{"id":17304,"date":"2014-01-08T18:14:18","date_gmt":"2014-01-08T17:14:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17304"},"modified":"2014-01-08T18:14:18","modified_gmt":"2014-01-08T17:14:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-lanti-cenerentola-di-elisa-maiorano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17304","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;L&#8217;Anti-Cenerentola&#8221; di Elisa Maiorano"},"content":{"rendered":"<p>Quella notte non dormivo. Non volevo. Dovevo tradire Morfeo. Lo stesso Morfeo che mi aveva sempre accolto tra le sue braccia. Morbide, profumate, soffici.<\/p>\n<p>S\u00ec, il profumo della notte che portava con s\u00e9, mi aveva sempre affascinata. Morfeo a volte arrivava tardi a quell\u2019appuntamento quotidiano e me la prendevo con lui. Innervosita, uscivo a fumarmi una sigaretta o, nel migliore dei casi, prendevo una camomilla.<\/p>\n<p>A volte, invece, sopraggiungeva con estrema dolcezza e sensibilit\u00e0. Come un amante che ti coccola sino a farti soccombere nei sogni pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>Ma quella notte no. Non volevo Morfeo. Non l\u2019aspettavo. Lo combattevo. Avevo un appuntamento pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Ero un\u2019anti-Cenerentola. Non avevo sorellastre cattive e la cucina da pulire. E neanche un principe azzurro che mi avrebbe cercata con in mano una scarpetta di cristallo, magari anche abbastanza maleodorante. Non avevo indosso vestiti sgargianti e avevo gi\u00e0 tolto l\u2019odore, il sapore e i segni della citt\u00e0 dal mio volto.<\/p>\n<p>Volevo essere acqua e sapone, per lei. Mi avrebbe dovuta accettare per com\u2019ero naturalmente. Spettinata, stanca, trafelata, con addosso il nervosismo della giornata e il sorriso un po\u2019 disagiato di chi non sa cosa dire.<\/p>\n<p>\u201cQuesta notte sar\u00e0 fantastica\u201d, pensai per\u00f2 tra me e me. \u201cChiss\u00e0 cosa mi aspetta\u201d, chiesi alla parte pi\u00f9 nascosta di me.<\/p>\n<p>Era da tanto tempo che non lo facevo. Insomma, l\u2019aspettavo da tanto.<\/p>\n<p>Da quando l\u2019avevo conosciuta gli incontri erano stati pochi e limitati. Erano momenti cruciali della mia vita. Sapevo che avrebbe potuto sempre essere con me, ma \u2013 a scadenze regolari \u2013 sentivo il bisogno di rivederla, assaporarla, coinvolgere tutti i sensi per ritrovarla. Per vedere come si era evoluta e, soprattutto, se l\u2019aveva fatto. O forse, se l\u2019avevo fatto io: perch\u00e9 lei era perfetta.<\/p>\n<p>Mi chiedevo anche se lei, come me, si stesse preparando per quel momento e se avesse pensato a me qualche volta.<\/p>\n<p>Alcuni flash-back si fecero strada nei miei pensieri. La rividi in lacrime, davanti a me, durante la mia prima delusione d\u2019amore, oppure nel momento in cui scoprii il tradimento di mio nonno nei confronti della nonna. E quella volta dopo il primo bacio? Ci scambiammo un profondo sguardo dove telepaticamente comunicavamo.<\/p>\n<p>E le ultime due? Quelle s\u00ec che erano state situazioni particolari. Dolorose. Sentivo che non l\u2019avrei rivista per molto tempo. Mi era stata vicina durante la malattia di mio padre e subito dopo la sua dipartita. Non avevamo parlato. A lungo ci eravamo per\u00f2 scrutate, quasi chiedendoci: \u201cE adesso? Cosa si fa?\u201d. La domanda non aveva avuto una risposta, o meglio, non sino ad adesso.<\/p>\n<p>Mi ero finalmente decisa a rimettermi in gioco, a riprovarci. Avrei voluto averla ogni giorno vicina a me. Dentro di me. Sempre. Comunque. Qualsiasi cosa fosse accaduta. Nel bene. Nel male. Quando avrei pianto e quando invece avrei potuto mostrarle tutto ci\u00f2 che poteva risplendere dentro di me.<\/p>\n<p>Avrei voluto costruire una relazione stabile con lei. Un rapporto che sarebbe durato una vita intera. Forse di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Avrei voluto guarire ogni sua ferita. O almeno averci provato. Mostrarle che potevo farcela, che ci\u00f2 che ero diventata non ci avrebbe separate. Mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Avrei voluto impegnarmi, con lei.