{"id":17313,"date":"2014-01-10T19:09:29","date_gmt":"2014-01-10T18:09:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17313"},"modified":"2014-01-10T19:09:29","modified_gmt":"2014-01-10T18:09:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-i-miei-occhi-di-mariangela-celiberti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17313","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;I miei occhi di Mariangela Celiberti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Incrociai subito i tuoi occhi. Erano castani. Sorridenti, felici. Avevi raccolto i tuoi lunghi capelli in uno chignon improvvisato. Stava iniziando una nuova avventura: mia, ma soprattutto tua. La casa era un viavai di persone, avevano tutte qualcosa per noi: un pacchetto, una scatolina, una piccola busta. Fiocchi rosa dappertutto, un profumo dolce di latte e rose riempiva le stanze. Aprivi contenta quei doni, a volte me li mostravi, mi chiedevi se mi piacevano. Era febbraio e passavamo gran parte del nostro tempo in casa: fuori la neve imbiancava le strade. Cucinavi, pulivi la casa, ti prendevi cura di ogni minimo dettaglio: una camicia da stirare, un abito sporco da lavare, la cena con gli zii da preparare. Mi accarezzavi le guance e mi dicevi che non avresti mai voluto separarti da me. Io non capivo sempre quelle parole. Perch\u00e9 avresti dovuto separarti da me, mamma?<\/p>\n<p>Lui ti osservava con aria di rimprovero, a volte. \u201cDovresti riposarti, lasciar correre\u201d ti diceva. Il tempo era scandito da troppi appuntamenti, da tanti gesti che ti vedevo ripetere ogni giorno. A volte la nonna veniva a darti una mano. Lei mi prendeva in braccio e mi cantava delle canzoncine che non mi piacevano molto, e tu ti appisolavi sul divano. Quando la sera mi stringevi a te e mi leggevi una fiaba, quegli occhi sorridenti erano diventati stanchi. Forse non volevi che me ne accorgessi: mi leggevi di luoghi incantati e di principesse che stavano aspettando il proprio Principe Azzurro.\u201cCome \u00e8 successo a me con il tuo pap\u00e0\u201d.\u00a0A me piaceva moltissimo pap\u00e0. Spesso mi faceva volare in aria e tu ridevi. Mi diceva che ero una brava bambina, e anche bella, che somigliavo a lui. Tu non eri d\u2019accordo ma facevi finta di esserlo, per poi sussurrarmi all\u2019orecchio: \u201cFacciamoglielo credere\u2026tanto tu sei uguale a me!\u201d\u00a0Fuori c\u2019era sempre pi\u00f9 spesso il sole, e cos\u00ec iniziasti a portarmi fuori. Sotto il nostro palazzo c\u2019era un piccolo parco in cui riuscivi ad incontrare le altre mamme per parlare di me e di tutto ci\u00f2 che potesse riguardarmi. \u201cQuesto \u00e8 il nostro mondo adesso\u201d sottolineavi, perch\u00e9 avevi l\u2019impressione che non tutti ti capissero. Avevi paura di sbagliare, di essere troppo apprensiva, di non essere all\u2019altezza. Ecco, chiss\u00e0 perch\u00e9 non ti sentissi all\u2019altezza. Io cercavo di comunicarti in tanti modi che ti sbagliavi. Mi addormentavo tra le tue braccia, muovevo le labbra quando ti vedevo (chiss\u00e0 se era cos\u00ec che si sorrideva\u2026), mi sforzavo di rispondere quando ti rivolgevi a me. Ma tu mi osservavi con uno sguardo triste, come se non mi avessi sentito, o capito.\u00a0 Diventavi pensierosa: sempre affettuosa, ma con la testa altrove. Ogni tanto ti osservavo con pap\u00e0. Con la mia bambola preferita in mano, vi vedevo parlare, tu scuotevi la testa. Dicevi che ce l\u2019avresti fatta, che non avresti rinunciato anche per dare qualcosa in pi\u00f9 a me.\u00a0Poi un giorno non ti ho trovata accanto a me, non mi sono svegliata con il suono della tua voce. C\u2019era la nonna. \u201cMamma \u00e8 andata al lavoro, ma torna presto, piccolina. Non preoccuparti, ci sono io con te adesso\u201d.<\/p>\n<p>Ho tanti sogni nel cassetto di cui non parlo a nessuno: molti \u201cvorrei\u201d che aspettano solo di riuscire a trasformarsi in qualcosa di tangibile e di vero.