{"id":17242,"date":"2014-01-03T12:19:46","date_gmt":"2014-01-03T11:19:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17242"},"modified":"2014-01-03T12:19:46","modified_gmt":"2014-01-03T11:19:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-posso-entrare-nel-tuo-mondo-di-lucia-delli-santi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17242","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Posso entrare nel tuo mondo?&#8221; di Lucia Delli Santi"},"content":{"rendered":"<p>Prologo<\/p>\n<p>Era una domenica pomeriggio di ottobre, entrai nella struttura e l\u2019odore tipico di urina e disinfettante mi penetr\u00f2 nel naso.<br \/>\nC\u2019era una grande entrata con il pavimento lucidissimo a righe giallo e ocra, ai lati dei divanetti bianchi e grandi finestre con tendoni bianchi anche loro che lasciavano filtrare la luce, quasi pura.<br \/>\nAlcuni anziani occupavano delle poltrone, e se ne stavano l\u00ec seduti con lo sguardo fisso, a guardare cose gi\u00e0 viste mille volte, sempre quelle, la macchinetta del caff\u00e8, finti fiori appesi, la bacheca con il programma attivit\u00e0 mensile, -marted\u00ec tombolata, gioved\u00ec Santa Messa, domenica canti<br \/>\n&#8211; e se uno non canta che fa\u2019? Ascolta e basta-?<br \/>\nQuel giorno c\u2019era la smilza, al centralino, che pronunci\u00f2 con voce stridula:<br \/>\n&#8211; La signora Ilde dice?<br \/>\nLa trova al secondo piano nel reparto \u201ccorpo C\u201d<br \/>\n-c di corpo forse?-<br \/>\nSuperai un lungo corridoio, lasciando alle mie spalle la sala mensa e alcune camere ben arredate, arrivai in un grande spazio adibito a zona ricreativa, dove gli anziani stanno quando non dormono non mangiano e non fanno le attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Vicino a te c\u2019era tua figlia, Alina, che gi\u00e0 conoscevo, e quindi per deduzione decisi fossi tu la signora alla quale avrei tenuto compagnia.<br \/>\nEri seduta nella carrozzella con un piano d\u2019appoggio davanti al grembo.<br \/>\nNonostante la tua postura fosse ricurva pensai che di sicuro da giovane fossi stata una donna dal temperamento forte e fiero, abituata a impartire ordini, a decidere, insomma una donna con tanto di attributi.<br \/>\nSalutai prima tua figlia, poi cercai il tuo sguardo, mi presentai, e dandoti del lei ti chiesi come stavi, rispondesti con un buongiorno, flebile e incerto.<br \/>\nMi resi conto, cos\u00ec,che vivevi nel tuo mondo, un mondo dove la tua storia era un puzzle buttato l\u00ec alla rinfusa.<br \/>\nMi fermai una mezz\u2019oretta, giusto il tempo di accordare giorni e orari in cui sarei venuta da te, salutai Alina con un bacio, mi lanciai per darne uno anche a te ma tu ti scostasti dicendomi \u201c niente smancerie\u201d, beh, nel caos della tua testa trovasti il pezzo che dice &#8211; ma chi ti conosce? Cosa mi baci a fare?-<br \/>\nRispettai il tuo rifiuto e mi accomiatai stringendoti la mano affettuosamente.<\/p>\n<p>Mia cara, non sai quanto questo ha acceso la mia<br \/>\ncuriosit\u00e0 di conoscerti. Permesso? Signora? E qui ti do del tu\u2026Posso entrare nel tuo mondo?<\/p>\n<p>Mi chiamo Anna, ho trent\u2019anni e vivo a Bologna.<br \/>\nPer circostanze in parte volute da me mi trovo a guadagnare di che vivere facendo quello che un tempo era la dama di compagnia e invece oggi \u00e8 definita badante.<br \/>\nLe altre badanti, che badano qui alla Quiete, sono quasi tutte straniere, quindi puoi sentire:<br \/>\n\u201csignola apla la bocca\u201d<br \/>\n\u201csignola tu essere stanca?\u201d<br \/>\n\u201cmadam gradisc un bicchier d\u2019acua?\u201d (da leggere con inflessione francese).<br \/>\nSignore che per una modesto stipendio passano tutto il giorno a tenere compagnia ai fortunati che possono permettersi questo lusso extra.