{"id":1714,"date":"2009-05-29T18:47:59","date_gmt":"2009-05-29T17:47:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1714"},"modified":"2009-05-30T12:03:17","modified_gmt":"2009-05-30T11:03:17","slug":"il-campione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1714","title":{"rendered":"&#8220;Racconti nella Rete 2009 &#8220;Il campione&#8221; di Michele Marianucci"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"12pt;\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"12pt;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">C\u2019era un bambino, mio vicino di banco alle scuole elementari che non parlava molto. Aveva un accento spiccatamente romagnolo, assai pi\u00f9 del mio che in Romagna mi ero trasferito con la mia famiglia da pochi mesi perch\u00e9 mio padre era stato chiamato a dirigere una piccola stazione vicino Cesena su di una linea secondaria nell\u2019interno della Costa romagnola. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"12pt;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Era un bambino apparentemente timido ma quando sentiva qualcuno amico, o decideva<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>in cuor suo che lo sarebbe stato, diventava il bambino pi\u00f9 divertente, pronto ad inventare scherzi e le barzellette ancora senza troppe parolacce e senza i doppi sensi che poco si comprendono a quell\u2019et\u00e0. Anzi, ricordo che non amava i doppi sensi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"12pt;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Gli piaceva dire quello che pensava, scherzarci su ma mai prendere in giro qualcun altro. Gli piaceva anche, quando uscivamo da scuola, saltare sulla sua bicicletta e pedalare cos\u00ec forte che spesso mi lasciava indietro ma poi nuovamente mi aspettava proprio come nei film di \u201cDon Camillo\u201d dove i 2 amici-nemici Peppone e Don Camillo corrono la vita soltanto per aspettarsi l\u2019un l\u2019altro. Ho passato qualche mese felice a scuola, proprio grazie alla compagnia di quel bimbo mio compagno di banco, in quella classe che per\u00f2 dovetti abbandonare ancora prima della fine dell\u2019anno per seguire la mia famiglia e i treni che portavano mio padre in un\u2019altra stazione, vicino Livorno, dove per\u2019altro aveva conosciuto mia madre. Il tempo, tra un treno e l\u2019altro che mio padre guidava ed una strada non ferrata ed un\u2019altra che percorrevo io, in special modo Corso Matteotti in centro dove facevo l\u2019immancabile sosta al negozio di dischi, passava e cominciava a segnare la mia adolescenza. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"12pt;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Spesso ho ripensato a quel bambino romagnolo con gli occhi decisi se pur malinconici ma completamente distesi quando si lasciava andare alle risate che gli sgorgavano dal cuore. Forse mi tornava spesso in mente per il fatto che amava andare in bicicletta, quando io, di fronte agli incroci che la vita ci fa attraversare non sapevo quale strada sarebbe stata quella giusta. Forse,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>perch\u00e8 la vita non \u00e8 altro che una strada da percorrere senza navigatore. Comunque sia, di fronte alle mie prime difficolt\u00e0 ed alle prime scelte da non poter condividere che l\u2019adolescenza ci regala, spesso mi \u00e8 capitato di pensare a quel bambino, a che cosa avrebbe fatto adesso lui al mio posto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Mi sono sempre immaginato un ragazzo che, un po\u2019 come me, in quell&#8217;et\u00e0 dove troppe situazioni nuove arrivano in una sola volta, si sente poco importante rispetto agli altri, e sempre fuori luogo. Poche persone lo considerano per quello che lui \u00e8 e per i sogni che coltiva nel suo cuore, per quella voglia di correre il mondo non tanto per arrivare primo quanto invece per conoscere gente nuova. Per quella sua voglia di correre<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>il mondo non per vincere una gara ma per partecipare alla corsa della vita<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Gli altri ragazzi, almeno la maggior parte di loro o quelli che lui conosce, sono perlopi\u00f9 spettatori della vita, come quando vanno al cinema in inverno, quando fuori piove e l\u2019estate \u00e8 un ricordo da condividere in fondo ad una platea su due poltrone cigolose che odorano di muffa e che segnano l\u2019inizio dell\u2019inverno, con la vicinanza del Natale e i buoni sentimenti che i film di quel periodo esaltano con tante di quelle cafonate che neanche i ragazzi pi\u00f9 casinisti della classe di 3^ Liceo riuscivano in minima parte ad eguagliare. Lui invece vorrebbe essere un protagonista ma non per avere il proprio nome scritto in grande nei titoli di coda ma semplicemente perch\u00e9 diversamente non sa vivere. