in verit\u00e0 da stamattina. 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