<br \/>\nAl centralino ci sono la smilza e la grassa ( succede a tutti di dare un nomignolo a qualcuno che vedi regolarmente e del quale per\u00f2 ignori il nome no?)<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la rosa d\u2019infermieri composta da big gym il bellone, l\u2019incapace alle prime armi, cio\u00e8 una ragazzetta appena laureata che ha saltato sui libri il capitolo \u201ccome saperci fare con le persone\u201d, poi abbiamo la nera, tipo mamy,senza il turbante per\u00f2, buona, umana e professionale, capelli unti, smilza pure lei, non manca la fredda ma brava e infine il rassicurante, n\u00e9 bello n\u00e9 carciofo, normale, e appunto sicuro del fatto suo, tant\u2019\u00e8, che quello che esce dalla sua bocca \u00e8 buono e giusto.<\/p>\n<p>Detto questo, si passa alla categoria dell\u2019infermiere mancato, l\u2019ausiliare, cio\u00e8 \u201causilia\u201d le persone, le aiuta, con tanto di corso 600 ore superato, esso, dentro si sente dottore, fuori la divisa di colore diverso lo identifica innegabilmente a o.s.s. oppure a.s.a.<br \/>\nFacce stanche e smunte, sederi grossi, spesso anche qui accenti dell\u2019est oppure afro-francesi, ah no aspetta, anche italo-napoletano, anzi secondo me le cooperative se non sono napoletani non li assumono, e cos\u00ec nei corridoi senti urlare -u\u00e8 sign\u00f2 trallallero trallal\u00e0- una categoria piuttosto svantaggiata, guadagna la met\u00e0 e sgobba il doppio.<\/p>\n<p>Per\u00f2 l\u2019operatore socio sanitario, l\u2019o.s.s. appunto, si consola perch\u00e9 si aggira per la struttura la categoria ancora pi\u00f9 sfruttata e sottopagata della sua, l\u2019addetto alle pulizie, con tanto di divisa ancora pi\u00f9 deprimente, casacca e pantalone a righine bianco azzurro, che detto come va detto a me fa venire alla memoria quei brutti pigiamoni dei campi di concentramento, ma questo \u00e8 un mio pensiero un po\u2019 troppo avvilente.<br \/>\nQuello che vorrei dire, capperi fatele a pois queste divise anche a tinta unita, amaranto, il massimo sarebbe stile Missoni, almeno si tirano un po\u2019 su il morale sta povera gente.<\/p>\n<p>Passo infine al Dottore, con tanto di D maiuscola, s\u00ec perch\u00e9 il dottore e tipo un\u2019entit\u00e0 misteriosa, passa di rado, sempre di corsa, -ma dove deve andare sempre di fretta cos\u00ec?-<br \/>\nCon falcata sicura appare nei corridoi, dal nulla si materializza, non fa nulla e scompare, con il suo bel camice bianco e lindo, la piegolina dietro, tutto abbottonato davanti e la biro nel taschino.<br \/>\nCaro il mio bel dottorone brizzolato, ma quando anni fa decidesti di tenere la testa china sui libri e studiare per tanti anni, con tanto di giuramento di Ippocrate, era per fare del bene alle persone? Oppure startene comodo nel tuo ufficio a giocare al solitario?<\/p>\n<p>Il Parkinson<\/p>\n<p>Cara signora Ilde, per meglio sapere come comportarmi con te mi sono documentata sulla tua patologia.<br \/>\nSono diversi anni che ti si \u00e8 manifestato il morbo di Parkinson.<br \/>\nQuesto morbo provoca disturbi del movimento ed \u00e8 causato dalla degenerazione cronica e progressiva di alcune strutture del sistema nervoso centrale, in particolare, dove \u00e8 prodotta la dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per il controllo dei movimenti corporei<\/p>\n<p>Novembre Dove sei?<\/p>\n<p>E\u2019 circa un mese che ci conosciamo e a detta di tutti, qui alla Quiete, pare che da quando vengo io a tenerti compagnia stai meglio, sei pi\u00f9 vivace e mangi volentieri.<br \/>\nIn effetti, fisicamente ti trovo bene, ma \u00e8 nella tua testa che vorrei entrare.<br \/>\nMi basterebbe un attimo, capire quanto sei qui con me e quanto nei tuoi pensieri ingarbugliati<br \/>\n&#8211; lo saranno poi ?- Oppure solo quello che esce dalla tua bocca lo \u00e8?<br \/>\nSo che ignori la morte dell\u2019uomo che hai amato e sposato.