<\/p>\n<p>Raccontarle ci\u00f2 che era capitato in sua assenza. Farle sentire il vuoto che aveva lasciato dentro di me la sua partenza. Dirle che non riuscivo a dormire la notte per la paura di averla persa per sempre.<\/p>\n<p>Insomma, undici anni non sono pochi. E di momenti dove avrei avuto bisogno di lei ce n\u2019erano stati, ma non avevo mai trovato la forza per chiamarla.<\/p>\n<p>Come quando avevo fatto l\u2019amore per la prima volta. Lei non c\u2019era. Avrei avuto bisogno del suo parere.<\/p>\n<p>Come quando tradii durante la mia prima relazione importante. Lei non c\u2019era. Dovevo sfogarmi con qualcuno, giustificare quella mia azione, urlare il mio dolore. Quel dolore che avevo affrontato con un tradimento ingiusto.<\/p>\n<p>Come quando ricevetti per la prima volta nella mia vita, lo schiaffo da colui che pensavo sarebbe diventato un giorno il padre dei miei figli. Un suo abbraccio mi avrebbe ridato forza per lasciarlo. Ma lei non c\u2019era e la paura mi leg\u00f2 ancor di pi\u00f9 a lui.<\/p>\n<p>Come quando scoprii la vera forza dell\u2019amore, con un altro uomo. Con colei che sapevo sarebbe stata la persona della mia vita. La pazienza. L\u2019aspettare. L\u2019angosciarsi per la paura di perderla, senza cercare altrove ci\u00f2 che mi mancava da quel rapporto, provando invece a costruire e a maturare su queste mancanze. L\u00ec, lei, sarebbe stata fiera ed orgogliosa di me.<\/p>\n<p>Ma non ne avevo avuto la forza. O forse, semplicemente, ero troppo concentrata sulla vita che stavo conducendo.<\/p>\n<p>Nell\u2019attesa, complice qualche sprazzo di agitazione che aleggiava nella mente, uscii sull\u2019uscio di casa e accesi una sigaretta.<\/p>\n<p>Il silenzio era imponente, quasi a simboleggiare l\u2019arrivo di un momento straordinario. La quiete prima della tempesta. Quella che ti stravolge la vita. Quella che porta cambiamenti.<\/p>\n<p>Non servivano rulli di tamburi: il mio cuore faceva gi\u00e0 abbastanza rumore. Suono che solo io, e probabilmente anche lei, potevo sentire.<\/p>\n<p>Buttai il mozzicone. Lo stridio della porta che si chiudeva mi ridest\u00f2 brevemente dal momento. Per quel breve istante dubitai. Volevo veramente farla tornare nella mia vita?<\/p>\n<p>Per togliermi il puzzo del fumo di dosso, andai in bagno, mi sciacquai il viso e lo asciugai dolcemente. Mi ritrovai a guardarmi allo specchio.<\/p>\n<p>\u201cOkay, \u00e8 arrivato il momento\u201d, dissi a voce alta. Forse per autoconvincermi. Forse per preparare anche lei che, sapevo, mi stava percependo.<\/p>\n<p>Entrai in camera. Chiusi la porta. Accesi un lumino.<\/p>\n<p>Mi sedetti a gambe incrociate e inspirai profondamente.<\/p>\n<p>Chiusi gli occhi. Mi concentravo sul respiro. Sulla vita che entra e che esce. Su quelle pause tra l\u2019inspirazione e l\u2019espirazione che rappresentano il vuoto dentro di noi.<\/p>\n<p>\u201cCiao\u201d, sentii. \u201cEccomi qui. Non ti ho mai abbandonata. Lasciami entrare nella tua vita per guidarla. Ora sei pronta. Ti ho osservata a lungo, ma ti ho lasciato agire. A volte sono intervenuta per aiutarti, ma il resto l\u2019hai fatto tu. Se ora siamo in sintonia, il merito \u00e8 in gran parte tuo. \u00c8 il percorso che hai fatto. La nostra relazione ora pu\u00f2 andare avanti, perch\u00e9 mi hai cercata e, soprattutto, poich\u00e9 sei riuscita a trovarmi. Dentro di te, senza farti deviare dalla vita fuori.\u201d<\/p>\n<p>Avevo molto da dirle, ma lei sapeva gi\u00e0 tutto. Mi piaceva ascoltarla. Come ai vecchi tempi. A volte non c\u2019era neanche bisogno di parole. Sentivo con il cuore. I sensi non mi servivano.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ritrovai me stessa, dopo lungo tempo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17304\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17304\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella notte non dormivo. 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