\u00a0Li accarezzo un po\u2019quando penso che posso essere una brava madre anche dedicando un po\u2019di tempo a me stessa, quando vedo mia figlia sorridere e stare bene oppure, al contrario, quando le cose non vanno come desidero. Consolazione e forza insieme.Sono trascorsi pi\u00f9 di sei mesi da quel giorno. Ho iniziato un\u2019altra vita in cui in pochi entrano, ma da cui molti vanno via.Ricordo ancora le sue parole, pronunciate quasi con noncuranza, e che sembravano fluttuare nell\u2019aria come in un\u2019immagine che si fatica a mettere a fuoco.<i>Disturbo dello spettro autistico.\u00a0<\/i>\u00c8 questo che ha detto il dottore, insieme a tante altre che mi colpivano come artigli. Per fortuna c\u2019era il tuo pap\u00e0 insieme a me. Ti ho stretta ancora di pi\u00f9, e mi sono sforzata di non piangere. Non volevo che mi vedessi cos\u00ec, sconfitta da un dubbio che si \u00e8 rivelato poi reale.\u00a0All\u2019inizio \u00e8 stato difficile accettarlo. Mi tormentavo chiedendomi se non fosse stata colpa mia. Non ero stata una brava mamma? Avevo fatto qualcosa di sbagliato? Poi ho capito che non dovevo sprecare energie per pormi delle domande a cui non sarebbe stato possibile rispondere, ma solo accontentare con delle semplici ipotesi.\u00a0Abbiamo girato tanto io e te, sempre mano nella mano. Sia prima che dopo quelle parole. Un giorno ti racconter\u00f2 di quando ci siamo perse a Milano. Oppure di quando ho aspettato due ore che un famoso professore ci ricevesse per appena cinque minuti, e allora decisi di lasciare un piccolo \u201c ricordino\u201d nel suo studio: il tuo pannolino sporco! Ti racconter\u00f2 anche di tutte le mamme coraggiose che ho incontrato in sale d\u2019attesa tutte uguali, e anche di quelle che avrebbero volentieri scambiato la propria vita con una pi\u00f9 facile e pi\u00f9 monotona. Potevo leggerglielo negli occhi, ma non me la sentivo di incolparle per quella debolezza.A volte c\u2019era anche pap\u00e0, ma lui doveva lavorare, e non poteva accompagnarci sempre.Il mio, di lavoro, sembra lontani anni luce.\u201cPotrai sempre tornare, se lo vorrai\u201d. Quelle frasi di circostanza che vogliono lasciare integra l\u2019apparenza: \u201cGrazie di tutto, in questi anni sei stata molto utile all\u2019azienda, potrai sempre tornare se lo vorrai.\u201d. E pensare che ho dato le dimissioni perch\u00e9 non riuscivo pi\u00f9 ad ignorare certi sguardi, certe frasi sussurrate come se volessero dare l\u2019impressione di non volermi fare troppo male. Non sopportavo pi\u00f9 le richieste dell\u2019ultimo minuto su una scrivania che diventava ogni giorno pi\u00f9 vuota di documenti, ma sempre pi\u00f9 piena di silenzi. Un telefono che prima squillava in continuazione e poi diventato muto: chiss\u00e0 se i miei clienti, quelli che gestivo io ogni giorno, si erano accorti che qualcosa non stava andando nel verso giusto.\u00a0Le colleghe, che credevo amiche\u2026Che persona ingenua sono stata! Hanno chiuso gli occhi e obbedito al pi\u00f9 forte. La correttezza e la dignit\u00e0 spesso si inchinano al bisogno di continuare con la propria tranquillit\u00e0 e con il pensiero che a loro non era capitato e che non sarebbe capitato mai. Ma \u00e8 poi \u00e8 davvero cos\u00ec? Quali sono le certezze, le verit\u00e0 indistruttibili di questa vita? Pensavo di essere invincibile e anche quasi felice, con la mia routine di tutti i giorni. La sveglia, la colazione con tuo padre, i quindici chilometri fino all\u2019ufficio, il caff\u00e8 alla macchinetta, la pausa pranzo in mensa, le chiacchiere sugli abiti da comprare e il ristorante da provare. Un giorno di ferie: quelle erano le ventiquattro ore pi\u00f9 piacevoli della settimana. Immagini che ora\u00a0 appaiono insensate e vuote. Il riflesso di una me che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.Ho messo tutte le mie cose in una busta: la tua foto, la piccola piantina grassa che mi aveva regalato il tuo pap\u00e0 il giorno in cui ho ottenuto il lavoro, i miei quaderni e i miei libri. Sono stata contenta di andare via a testa alta.