<br \/>\nUna sera durante la cena, mentre t\u2019imboccavo, ti ho chiesto se gradivi quella pietanza e mi hai risposto di s\u00ec, ti sei per\u00f2 raccomandata di non offrirla a tuo marito perch\u00e9 invece lui no.<br \/>\nChe stretta al cuore.<br \/>\nNon condivido la scelta di non dirti che sei vedova, chiss\u00e0 quante volte ti sarai domandata che fine ha fatto lui, perch\u00e9 non lo vedi pi\u00f9, forse temi ti abbia abbandonata.<br \/>\nTi \u00e8 negata la possibilit\u00e0 di rassegnarti e accettare la realt\u00e0. Forse nel tuo mondo, mia cara Ilde, nebuloso ma sicuro, non c\u2019\u00e8 posto per la sofferenza.<\/p>\n<p>Se cosi fosse, \u00e8 meglio se resti dove sei.<\/p>\n<p>Un bacio e mi hai sorriso<\/p>\n<p>Sono passati nove mesi, e quindi, qualcosa bisogna partorire.<br \/>\nIo ho espulso una riflessione<br \/>\nTi ho conosciuta che eri tipo anestetizzata, apatica, invece da quando stai in mia compagnia hai avuto una sorta di, lo chiamerei, risveglio emotivo.<br \/>\nCredimi Ilde che il risveglio l\u2019ho avuto anch\u2019io.<br \/>\nOra non ho pi\u00f9 deliri di onnipotenza nei tuoi riguardi, ti vivo come sei, giorno dopo giorno, a volte stai bene altre purtroppo no.<br \/>\nMa le emozioni e l\u2019affetto, quello vero e sincero, non hanno alti e bassi, ma \u00e8 solo un crescendo.<br \/>\nOggi \u00e8 stato bellissimo, sono arrivata al corpo C di corsa e un po\u2019 sudata, come al solito ti ho cercato velocemente con gli occhi, nell\u2019insieme delle carrozzelle, che i primi tempi in qui venivo da te, alla Quiete, erano tutte uguali per me, ora invece, ognuna di esse ha uno sguardo proprio, pi\u00f9 o meno presente, ma vivo, lucido, tenero.<br \/>\nTi ho visto e ho sentito un operatore che ti diceva \u201c ecco \u00e8 arrivata Anna\u201d, ho intuito cos\u00ec che chiedevi di me, mi aspettavi e forse ansiosa di vedermi.<br \/>\nMi ha dato una grande emozione questa cosa, ti ho dato un bacio rumoroso sulla guancia e tu mi hai sorriso.<\/p>\n<p>Febbraio Poche parole<\/p>\n<p>Mia carissima Ilde, sono seduta sul divano, meglio dire rannicchiata, la casa e calda, ma i brividi mi percorrono lungo la schiena, nemmeno il tepore della coperta serve.<br \/>\nLa penna scrive fluida sul foglio bianco perch\u00e9 ho tante cose da dirti, ricordi te lo avevo promesso?<br \/>\nLa novit\u00e0 \u2013 intanto che lo dico il cuore sobbalza- \u00e8 che Luca ed io tra pochi mesi diventeremo una famiglia, composta da tre, proprio ieri ho saputo che aspetto un bambino, o una bambina, chiss\u00e0..<br \/>\nHo una miriade d\u2019immagini, che come in un film muto, scorrono veloci e si accavallano nella mia memoria.<br \/>\nQuante cose sono successe da quando ti conosco e quante ne sono cambiate.<br \/>\nI volti che posso ricordare, la grassa, la smilza, l\u2019animatrice, gli operatori, il gruppo di vecchietti nell\u2019atrio e poi l\u2019odore di pip\u00ec, la crema Alba, il giardino, le tue buffe risposte e tuoi silenzi.<br \/>\nMia dolce e cara Ilde, questi sono solo pensieri e tali resteranno, perch\u00e9 tu non mi guarderai pi\u00f9 con gli occhi smarriti e tristi, non potr\u00f2 raccontarti la gioia che cresce dentro di me, non potr\u00f2 perch\u00e9 il tuo cuore ha smesso di battere, mentre dormivi, silenzioso e discreto.<\/p>\n<p>Come sono certa vorresti tu, ti saluto con poche parole, solo poche parole e uno sguardo a questo squarcio si cielo che vedo dalla finestra\u2026ciao Ilde e grazie di cuore per avermi permesso di entrare nel tuo mondo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17242\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17242\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prologo Era una domenica pomeriggio di ottobre, entrai nella struttura e l\u2019odore tipico di urina e disinfettante mi penetr\u00f2 nel naso. 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