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Probabilmente quel ragazzo sa gi\u00e0 che ogni situazione va conquistata con allegria e con ironia ma anche con fatica, quando \u00e8 proprio la fatica che ci convince che, poich\u00e9 cos\u00ec dura,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>la strada intrapresa \u00e8 quella giusta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Cos\u00ec io a 15 anni salivo sulla mia bicicletta perch\u00e9 avevo speso anche i soldi della benzina per lo scooter al negozio di dischi e mentre mi lasciavo un mondo di case tutte uguali alle spalle andavo incontro al cielo e al mare che al mio paese non manca mai nei discorsi della gente. \u201cIl mare oggi \u00e8 calmo che si pu\u00f2 tagliare come un vetro\u201d. \u201cIl cielo promette poco di buono: una mareggiata stanotte non ce la leva nessuno\u201d.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>E ancora vedevo il mare mentre, mi dirigevo verso la stazione ferroviaria. Forse per il fatto che mio padre da sempre lavorava tra i treni, la consideravo una specie di seconda casa. Appena varcata la sala d\u2019aspetto salivo sul primo treno locale che passava per poi scendere quando dal finestrino vedevo una stazione piuttosto piccola, situata in un luogo un po\u2019 isolato ma abbastanza affollata e sempre con il bar ed una piccola edicola dove compravo un quotidiano con la cronaca del posto. Cos\u00ec, leggendo quel giornale mi immergevo per un&#8217;oretta nella vita di quel paese, dalla cui stazione vedevo partire ed arrivare gente che non conoscevo, divertendomi ad indovinarne la provenienza, la destinazione, loro<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>appuntamenti ed impegni.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Inventandomi la loro vita. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Ed in quel via vai pur modesto di gente, quasi facessi parte della folla che saliva e scendeva dai treni, venivo attratto in modo particolare da alcuni gruppi di ragazzi pi\u00f9 grandi di me che andavano a ballare in un locale di un paese vicino, qualche altro che faceva una gita al mare e quelli pi\u00f9 scalmanati che tornavano dalla partita. Rivivo ancora la curiosit\u00e0 per il loro mondo a me vicino ma ancora sconosciuto perch\u00e8 troppo piccolo di et\u00e0.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">In quel gruppo di ragazzi, nei loro sguardi, nelle loro spinte ed infine nelle loro grida che mi facevano tornare alla realt\u00e0, riuscivo a vedere tutto quello che cercavo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"justify;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Erano tante anime, cuori e voci che parlano contemporaneamente. Che s&#8217;intrecciano, che ridono, che si arrabbiano. E se c&#8217;\u00e8 stato da ridire o anche da ridere per un discorso un po&#8217; fuori luogo, la volta successiva le cose si ribalteranno, e sar\u00e0 qualcun&#8217;altro a fare quel discorso.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Sar\u00e0 qualcun&#8217;altro a far ridere gli altri, perch\u00e9 ancora ci sar\u00e0 da ridere.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Ognuno di quei ragazzi torner\u00e0 a casa la sera, con il cuore pi\u00f9 leggero e la sensazione di costruirsi un proprio piccolo mondo.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Sicuramente diverso da quello degli adulti, magari anche incomprensibile ai loro occhi.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Ma non ci sar\u00e0 bisogno di raccontarglielo. Perch\u00e9 quel piccolo mondo \u00e8 gi\u00e0 radicato dentro ognuno di loro, e tutti quanti insieme, senza neanche rendersene conto, pian piano, stanno costruendosi la vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Oggi, di tempo ne \u00e8 passato parecchio da quei pomeriggi e da quegli anni. Eppure, adesso seduto di fronte alla televisione mentre guardo una tappa del Giro d\u2019Italia con i gruppi dei corridori dove si mescolano campioni e gregari che viaggiano anche senza prendere un treno mi tornano alla mente, chiarissime, le immagini di quei pomeriggi in Stazione. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Ad un tratto sfreccia in solitario un corridore, fisico esile, sguardo fuori dalle orbite, maglia rosa addosso, che corre lasciandosi il gruppo alle spalle, pedalando la strada come se in quel momento scoprisse il mondo, mentre risale come una vertiginosa scalata, la tortuosa strada che ha davanti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Rivedo con chiarezza precisa e grande naturalezza gli occhi curiosi di quel bambino\u00a0mio compagno di banco in quella scuola romagnola. Rivedo nello sguardo del corridore quegli occhi curiosi del mondo e sento nuovamente le frasi dritte, sicure, di quel bambino con le sue parole senza doppi sensi come la strada che percorre questo ciclista.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Ed ogni volta che nuovamente quel corridore sfreccia dentro il video della mia televisione, veloce come un\u2019auto sportiva che al posto del motore ha lo sguardo a vedere sempre pi\u00f9 lontano e al posto dei pistoni ha i polpacci che instancabili vanno su e gi\u00f9 per guadagnare un metro, un brivido mi attraversa. Anch\u2019io mi rivedo in quell\u2019uomo che contro il vento, contro le intemperie non si ferma mai e va, comunque, incontro ad ogni salita. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">A volte mi pare un cartoon per il contrasto tra il suo fisico minuto e la forza instancabile che invece sprigiona regalando alla sua bicicletta velocit\u00e0 e nuovi paesaggi da attraversare. Se per\u00f2 guardo meglio il suo volto e quel suo sguardo inconfondibile ma soprattutto impossibile da disegnare, ho la certezza di avere di fronte un uomo. Un uomo che \u00e8 stato un bambino forse in una classe dove c\u2019ero anch\u2019io. O forse sono io che mi immedesimo in quell\u2019uomo che vola le salite perch\u00e9 da bambino avrei voluto saper volare e raccontare di cose che solo dall\u2019alto, solo da grandi, si possono vedere.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Quel corridore \u00e8 straordinario, \u00e8 un uomo che combatte, che lotta ma soprattutto che si impegna ad essere pi\u00f9 tenace delle salite della vita per poi nuovamente discendere la strada verso il mare della gente, che non lo fa mai affogare e lo culla con onde di entusiasmo, di passione per un uomo tanto piccolo ma infinitamente lungo nella sua ombra che rimane incollata sull\u2019asfalto anche quando lui, ormai, \u00e8 gi\u00e0 lontano. Difficilmente io seguo lo sport alla tiv\u00f9 ma quest\u2019uomo mi affascina quando distacca gli altri e da solo percorre una strada che lo porter\u00e0 in mezzo a pi\u00f9 gente di quanta ne ha lasciata alle sue spalle.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Quell\u2019uomo su due ruote ricorda il percorso di molti di noi. Ma quell\u2019uomo su due ruote, diversamente da molti di noi \u00e8 un campione. Non tanto perch\u00e9 taglia il traguardo per primo, quanto per le proprie emozioni, i propri sentimenti e le proprie paure che ha saputo caricare su di una bicicletta e portare a spasso fra la gente. Ed ancora una volta, con un senso di lieve disagio e di profonda commozione mi torna alla mente il bambino a scuola seduto accanto a me quando, durante la ricreazione uscivamo nel corridoio e ci chiedevamo che mestiere volessimo fare da grandi. Fra le risposte pi\u00f9 comuni che ognuno di noi diceva con entusiasmo ma anche dando alla voce un tono di importanza, c\u2019erano l\u2019ingegnere, l\u2019astronauta, il dottore, il calciatore. Quel bambino che non parlava molto invece, con il tono della voce basso ma sicuro, ci lasciava tutti sbigottititi, perch\u00e9 non sceglieva un mestiere ma spalancando i suoi occhi scuri scuri come se dovesse spiegarci qualcosa che non conoscevamo diceva: \u201cvoglio fare il Campione\u201d. \u201cIl Campione non<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>soltanto per vincere ed essere il primo\u201d, aggiungeva, \u201cma perch\u00e9 chi arriva primo pu\u00f2 aspettare tutti gli altri e vederli arrivare\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"'Book Antiqua';\">Soltanto in questo momento, che vedo quest\u2019uomo dal fisico minuto vincere ogni tappa, colgo per intero il significato di quelle parole apparentemente ingenue sgorgate direttamente dalla fantasia di un bambino. Adesso comprendo che un Campione ha la necessit\u00e0 di arrivare primo per poter poi aspettare tutti gli altri e cominciare con loro, una volta finita la gara, il cammino, non meno irto, di quella comune vita vera, fatta di mille imperfezioni, diecimila sbagli e infinite occasioni perse, dove pu\u00f2 capitare, anzi \u00e8 normale, anche prendere la strada sbagliata.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1714\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1714\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era un bambino, mio vicino di banco alle scuole elementari che non parlava molto. 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