\u00a0Quando questo mondo smette di esistere per te, io mi ritrovo a fare i conti con quello che tu lasci fuori e che non ti capisce, che non ci capisce. Ti parlo di tutto ci\u00f2 che di bello abbiamo: il profumo delle rose nel giardino di nonna, del sole che finalmente \u00e8 tornato dopo una settimana di pioggia, di pap\u00e0 che rester\u00e0 a casa tutto il giorno con noi e ti porter\u00e0 in quel posto colorato e con tanti volti sorridenti, in cui tu potrai giocare e imparare, un po\u2019alla volta, a capire meglio quello che ci circonda. Potrai anche farti degli amici e delle amiche. A volte mi guardi con occhi spauriti, e allora vorrei solo rassicurarti: tutto andr\u00e0 bene, la tua mamma ti difender\u00e0 il pi\u00f9 possibile, e tu vincerai tutte le tue battaglie. Ne sono certa.<\/p>\n<p>Oggi sono riuscita a far sentire la mia voce. Nella mia testa questa parola aveva preso forma e colore gi\u00e0 da tempo. Ho detto \u201cmamma\u201d. Tu mi hai guardato e hai pianto un po\u2019. Poi per\u00f2 hai anche sorriso. Hai chiamato pap\u00e0 e gliel\u2019hai raccontato. Io l\u2019ho detto ancora. E poi ho detto anche pap\u00e0, nonna, ciao, mano, piede. Per\u00f2 non so se tu l\u2019hai sentito, perch\u00e9 non mi hai guardato. Hai continuato a parlare con pap\u00e0 e l\u2019hai abbracciato. Io comunque ero felice di vedervi cos\u00ec e te l\u2019ho fatto notare cercando di mettermi tra voi per abbracciarvi tutti e due. Pap\u00e0 era appena tornato a casa e aveva ancora il cappotto addosso. Mi sono aggrappata alle vostre gambe e allora siete scoppiati a ridere. Per farlo avevo fatto cadere tutto quello che avevo in mano, anche la mia bambola preferita. Ho iniziato ad urlare, ma tu mi hai stretta a te e mi sono calmata. L\u2019ho subito raccolta dal pavimento, in mezzo ad altri giochi, e adesso non la lascio pi\u00f9. No, non la lascio pi\u00f9.<\/p>\n<p>Sono al quinto mese di gravidanza. Ti piace accarezzarmi la pancia ogni tanto, quando ti dico che l\u00ec dentro c\u2019\u00e8 la tua sorellina. Altre volte non sembra interessarti granch\u00e9, ma io so che anche tu le vuoi gi\u00e0 bene. Dobbiamo ancora scegliere il suo nome, io e pap\u00e0 siamo un po\u2019indecisi: so che tua nonna vorrebbe che si chiamasse come lei. Non l\u2019ha dichiarato apertamente, ma io l\u2019ho capito lo stesso. Magari il nome lo sceglierai tu, sarai tu ad indicarmi quello che ti piace di pi\u00f9.\u00a0Forse quando tua sorella nascer\u00e0 sar\u00e0 tutto pi\u00f9 complicato. Le tue terapie, il tuo bisogno di attenzioni e conferme, la mia voglia di mandare avanti il progetto del negozio di libri per bambini, il lavoro di pap\u00e0 che diventa sempre pi\u00f9 pressante. Eppure non riesco a preoccuparmi davvero: tu stai facendo progressi e io so che c\u2019\u00e8 molto, tanto altro dietro la quotidianit\u00e0 di gesti ripetitivi, di una routine che a volte sembra lasciarti senza fiato. Ci sono giorni vissuti con significato. Ci sono conquiste e consapevolezze. E poi c\u2019\u00e8 la forza. Quella che io non credevo di poter avere, in realt\u00e0 non me l\u2019ero neanche mai chiesto se potessi custodirla dentro di me. E quella che hai tu. Perch\u00e9 io so che tu sei forte e che sarai una sorella maggiore affettuosa e dolce, che insegner\u00e0 alla pi\u00f9 piccola a guardare il mondo con occhi diversi.\u00a0Proprio come hai fatto con noi, con me.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17313\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17313\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incrociai subito i tuoi occhi. 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