{"id":17091,"date":"2013-12-03T10:54:13","date_gmt":"2013-12-03T09:54:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17091"},"modified":"2013-12-03T10:54:13","modified_gmt":"2013-12-03T09:54:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-io-principe-invisibile-di-alessandro-castrianni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=17091","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Io, principe invisibile&#8221; di Alessandro Castrianni"},"content":{"rendered":"<p>Era la notte fra il 6 e il 7 febbraio 1873.<\/p>\n<p>Mi svegliai di soprassalto. Non per i soliti incubi. Quella volta ebbi la netta sensazione che un lenzuolo di morte fosse calato su di me. Mi guardai attorno. La fioca luce diffusa dalla candela sul comodino tremava in sincrono con le mie gambe: sembrava volesse esplorare ogni angolo della stanza. Poi, tutto a un tratto, un movimento dest\u00f2 la mia vista. <i>Sar\u00e0 suggestione<\/i>, pensai. Volsi lo sguardo a sinistra, e intravidi un\u2019ombra schizzare da sotto il letto. Una creatura spettrale, per met\u00e0 uccello e per met\u00e0 infante, mi fissava dalla sedia dello scrittoio con le zampette penzoloni e il faccino piegato di lato. Gli occhi erano due nere fessure, dove saettavano scintille di un fuoco che ardeva in profondit\u00e0. \u00abMi aspettavi, vero?\u00bb sussurr\u00f2 in un ghigno.<\/p>\n<p>Mi si gel\u00f2 il sangue. <i>\u00c8 venuto a prendermi<\/i>,<i> <\/i>ripetevo dentro di me. Speravo fosse un semplice traghettatore di anime, ma il suo aspetto suggeriva un\u2019origine molto pi\u00f9 oscura degli abissi dell\u2019oltretomba. \u00abS\u00ec \u00e8 oggi, Joseph. Sei pronto?\u00bb prosegu\u00ec divertito.<\/p>\n<p>No, non lo ero per niente. Quanto avevo desiderato che arrivasse quel momento. S\u00ec, volevo morire. Cos\u00ec avrei potuto rivederla, riabbracciarla, starle di nuovo accanto. Poco mi sarebbe importato, ritrovarla fra le fiamme dell\u2019inferno o nella gloria dei cieli. Avrei vissuto l\u2019eternit\u00e0 ovunque, pur di tornare con lei, con il mio amore: Susan.<\/p>\n<p>Ho timore di quanto sto per rivelare. Porgo sin da ora le mie pi\u00f9 sentite scuse a chi, proseguendo nella lettura, penser\u00e0 che io sia un povero mentecatto o, peggio, un ciarlatano intento a fascinare il prossimo con un mero esercizio di fantasia. Dio mi \u00e8 testimone!<\/p>\n<p>Una forza invisibile mi afferr\u00f2 all\u2019improvviso e mi sollev\u00f2, per poi abbandonare la presa e lasciarmi sospeso a mezz\u2019aria. Guardai in basso e vidi me stesso disteso sul letto, con gli occhi ancora sbarrati verso il bambino. Ero morto. Per istinto cercai di tornare nel mio corpo, ma mi rigirai su me stesso, ancorato a un punto fra il soffitto e il pavimento.<\/p>\n<p>Una risata maligna echeggi\u00f2 fra le mura e m\u2019invest\u00ec in pieno. Le pareti cominciarono a tremare insieme ai mobili. Il pavimento inizi\u00f2 a sgretolarsi. Speravo solo che, qualsiasi cosa stesse accadendo, finisse presto. Non sopportavo l\u2019idea di galleggiare nel vuoto, impotente, di fronte a quello spettacolo. Le scosse aumentarono d\u2019intensit\u00e0, pi\u00f9 forti di qualsiasi terremoto. Uno scricchiolio s\u2019insinu\u00f2 nel caos. Un attimo dopo mi sentii attraversare da un immenso oggetto metallico e ci fu<i> <\/i>uno schianto violentissimo, accompagnato da una pioggia di calcinacci. Era crollato il lampadario. Il suo impatto col suolo sollev\u00f2 una nube di polvere e detriti che mi annebbi\u00f2 la vista. Per qualche istante, che a me parve un\u2019eternit\u00e0, persi l\u2019orientamento e mi sembr\u00f2 di cadere.<\/p>\n<p>Quando la coltre si dirad\u00f2, lo scenario era cambiato: davanti a me il soffitto squarciato e, tutt\u2019intorno, i resti di quella che fino a poco tempo prima era la mia stanza da letto. Un dolore improvviso pervase le mie viscere. Sollevai il capo. Il mio ventre era costellato di schegge di cristallo: somigliavano a lapidi insanguinate in un cimitero abbandonato.<\/p>\n<p>Urlai disperato, ma il mio grido fu inghiottito da una quiete sinistra. Un silenzio vivo.<\/p>\n<p>Mi voltai alla mia sinistra. Non c\u2019era pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n<p>Nonostante le fitte, riuscii a mettermi seduto. Mi trascinai poco alla volta fino ai piedi del letto. Volevo fuggire. Appena appoggiai un piede a terra, il suolo fran\u00f2 sotto il mio peso e per poco non cascai fra le macerie. In quell\u2019istante, scorsi il riflesso di una figura pallida lungo un cristallo ancora intatto. \u00abSusan!\u00bb gridai. La cercai con gli occhi.<\/p>\n<p>Una folata di vento esplose dalla finestra, mandandola in frantumi.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo residuo di fiamma aggrappato al lucignolo si estese alla cera liquida e form\u00f2 una nube di fuoco che si spense con la stessa velocit\u00e0 con cui prese vita. Nel buio, fui subito circondato da ruggiti, tonfi, sibili e movimenti sfuggenti. Cercai di non perdere l\u2019equilibrio, ma bench\u00e9 i miei sensi fossero pi\u00f9 vivi che mai, le forze mi stavano a poco a poco abbandonando, sconfitte dal terrore e dall\u2019inesorabile perdita di sangue.<\/p>\n<p>Crollai in ginocchio e persi i sensi.<\/p>\n<p>Sognai mia moglie. Mi diceva che non era ancora tempo, per me. Che non l\u2019avrei mai trovata dove pensavo, perch\u00e9 non c\u2019era alcun aldil\u00e0 per la sua anima. La Morte non mi avrebbe mai avuto, finch\u00e9 lei fosse rimasta al mio fianco. E lo sarebbe stata sempre. Il suo viso era dolce e luminoso e la mano, protesa verso di me, in procinto di accarezzarmi.<\/p>\n<p>Qualcosa mi azzann\u00f2 alla gola.<\/p>\n<p>Quando riaprii gli occhi, un lieve e rassicurante bagliore filtrava dall\u2019apertura lasciata dalla finestra. Sollevai il capo, poi tutto il corpo, pronto a nutrirmi della bellezza di quell\u2019alba tanto sospirata. Arrivato di fronte allo squarcio, mi accorsi che era la luna, a sorgere. Splendeva pi\u00f9 del sole, e illuminava di verit\u00e0 ogni cosa. Il collo mi puls\u00f2 nel punto in cui ero stato morso. Stavo per poggiarvi una mano sopra, quando mi sentii avvolgere i fianchi in un tenero abbraccio.<\/p>\n<p>Mi voltai.<\/p>\n<p>E allora tornai a vivere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_17091\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"17091\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era la notte fra il 6 e il 7 febbraio 1873. 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